Un preciso e devastante 'raid' dell'Aviazione Siriana ha colpito posizioni e forze dell'ISIS nell'Est della Provincia di Sweida, nella Siria Sudorientale, distruggendo completamente un arsenale, esploso con tutti i suoi ordigni, e addirittura un deposito di carburante, che é detonato in maniera ancor più spettacolare, dando origine a un vasto incendio.
L'attacco ha avuto luogo a Sud di Beir al-Rasiei, vicino a Rashidiyeh, nelle esplosioni sono andati distrutti anche numerosi veicoli usati dagli adepti del sedicente 'califfato', principalmente da trasporto, ma alcuni anche da combattimento.
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venerdì 3 febbraio 2017
Arsenale di esplosivi e autobombe e deposito di carburante dell'ISIS distrutti a Sweida dai jet di Assad!
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giovedì 7 giugno 2012
In arrivo due carichi di combustibile e uno di medicinali per il ghetto di Gaza strangolato dall'assedio sionista!
Una carovana motorizzata carica di una tonnellata e mezza di gasolio e benzina ha lasciato la provincia egiziana di Suez negli scorsi giorni diretta verso il varco di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza, cercando di calmierare le tragiche conseguenze della costante penuria di carburanti nel ghetto palestinese assediato illegalmente da Israele nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale e dell'ONU. Scortati da forze della polizia militare i veicoli sono stati forniti e caricati a spese della Cooperativa Petrolifera del porto di Al-Zitiat, secondo quanto relato dai cronisti del quotidiano "Al-Youm Assabi" ('Il Settimo Giorno', in Arabo).
Mano a mano che sempre più precaria e pericolosa si fa la penuria di combustibili a Gaza tanto più insopportabile diventa l'ignavia con cui lo SCAF, la giunta militare di Tantawi, ha deciso di proseguire la sua politica di 'inazione' riguardo all'assedio del territorio palestinese, temendo contraccolpi da parte del regime sionista, con cui il vecchio Maresciallo, relitto dell'Era Mubarak, é restio a tagliare definitivamente le relazioni sconfessando la sottomissione cui prima Sadat e poi il dittatore ora condannato all'ergastolo avevano deciso di ridurre quello che una volta era stato il paese-guida della Resistenza araba antisionista.
Sempre l'Assabi ha dichiarato che entro pochi giorni un nuovo convoglio questa volta munito di quasi tre tonnellate di combustibili si avvierà verso Gaza. Il Maggior Generale Javer al-Arabi, Governatore del Nord Sinai ha dichiarato che poi anche quattro camion carichi di tredici tonnellate medicinali e attrezzature cliniche, donate dall'Unione Medica Araba, verranno presto indirizzati verso Gaza.
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venerdì 11 febbraio 2011
A Gaza tornano benzina e gasolio attraverso i tunnel del contrabbando, ma la situazione resta critica!
Un piccolo, brevissimo, sospiro di sollievo per Gaza, tartassata dalla crudeltà dell'ottuso e insensato odio dei politici e dei generali sionisti, che le impongono la carestia come disumana "punizione collettiva" per la sua indomita volontà di Resistenza; dopo giorni e giorni di blocco, grazie agli sforzi degli escavatori e dei trasportatori dei tunnel del contrabbando, combustibili e carburanti egiziani hanno ripreso ad affluire nell'enclave costiera assediata.
Circa 2100 ettolitri di benzina e 10000 di gasolio sono stati importati attraverso i cunicoli sotterranei e, guardando al futuro per la prima volta da giorni con ottimismo, gli abitanti della Striscia attendono ulteriori consegne nel corso del week-end. Senza l'importazione clandestina attraverso i tunnel Israele avrebbe gli artigli puntati alla gola di ogni attività economica e produttiva di Gaza, potendo decretare il tipo e la quantità di ogni combustibile fossile da lasciar transitare attraverso il suo blocco economico.
Il recente attentato beduino a un gasdotto egiziano inizialmente aveva causato panico e preoccupazione fra la popolazione di Gaza visto che, qualora l'approvvigionamento israeliano di metano ne fosse stato anche minimamente intaccato lo Stato ebraico avrebbe certo preso a pretesto la cosa per infliggere nuove privazioni ai Palestinesi che tiene in ostaggio, come già ha fatto in passato. Ogni scusa é buona, infatti, per Israele, per incrudelire contro le sue vittime, in una vera e propria sarabanda di azioni vili e meschine, a volte al confine col puro sadismo.
Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari a Gaza ha comunicato ai suoi referenti internazionali che la situazione tuttavia rimane sull'orlo della catastrofe per molti altri aspetti, come la situazione sanitaria e medica, il blocco del varco di confine di Rafah, attraverso cui, secondo l'Oms ogni giorno transitano almeno venti malati palestinesi bisognosi di esami e terapie da effettuarsi in Egitto.
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giovedì 10 febbraio 2011
Gaza strangolata dall'assedio sionista! Da un giorno all'altro la Striscia precipiterà in piena emergenza umanitaria!!
Dopo oltre due settimane di dimostrazioni e scontri in tutte le maggiori città egiziane, la situazione nella Striscia di Gaza é diventata, da critica che era, praticamente disperata, visto che, con l'inizio delle proteste in Egitto, le autorità cairote hanno sigillato il varco di confine di Rafah schierando a sua protezione un piccolo contingente di truppe, abbandonate a loro volta senza ordini né cibo.
La chiusura del varco di Rafah ha interrotto anche l'afflusso di quelle poche merci e articoli "permessi" dalle shylockiane 'tabelle della carestia' imposte dal regime sionista a decretare cosa possa e cosa non possa affluire nella Striscia, trasformata dall'assedio israeliano in un immane "bunker della fame".
Come segnalato dal nostro precedente articolo, particolarmente critica é la situazione di combustibili e carburanti, che a Gaza, stante i costanti e ripetuti attacchi aerei israeliani all'infrastruttura elettrica, sono necessari non solo per veicoli e riscaldamento, ma anche per alimentare i gruppi elettrogeni che consentono alle famiglie di fare fronte ai frequenti e prolungati black-out della corrente.
Crudeli abbastanza per ridurre Gaza alla fame, ma avidi il giusto per non disdegnare un guadagno da sciacalli, certi ufficiali e militari sionisti hanno iniziato un loro privato regime di contrabbando, facendo affluire nella Striscia quantità irrisorie di benzina e gas domestico a prezzi che vanno dal triplo al quadruplo del normale.
L'ospedale di Shifa, il più grande e moderno della Striscia, ha circa una settimana di autonomia grazie a una grande scorta di carburante ammassata per la bisogna ma, se il varco di Rafah rimanesse chiuso più a lungo, incubatrici, apparati di rianimazione, macchine per la dialisi e altri equipaggiamenti salvavita potrebbero smettere di funzionare, con conseguenze tragiche per dozzine e dozzine di malati.
Un capitolo della tragedia di Gaza particolarmente legato alla situazione sanitaria é quello dei Palestinesi ancora bloccati all'Aeroporto del Cairo; molti di loro sono pazienti che si erano recati al Cairo per effettuare esami o sottoporsi a terapie, adesso, bloccati nella piccola 'stanza detentiva' di cui abbiamo già pubblicato foto e filmati, stanno esaurendo le loro medicine e vedendo aggravarsi le loro condizioni.
Anche il prezzo di articoli non di immediata sopravvivenza sta stabilendo record dopo record: prima della chiusura di Rafah una tonnellata di cemento si vendeva a 102 Euro, adesso é difficile trovarne a meno di 220.
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