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sabato 24 novembre 2012

Vergognoso! Stati Uniti e Inghilterra sabotano gli sforzi internazionali per la conferenza di Helsinki sulle armi atomiche in Medio Oriente!

Poco più di un anno fa avevamo segnalato con piacere la notizia della preparazione di una conferenza internazionale (il cui svolgimento era stato annunciato per questo prossimo dicembre nella capitale finlandese) sul problema della proliferazione nucleare in Medio Oriente, problema che, come sappia chiunque non sia vissuto in un barattolo per gli ultimi quarant'anni, inizia e termina con il regime ebraico di occupazione della Palestina.

Registriamo oggi con delusione e sdegno la notizia che, grazie al pernicioso attivismo della ricchissima e potentissima 'Lobby a Sei Punte' Usa e Inghilterra sono riuscite a sabotare e fare annullare il programmato simposio, citando nebulose scusanti riguardo "Le attuali tensioni in Medio Oriente" (frutto dell'avventurismo militare del regime sionista) e il fatto che "Israele sarebbe messo nel mirino da una simile conferenza" (Ovviamente! Essendo L'UNICO PAESE DELL'AREA a rifiutarsi di firmare il Trattato di Nonproliferazione Nucleare e a mantenere un arsenale atomico "pirata"!).

Ancora una volta viene dimostrato l'assuno che non potrà esistere pace e stabilità in Medio Oriente fino a quando la lobby filosionista internazionale (che mobilita per i suoi fini le potenze capofila dell'arroganza imperialista globale) non verrà messa definitivamente in condizione di non nuocere.
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mercoledì 21 dicembre 2011

A Israele, paese razzista, non piacciono gli immigrati africani e ordina al 'cowboy' Salva Kiir: "Riprenditi i tuoi shvartser!"


Molte volte nel recente passato abbiamo dedicato (qui, qui, qui e qui) la nostra attenzione agli abusi, alle discriminazioni, alle violenze che colpiscono gli immigrati africani che, per un motivo sfortunato o l'altro, si ritrovano nella Palestina occupata dal regime sionista. Ovviamente, uno 'stato' che basi le proprie fondamenta ideologiche nel segregazionismo e nel razzismo non può che trovarsi molto a disagio nel convinvere con la 'diversità' di persone che arrivano da un altro continente, spesso spinte all'emigrazione dalle guerre e dall'instabilità che la stessa Tel Aviv semina e fomenta per i propri interessi, come in Sudan, in Somalia, in Kenya.

Adesso che il ridicolo 'presidente' del Sud Sudan si trova a rendere omaggio al 'Bwana' a sei punte, i politici razzisti del Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu vogliono convincerlo a 'riprendersi' qualche 'shvartser' (come vengono chiamati i 'negri' nello yiddish ebraico) e riportarselo in patria, svuotando così alcuni dei lager per immigrati prontamente costruiti (e riempiti fino all'orlo) dal regime sionazista. La cosa triste é che il cowboy Salva Kiir ovviamente accetterà in cambio di qualche cassa di mitra da poter usare contro i suoi oppositori e i migranti sudanesi, che magari hanno impiegato i risparmi di una vita e hanno rischiato la pelle per fuggire proprio dalle milizie di Kiir quando era un 'signore della guerra' si troveranno riportati in Sud-Sudan sotto Kiir 'presidente della repubblica'!


Il Sud-Sudan di Salva Kiir, appena pochi mesi dopo la secessione forzosa dal Nord del Paese é già riuscito a diventare il peggior stereotipo della "Repubblica del Cocco" africana, con le enormi ricchezze naturali del pianeta svendute a prezzo di costo alle multinazionali occidentali per mantenere il Presidente Kiir e la sua camarilla filoimperialista e filosionista nel lusso più crasso, mentre un bambino ogni sette non riesce a compiere cins sanitarie e di profilassi.
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martedì 20 dicembre 2011

Il vile e crudele dittatore del Sud-Sudan va a rendere omaggio al 'bwana' sionista, cui deve il suo corrotto potere!

Non si sarà calato lo 'stetson' dal capo, per mantenere intatto il suo personaggio da 'buzzurro' (non se lo toglie nemmeno al chiuso o quando é a tavola) ma in senso metaforico il cowbboy in "blackface" Salva Kiir é andato a Tel Aviv "cappello in mano", eccome se ci é andato! Il dittatore-fantoccio del Sud Sudan, garante indigeno degli interessi sionisti in Africa é sbarcato nella capitale del regime ebraico per una visita di 24 ore che realizza una coincidenza increbibile: per la prima volta il capo di un'entità priva di ogni legittimità storica o politica ne visita un'altra le cui credenziali di esistenza sono ancor più labili e si reggono unicamente sull'appoggio acritico degli Usa e sulla lobby sionistica internazionale.

Kiir si incontrerà col criminale di guerra Shimon Peres, il Premier Benji Netanyahu, il Ministro della Guerra Ehud Barak e il Ministro degli Esteri di Ultradestra Avigdor Lieberman, inanellando uno dietro l'altro una serie di "ceffi" coi quali dovrebbe, al massimo massimo, condividere la cella di qualche gattabuia, anziché voli di Stato e tappeti rossi.

La visita del tiranno Sudsudanese non includerà alcun incontro con la stampa locale o internazionale; del resto, che Salva Kiir abbia un rapporto contrastato coi media é noto fin dalla querelle che lo ha opposto ai giornalisti 'colpevoli' di denunciare lo scandalo delle sfarzosissime nozze della figlia, una vera offesa in un paese che, dalla propria dichiarazione di 'indipendenza' (piuttosto una secessione consumata a danno del governo Arabo e Musulmano di Khartoum) é riuscito a sprofondare in coda alle classifiche di sviluppo umano del Continente Nero, nonostante le enormi ricchezze petrolifere e minerarie assegnategli nell'iniqua spartizione territoriale voluta da Washington e da Israele.

Ovviamente ai politici imperialisti e sionisti che hanno mendacemente sbraitato di 'genocidi' immaginari e di 'persecuzioni' fasulle per anni e anni, una volta installato il proprio pupazzo al potere ogni interesse per la popolazione sudanese é improvvisamente calato fino a scomparire.
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domenica 16 ottobre 2011

Conferenza internazionale l'anno venturo in Finlandia, per mettere al bando le armi atomiche israeliane!


Nel corso del 2012 si terrà in Finlandia, sotto gli auspici del veterano della diplomazia internazionale Jaakko Laajava, attualmente Sottosegretario di Stato per il Ministero degli Esteri un simposio per il bando totale delle armi nucleari in Medio Oriente e la creazione di una 'zona franca' da simili ordigni; il meeting sarà sponsorizzato e sostenuto dall'ONU.

Ovviamente, come tutti sanno, esiste soltanto un'entità attualmente provvista di bombe atomiche e di programma nucleare militare in Medio Oriente, cioé il regime dell'Apartheid ebraico; una volta eliminato il suo arsenale di distruzione di massa l'obiettivo di un Medio Oriente "nuke-free" sarà raggiunto. L'occupazione sionista, inoltre, non é nemmeno firmataria del Trattato di Non Proliferazione, quindi il suo sito nucleare di Dimona (su cui lanciò l'allarme nel 1986 il tecnico obiettore di coscienza Mordechai Vanunu, rapito, incarcerato e tuttora perseguitato da Tel Aviv) non viene sottoposto ad alcuna ispezione internazionale (come invece accade agli impianti civili iraniani, monitorati dall'IAEA).

Il simposio finlandese realizzerà l'impegno preso nel maggio del 2010 dai 189 paesi aderenti al TNP, per un simile eventi, ispirato a sua volta dalla proposta avanzata nel 1995 di costringere il regime ebraico a distruggere le proprie armi nucleari realizzando così la "zona franca mediorientale". Già si sono levati borborigmi dalla Casa Bianca, i cui rappresentanti sono totalmente manipolati dalla "lobby a sei punte", che ha espresso 'il timore che la conferenza possa venire utilizzata per criticare Israele'. Questo fa paura a Washington! Non che uno Stato-canaglia che ha invaso, aggredito, bombardato ogni nazione confinante, diverse non-confinanti e organizzato omicidi e atti di terrorismo in tutto il mondo abbia a disposizione "almeno" duecento testate atomiche!
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lunedì 9 maggio 2011

Benzina contaminata costringe gli israeliani a cancellare dozzine di voli di linea!


Nella mattinata di ieri tutti i voli in partenza dall'aeroporto di Sde Dov sono stati cancellati, secondo il sito web del quotidiano sionista Yedioth Ahronoth la decisione (devastante per centinaia di passeggeri e per dozzine di aviolinee) é stata presa dopo che si é scoperto che nei loro serbatoi era stata pompata benzina inquinata da un ignoto agente contaminante.

Il distributore di carburante avio Paz Aviation Assets ha dichiarato che un laboratorio tedesco usato regolarmente dall'aviazione militare usa per test e controlli si sarebbe rifiutato di condurre analisi su un campione della benzina contaminata; l'agente inquinante non sarebbe quindi stato ancora individuato.

Il lab-test tedesco non avrebbe fornito spiegazioni ufficiali per il suo rifiuto e nessun laboratorio israeliano sarebbe riuscito a identificare il composto in questione. Il Ministero delle Infrastrutture di Tel Aviv avrebbe urgentemente aperto un'indagine sull'accaduto; é la seconda volta in una settimana che un incidente riguardante la qualità del carburante aeronautico mette l'aviazione civile di Tel Aviv in ginocchio.

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sabato 12 marzo 2011

Sergente israeliano scomparso da lunedì, il Comando dell'Idf sospetta un rapimento


L'esercito israeliano ha annunciato la scomparsa di un suo milite, tale Sergente Sherkov, che, stando a quanto riportato da Ynet, sarebbe scomparso ormai da più di cinque giorni.

Data da allora, infatti, l'ultimo messaggio scambiato tra il sergente e la sua unità di riferimento; non vedendolo tornare alle sue mansioni, inizialmente, era stata data il via a una ricerca "confidenziale", tesa a scoprire se il sottufficiale fosse rimasto vittima di un incidente o un contrattempo ma, dopo giorni di infruttuosi tentativi, il Comando dell'IDF ha deciso di rendere pubblica la cosa e ampliare il raggio di indagini e ricerche.

Daniel Bogdan Sherkov, nell'ultimo comunicato reso ai suoi superiori, aveva detto di trovarsi a Tel Aviv e di esser salito su di un pullman diretto a Beit Shmish. Immediatamente, il pensiero di molti é corso ai recenti appelli, lanciati da fazioni della militanza palestinese, affinché venissero catturati altri prigionieri militari israeliani, da mettere sul 'piatto della bilancia' per ottenere la liberazione di prigionieri della Resistenza incarcerati da Israele.

Nessuna organizzazione palestinese, comunque, ha finora rivendicato alcuna azione di questo genere.

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giovedì 10 marzo 2011

Nasrallah, Hezbollah e la prossima guerra contro Israele: il movimento sciita considera sempre più opzioni offensive come deterrente preventivo


La gran copia di notizie che arrivano dai quattro angoli del Mondo Arabo, ultimamente, ci ha un po' fatto trascurare l'arena che, dopo la Palestina, costituiva il nostro più frequente ambito di interesse: il Libano. Un primo segnale di una progettata "inversione di tendenza" speriamo vi sia già giunto con il precedente articolo su Walid Jumblatt, adesso ci accingiamo a proseguire su quel sentiero con un editoriale sulle conseguenze prevedibili a medio e lungo termine di una recente dichiarazione di Sayyed Hassan Nasrallah, leader incontrastato del Movimento musulmano sciita Hezbollah.

I nostri lettori più attenti ben ricorderanno che, in occasione del suo lungo e articolato discorso in occasione delle celebrazioni alla memoria dei Leader Martiri, sua Eccellenza Nasrallah aveva fatto riferimento alla crescente preoccupazione aleggiante fra i generali dello Stato ebraico che, in occasione di una 'reprise' del conflitto del 2006, truppe di Hezbollah potrebbero entrare in territorio israeliano, nelle regioni settentrionali.

Nasrallah, nel suo discorso, aveva senza troppi fronzoli che non solo ciò sarebbe possibilissimo ma che, persino, Hezbollah stava considerando l'opzione e la possibilità di OCCUPARE determinate zone della Palestina del Nord. Questa é stata la prima volta che una simile affermazione é stata resa in pubblico, durante un'occasione fondamentale del calendario di Hezbollah, dalle stesse labbra del suo leader supremo. Di solito quando un politicante occidentale vuole rilasciare dichiarazioni minacciose e azzardate lo fa quasi di nascosto, a latere di occasioni triviali, possibilmente per bocca di un sottoposto o di un portavoce.

In quel modo, se si arriva alla mala parata, é sempre pronta la giustificazione: "Le mie parole sono state travisate!" e "Mi avete frainteso!". Berlusconi, ad esempio, é maestro di questa tecnica, così come qualche leghista, che, ricorrendovi, possono lasciarsi andare alle intemerate più violente e assurde, salvo poi impetrare l'equivoco a giustificare ogni eccesso. Nasrallah ha fatto l'esatto opposto; la sua dichiarazione, si mette in fila dietro diverse altre che lasciano intendere come Hezbollah stia programmando la guerra che verrà (perché questa é la convinzione dello Stato Maggiore sciita, con Israele, fino a che esiste, non potranno che susseguirsi lotte e confronti violenti) come affatto simile alle pur vittoriose battaglie difensive del 2006, del 2000, del 1996 e del 1985.

Questa volta, Hezbollah progetta di "attaccare"; ovviamente, per un movimento di guerriglia e Resistenza la parola 'attacco' ha un valore relativo: finora Hezbollah ha annunciato che nel prossimo confronto militare con Israele Tel Aviv verrà presa a bersaglio delle artiglierie a razzo del movimento, che il naviglio commerciale diretto a porti israeliani sarà considerato legittimo obiettivo militare e ora la promessa di inviare truppe direttamente sul territorio dello Stato sionista.


In un Medio Oriente dove spesso politici e militari si lasciano andare a iperboli puramente propagandistiche Hezbollah ha l'inconsueta fama di far seguire alle sue parole i fatti. Non per arrogarci mistici poteri di vaticinio ma "guarda caso" uno dei pochi -forse l'unico?- outlet di informazione sul Medio Oriente in Italiano che aveva annunciato la possibilità di una tale iniziativa da parte dei combattenti libanesi era stato proprio Palaestina Felix, in questo nostro articolo datato 8 novembre 2010.

Certo, vi é differenza tra infiltrare commando di sabotatori contro le linee logistiche e 'occupare' militarmente un territorio, ancorché limitato, pure la consequenzialità che lega la nostra profezia e la dichiarazione di Nasrallah dimostra che le nostre fonti erano credibili e, anzi, fin troppo conservatrici nelle loro proiezioni.

La motivazione che ha portato Nasrallah a rilasciare la sua recente dichiarazione é piuttosto evidente: dare da pensare ai generali sionisti; Hezbollah (secondo noi a piena ragione) ritiene che Israele fatalmente attaccherà nuovamente il Libano; bene, ogni annuncio che promette a Tel Aviv una guerra non più combattuta solo sul territorio avversario fa molto per indurre i pianificatori militari dell'IDF a riconsiderare e rivalutare le loro stime.

Più tempo si aggiunge alla pressoché totale calma che contraddistingue il confine israelo-libanese dal 2006 a oggi e più Tsahal può star certo che Hezbollah si rafforzi e affini le sue tecniche e tattiche operative, é pressoché sicuro che ormai le capacità di combattimento della Resistenza sciita siano due o tre volte superiori a quelle dimostrate nell'ultimo conflitto; questo é il razionale del costante e continuo sostegno iraniano a Nasrallah e i suoi: lungi dal voler 'controllare il Libano', come ripetono garruli i propagandisti della Fox e della Cnn, Teheran vede Hezbollah come un utile diversivo con cui occupare Israele fino a che il programma nucleare iraniano non sia nella sua fase irreversibile...più Israele pensa a una guerra col Libano meno può dedicarsi a pianificare difficili e rischiose missioni contro Bushehr e Natanz.

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