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venerdì 27 novembre 2020

L'Algeria acquisterà 14 supercaccia Sukhoi-57 per 2 miliardi di euro!

 

Come sanno molto bene gli affezionati lettori e seguaci del blog, l'amabilissimo Kahani ha una vera passione per il caccia di Quinta Generazione dell'OkB Sukhoi, a cui ha dedicato tanti articoli nei mesi e negli anni precedenti, seguendone lo sviluppo, il battesimo e l'utilizzo operativo in Siria.

Oggi ho ricevuto segnalazione da uno dei miei contatti, che l'aviazione algerina si sarebbe impegnata ad acquistare 14 esemplari del Su-57, siglando un contratto da oltre due miliardi di euro.

venerdì 20 giugno 2014

La Germania é in procinto di vendere mille blindati "Fuchs" al Governo di Algeri!

Mille APC ruotati classe "Fuchs" verranno presto trasferiti dai gruppi industriali tedeschi Rheinmetall e Ferrostaal al Governo di Algeri; non solo, ma saranno accompagnati da un intero complesso industriale che verrà eretto in territorio algerino, dove avverrà l'assemblaggio finale dei mezzi e verranno prodotti pezzi di ricambio ed effettuata la manutenzione periodica, rendendo il paese nordafricano virtualmente indipendente dal venditore una volta effettuato l'acquisto.

E' stata questa una clausola su cui il Governo di Bouteflika ha insistito particolarmente prima di apporre la firma finale sull'accordo da quasi tre miliardi di Euro, parte di un più vasto programma di acquisti militari che comprenderà anche due fregate di costruzione Thyssen/Krupp e ulteriori veicoli militari (forse cingolati) del gruppo Daimler.

Questi ulteriori acquisti porteranno il volume degli accordi militari tra Berlino e Algeri alla cifra di quasi dieci miliardi di Euro, un ottimo risultato per l'industria tedesca visto che i suoi affari con le monarchie wahabite del Golfo sono costantemente ostacolati da preoccupazioni di natura etica sollevate dalle opposizioni.

giovedì 29 maggio 2014

Gebran Bassil ad Algeri: "Il Libano é in prima linea nella lotta contro il terrorismo estremista!"

Il Ministro degli Esteri del Governo Salam, Gebran Bassil, intervenendo ad Algeri a un meeting dei Paesi Non-Allineati ha dichiarato che Beirut é attualmente "in prima linea" nella lotta contro l'estremismo wahabita: "Combattiamo per la nostra Pace, la nostra Sicurezza, ma anche per la vostra", ha articolato il titolare degli Esteri.
Le affermazioni di Bassil sono giustificate dal fatto che molti estremisti takfiri presenti in Libano provengono da altri paesi, veicolati tramite le reti dell'integralismo di marca saudita e qatariota foraggiato dalla CIA e dalla NATO per gli interessi delle potenze imperialiste e che, se costoro non venissero adeguatamente contrastati e combattuti in terra libanese (così come anche in Siria, in Irak, etc...) tornerebbero presto in patria per destabilizzare anche le nazioni di loro provenienza.

Bassil ha chiesto aiuto e sostegno ai Paesi Non-Allineati per condannare e chiedere conto a Tel Aviv delle sue continue violazioni della tregua in vigore dal 2006, per un più stringente ruolo di rilevamento e contrasto delle stesse da parte dell'UNIFIL e un appoggio concreto all'Armee Libanaise che "ogni giorno lotta contro il terrorismo e l'estremismo che minacciano tutti noi".

domenica 11 maggio 2014

"Yankee Stay Home!" L'Algeria rifiuta agli Usa una base militare sul suo territorio!!

La Repubblica Algerina ha rispedito al mittente con esito negativo la richiesta americana di stabilire una base militare sul suo territorio, nell'ambito della strategia yankee di infiltrazione del Continente Nero e di provocazione continua tramite gruppi islamici estremisti creati, riforniti e manipolati dalla CIA (vedi Boko Haram in Nigeria et simili...).

Il governo Usa ha creato il suo 'Comando Africano' nel 2008 e ha pensato bene di insediarlo sul territorio italiano nella base vicentina di Dal Molin; nonostante le enormi manifestazioni di protesta della popolazione locale, col beneplacito di ogni esecutivo di "centrodestrasinistra".

Per fortuna esistono paesi che tengono alla loro sovranità e indipendenza per averla conquistata a caro prezzo con una sanguinosa lotta di liberazione e non spalancando le braccia servilmente a un invasore dopo l'altro come usano fare gli itaglioni nativi del Bel Paese.

venerdì 9 maggio 2014

Dopo le menzogne ikhwanite, regolarmente smentite, Al-Sisi incontra cordialmente l'ambasciatore algerino!

Parlando con rappresentanti dei media locali la scorsa settimana l'Ex-generale e ora candidato presidenziale Al-Sisi ha dichiarato che, in caso di necessità, la totalità delle Forze Armate egiziane sarebbe in grado di mobilitarsi per correre in aiuto di paesi come la Tunisia, l'Algeria o il Marocco, in meno di 72 ore.

Prontamente, un outlet di propaganda menzognera al servizio della disciolta Fratellanza Musulmana (e dei suoi sostenitori e finanziatori stranieri) come "Islam.Info", distorse le parole di Sisi pretendendo che egli avesse vantato la capacità egiziana di "INVADERE" Tunisia, Algeria o Marocco...e meschinamente aveva 'lanciato' la news con in primo piano l'Algeria, nel tentativo di rovinare i rapporti tra i due grandi Stati nordafricani attualmente che più fortemente sono impegnati a garantire la laicità delle Istituzioni.

Puntuale arrivò la smentita, come si può leggere su questa stessa pagina-web "Algerie Patriotique", che dimostra come gli stessi media algerini siano stati ansiosi di smentire le fandonie islamiste. Comunque, a riaffermare la mancanza di ogni istinto 'bellicoso' verso la Repubblica Algerina ieri Sisi ha incontrato e discusso a lungo con il suo ambasciatore al Cairo, ribadendo di essere pronto, se verrà eletto Presidente dell'Egitto, a condurra una politica di dialogo e cooperazione verso Algeri: "Combattendo per l'Unità dei Popoli e delle Nazioni arabe!".

mercoledì 5 marzo 2014

Operativi del Mossad arrestati in Algeria, avevano documenti siriani e libanesi: quale era il loro obiettivo?

Riceviamo e trasmettiamo la notizia che i servizi di sicurezza algerini avrebbero bloccato e arrestato due operativi dell'agenzia statale di terrorismo dell'entità sionista, il famigerato 'Mossad', che erano in possesso di documenti falsi che ne attestavano la presunta cittadinanza siriana e libanese.

L'arresto dei due dimostra come l'Istituto di Tel Aviv sia attivo nel fomentare il disordine e il caos anche in paesi relativamente distanti dalla Palestina occupata. Gli investigatori stanno verificando se la presenza dei due in Algeria avesse a che fare con la creazione di eventuali gruppi di 'volontari' per la campagna terroristica in Siria (che ha il pieno sostegno e la cooperazione totale delle autorità sioniste), oppure se il loro scopo fosse istigare disordini nel paese (in stile 'Ucraino') in occasione delle prossime elezioni presidenziali in cui il capo dello Stato Bouteflika cercherà la riconferma della sua carica.

Non appena vi saranno ulteriori dettagli e aggiornamenti li evidenzieremo ai nostri affezionati lettori.