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lunedì 20 agosto 2018

A tre mesi dalle elezioni sembra che finalmente la situazione politica in Irak possa chiarirsi!

A tre mesi dalle elezioni, dopo un processo di riconteggio dei voti che ha confermato i risultati emersi dalle urne, sembra che finalmente l'Irak possa emergere dalla stasi che l'aveva immobilizzato (e che, tra l'altro, aveva anche avuto un grande ruolo nel causare le proteste contro la cattiva qualità dei servizi essenziali in diverse città del paese).

domenica 20 maggio 2018

INCREDIBILE! Le due opposte alleanze 'Sadr+Hakim' e 'Ameri+Maliki' ENTRAMBE a 73 seggi! Abadi coi suoi 42 può VERAMENTE essere il 'kingmaker'!

Sono arrivati finalmente i risultati completi, definitivi e confermati delle elezioni irakene della settimana scorsa.

Io sto ancora ridendo.

Sto ridendo perché, nonostante il colossale "flop" rispetto alle aspettative della vigilia, il Primo Ministro uscente Haider al-Abadi, in virtù di una combinazione di circostanze incredibili o di una vera e propria "fortuna sfacciata", si é ritrovato LETTERALMENTE nella posizione di 'ago della bilancia'.

venerdì 18 maggio 2018

In Irak i vincitori delle elezioni politiche "fanno la corte" all'Ex-premier Abadi che, pur da sconfitto, può essere 'ago della bilancia'!

L'Alleanza di Haider Abadi, Premier uscente dell'Irak, é molto "popolare".

No, non nel segreto dell'urna elettorale, dove, anzi, é stata letteralmente 'bastonata' nelle consultazioni politiche dello scorso sabato, ma nelle stanza del Parlamento, dove emissari sia dell'alleanza sadrista che di quella tra Ex-miliziani Hashd al-Shaabi alleatisi con i seguaci di Nouri Al-Maliki hanno offerto ad Abadi e ai suoi di sostenere progetti di Governo alternativi e contrapposti.

lunedì 14 maggio 2018

Ecco, provincia per provincia, i risultati delle elezioni irakene! Confermato il crollo di Abadi, Al-Sadr e Ameri vincitori!

In questa mappa vedete le diciotto province (o governatorati) in cui é diviso l'Irak.

Per ciascuna di esse elencheremo i primi tre partiti per numero di voti raccolti alle elezioni del 12 maggio.

BAGDAD: 1) Sadristi + comunisti 2) Fatah (Alleanza Milizie) 3) Alleanza Al-Maliki
Pessima performance del Premier Abadi nel distretto della capitale, dove riesce ad arrivare addirittura quinto, superato anche dall'Alleanza di Allawi.

BASSORA: 1) Fatah 2) Sadristi+c. 3) Alleanza Abadi (ma con Al-Maliki molto vicino)
A Bassora, metropoli sciita, il partito delle milizie popolari sbaraglia tutti con una performance eccezionale.

In Irak testa a testa tra Moqtada al-Sadr e Hadi al-Ameri, mentre gli Usa preparano una nuova campagna di terrore contro la Mesopotamia!

Preparatevi, amici irakeni: torneranno le autobombe, torneranno i kamikaze, torneranno gli sporchi traffici tra Curdi, ex-baathisti e rimasugli dell'ISIS; dall'Arabia Saudita arriveranno nuovi mercenari raccattati tra le latrine wahabite di tutto il mondo.

Questo perché il popolo ha 'osato' votare i candidati più determinati nel chiedere la partenza delle ultime centinaia di militari americani nel paese, la chiusura di tutte le loro basi e strutture e la rescissione di ogni rapporto col Pentagono.

Infatti, con 10 province scrutinate su 18 (e le metropoli di Bagdad e Basra già conteggiate) é chiaro che i vincitori di queste elezioni irakene sono l'Alleanza Rivoluzionaria per la Riforma (che riunisce gli ultras di Moqtada al-Sadr e i comunisti) e l'Alleanza Fatah di Hadi al-Ameri, che riunisce esponenti delle milizie popolari Hashd al-Shaabi.

lunedì 26 maggio 2014

In Egitto si stanno svolgendo le operazioni di voto per le presidenziali: Hamdeen Sabbahi sfida Al-Sisi!

Gli Egiziani hanno risposto in massa, nonostante la propaganda estremista echeggiata da qualche testata occidentale ingenua o ipocrita, alla chiamata alle urne per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica dopo la rimozione dal potere di Mohammed Mursi e lo scioglimento della Fratellanza Musulmana che rischiava, abbattuta l'autocrazia di Mubarak, di trasformare l'Egitto in un diverso tipo di dittatura.

L'Ex-generale Al-Sisi é in competizione con il candidato di Sinistra Hamdeen Sabbahi ma non dovrebbe avere difficoltà a sconfiggerlo visto l'altissimo livello di popolarità che ha raggiunto con i suoi provvedimenti anti-Ikhwan. Sisi é comparso nella capitale nel distretto di Eliopoli venendo accolto con entusiasmo dai cittadini presenti e ha depositato il suo voto davanti a obiettivi e telecamere dei media nazionali e regionali.

Le operazioni di voto si concluderanno alle sei di sera, ma per i risultati definitivi potrebbe essere necessaria un'attesa relativamente lunga.

lunedì 3 ottobre 2011

Parte in Tunisia la campagna elettorale per le consultazioni costituenti: appuntamento alle urne il 23 ottobre!


L'Assemblea Costituente Nazionale, che dovrà redigere il nuovo documento su cui si baserà lo Stato tunisino del Dopo-Ben-Ali, sarà eletta il 23 ottobre 2011, esattamente tra venti giorni. Dallo scorso week-end fino al 21 tutta la Tunisia sarà polarizzata dalla campagna elettorale, nella quale circa 80 tra listini, partiti, coalizioni e candidati indipendenti si daranno battaglia nelle 33 province del Paese per accaparrarsi uno o più dei 217 scranni nel consesso costituente.

Molto importante risulterà anche il voto dei tunisini all'estero, per conteggiare adeguatamente il quale sono state prese misure già in vigore (gli emigrati possono già votare presso le sedi diplomatiche e consolari, le loro schede saranno secretate e poi conteggiate insieme a quelle delle elezioni in patria). Una Alta Autorità Elettorale Indipendente é stata creata per supervisionare la regolarità delle operazioni di campagna elettorale, di voto e di scrutinio; questo corpo si interfaccerà con gli osservatori internazionali per garantire la natura trasparente e democratica della consultazione.
Ben Ali, il dittatore cacciato a gennaio 2011 dalla sollevazione popolare.
Secondo i dati degli ultimi censimenti ci sarebbero circa sette milioni di cittadini aventi diritto al voto e, vista la natura decisiva di questa consultazione per decretare forma e regole dello Stato che andrà a sostituire il corrotto regime di Ben Ali, c'é da credere che la percentuale di affluenza al voto sarà altissima. Come in molti altri paesi (tra cui l'Italia) sono previste 24 ore di 'Pausa di Riflessione' tra la fine della campagna elettorale e il giorno effettivo delle votazioni.
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