lunedì 8 settembre 2014

Barwana, Al-Lous e Al-Khafajiya ripulite dalla presenza dei takfiri dell'ISIS!

Come annunciato nel nostro precedente articolo anche l'Ovest dell'Irak é sempre più interessato dall'attività dell'Esercito regolare che sta respingendo sempre più verso il confine ogni gruppo e cellula terrorista dei wahabiti dell'ISIL.

Intorno ad Haditha, grazie al sostegno dell'Aviazione Irakena (l'unica forza aerea pesantemente impegnata a scardinare dai loro covi i gruppi takfiri), le aree di Barwana, Al-Lous e Al-Khafajiya sono state completamente bonificate e tornate sotto il saldo controllo dell'Esercito nazionale e dei miliziani tribali Al-Jughaiefa che hanno sostenuto l'azione delle truppe regolari con la loro conoscenza del terreno.

Il fatto che anche le tribù sunnite irakene reagiscano all'invasione wahabita alleandosi con le forze di Bagdad dimostra come la lotta antiterrorismo sia ormai divenuta una questione nazionale, interetnica e intersettaria. Uno sviluppo che sancisce la definitiva sconfitta del piano americano e sionista di 'balcanizzazione' del paese mesopotamico.

Il Libia le forze del Generale Haftar affermano di avere ucciso 200 miliziani intorno a Bengasi

Dopo la conquista di Tripoli da parte delle milizie islamiste e la fuga del Governo 'regolare' a Tobruk che sembrava aver segnato la definitiva morte della Libia come Stato anche solo parzialmente funzionante, torna a far parlare di sè il Generale Khalifa Haftar che, per mezzo di un comunicato esteso dal suo portavoce Colonnello Hegazi, afferma che le truppe al suo comando abbiano riportato un importante successo alle porte di Bengasi.

Secondo quanto riportato da Hegazi circa duecento miliziani islamisti sarebbero stati eliminati nell'operazione e, inoltre, quanto rimasto delle Forze Speciali dell'Esercito Libico avrebbe giurato fedeltà all'Ex-Capo di SM e coloro che già sostenevano la sua causa.

Per finire, forse cercando di suscitare simpatia o sostegno internazionale, Haftar avrebbe denunciato la presenza nelle file delle milizie di operativi dell'ISIS tornati nel paese nordafricano dalla Siria e dall'Irak.Vedremo se la situazione evolverà verso una qualunque soluzione o se la Libia continuerà ad andare alla deriva nel caos e nella violenza.

I servizi segreti militari libanesi arrestano cinque wahabiti che cercavano di creare una cellula takfira a Marjeyoun!!

Cinque cittadini stranieri tra di loro imparentati sono stati arrestati ieri in Libano, presso la cittadina meridionale di Marjeyoun, al termine di una operazione dei Servizi segreti militari. I cinque sono accusati di cospirazione con finalità terroristiche; sembra infatti che stessero cercando di organizzare una cellula wahabita.

I cinque erano entrati in Libano facendosi passare come profughi siriani ma, anziché approfittare del ritorno del controllo governativo proprio nelle regioni adiacenti il confine libanese per rientrare in Siria, si erano stabiliti nel Sud del paese.

Il fatto che l'arresto sia avvenuto nella zona di Libano sotto il pieno controllo di Hezbollah fa pensare a un livello di cooperazione tra il Movimento Sciita e l'Intelligence dell'Armee Libanaise, un sospetto che diventa praticamente certezza quando si aggiunge il particolare che i cinque sono stati arrestati perché, improvvidamente, avevano usato il popolare sistema di messaggeria mobile "Whatsapp" per scambiarsi dettagli sulle loro attività.

In Libano l'unica forza in possesso della tecnologia per monitorare comunicazioni cellulari di quel genere é certamente Hezbollah, che ha stabilito il proprio network informatico grazie all'aiuto degli esperti della Guardia Rivoluzionaria iraniana.

Nuova impennata negli attacchi aerei siriani contro l'ISIS; eliminati circa 125 terroristi wahabiti!!

L'aviazione siriana ha condotto ben diciannove bombardamenti aerei su Raqqa, eliminando 125 terroristi dell'ISIS, colpendo un campo di addestramento e distruggendo completamente un edificio letteralmente pieno di mercenari takfiri; soltanto in quell'incursione sono stati eliminati cinquantasei wahabiti.
Altre quattro sortite sono state condotte contro la località di Al-Buqamaal, sul confine con l'Irak. I raid, compiuti con Sukhoi-24 e -25 hanno visto l'impiego di missili aria-terra appena arrivati dalla Russia, che permettono ai piloti di Assad di colpire da grande distanza senza dover temere le insidie dei MPSAM consegnati ai takfiri da americani, turchi e israeliani.

Anche la località di Al-Mayadeen é stata colpita più volte; si tratta dello stesso centro dove il buffone 'Riad Asaad' aveva il suo quartier generale dell'esercito libero, prima di venire mutilato di una gamba e costretto alla fuga.

domenica 7 settembre 2014

Anche la regione di Houzz nell'Ovest dell'Irak liberata dalla presenza dell'ISIS!!

Oltre alle importanti vittorie che si susseguono nel Nord del paese nelle province di Salahuddine e di Niniveh anche la zona di Ramadi, a Ovest della capitale Bagdad, é attualmente teatro di una importante avanzata dell'Esercito Irakeno che ha ripreso saldamente il controllo della regione di Houzz, a Sud del capoluogo.

L'azione é stata decisa parallelamente all'offensiva contro i gruppi terroristi che ancora si annidano intorno alla città di Haditha in maniera che non fosse possibile per gli uni rifugiarsi presso gli altri o prestarsi soccorso e assistenza nel caso di un attacco mirato solo contro uno dei due obiettivi.

L'azione mira a spingere i terroristi wahabiti sempre più distante dalla strategica Diga di Haditha che ha rappresentato un obiettivo a lungo agognato dai mercenari dell'ISIS ma che proprio per questo é sempre stata strenuamente difesa dalle forze governative.

Esercito e milizie irakene liberano Baride, Kani Kawan, Sewidan e Ashqalan, avanzando verso Bashiqa e Bartella!!

La regione di Al-Khazar, nella provincia settentrionale di Niniveh é divenuta teatro nelle ultime ore di una tambureggiante offensiva dell'Esercito Irakeno e delle milizie sciite che si stanno spingendo sempre più in profondità nel territorio occupato a inizio estate dai fanatici takfiri dell'ISIS.

Grazie all'incessante supporto dei jet, degli elicotteri e dell'artiglieria delle forze regolari (nessuna traccia infatti dei fantomatici 'attacchi aerei americani' di cui strombazzano i male informati media occidentali, i cui reporter rimangono nelle retrovie ben distanti dalla linea del fuoco a "intervistare" grassi e pasciuti 'comandanti' curdi) i villaggi di Baride, Kani Kawan, Sewidan e Ashqalan sono già tornati sotto il completo controllo delle forze governative.

Dozzine e dozzine di militanti takfiri sono stati eliminati, molti dei quali si erano dati alla fuga al primo accenno di attacco coordinato. Adesso le truppe fedeli al governo stanno avanzando verso Bashiqa e Bartella, cittadine a maggioranza cristiana, che potrebbero venire liberate prima della fine della giornata.

Il regime ebraico, dopo la batosta subita da Gaza, inizia già a pensare a una guerra contro Hezbollah!

Dieci giorni dopo aver dovuto concedere l'armistizio contro un ghetto sovrappopolato lungo 40 chilometri e largo nove, che tuttavia ha saputo infiliggere danni per miliardi di dollari a uno stato dotato di jet, sommergibili, droni, sottomarini e armi nucleari, abbattere quattro UAV, un cacciabombardiere e respingere le sue forze di terra, il regime ebraico dell'Apartheid si é già messo a pensare a una possibile guerra contro il Libano e l'organizzazione sciita di Resistenza Hezbollah.

Già la recente scoperta di un apparato automatico di spionaggio vicino a Sidone (che peraltro ha causato la morte di un civile libanese) dimostra come Tel Aviv continui a tenere d'occhio il Paese dei Cedri e nella serata di ieri il Canale 2 della tv sionista ha messo in onda uno 'speciale' tutto dedicato a una possibile guerra al Nord.

Nel corso dello speciale é stata fatta menzione (senza dubbio per 'abituare' anticipatamente il pubblico all'idea) del fatto che il sistema di pretesa "intercettazione" Iron Dome, che già si é rivelato fallimentare contro i razzi di Gaza, non costituirà affatto una difesa contro l'arsenale balistico di Nasrallah (che infatti anche nella Guerra del 2006 aveva continuato a colpire la Palestina Occupata a suo piacimento fino all'ultimo giorno di ostilità).

Addirittura, si é suggerita l'idea che sarebbe necessario "evacuare" la Galilea, di fronte alla reale possibilità di un'avanzata degli uomini di Hezbollah (cosa che era stata prospettata nel recente passato persino da fonti della Resistenza Libanese).





Mahmoud Zahar dichiara: "Con un quarto delle armi di Gaza la Cisgiordania potrebbe cacciare i Sionisti occupanti!!"

Confermandosi come uno dei dirigenti di Hamas più lucidi, realisti e fedeli all'ideale della Resistenza Armata Mahmoud Zahar, parlando ai fedeli riuniti per la preghiera di venerdì alla moschea di Al-Shahid Abdullah Azzam ha detto: "La Resistenza Palestinese in Cisgiordania, se avesse a disposizione anche solo un quarto delle armi che sono oggi in possesso di Gaza, saprebbe mettere in crisi e quindi in fuga gli occupanti sionisti".

Zahar ha quindi aggiunto che, qualora i resistenti palestinesi della West Bank possedessero una potenza di fuoco uguale a quella di Gaza l'occupazione sionista non durerebbe nemmeno un altro giorno; il dirigente di Hamas ha quindi denunciato la cooperazione tra l'Autorità Palestinese egemonizzata e occupata da Fatah e gli invasori del regime ebraico.

Zahar ha indicato la scelta folle di Netanyahu di precipitare il recente confronto mlitare con Gaza come un vero e proprio suicidio politico che presto potrebbe costare al Premier del regime sionista la sua poltrona; tornando all'argomento di armare la Cisgiordania ha fatto capire come sforzi in tal senso sono già in atto, soprattutto grazie alla capacità acquisita dalla Resistenza di Gaza di costruire e perfezionare autonomamente i propri armamenti.