lunedì 17 ottobre 2011

Il Partito musulmano Ennahda condanna l'attacco alla casa del produttore TV che ha mandato in onda film islamofobo


Il Partito tunisino del Rinascimento Musulmano (Ennahda) in un comunicato emesso nel week-end ha definito 'eccessivo' e 'non giustificabile' l'attacco della folla alla casa del dirigente del canale Nessma TV, che la settimana precedente ha mandato in onda un film di propaganda anti-islamica. Ali Marayedh, del Consiglio esecutivo di Ennahda, ha dichiarato la 'ferma contrarietà' del partito 'a ogni azione che vada contro la legge', pur riconoscendo che la trasmissione del programma (un filmato di animazione francese che attacca e tenta di mettere in ridicolo la Repubblica Iraniana e la religione musulmana) é stata 'una grave provocazione'.

In seguito alla diffusione del programma folle di migliaia di persone hanno dimostrato prima di fronte agli uffici di Nessma TV, quindi davanti alla casa del dirigente Nabil Karoui; quest'ultima manifestazione, poi, iniziata pacificamente é degenerata quando alcune dozzine di persone si sono lanciate contro la casa devastandola. Karoui e famiglia, comunque, non erano presenti ed erano stati scortati dalle autorità in un luogo protetto.

Molti osservatori tunisini e nordafricani ritengono che Nessma TV si sia prestata a trasmettere il film di propaganda islamofoba proprio nella speranza di causare reazioni violente, con lo scopo di influenzare l'esito delle prossime consultazioni elettorali del 23 ottobre, con le quali verranno eletti i 217 rappresentanti incaricati di stendere una nuova carta costituzionale che andrà a sostituire quella in vigore sotto il regime del dittatore Ben Ali, deposto a gennaio 2011.
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Iran e Qatar rinnovano ed estendono le loro relazioni reciproche adottando posizioni comuni sulle politiche del Golfo Persico!


Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, dopo il suo incontro con il Consigliere del Ministro degli Esteri del Qatar Khalid Mohammad Al-Atiyeh ha dichiarato che l'espansione e l'approfondimento delle relazioni tra Teheran e l'Emirato del Golfo aiuterà a promuovere la comprensione reciproca tra i paesi della regione, aiutando nel contempo a limitare e prevenire le intrusioni straniere.

Nell'incontro il Presidente Ahmadinejad ha destritto le relazioni tra Teheran e Doha come "più che amichevoli" e ha detto che le due nazioni hanno adottato posizioni omologhe sugli eventi e gli sviluppi regionali e globali, in modo da poter meglio contrastare le azioni delle potenze arroganti che cercano di dividere i paesi del Medio Oriente per poter meglio saccheggiare le loro ricchezze naturali in questo periodo di recessione economica.

Il dignitario qatariano da parte sua ha presentato un messaggio scritto dell'Emiro del Qatar al Presidente della Repubblica Islamica nel quale si definisce "significativo" il ruolo iraniano negli sviluppi regionali e internazionali; riferendosi alla seduta degli esperti dell'OPEC a Doha l'Emiro ha auspicato che l'Iran e il suo paese possano aumentare le loro iniziative comuni nel settore energetico, arrivando a giocare un ruolo-chiave nel Golfo.
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Il Movimento di Unificazione Libanese invita l'Alleanza 14 Marzo: "Finanziate voi il Tribunale venduto a Usa e Israele!"


Il Capo del Partito dell'Unificazione Libanese Wiam Wahhab ha dichiarato nella giornata di ieri, durante una manifestazione ufficiale che tutte le risoluzioni internazionali dalla 1559 fino a quella concernente la creazione del cosiddetto 'Tribunale speciale per il Libano' sono state stilate seguendo la 'stella polare' degli interessi Usa e israeliani nella regione e che, quindi, il Governo attualmente al potere, che ha interesse principalmente nella libertà e nell'indipendenza del Paese e nelle condizioni e nella prosperità dei suoi lavoratori non dovrebbe sentirsi obbligato non a seguirle, ma nemmeno a tenerle in considerazione.

Durante la cerimonia della posa della prima pietra del futuro ospedale 'Al-Farisi' nella cittadina di Jahiliya, Wahhab ha invitato gli esponenti politici 'ansiosi di finanziare il Tribunale Speciale' a foraggiarlo di tasca loro, anziché accollare questo gravame al popolo libanese. "E anche quando questo accadesse e le spese del Tribunale Speciale fossero completamente coperte dalle vostre donazioni sappiate che nemmeno allora ci sentiremmo vincolati dalle sue decisioni, siccome solo le risoluzioni della Resistenza in Libano come in Palestina come in Irak sono state in grado di provocare effetti permanenti e duraturi, di restituire sovranità sulle nostre terre, di cacciare gli occupanti dal Libano, da Gaza e infine dalla Mesopotamia".

Wahhab, già ministro in passate legislature ha poi ringraziato Russia e Cina per aver silutato coi loro voti contrari la bozza di risoluzione antisiriana che Usa, Inghilterra e Francia volevano passare presso il Consiglio di Sicurezza ONU; durante la stessa cerimonia l'ambasciatore della Repubblica Islamica Ghazanfar Roknabadi ha rinnovato il sostegno di Teheran a tutti coloro che affrontano Israele e i suoi arroganti alleati, assicurando che l'Iran aiuterà sempre i movimenti e le rivoluzioni anti-imperialiste e anti-colonialiste.
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domenica 16 ottobre 2011

Conferenza internazionale l'anno venturo in Finlandia, per mettere al bando le armi atomiche israeliane!


Nel corso del 2012 si terrà in Finlandia, sotto gli auspici del veterano della diplomazia internazionale Jaakko Laajava, attualmente Sottosegretario di Stato per il Ministero degli Esteri un simposio per il bando totale delle armi nucleari in Medio Oriente e la creazione di una 'zona franca' da simili ordigni; il meeting sarà sponsorizzato e sostenuto dall'ONU.

Ovviamente, come tutti sanno, esiste soltanto un'entità attualmente provvista di bombe atomiche e di programma nucleare militare in Medio Oriente, cioé il regime dell'Apartheid ebraico; una volta eliminato il suo arsenale di distruzione di massa l'obiettivo di un Medio Oriente "nuke-free" sarà raggiunto. L'occupazione sionista, inoltre, non é nemmeno firmataria del Trattato di Non Proliferazione, quindi il suo sito nucleare di Dimona (su cui lanciò l'allarme nel 1986 il tecnico obiettore di coscienza Mordechai Vanunu, rapito, incarcerato e tuttora perseguitato da Tel Aviv) non viene sottoposto ad alcuna ispezione internazionale (come invece accade agli impianti civili iraniani, monitorati dall'IAEA).

Il simposio finlandese realizzerà l'impegno preso nel maggio del 2010 dai 189 paesi aderenti al TNP, per un simile eventi, ispirato a sua volta dalla proposta avanzata nel 1995 di costringere il regime ebraico a distruggere le proprie armi nucleari realizzando così la "zona franca mediorientale". Già si sono levati borborigmi dalla Casa Bianca, i cui rappresentanti sono totalmente manipolati dalla "lobby a sei punte", che ha espresso 'il timore che la conferenza possa venire utilizzata per criticare Israele'. Questo fa paura a Washington! Non che uno Stato-canaglia che ha invaso, aggredito, bombardato ogni nazione confinante, diverse non-confinanti e organizzato omicidi e atti di terrorismo in tutto il mondo abbia a disposizione "almeno" duecento testate atomiche!
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Droni israeliani sopra Gaza: il regime ebraico tenterà un "colpo di mano" per non liberare i detenuti politici?


I droni dell'occupazione israeliana hanno aumentato numero, durata e frequenza dei loro 'passaggi' sopra la Striscia di Gaza, un apparente controsenso vista la sigla dell'accordo di restituzione dei prigionieri politici palestinesi in cambio del cittadino francese Schalit, arruolatosi nelle forze sioniste e catturato da Hamas. Il sospetto dei responsabili della Resistenza é che il regime ebraico non si dia per vinto e cerchi con un colpo di mano di riprendersi (o al limite di abbattere) Schalit mentre viene trasportato da Gaza al Sinai egiziano per lo scambio, rendendo così nullo e vuoto l'impegno alla liberazione dei detenuti.

La Quds Press ha citato una fonte di Hamas secondo la quale i droni ricognitori incrociano preferibilmente su una zona ristretta dove evidentemente i capi dello spionaggio ebraico ritengono sia tenuto Schalit. Le forze di sicurezza di Hamas sono state messe in massima allerta, e faranno tutto il possibile per fuorviare i droni di Tel Aviv; fra le contromisure più elementari vi sarà certo l'organizzazione di uno o più convogli 'sospetti' che mandino i velivoli sionisti su false piste mentre Schalit verrà trasferito in Egitto per altre vie.

Nonostante il sospiro di sollievo e il genuino entusiasmo di migliaia di cittadini palestinesi e parenti di prigionieri inclusi nella lista dello scambio, le prossime ore e le prossime giornate saranno probabilmente le più tese e le più rischiose degli ultimi cinque anni e agli uomini di Hamas saranno richiesti sforzi eccezionali per portare finalmente a conclusione una delle più grandi vittorie politiche del movimento nei suoi ventitré anni di esistenza.
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Hanyieh: "Oggi abbiamo liberato mille fratelli e sorelle, domani libereremo Gerusalemme e la Santa Al-Aqsa!"


Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che i suoi sentimenti di gioia per il rilascio dei prigionieri politici dalle carceri sioniste non saranno completi fino a quando anche quelli che per ora non é stato possibile far rilasciare non saranno finalmente liberi.

Haniyeh ha rilasciato queste dichiarazioni nel sermone del venerdì che é servito anche da augurio di buon viaggio ai pellegrini cui é stato permesso di lasciare la Striscia di Gaza per recarsi alla Mecca: "La nostra gioia e la nostra Vittoria non saranno complete fino a quando non saranno liberi ogni metro della nostra terra e ogni singolo detenuto politico. Oggi liberiamo mille fratelli, domani libereremo gli altri, insieme ad Al-Quds e alla Santa Moschea di Al-Aqsa".

Il Premier ha descritto l'accordo come un ottimo compromesso che, facendo rilasciare tutte le donne, molti ergastolani e altri detenuti con pene molto lunghe rafforzerà l'unità e la coesione del popolo palestinese, sia esso a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme o nei territori occupati del '48, tutti i Palestinesi celebreranno il rilascio, una vittoria ottenuta con la dedizione, la determinazione e la capacità di lottare e soffrire".
Haniyeh ritratto durante il suo 'Haji' alla Mecca.
Haniyeh ha raccomandato ai pellegrini di portare un messaggio a tutta l'Umma musulmana: "Ci sono migliaia e migliaia di altri detenuti nelle carceri dell'occupazione, la Palestina stessa langue occupata, Gerusalemme, terzo luogo santo della Fede, é assediata e offesa ogni giorno; il vostro messaggio all'Umma deve essere quello di correre in aiuto a Gaza, ad Al-Quds, non dimenticare la Palestina e i suoi profughi".
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Nasrallah incontra il leader druso Jumblatt e il Ministro dei Trasporti: "Un confronto franco e onesto a 360°"


Il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha incontrato insieme all'ufficiale di collegamento Wafiq Safha il leader storico della comunità drusa e Segretario del Partito Socialista Progressista Walid Jumblatt e il Ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, Ghazi Al-Aridi. Durante il loro incontro i due leader hanno discusso delle situazioni politiche libanesi e regionali, ragionando anche sul recente accordo di scambio di prigionieri tra Hamas e l'occupazione israeliana.

Al termine del vertice Jumblatt ha dichiarato ai microfoni di Al-Manar, emittente di Hezbollah, che la relazione del partito druso con gli sciiti é "strategica" e che l'alleanza parlamentare di governo durerà a lungo, estendendo apprezzamento per l'atteggiamento 'franco e sincero' di Nasrallah che non si é tirato indietro davanti alle innegabili differenze di vedute tra i due movimenti, ma le ha prese in considerazione con atteggiamento 'estremamente costruttivo'.

Jumblatt ha detto di accettare in toto la triade "Popolo-Esercito-Resistenza", sottolineando come le armi della Resistenza a oggi siano una pietra angolare della difesa nazionale contro le incursioni e la minaccia di future aggressioni israeliane; passando alle valutazioni sull'operato del Governo Mikati lo ha definito "eccellente" e che ha molto apprezzato il lavoro del Premier per mantenere gli interessi nazionali evitando spaccature interne e coinvolgimenti in crisi esterne.
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14.000 nascite in 90 giorni nella Striscia di Gaza; Babyboom che rende ancora più urgente la soluzione all'emergenza umanitaria!

Cicogne molto indaffarate nei cieli sopra Gaza...
Statistiche diffuse dall'Amministrazione generale di Gaza per gli Affari civili e dal Ministero dell'Interno confermano che, nel trimestre luglio-agosto-settembre nella Striscia di Gaza si sono registrate 14590 nascite, ripartite tra 7420 bambini e 7170 bambine. L'Amministrazione ha dichiarato che, in media ogni giorno della scorsa estate l'enclave palestinese assediata dal regime ebraico ha visto la nascita di 158 bambini.
A causa dell'assedio sionista, sempre più neonati a Gaza vengono al mondo prematuramente, bisognosi di speciali cure e lunghi periodi in incubatrice.
Spezzettando ulteriormente questi dati si vede come 2636 nati di sesso maschile siano venuti al mondo a Gaza City, 1279 nel distretto Nord, 1070 nel distretto Centro, 1476 a Khan Younis e 959 a Rafah. Fra le femminucce 2549 sono venute al mondo a Gaza City, 1216 a Nord, 1011 al Centro, 1479 a Khan Younis e 915 a Rafah. Di fronte a questo Baby-boom le morti, appena 862, sono state suddivisi tra 491 defunti uomini e 371 donne, con una media di 9 trapassi al dì.

Il saldo positivo nascite/morti, che ha visto la popolazione della Striscia aumentare in tre mesi di oltre 13mila unità, rende ancora più gravi le sofferenze causate dall'illegale e insensato assedio sionista, che, con crudele predeterminazione, si accanisce a vietare l'importazione di latte in polvere, medicinali e articoli pediatrici, nel tentativo di minare la salute e lo sviluppo delle giovani generazioni palestinesi. Anche per dare una speranza a questi 14590 neonati diventa sempre più urgente e imperativo abbattere lo strangolamento sionista, con ogni mezzo necessario.
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