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giovedì 12 agosto 2021

Fallisce nel villaggio di Shwaya il tentativo di un collaborazionista sionista di aizzare una folla drusa contro coraggiosi militanti di Hezbollah!

 

I villaggi di confine in generale, sunniti drusi cristiani e sciiti contribuiscono tutti alla prima linea di difesa del Libano contro qualsiasi invasione israeliana e alla fine fanno parte dei piani di resistenza.

Shwaya, che sembra essere un villaggio a maggioranza drusa, è uno dei tanti villaggi di confine in Libano e capita che la sua campagna sia una perfetta area di sosta per missili da 122 mm verso il bersaglio designato da Hezbollah. E in questa luce, ha operato un lanciarazzi Hezbollah nascosto.

L'operazione di lancio di razzi di Hezbollah ha apparentemente coinvolto circa 8 individui distribuiti in due gruppi. Uno è responsabile del lanciatore, mentre l'altro è responsabile della protezione di esso e del suo percorso verso l'area di tiro e ritorno.

Al gruppo è stato ordinato da Hezbollah di sparare esattamente 20 razzi, e questo è il numero effettivo che è stato sparato. Il lanciatore aveva più razzi, ma erano extra e non destinati al lancio.

Dopo l'operazione, il camion ha lasciato l'area, indisturbato dall'IDF.

venerdì 29 marzo 2013

Ai mercenari terroristi anti-Assad mancano i rinforzi: così se li "inventano" con photoshop!

Tempi duri per i mercenari wahabiti estremisti mandati in Siria a combattere dai più corrotti e asserviti regimi arabi del Medio Oriente, che speravano così di fare cosa gradita ai loro padroni americani, europei e soprattutto israeliani e sionisti: nonostante tutti i roboanti annunci di nuovi aiuti, nuove armi e altre fantasmagoriche iniziative per aiutare i militanti in una lotta che in due anni non ha portato loro altro che morte, umiliazioni e sconfitte l'atmosfera di "rompete le righe" e "si salvi chi può" é sempre più palpabile tra le file dell'insorgenza criminale tanto che, per fronteggiare il numero di galeotti liberati che rientravano in patria per sfuggire la vendetta delle truppe di Assad i governanti sauditi hanno dovuto ufficialmente "proibire" agli ex-detenuti di fare ritorno nel loro paese, pena il ri-arresto e l'aggravamento della pena condonata.

La stessa asineria dei terroristi wahabiti, che col loro assurdo attentato allo Sceicco sunnita Al-Bouti hanno suscitato lo sdegno di tutti i Siriani sunniti, ha consegnato ai ranghi del Presidente Assad nuovi volontari determinati a farla finita una volta per tutte con le barbarie e le crudeltà degli assassini stranieri scatenati contro la loro nazione e il suo popolo, mentre i canali di afflusso di nuovi militanti da mandare in Siria si vanno via via prosciugando tanto che, come si vede dalla foto qui sopra, i propagandisti del terrorismo devono ricorrere a foto di militanti palestinesi "fotoshoppando" sulle loro bandiere le stelle della vergogna neo-coloniale per fingere che si tratti di qaedisti impegnati in Siria.

Arriva fresca fresca dai dintorni di Talkhalakh, nella Provincia di Homs la notizia che l'Esercito siriano ha distrutto le unità di terroristi che stavano assediando un villaggio curdo determinato a non lasciarli entrare e non diventare loro covo e rifugio; i criminali wahabiti sono stati tutti spazzati via dalla potenza di fuoco dei militari, accolti dalla popolazione locale come liberatori: tra i cadaveri dei terroristi l'Intelligence ha identificato i corpi dei capi wahabiti stranieri Abdul Ismail Seif, Bilal Hassan al-Masri e Ahmad Ghalium.

lunedì 7 febbraio 2011

Israele vuole giudaizzare a forza il Negev, ma gli abitanti di Al-Araqib hanno idee diverse



I bulldozer corazzati delle forze di occupazione sioniste, scortati da un numero irragionevolmente alto di forze militari e di polizia in pieno assetto da guerra, sono intervenuti alle prime luci dell'alba del 7 febbraio 2011 per demolire, per la dodicesima volta consecutiva, il villaggio beduino di Al-Araqib, nel Negev.

Il Dr. Awad Abu Freih, portavoce del comitato in difesa di Araqib, ha dichiarato che i bulldozer israeliani hanno demolito tutte le costruzioni (capanne e baracche) erette dagli abitanti dopo l'undicesima demolizione, senza lasciare tempo a nessuno di prelevare alcun oggetto, bene o articolo dalle stesse, travolgendo e schiacciando tutto.

La popolazione, che era stata circondata nei pressi del cimitero e violentemente attaccata se cercava di allontanarsene, é stata quindi abbandonata ai rigori del mese di febbraio, costretta a scavare tra le macerie dei propri rifugi per recuperare il poco rimasto intatto. Gli abitanti di Araqib, tuttavia, sono adamantini nella determinazione di rimanere sul suolo del loro villaggio, anche se dovessero affrontare altre dieci o venti demolizioni.

L'intenzione degli israeliani sarebbe quella di cacciare i beduini per metterli a vivere in qualche baraccopoli recintata (al cui confronto perfino le "township" in cui i sudafricani razzisti rinchiudevano i lavoranti di colore farebbero una bella figura), e poi permettere a coloni ebrei fondamentalisti di occupare la loro terra.

domenica 2 gennaio 2011

Come i cristiani riescono a farsi odiare in Medio Oriente: estremisti evangelici si alleano ai sionisti contro il popolo palestinese

Mezzo milione di alberi piantati nell'ultimo anno e mezzo sulle terre ancestrali delle tribù beduine che vivono nel Negev sono stati comprati da una minacciosa congrega di fondamentalisti cristiani statunitensi che controlla la cosiddetta "God TV", un canale televisivo di rozza propaganda evangelica.

Un cartello piantato pochi chilometri a nord di Beersheva, la principale città del Negev, annuncia grandiosamente il piano per piantare un milione di alberi creando così la "foresta di God Tv".
Il fondatore del Fondo nazionale ebraico, il razzista e colonialista Yossi Weitz.
Il Fondo nazionale ebraico, organizzazione parastatale del Governo israeliano, ha il compito di rubare terra ai Palestinesi per lasciarla poi in mano a coloni ebrei fanatici e ultranazionalisti e per tale scopo ha ricevuto un contributo di 500.000 dollari statunitensi dagli editori di God TV.

Il coordinamento dei difensori dei diritti dei beduini (che annovera attivisti ebrei israeliani e americani fra le proprie fila) ha esposto il legame di cooperazione che esiste fra i fondamentalisti ebrei del movimento dei settler e gli integralisti cristiani evangelici, che sono spinti a sostenere le politiche razziste e vessatorie di Israele per una malintesa interpretazione della Bibbia.

Essi infatti pensano che la giudaizzazione della Palestina e l'espulsione dei suoi legittimi ed originari abitanti sia 'necessaria' per accelerare la Fine del mondo e il ritorno di Gesù cristo sulla terra. Tale ridicolo convincimento é confermato dallo stesso sito-web di God TV sul quale si possono leggere slogan come: "pianta un seme per dio" e dalle cui pagine il conduttore Rory Alec (foto sopra) annuncia: "Vi dico con certezza che Gesù é sulla via del ritorno!"

Gli alberi piantati occupano le terre ancestrali della tribù Aturi, il cui villaggio principale, Al-Araqib, é stato demolito dagli usurpatori sionisti per ben otto volte negli ultimi mesi. Lo scopo delle demolizioni sarebbe quello di convincere i beduini a trasferirsi nel "bantustan" preparato per loro dal regime israeliano dell'Apartheid: un miserabile agglomerato di catapecchie privo dei servizi più essenziali e circondato da recinzioni per prevenirne l'espansione.

Johnatan Stork, vice-direttore del reparto Mediorientale e Nordafricano di HRW, ha criticato i tentativi di deportazione dei beduini nei termini più netti definendo "semplicemente oltraggiosa" l'idea di sradicare una comunità dalla sua terra per rinchiuderla in una specie di riserva.

Il Fondo nazionale ebraico mira ad arrivare, attraverso angherie, demolizioni, attentati e intimidazioni a raggiungere un "fatto compiuto" prima che le Corti israeliane, a cui si sono appellati i difensori dei beduini, possano pronunciarsi sul caso.

Il coinvolgimento degli estremisti evangelici di God TV rischia di far diventare esplosiva una situazione già tesa, come ha spiegato Neve Gordon (foto sopra), professore di Scienze Politiche all'Università Ben Gurion: "La disputa fra il Governo israeliano, che agisce tramite il Fondo nazionale ebraico e i beduini era finora limitata a un complicato caso di rivendicazioni territoriali; l'aggiunta nell'equazione della variabile impazzita di God TV le dà una connotazione religiosa che rende tutto molto più complicato. Israele forse non lo sa, ma sta giocando col fuoco".