Gli occupanti della Palestina che vi hanno installato l'illegittimo regime ebraico hanno la stessa moralità degli avvelenatori di pozzi.
Siamo pronti a ripeterlo ovunque e con chiunque, con tanto di prove.
Se a Gaza é direttamente il codardo esercito 'tsahal' a lanciare veleno sulle colture palestinesi, in Cisgiordania l'insetticida concentrato viene versato nei pozzi dai coloni ebrei degli insediamenti illegali.
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martedì 29 maggio 2018
Ennesimo avvelenamento di pecore di pastori palestinesi in Cisgiordania, perpetrato dai coloni ebrei!
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martedì 6 gennaio 2015
Gli Ebrei avvelenatori di pozzi non perdono il vizio! Gregge palestinese sterminato vicino Nablus!
Il pastore palestinese Mohammad Ibrahim Hammad ha condotto il proprio gregge all'abbeverata vicino al villaggio di Aqraba, a Sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata dai Sionisti, senza sapere che poche ore prima un avvelenatore ebreo aveva versato insetticida concentrato nei larghi contenitori lasciati a disposizione dei guardiani di pecore e capre che incrociano nella zona.
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domenica 1 luglio 2012
Truppe sioniste violano il confine libanese e rapiscono un pastore! L'UNIFIL ne ottiene la liberazione.
Membri delle forze di sicurezza libanesi hanno ricevuto dagli ufficiali dell'UNIFIL il cittadino libanese Yousef Mohammad Zahra, di professione pastore, rilasciato nella giornata di ieri dopo essere stato sequestrato da un commando di soldati sionisti che hanno violato il confine col Paese dei Cedri nei pressi delle Fattorie di Shebaa (territorio libanese illegalmente occupato da forze militari del regime ebraico).
Zahra é stato rapito mentre, come sempre, conduceva le proprie pecore al pascolo nella regione di Shahel; una volta libero l'uomo ha dichiarato che, pur mantenendo sé stesso e i suoi animali ben oltre la linea di demarcazione del territorio occupato, proprio per evitare di venire molestato o aggredito dai sionisti, una pattuglia di militari di Tel Aviv ha volutamente violato il confine penetrando per decine di metri in territorio libanese per rapirlo, minacciandolo con le armi.
Udito l'allarme dato da testimoni oculari del sequestro, le autorità libanesi hanno allerato il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura, domandando una censura ufficiale per la violazione territoriale sionista e l'immediata liberazione del suo cittadino.
L'UNIFIL, contattando il comando militare sionista, ha organizzato il rilascio del rapito. Il Ministero degli Esteri libanese guidato da Adnan Mansour ha dichiarato in merito: "La Comunità Internazionale deve iniziare una buona volta a prendere serie misure per impedire al regime sionista di continuare a violare i confini libanesi".
Zahra é stato rapito mentre, come sempre, conduceva le proprie pecore al pascolo nella regione di Shahel; una volta libero l'uomo ha dichiarato che, pur mantenendo sé stesso e i suoi animali ben oltre la linea di demarcazione del territorio occupato, proprio per evitare di venire molestato o aggredito dai sionisti, una pattuglia di militari di Tel Aviv ha volutamente violato il confine penetrando per decine di metri in territorio libanese per rapirlo, minacciandolo con le armi.
Udito l'allarme dato da testimoni oculari del sequestro, le autorità libanesi hanno allerato il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura, domandando una censura ufficiale per la violazione territoriale sionista e l'immediata liberazione del suo cittadino.
L'UNIFIL, contattando il comando militare sionista, ha organizzato il rilascio del rapito. Il Ministero degli Esteri libanese guidato da Adnan Mansour ha dichiarato in merito: "La Comunità Internazionale deve iniziare una buona volta a prendere serie misure per impedire al regime sionista di continuare a violare i confini libanesi".
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venerdì 13 aprile 2012
Pastore sessantenne palestinese derubato e percosso da sionisti in uniforme, video esclusivo!
Un video di scioccante e scabrosa denuncia é stato rilasciato da un attivista israeliano dell'ONG umanitaria B'tselem, uno dei rari individui che, come i Tedeschi decenti all'epoca del Nazismo, non hanno abdicato alla loro indole umanitaria solo per il fatto di avere stampigliata sui documenti la svastica a sei punte del regime sionazista.
Il video girato 11 giorni fa, mostra il pastore Abu S, sessantenne palestinese, che stava accudendo alle sue pecore nel pascolo comune di Om al-Amd, villaggio cisgiordano, mentre viene fermato da militari della forza di occupazione sionista che iniziano a perseguitarlo e angariarlo.
I militari maltrattano e spintonano l'anziano mentre uno di loro ruba una pecora trascinandola per le zampe verso il veicolo militare, seguono insulti, percosse, minacce, che durano oltre un quarto d'ora. Eventualmente, dolorante e più povero di un capo di bestiame Abu S viene lasciato andare, ma poteva benissimo venire arrestato, incarcerato per 'detenzione amministrativa' e di nuovo picchiato, di nuovo torturato.
Vicino al villaggio palestinese é sorto, come una maligna crescita tumorale, un insediamento illegale di Ebrei armati, 'Otniel', dove centodieci fondamentalisti giudei provenienti dai quattro angoli del mondo sono stati collocati dalle autorità sioniste di occupazione, con progetti per espanderne ancora le pertinenze rubando ulteriore suolo, acqua, risorse ai legittimi abitanti della Terra di Palestina.
Il video girato 11 giorni fa, mostra il pastore Abu S, sessantenne palestinese, che stava accudendo alle sue pecore nel pascolo comune di Om al-Amd, villaggio cisgiordano, mentre viene fermato da militari della forza di occupazione sionista che iniziano a perseguitarlo e angariarlo.
I militari maltrattano e spintonano l'anziano mentre uno di loro ruba una pecora trascinandola per le zampe verso il veicolo militare, seguono insulti, percosse, minacce, che durano oltre un quarto d'ora. Eventualmente, dolorante e più povero di un capo di bestiame Abu S viene lasciato andare, ma poteva benissimo venire arrestato, incarcerato per 'detenzione amministrativa' e di nuovo picchiato, di nuovo torturato.
Vicino al villaggio palestinese é sorto, come una maligna crescita tumorale, un insediamento illegale di Ebrei armati, 'Otniel', dove centodieci fondamentalisti giudei provenienti dai quattro angoli del mondo sono stati collocati dalle autorità sioniste di occupazione, con progetti per espanderne ancora le pertinenze rubando ulteriore suolo, acqua, risorse ai legittimi abitanti della Terra di Palestina.
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martedì 31 gennaio 2012
Nuovo massacro tra i primitivi pastori sud-sudanesi causa 40 morti, il Governo di Salva Kiir non controlla nulla del suo 'territorio'!
Un nuovo violentissimo scontro tra i pastori del Sud-Sudan ha lasciato sul terreno almeno quaranta morti dimostrando che le tensioni interetniche nello 'Stato' artificiosamente creato da Usa e Israele con l'inganno del 'referendum' tenutosi nel luglio 2011 non sono affatto sopite e che in qualunque momento possono riesplodere precipitando le ex-province meridionali del Sudan in un incubo di sangue e violenza, ben peggiore di qualunque cosa sperimentata prima dell'improvvida secessione.
La faida etnica ha preso il via nella giornata di lunedì 30 gennaio quando un gruppo di armati della provincia di Unity si é spinta nel territorio confinante di Warrap con l'obiettivo di razziare donne e armenti ai suoi abitanti. Prendendo di sorpresa i loro rivali gli uomini di Unity hanno rubato 100 bovini e alcune dozzine di donne e ragazze, uccidendo invece bambini, ragazzi e anziani, secondo quanto riportato da Alison Manani Magaya, "Ministro dell'Interno" dell'inane e inefficace Governo del cowboy Salva Kiir.
Ancora una volta l'inettitudine e l'inefficienza del 'capotribù' scelto da Stati Uniti e Israele come loro satrapo locale si misura col numero di cadaveri rimasti a terra e i litri di sangue versati.
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domenica 19 giugno 2011
Plotone israeliano penetra in Libano e cerca di rapire un giovane pastore, salvato dal pronto intervento dei suoi cani!
Un plotone di soldati sionisti ha violato il confine libanese e ha cercato di rapire un giovane pastore che si trovava sul posto col suo gregge; fortunatamente per il ragazzo i cani che lo aiutavano nel suo lavoro, vedendo sconosciuti avvicinarsi al bestiame, sono scattati in avanti e hanno permesso al padrone di mettersi al sicuro. Uno dei cani é stato colpito e ferito alla testa dal calcio del fucile d'assalto di uno degli invasori.
Secondo quanto appreso dalla troupe giornalistica di Al-Manar gli invasori israeliani sono entrati 250 metri in territorio libanese, ed erano perfettamente consci della loro violazione e determinati ad aggredire e rapire il giovane; il fatto si é svolto vicino alle Shebaa Farms, presso la collina di Saddana. Il giovane pastore, di nome Alaa Mohammad Al-Nabaa ha riferito ai reporter: "Stavo conducendo il gregge quando ho sentito uno dei cani abbaiare, mi sono avvicinato e i latrati sono aumentati, a un certo punto da una linea di cespugli sono usciti due soldati sionisti e un terzo da una seconda direzione a destra dei primi, ho iniziato a correre via, ma loro mi hanno gridato di fermarmi e hanno preso a inseguirmi, poi il cane si é lanciato verso uno di loro, ricevendo un colpo alla testa che lo ha ferito profondamente.
Il deputato Kassem Hashem di Amal ha immediatamente visitato la zona incontrando il giovane pastore e i suoi genitori, dichiarando: "Prima di riportare questa grave violazione al consesso internazionale dovremmo rivelarla a qualche politicante libanese filosionista che continuamente si riempie la bocca di riferimenti e appelli alla 'comunità internazionale' invitandoci a sottometterci alle sue decisioni...quali contromisure pensano questi signori che la loro tanto citata 'comunità internazionale' prenderà per sanzionare Israele? Quali sanzioni, quali punizioni eleverà contro lo Stato Ebraico?"
"La zona delle colline di Saddana dovrebbe essere monitorata e protetta dall'UNIFIL, ma l'UNIFIL, quando lo fa, si limita unicamente a contare le violazioni...e sono tutte violazioni di parte israeliana!".
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sabato 25 dicembre 2010
Israele augura "buon natale" ai palestinesi: un morto e tre feriti
L'esercito sionista ha fatto i suoi auguri di "Buon Natale" a Gaza, intensificando i propri attacchi contro la popolazione civile nel crudele quanto ottuso tentativo di fiaccarne lo spirito attraverso la violenza e il dolore: soldati dell'esercito più (im)morale del mondo hanno aperto il fuoco nella fascia Nord della Striscia di Gaza colpendo alla schiena un giovane pastore che accudiva il suo gregge. Il pastore, Salem Abu Heshish, é morto sotto i colpi degli assassini in uniforme, mentre altri tre ragazzi palestinesi sono stati feriti in un'altra zona della Striscia: uno é in condizioni disperate, mentre le condizioni degli altri due non destano preoccupazioni.
Adham Abu Selmiya, portavoce del legittimo Governo palestinese per i servizi medici, ha detto che i tre giovani sono stati fatti segno del fuoco sionista mentre raccoglievano detriti di cemento da sgretolare per farne sabbia da costruzione; secondo le cifre fornite dall'ONG Defence for Children International fra il 26 marzo e il 10 dicembre 2010 le truppe dello Stato ebraico hanno ucciso 19 bambini e ragazzi palestinesi impegnati in quest'attività, mentre sono state tredici le vittime dell'escalation di violenza israeliana dal primo dicembre a oggi. I feriti, invece, sono stati circa una trentina.
domenica 19 dicembre 2010
Teppisti ebrei danno fuoco al gregge di un pastore palestinese uccidendo 12 pecore
Mohammed Bani Fadl, un pastore palestinese di quarant'anni, ha subito un danno di quasi cinquantamila nuovi shekel quando un gruppo di coloni Ebrei ultranazionalisti ha radunato il suo gregge di pecore e ha versato benzina sulle sterpaglie tutto attorno ad esso, dandogli poi fuoco. Il pastore, residente nel villaggio di Aqrabah, vicino Nablus, nella parte settentrionale della Cisgiordania, stava sorvegliando i suoi animali che brucavano la scarna vegetazione circostante quando ha notato una macchina bianca fermarsi sul ciglio della strada poco distante e i suoi occupanti fargli cenno di avvicinarsi attraverso i finestrini.
Pensando a una richiesta di indicazioni, o di soccorso, Bani Fadl ha iniziato ad avvicinarsi, fermandosi quando, a metà della distanza, riuscì a notare che a bordo del veicolo c'erano Ebrei ultraortodossi abitanti dei vicini insediamenti illegali, e che erano tutti evidentemente armati. Allarmato da quest'ultimo particolare, e ricordando delle molte notizie di aggressioni ad agricoltori e lavoratori palestinesi a opera di simili bande di coloni armati, il pastore non poté fare nient'altro se non fuggire dietro una vicina collina, lasciando il suo gregge in balia dei fondamentalisti ebrei.
| Posizione di Aqrabah, 18 chilometri a Sud-Ovest di Nablus. |
I settler si sono fermati ad osservare l'agoni degli animali ridendo e dandosi di gomito, mentre il pastore non poteva fare alcunché per correre in soccorso delle sue pecore, a scanso di venire ucciso sul posto dalle armi dei fondamentalisti. In seguito, quando i rei si furono finalmente allontanati, Bani Fadl ha contato una dozzina di capi bruciati a morte, cinque gravemente ustionati e due che, rimanendo al centro del gregge, erano riusciti a cavarsela con leggere scottature e intossicazione da fumo.
Il sindaco di Aqrabah, Jawdat Bani Jabir, ha definito l'accaduto: "un episodio vergognoso" e ha inferito che gli incendiari con ogni probabilità venivano dagli insediamenti ebraici circostanti: Maale Efraym, Itamar ed Hetzit. "Fadil ha una famiglia con nove figli, come farà ora a provvedere a loro?" ha poi lamentato.
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