Si é tenuta questo pomeriggio a Londra un'importantissima manifestazione nel quadro degli eventi per la Giornata Internazionale di Gerusalemme che ha visto l'intervento di rilevanti personalità palestinesi come Khader Adnan, sopravvissuto l'anno scorso a un lunghissimo sciopero della fame e l'ex-calciatore e attivista Mahmoud Sarsak.
Il rally, tenutosi in Portland Place proprio dietro gli edifici della BBC, che ogni giorno emana dai suoi studi svergognata propaganda filosionista, ha radunato migliaia di persone e ha mostrato come gli ideali che 34 anni fa ispirarono l'Ayatollah Khomeini a dedicare l'ultimo venerdì di Ramadan alla Causa della Palestina offesa e occupata sono ben vivi e popolari in Europa, nonostante le Lobby a Sei Punte che cercano di comprare politici imbelli e senza onore.
Dopo avere marciato compatti fino all'ambasciata statunitense, i partecipanti alla grande manifestazione si disperderanno circa un'ora dopo la pubblicazione di questa notizia, certi di avere dato un segnale chiaro e forte di fratellanza e solidarietà col Popolo di Palestina.
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venerdì 2 agosto 2013
Grande manifestazione in corso di svolgimento a Londra per la Giornata Internazionale di Gerusalemme!!
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sabato 5 gennaio 2013
Taher Halalhleh e Khader Adnan partecipano a una manifestazione della Jihad Islamica a favore dei prigionieri politici!
Anche nei territori occupati di Cisgiordania il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, nonostante le politiche repressive dei 'gendarmi di Sion', i collaborazionisti dell'autorità nazionale palestinese, sta prendendo sempre più piede ed estendento l'appeal del suo messaggio di Lotta e Resistenza a fasce sempre più ampie della popolazione, esasperata dall'ignavia di Abbas e sodali, che si contentano di vuoti 'riconoscimenti' come quello dell'ONU e anche dell'operato di certi settori di Hamas, apparentemente più ansiosi di mettersi in buoni rapporti coi Fratelli Musulmani e con gli emiri wahabiti del petrolio che di combattere l'occupazione sionazista.
In questa preziosa testimonianza fotografica vediamo come a una recente manifestazione di solidarietà con i cinque prigionieri politici attualmente in sciopero della fame nelle carceri sioniste e per il rilascio immediato dei Parlamentari palestinesi imprigionati da Tel Aviv abbiano fatto la loro apparizione Khader Adnan e Taher Halahleh, a loro volta ex-prigionieri politici che, come abbiamo dolorosamente testimoniato, arrivarono sull'orlo della morte autoinfliggendosi lunghissimi digiuni di protesta.
In questa preziosa testimonianza fotografica vediamo come a una recente manifestazione di solidarietà con i cinque prigionieri politici attualmente in sciopero della fame nelle carceri sioniste e per il rilascio immediato dei Parlamentari palestinesi imprigionati da Tel Aviv abbiano fatto la loro apparizione Khader Adnan e Taher Halahleh, a loro volta ex-prigionieri politici che, come abbiamo dolorosamente testimoniato, arrivarono sull'orlo della morte autoinfliggendosi lunghissimi digiuni di protesta.
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giovedì 9 agosto 2012
Il Prigioniero Politico Bilal Diab, eroe del digiuno ininterrotto per 78 giorni di seguito, é stato liberato oggi!
Il prigioniero politico palestinese Bilal Diab, che in primavera arrivò ad auto-infliggersi 78 giorni di sciopero della fame totale culminati persino in alcuni giorni di sciopero della sete come parte della protesta collettiva dei detenuti contro la disumanità e gli abusi del sistema concentrazionario del regime ebraico, é stato liberato oggi, giovedì 9 agosto.
Nella sua capitolazione di fronte alla determinazione dei prigionieri in lotta il regime di Tel Aviv ha dovuto accettare di non rinnovare i termini di "carcerazione amministrativa" ai detenuti verso i quali non era riuscito a formulare nessuna accusa lontanamente credibile o sostenibile e che pure si ostinava a voler tenere in prigione per pura rappresaglia terroristica contro le loro attività anti-Apartheid e anti-occupazione.
La lotta contro l'Apartheid e l'occupazione sionista é Diritto inalienabile di ogni Palestinese e solo ricorrendo ad aborti giuridici come la "detenzione amministrativa" Tel Aviv si illude di 'combattere' tale Diritto, ma non sa che in tale modo spinge soltanto nuovi adepti sul sentiero della Resistenza. Possa Bilal Diab tornare presto a lottare coi suoi fratelli e le sue sorelle per la Liberazione della Palestina!
Nella sua capitolazione di fronte alla determinazione dei prigionieri in lotta il regime di Tel Aviv ha dovuto accettare di non rinnovare i termini di "carcerazione amministrativa" ai detenuti verso i quali non era riuscito a formulare nessuna accusa lontanamente credibile o sostenibile e che pure si ostinava a voler tenere in prigione per pura rappresaglia terroristica contro le loro attività anti-Apartheid e anti-occupazione.
La lotta contro l'Apartheid e l'occupazione sionista é Diritto inalienabile di ogni Palestinese e solo ricorrendo ad aborti giuridici come la "detenzione amministrativa" Tel Aviv si illude di 'combattere' tale Diritto, ma non sa che in tale modo spinge soltanto nuovi adepti sul sentiero della Resistenza. Possa Bilal Diab tornare presto a lottare coi suoi fratelli e le sue sorelle per la Liberazione della Palestina!
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venerdì 18 maggio 2012
Reportage fotografico di Palaestina Felix sulla marcia con cui a Gaza la Jihad Islamica festeggia la vittoria dei prigionieri politici!
Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha celebrato con una marcia nella Striscia di Gaza il successo della protesta dei prigionieri politici palestinesi che attraverso la costanza e il sacrificio sono riusciti a far capitolare il regime ebraico di occupazione facendogli annullare tutti i provvedimenti persecutori presi negli ultimi anni contro la popolazione carceraria palestinese.
In particolare sono stati aboliti i provvedimenti che impedivano ai detenuti di migliorare la propria educazione, di ricevere visite dai familiari, sono stati rimossi dall'isolamento tutti i prigionieri che vi languivano e quanti erano sottoposti al procedimento di detenzione amministrativa senza accusa precisa verranno quanto prima liberati.
La Jihad Islamica fa notare come il regime ebraico dell'occupazione abbia ceduto soltanto di fronte alla catastrofica prospettiva di una morte di massa di prigionieri, molti dei quali erano arrivati a rifiutare persino l'acqua. Solo la paura di un backlash mediatico devastante ha convinto gli aguzzini sionisti a cedere.
In particolare sono stati aboliti i provvedimenti che impedivano ai detenuti di migliorare la propria educazione, di ricevere visite dai familiari, sono stati rimossi dall'isolamento tutti i prigionieri che vi languivano e quanti erano sottoposti al procedimento di detenzione amministrativa senza accusa precisa verranno quanto prima liberati.
La Jihad Islamica fa notare come il regime ebraico dell'occupazione abbia ceduto soltanto di fronte alla catastrofica prospettiva di una morte di massa di prigionieri, molti dei quali erano arrivati a rifiutare persino l'acqua. Solo la paura di un backlash mediatico devastante ha convinto gli aguzzini sionisti a cedere.
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giovedì 17 maggio 2012
L'ONG Tadamun rivela i dettagli della capitolazione sionista alle richieste dei prigionieri politici palestinesi!
L'ONG Tadamun per il Rispetto dei Diritti Umani ha rivelato ulteriori dettagli dell'accordo firmato a inizio di questa settimana grazie alla fondamentale mediazione egiziana tra la leadership del movimento di protesta dei detenuti politici palestinesi e l'amministrazione carceraria del regime ebraico per la fine dello sciopero della fame di massa. Ahmed al-Betawi, ricercatore di 'Tadamun' ha citato le parole di Mohamed Sabha, leader del movimento dei prigionieri che ha assicurato come entro due giorni tutti i prigionieri in isolamento verranno riportati tra i loro compagni di detenzione.
Betawi ha indicato che, in coordinazione con la Croce Rossa, i carcerieri sionisti hanno cominciato a programmare visite familiari per i parenti di primo grado dei prigionieri originari di Gaza e per le famiglie dei detenuti cisgiordani che negli ultimi anni se le erano viste negare: le visite riprenderanno entro un mese; inoltre tutti i 308 prigionieri attualmente in 'detenzione amministrativa' senza accusa precisa non vedranno rinnovato l'odioso provvedimento, un insulto alla moderna concezione del Diritto penale.
I cinque prigionieri che più a lungo si sono negati ogni nutrimento, arrivando alla fine a rifiutare persino l'acqua, sono già stati portati in strutture ospedialiere civili e stanno venendo sottoposti alle delicate e dolorose terapie necessarie per riabituare i loro fisici spossati ad accettare ed elaborare nutrimento, dapprima per fleboclisi, poi in forma liquida e solamente in un futuro prossimo per mezzo di alimenti solidi. Fra essi i coraggiossissimi Bilal Dhiab e Thaer Halhaleh sono arrivati a rifiutare il cibo per quasi 80 giorni, quasi due settimane in più dello Sceicco Khader Adnan.
Betawi ha indicato che, in coordinazione con la Croce Rossa, i carcerieri sionisti hanno cominciato a programmare visite familiari per i parenti di primo grado dei prigionieri originari di Gaza e per le famiglie dei detenuti cisgiordani che negli ultimi anni se le erano viste negare: le visite riprenderanno entro un mese; inoltre tutti i 308 prigionieri attualmente in 'detenzione amministrativa' senza accusa precisa non vedranno rinnovato l'odioso provvedimento, un insulto alla moderna concezione del Diritto penale.
I cinque prigionieri che più a lungo si sono negati ogni nutrimento, arrivando alla fine a rifiutare persino l'acqua, sono già stati portati in strutture ospedialiere civili e stanno venendo sottoposti alle delicate e dolorose terapie necessarie per riabituare i loro fisici spossati ad accettare ed elaborare nutrimento, dapprima per fleboclisi, poi in forma liquida e solamente in un futuro prossimo per mezzo di alimenti solidi. Fra essi i coraggiossissimi Bilal Dhiab e Thaer Halhaleh sono arrivati a rifiutare il cibo per quasi 80 giorni, quasi due settimane in più dello Sceicco Khader Adnan.
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martedì 15 maggio 2012
VITTORIA! I detenuti politici palestinesi impongono la loro volontà al regime ebraico: accettate le loro richieste!
I prigionieri politici palestinesi nelle carceri sioniste hanno acconsentito a terminare il loro sciopero della fame di massa dopo che Tel Aviv si é piegata alle loro richieste per termini di trattamento più umano e per il rilascio dei detenuti amministrativi verso i quali non pendono accuse precise (cioé la stragrande maggior parte visto che la 'detenzione amministrativa' serve proprio a tenere in carcere persone verso le quali non si riesce a formulare alcun addebito). Ancora una volta in questo accordo é risultata determinante la mediazione egiziana dimostrando coi fatti quanto più utile per la pace e la stabilità della regione sia l'Egitto senza Mubarak.
Inoltre tutti i detenuti in isolamento verranno riportati a contatto dei loro compagni di prigionia e saranno consentite visite familiari anche a quei prigionieri che originalmente risiedevano nella Striscia di Gaza (quando ancora era occupata dai sionisti, prima del 2004). Il diffondersi della notizia ha causato festeggiamenti pubblici ed entusiasmo tanto in Cisgiordania quanto nell'enclave litoranea assediata. La protesta di massa, ispirata dagli esempi dello Sceicco Khader Adnan e di Hana'a Shalabi, era iniziata a marzo ad opera di alcuni prigionieri come Bilal Dhiab e Thaer Halahleh ed era poi stata abbracciata da centinaia e centinaia di loro compagni di detenzione, in particolare quelli aderenti alla Jihad Islamica, al PFLP e ad Hamas.
Ancora una volta Fatah si é fatta notare per l'ambiguità del suo atteggiamento e il servilismo dei suoi dirigenti, che hanno cercato di rompere il fronte unito della protesta trattando separatamente con Tel Aviv, arrivando a dover minacciare i loro membri imprigionati per fare interrompere loro lo sciopero con la prospettiva di togliere alle loro famiglie l'assegno mensile pagato dall'organizzazione.
Inoltre tutti i detenuti in isolamento verranno riportati a contatto dei loro compagni di prigionia e saranno consentite visite familiari anche a quei prigionieri che originalmente risiedevano nella Striscia di Gaza (quando ancora era occupata dai sionisti, prima del 2004). Il diffondersi della notizia ha causato festeggiamenti pubblici ed entusiasmo tanto in Cisgiordania quanto nell'enclave litoranea assediata. La protesta di massa, ispirata dagli esempi dello Sceicco Khader Adnan e di Hana'a Shalabi, era iniziata a marzo ad opera di alcuni prigionieri come Bilal Dhiab e Thaer Halahleh ed era poi stata abbracciata da centinaia e centinaia di loro compagni di detenzione, in particolare quelli aderenti alla Jihad Islamica, al PFLP e ad Hamas.
Ancora una volta Fatah si é fatta notare per l'ambiguità del suo atteggiamento e il servilismo dei suoi dirigenti, che hanno cercato di rompere il fronte unito della protesta trattando separatamente con Tel Aviv, arrivando a dover minacciare i loro membri imprigionati per fare interrompere loro lo sciopero con la prospettiva di togliere alle loro famiglie l'assegno mensile pagato dall'organizzazione.
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sabato 12 maggio 2012
Aggiornamento sulla situazione dei prigionieri politici in sciopero della fame: sono in sette a rischiare la vita!
L'Osservatorio Euromediterraneo per i Diritti Umani (EMOHR) ha chiesto agli Stati membri del Consiglio ONU per di Diritti Umani di tenere urgentemente una sessione speciale che tratti del grave rischio di morte per i detenuti politici palestinesi coinvolti nello sciopero della fame a oltranza contro le disumane misure di carcerazione in vigore all'interno del regime ebraico di occupazione della Palestina. Per arrivare a questo obiettivo sarebbe necessario mobilitare un consenso di almeno un terzo dei 47 stati membri del Consiglio.
Intanto l'ex-detenuto politico Sceicco Adnan Khader, che si é fatto rilasciare dopo essere rimasto 66 giorni senza cibo nello sciopero della fame che ha ispirato quello di Hana Shalabi e in seguito anche questo, di massa, ha dichiarato che l'autorità carceraria sionista sta telefonando alle famiglie dei detenuti in sciopero della fame per minacciarle, spargere false notizie sulle loro condizioni e cercare di estorcere informazioni da usare contro i detenuti, ricattandoli perché interrompano la loro protesta.
Secondo quanto comunicato nella giornata di venerdì dall'avvocato Jawad Bolous oltre ai prigionieri Bilal Dhiab e Thaer Halahleh anche Hasan al-Safadi, Omar Abu Shallal, Ja'far Ezziddin, Mahmoud Sarsak e Muhammad Taj, tutti ormai digiuni da oltre 70 giorni, sarebbero in immediato pericolo di vita.
Intanto l'ex-detenuto politico Sceicco Adnan Khader, che si é fatto rilasciare dopo essere rimasto 66 giorni senza cibo nello sciopero della fame che ha ispirato quello di Hana Shalabi e in seguito anche questo, di massa, ha dichiarato che l'autorità carceraria sionista sta telefonando alle famiglie dei detenuti in sciopero della fame per minacciarle, spargere false notizie sulle loro condizioni e cercare di estorcere informazioni da usare contro i detenuti, ricattandoli perché interrompano la loro protesta.
Secondo quanto comunicato nella giornata di venerdì dall'avvocato Jawad Bolous oltre ai prigionieri Bilal Dhiab e Thaer Halahleh anche Hasan al-Safadi, Omar Abu Shallal, Ja'far Ezziddin, Mahmoud Sarsak e Muhammad Taj, tutti ormai digiuni da oltre 70 giorni, sarebbero in immediato pericolo di vita.
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