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venerdì 7 dicembre 2012

Le parole di Mursi non persuadono gli oppositori: si preannuncia un weekend di scontri al Cairo e nel resto d'Egitto!

Come annunciato nel nostro ultimo articolo in merito il Presidente egiziano Mohammed Mursi si é rivolto alla nazione con un messaggio teletrasmesso, durante il quale ha garantito la propria disponibilità a incontrare i leader dell'opposizione (adesso compattatasi in un organismo unico detto 'Fronte Nazionale di Salvezza') per discutere della crisi scatenata dal decreto costituzionale e dall'annuncio del referendum approvativo della nuova Carta programmato per il prossimo 15 dicembre.

Tuttavia i liberali di El Baradei, i nasseriti di Hamdeen Sabahi, gli ex-Mubarakiani di Amr Moussa e il Wafd di Sayed al-Badawi hanno respinto al mittente l'apertura presidenziale, il 'Movimento 6 Aprile' avrebbe diramato ai suoi aderenti la rinnovata richiesta di scendere di nuovo in piazza nel corso del week-end per portare nuovamente la situazione al punto di rottura.

Con un bilancio di morti e feriti che potrebbe aumentare esponenzialmente e la minaccia di vedere l'Esercito intervenire al fianco dei militanti dell'Ikhwan e dei sostenitori del Partito FJP, espressione politica della Fratellanza Musulmana, si aspetta col fiato sospeso, non soltanto al Cairo, ma in tutto il paese, che abbiano termine le preghiere del venerdì.
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lunedì 9 luglio 2012

Il Presidente Mursi annulla l'annullamento: ristabilita la legittimità del Parlamento egiziano!

Il neopresidente egiziano Mohammed Mursi ha emanato un decreto che annulla la decisione della Suprema Corte con cui nel mese di giugno era stata dichiarata nulla l'elezione del Parlamento, avvenuta a novembre scorso. Secondo quanto riportato dalla Middle East News Agency (MENA) il Presidente avrebbe utilizzato i suoi poteri costituzionali per scavalcare la Corte Suprema e gli inviti a tutti i membri della Camera a convenire per riprendere i lavori parlamentari sarebbero già stati inviati.
 La decisione di fare sciogliere il Parlamento era stata forzata sulla Corte Suprema dal Consiglio delle Forze Armate del Maresciallo Tantawi, che sperava in una improbabile vittoria del candidato della restaurazione Mubarakiana Ahmed Shafiq al ballottaggio presidenziale, cui era arrivato grazie a un incredibile sforzo di "voto di scambio" cui avevano partecipato come finanziatori i ricchi emiri del Golfo Persico. Attualmente Shafiq é latitante negli Emirati Arabi Uniti, inseguito da un mandato di cattura per corruzione e malversazione di risorse pubbliche.

Inoltre, Mursi ha decretato che una volta redatta e approvata per referendum popolare la nuova costituzione del paese verranno stabilite nuove regole elettorali e, passati sessanta giorni dalla loro promulgazione, il popolo verrà nuovamente invitato a esprimersi in elezioni politiche. Intanto Mursi prepara anche il suo debutto sulla scena diplomatica internazionale e avrebbe già programmato di recarsi di persona all'apertura dei lavori autunnali all'Assemblea Generale ONU, dove avrà occasione di incontrare molti capi di stato, tra cui l'inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama, che si troverà all'ultimo 'sprint' della sua campagna elettorale contro il candidato repubblicano.
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venerdì 8 giugno 2012

Proseguono in Egitto le proteste contro Ahmad Shafiq a una settimana dal ballottaggio presidenziale!

Manifestazioni di massa in tutto l'Egitto sono seguite alle usuali preghiere del venerdì, con migliaia di persone che hanno chiesto a gran voce di escludere una volta per tutte Ahmad Shafiq dal ballottaggio che dovrebbe tenersi nel corso di questo mese per la poltrona presidenziale, dove l'ex Primo Ministro di Mubarak dovrebbe contendere la carica del suo ultimo datore di lavoro a Mohammed Mursi, capo dell'FJP, il partito politico della potente Fratellanza Musulmana, già prima forza politica del Paese delle Piramidi in seguito alla sua netta affermazione alle politiche di novembre 2011. Le proteste, dette del "Venerdì della determinazione" hanno visto tutti i partiti e le correnti politiche protagoniste della Rivoluzione di Piazza Tahrir ritrovare l'unità di intenti e di richieste per evitare quella che viene vista una pericolosa riaffermazione della preminenza politica della vecchia nomenklatura dell'Era Mubarak.

"Dobbiamo implementare la 'Legge di Isolamento Politico' contro chiunque abbia esercitato potere o detenuto cariche durante il passato trentennio" ha dichiarato ai microfoni della stampa, ricordando come Shafiq non abbia mai abiurato la sua fedeltà a Mubarak e abbia certo avuto un ruolo nell'organizzazione del patetico -ma violento- carosello di mazzieri in groppa a cammelli (foto relata) che tentarono di sgombrare con la forza Piazza Tahrir nel momento più intenso della repressione, quando solo l'intervento di 5000 militanti della Fratellanza Musulmana (fino ad allora rimasta cauta nei confronti dei dimostranti) poté evitare la perdita del luogo-simbolo delle proteste contro la dittatura.

Attorno al 'successo' elettorale di Shafiq, che gli avrebbe consentito di approdare al ballottaggio contro Mursi, sono ormai certezze confermate tutti i sospetti di vasti brogli e operazioni di "voto di scambio", sostenute anche dalle capaci tasche dell'Emiro del Qatar, il cui capo dei Servizi Segreti é stato recentemente bloccato in compagnia dell'Ambasciatore in Egitto all'aeroporto del Cairo con valige piene di milioni di dollari: fondi necessari alle 'compravendite' elettorali.
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lunedì 4 giugno 2012

Mohammed Mursi incoraggia gli Egiziani a tenersi pronti a scendere nuovamente nelle strade!

 Il candidato presidenziale della Fratellanza Musulmana Mohammed Mursi ha lanciato un appello agli Egiziani affinché non si scoraggino e continuino il cammino della Rivoluzione senza scoraggiarsi, promettendo che, quando sarà Presidente dell'Egitto, promuoverà inchieste severe e determinate per scoprire i responsabili delle uccisioni di manifestanti avvenute dall'anno scorso in avanti e non solo durante gli ultimi giorni del regime di Mubarak ma anche quei casi avvenuti durante il predominio dello SCAF del Maresciallo Tantawi.
La popolazione egiziana é rimasta molto delusa dal fatto che, mentre Mubarak é stato trovato colpevole e condannato all'ergastolo, nel corso dello stesso procedimento giudiziario sei alti ufficiali di polizia siano stati assolti; l'unico altro condannato, a sua volta al carcere a vita, é stato Habib el-Adly, Ex-ministro degli Interni. Migliaia di cittadini nel corso del week end si sono riversati in piazza per dare voce al loro malcontento per il verdetto che sembra voler scaricare sul solo Mubarak e sull'Ex-ministro responsabilità che certo si sono invece ramificate molto più a fondo.
 Mursi ha dichiarato: "Tutti noi, miei fratelli, dobbiamo renderci conto che in questo periodo la prosecuzione della Rivoluzione é l'unica via per raggiungere i nostri obiettivi e a tal fine é necessario che fino a quel momento tutti coloro che hanno preso parte alle grandi manifestazioni di questi ultimi mesi restino pronti a scendere nelle strade e nelle piazze ancora e ancora!".
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sabato 2 giugno 2012

Manifestazioni in tutto l'Egitto contro Ahmed Shafiq, il re del voto di scambio arrivato al ballottaggio con metodi illeciti!

Migliaia e migliaia di Egiziani sono scesi in strada chiedendo l'esclusione di Ahmed Shafiq dal prossimo ballottaggio presidenziale che dovrebbe tenersi a metà mese e al quale l'Ex-premier dell'era Mubarak ha avuto accesso grazie ad un exploit elettorale largamente basato su brogli e voti comperati, anche con il sostegno monetario di potenze straniere, come dimostra lo scandalo dell'ambasciatore qatariota e del capo dei servizi segreti di Doha fermati come la banda bassotti con valigioni di banconote all'aeroporto internazionale del Cairo.
Manifestazioni in tal senso si sono tenute al Cairo, ad Alessandria, a Suez, a Port Said e nel Nord del Sinai. Coloro che adesso dimostrano contro Shafiq, secondo l'opinione di chi scrive, dovevano pensarci prima, anziché disperdere i consensi elettorali tra candidati assurdi come Amr Moussa, Aboul Fotouh e Hamdeen Sabahi e concentrare i consensi sulla più forte forza di opposizione, la Fratellanza Musulmana e il suo candidato Mohammed Mursi, ma i piccoli calcoli egoistici hanno consentito ai rimasugli dell'ex-regime di trescare in tutta tranquillità facendo arrivare il loro uomo al ballottaggio. Shafiq doveva essere battuto al primo turno, con un Presidente (Mursi) eletto al 50 per cento più una delle preferenze.
Adesso, grazie agli illusi che hanno sprecato voti su candidati di secondo piano, tutto é diventato più difficile, né si deve sperare troppo in un verdetto della Suprema Corte Costituzionale che approvi la legge anti-Shafiq varata recentemente dal Parlamento, che lo vorrebbe 'squalificato' dalla competizione elettorale per il suo ruolo di Primo Ministro negli ultimi giorni di regno del vecchio 'Faraone' tuttora in attesa di giudizio nel processo che lo vede alla sbarra per i morti della tentata repressione.
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venerdì 1 giugno 2012

L'ambasciatore qatariota in Egitto 'tramite' per la corruzione elettorale a favore di Shafiq, candidato dell'ex-regime!

Scandalo al Cairo, dove a distanza di quasi una settimana é emerso che l'ambasciatore del Qatar Saleh bin Abdullah, insieme al capo dell'intelligence dell'emirato del Golfo Persico, Ahmed Zaif, aveva cercato di far transitare alla dogana valige colme di "milioni e milioni di dollari" senza che venissero controllate, fondi necessari a pagare il gran numero di 'voti di scambio' comperati per assicurare l'exploit elettorale dell'Ex-premier di Mubarak Ahmed Shafiq, candidato 'gradito' ai rimasugli del regime e ai loro sponsor internazionali: monarchie conservatrici arabe, Stati Uniti, Israele.
L'ambasciatore Saleh bin Abdullah si sarebbe recato all'aeroporto internazionale del Cairo lo scorso sabato sera a ricevere "un ospite" (il quale poi si é rivelato essere lo 'spymaster' Zaif) che arrivava con un voluminoso seguito di colli, che, Abdullah, forte delle sue credenziali diplomatiche, ha certcato di far transitare senza controlli di dogana citando la sua 'immunità diplomatica'. Giustamente gli ufficiali egiziani gli hanno fatto notare che essa non si poteva magicamente 'estendere' al suo ospite e hanno aperto le valige, trovandovi, mazzette e mazzette di fruscianti biglietti verdi.
Da molti giorni prima delle elezioni presidenziali esponenti della Fratellanza Musulmana e degli altri partiti protagonisti della cacciata di Mubarak avevano denunciato la sfacciata campagna di 'voto di scambio' condotta nei quartieri più poveri delle città egiziane, dove persone che altrimenti avrebbero disertato le urne sono state convinte a dare il loro voto ad Ahmed Shafiq, il candidato gradito ai Generali dello SCAF.
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martedì 29 maggio 2012

Folla inferocita attacca e incendia la sede della campagna elettorale di Shafiq, il candidato del vecchio regime sostenuto dai brogli dello SCAF!

Migliaia di Egiziani sono scesi in piazza ieri sera in una enorme manifestazione contro i tentativi di restaurazione messi in opera da ciò che resta dell'apparato del regime di Mubarak in occasione delle elezioni presidenziali che hanno visto a sorpresa (una 'sorpresa' preparata a suon di brogli e voti comperati alle fasce più misere di popolazione) l'Ex-premier Ahmed Shafiq superare Aboul Fotouh e Amr Moussa e raggiungere il ballottaggio subito dopo il candidato dell'Ikhwan Mohammed Mursi.
Una dependance del quartier generale elettorale di Shafiq é stata data alle fiamme nel corso delle proteste, come riferito dall'Agence France Presse. Non si riportano feriti o intossicati e l'unica "perdita" lamentata dallo staff del candidato é quella dei pamphlet e dei volantini immagazinati nell'area incendiata. Secondo le cifre ufficiali Shafiq sarebbe riuscito a "rastrellare" qualcosa come cinque milioni e mezzo di voti, contro i cinque milioni e settecentocinquantamila di Mursi.
Molti egiziani sono rimasti scandalizzati dal risultato, in controtendenza rispetto a ogni statistica e a ogni indagine demoscopica e moltissimi di loro ascrivono la tesi di una massiccia campagna di sostegno all'Ex-primo ministro messa in atto negli ultimi mesi dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, che avrebbe tutto l'interesse a mettere sulla poltrona più alta dello Stato una figura legata alla vecchia nomenklatura, che impedisca un reale "repulisti" e una attenta persecuzione dei responsabili di crimini e abusi durante l'epoca della dittatura.
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venerdì 25 maggio 2012

Come previsto, Mohammed Mursi della Fratellanza Musulmana sta vincendo le elezioni presidenziali!

In barba agli interessati e improvvisati sondaggisti che ancora pochi giorni fa davano "favoriti" nella corsa alla poltrona presidenziale che già fu di Mubarak delle non-entità politiche come Amr Moussa e Aboul Fotouh, tanto da renderli protagonisti del primo 'faccia a faccia' televisivo tra candidati trasmesso in prima serata da una emittente privata a poco più di mezza giornata dalla chiusura delle urne rimaste aperte il 23 e il 24 maggio i risultati quasi definitivi del conteggio dei voti stanno facendo giustizia di quegli avventati 'pronostici' confermando in pieno invece le previsioni che noi di Palaestina Felix non avevamo avuto remore a dichiarare: Mohammed Mursi, candidato dell'FJP e dell'Ikhwan, sta dominando in tutti i collegi.
Con 12mila e ottocento seggi verificati su 13mila e cento Mursi ha captato il 25 per cento dei consensi mentre Fotouh e Moussa si sono fermati al 20 e a poco meno del dodici rispettivamente. Sorprende invece la 'performance' dell'ex-Premier nominato da Mubarak Ahmad Shafiq, candidato gradito allo SCAF del Maresciallo Tantawi, sul cui inaspettato successo (22 per cento dei voti) grava il sospetto di pesanti interventi della giunta militare che controlla le Forze di sicurezza e la macchina elettorale.
Cinquanta milioni di cittadini aventi diritto sono stati chiamati alle urne e, non avendo nessun candidato raggiunto la soglia del 50 per cento dei voti più uno a giugno si terrà un ballottaggio tra Mursi e Shafiq, dove, per scongiurare il rischio che un ex-uomo del regime si ritrovi sulla poltrona più alta dello stato anche l'elettorato non animato da sentimenti religiosi, ma comunque avverso a ogni 'comeback' di esponenti della vecchia nomenklatura, dovrà sostenere il candidato della Fratellanza Musulmana che a quel punto potrebbe controllare sia il Parlamento che la Presidenza.
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mercoledì 23 maggio 2012

Si aprono in Egitto le urne da cui uscirà il nuovo Presidente: il primo eletto dal popolo!

Oltre cinquanta milioni di potenziali elettori sono chiamati oggi alle urne in Egitto, 15 mesi dopo la deposizione del tiranno Mubarak, nella prima elezione presidenziale democratica nella storia del Paese delle Piramidi. La campagna elettorale, per quanto breve (a causa delle sentenze che hanno squalificato diversi aspiranti candidati per i motivi più diversi, ora sensati, ora capziosi) é stata intensissima e i pronostici sono quanto mai vaghi e incerti visto che bisognerà verificare se la popolazione preferirà ribadire i risultati delle elezioni politiche (che videro la fortissima affermazione dell'FJP e dei musulmani ortodossi di Al-Nour) oppure optare per una 'separazione dei poteri', scegliendo un candidato di garanzia che controbilanci un Parlamento fortemente islamista.

Vi sono 13mila stazioni di voto nelle 27 province egiziane che saranno aperte per 12 ore dalle 8 antimeridiane a quelle serali, oggi e domani. I risultati, però, si conosceranno soltanto una settimana dopo e diversi gruppi egiziani e internazionali hanno già lanciato appelli alla vigilanza contro ogni rischio di manipolazione e broglio da parte della giunta militare di Tantawi, lo SCAF, per cui, a rigor di logica, queste elezioni dovrebbero segnare il canto del cigno, visto che con un Parlamento e un Presidente democraticamente eletti ogni funzione del 'Consiglio Supremo' diventerà ridonandante.

Tra la dozzina di candidati in lizza i più accreditati sono il capo dell'FJP, partito politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, che ha dominato le elezioni tra gli egiziani all'estero con il 40 per cento delle preferenze ed Aboul Fotouh, ex-membro dell'Ikwhan che aveva rassegnato le dimissioni per potersi candidare quando sembrava che la potente confraternita religiosa non avesse intenzione di presentare un proprio candidato. Più marginali rispetto a questi due appaiono i candidati Amr Moussa e Ahmed Shafiq, ambedue ex-Primi Ministri, i cui passati legami col regime di Mubarak sembrano precludere realistiche chances di successo.
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martedì 22 maggio 2012

Mohammed Mursi dell'FJP stacca tutti i concorrenti nel voto degli Egiziani all'estero: 40 per cento di consensi per lui!

Spiazzando tutti gli interessati e improvvisati "sondaggisti" che alla vigilia delle elezioni presidenziali egiziane davano come favoriti candidati come Amr Moussa o Aboul Fotouh é stato invece il capo del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi a uscire premiato dalle urne degli elettori all'estero, garantendosi il voto del 40 per cento degli Egiziani che si sono recati presso consolati e ambasciate per poter votare con qualche giorno d'anticipo rispetto ai connazionali residenti in patria per cui i seggi elettorali si apriranno domani e rimarranno accessibili fino al 24 maggio.
Dietro Mursi si sono piazzati Fotouh (a sinistra in foto), molto distanziato con il 27 per cento dei consensi, e l'outsider Hamdeen Sabbahi con il 15. Amr Moussa (a destra) é riuscito a malapena superare la soglia del 10 per cento e ciò la dice lunga sulle reali chances dell'ex-Premier di Mubarak di garantirsi la poltrona che fu già del suo Padrone; il popolo egiziano ha sofferto 30 anni sotto il 'faraone' filo-usa e filo-israeliano e certo sbarrerà la strada della presidenza al suo ex "visir". risultato simile a quello deludente di Moussa lo ha ottenuto un altro ex-sicofante di Mubarak, Ahmad Shafiq.

 Mursi, accogliendo con soddisfazione i risultati del voto all'Estero si é augurato che esso venga echeggiato dalle scelte degli egiziani residenti e ha messo in guardia gli apparati politici e militari ancora permeati di dignitari e uomini dell'ex-regime dal cadere nella tentazione di 'aggiustare' i risultati elettorali, avvertendo che il popolo egiziano é pronto a 'tagliare ogni mano' che pretenda di alterare il responso delle urne.
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venerdì 18 maggio 2012

A una settimana dal voto prende forza la campagna elettorale di Mohammed Mursi, candidato Presidente dell'FJP!

Con una iniziativa di sicuro impatto popolare e mediatico centinaia di migliaia di sostenitori del candidato presidente Mohammed Mursi, capo del Partito di Libertà e Giustizia, emanazione politica della potentissima Fratellanza Musulmana hanno formato catene umane attraverso tutta la capitale egiziana, ciascuno reggendo un cartello colorato, molti indossando t-shirt e berretti con l'effige del candidato.
Nonostante alcuni commentatori politicamente motivati lo vogliano vedere 'staccato' da candidati poco carismatici come Fotouh (che non ha trovato di meglio che attaccare il Trattato di Pace del 1979 per garantirsi un po' di visibilità) o pesantemente compromessi col passato regime di Mubarak come Amr Moussa (che fu premier per un lungo mandato nel corso degli anni '80) essi trascurano il potere di pervasione che l'Ikhwan gode all'interno del tessuto connettivo della società egiziana e quanto questo potrà rivelarsi decisivo particolarmente nel caso di un ballottaggio (che, dopo la prima tornata elettorale del 23 e 24 maggio dovrebbe tenersi tra il 16 e il 17 giugno se come appare quasi certo nessun candidato raggiungerà subito il 50 per cento più un voto di preferenze).
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martedì 15 maggio 2012

Aboul Fotouh dichiara: "Israele é uno stato razzista e guerrafondaio a cui si permette di possedere 200 bombe atomiche!"

Il candidato alle elezioni presidenziali egiziane Aboul Fotouh, ex-membro della Fratellanza Musulmana, ha fatto dell'attacco al trattato di pace con il regime ebraico, siglato nel 1979 dal traditore del nasserismo Anwar Sadat uno dei 'punti cardine' della sua campagna elettorale; recentemente ha definito il trattato, nato dagli Accordi di Camp David mediati dal Presidente Usa Jimmy Carter "una minaccia alla sicurezza nazionale egiziana" annunciando che, se eletto, si farà preciso impegno di rinegoziarlo.

In una intervista rilasciata nel corso del week-end all'emittente satellitare egiziana CBC Fotouh ha ragionato a lungo su questi punti, dopo che nel faccia a faccia televisivo con l'Ex-segretario della Lega Araba Amr Moussa aveva descritto lo stato ebraico "nemico dell'Egitto". "I nostri cittadini devono essere consapevoli che il cosiddetto 'trattato di pace' impedisce il pieno esercizio della sovranità egiziana sulla Penisola del Sinai, mentre permette ai detentori di passaporto sionista di entrare nella stessa zona senza visti d'ingresso".

"Israele é uno stato razzista e aggressore al quale la comunità internazionale permette di detenere 200 ordigni nucleari non dichiarati; é un pericolo per tutti gli Stati arabi e mediorientali e probabilmente non solo per loro, ma soprattutto per quelli confinanti, tra cui, soprattutto, l'Egitto". Il primo turno delle elezioni presidenziali egiziani si terranno tra il 23 e il 24 maggio; una volta nominato un nuovo capo dello stato dovrebbe finalmente venire il momento delle dimissioni per il Consiglio Supremo delle Forze Armate, la giunta militare che ha gestito il transito dall'autocrazia di Mubarak a un regime democratico.
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venerdì 11 maggio 2012

Amr Moussa e Aboul Fotouh attaccano duramente Israele nel loro "faccia a faccia" elettorale, trasmesso in diretta TV!

Due importanti candidati alle prossime elezioni presidenziali egiziane, l'ex Segretario della Lega Araba Amr Moussa e l'ex dignitario dell'Ikhwan musulmana Aboul Fotouh hanno espresso severe e ficcanti critiche al regime ebraico di occupazione della Palestina nel corso del loro seguitissimo "faccia a faccia" televisivo andato in onda nella giornata di ieri.

"Israele é un nemico, un'entità stabilita su territorio occupato che minaccia molto da vicino la stabilità e la pace del nostro Stato e del suo popolo" ha dichiarato Aboul Fotouh, che ha rinunciato al suo incarico nella Fratellanza Musulmana per potersi candidare quando ancora sembrava che la potente organizzazione religiosa e civile non volesse presentare un proprio concorrente alla compezione presidenziale (decisione poi ribaltata con la candidatura di Khairat al-Shater e la sua sostituzione con Mohammed Mursi quando il businessman Shater fu bocciato dalla commissione elettorale).

Amr Moussa, già Premier per un decennio sotto Mubarak e poi Segretario della Lega Araba ha replicato: "La maggior parte degli egiziani vede Israele come una minaccia e un nemico, non vogliono avervi rapporti e non ripongono fiducia in nessun accordo stretto in passato con quell'entità, che sospettano sia stato rispettato solo fin quando il loro paese veniva governato da autocrati sottomessi agli Usa -e quindi sotto controllo sionista-". Fotouh e il candidato della Fratellanza Moursi sono i più accreditati contendenti per la poltrona presidenziale, le chance di Moussa sono infatti inficiate dal suo passato di "uomo del regime".
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martedì 1 maggio 2012

Amr Moussa dichiara: "Il Trattato di Camp David tra Egitto e Israele é morto e sepolto!"

L'ex Segretario Generale della Lega Araba e attuale candidato alle elezioni presidenziali Amr Moussa ha dichiarato che 'Gli Accordi di Camp David firmati nel 1978 tra Egitto e Israele' sarebbero "morti e sepolti". Ovviamente la dichiarazione, sottoposta ad attento scrutinio, si dimostra molto meno dirompente di quanto non appaia a primo acchito e si risolve in poco più di una 'boutade' pre-elettorale mirata a generare attenzione e simpatia attorno al candidato laico-nazionalista, gravemente indietro nei sondaggi d'opinione rispetto ad altri contendenti.
Infatti Moussa gioca sull'ambiguità del significato proprio del termine 'Accordi di Camp David' e quello che comunemente gli si dà nel parlato comune. Come confermato ulteriormente dalla specifica temporare ("firmati nel 1978"), Moussa dà per morti e archiviati non gli accordi di pace, siglati da Sadat e Begin come CONSEGUENZA degli Accordi di Camp David, ma a rigor di logica frutto di un accordo seguente (finalizzato infatti nel 1979), mentre gli 'Accordi di Camp David' propriamente detti (quelli firmati nel settembre '78) sono solo un protocollo d'intesa generico in cui Egitto e occupazione sionista si impegnano a 'cercare la pace' nella regione e si danno appuntamento a una successiva occasione per siglare un armistizio tra di loro. Nella prima parte degli Accordi, quella sul 'cercare la pace' ambedue i firmatari si impegnano a permettere la nascita di uno 'Stato Palestinese'. Evidentemente Moussa dichiara archiviabili e dimenticabili gli Accordi del' 78 alla luce della pervicace intenzioen israeliana di impedire la nascita di qualunque entità palestinese che non sia un 'bantustan' asservito e incapace di difendersi, tanto meno di un vero e proprio Stato autonomo.
In definitiva, una dichiarazione che fa molto rumore ma smuove poca sostanza, un banale 'petardo' lanciato nell'arena elettorale che se ha guadagnato a Moussa qualche foto e qualche articolo sui mass media (anche su quello che state leggendo in questo momento, a ben vedere) difficilmente gli consentirà di scalare l'erta che lo separa dai suoi concorrenti più quotati, in primo luogo Mohammed Mursi, partito come "candidato di riserva" della Fratellanza Musulmana, ma capace, in pochi giorni, di cementare attorno a sé un ragguardevole e notevole consenso.
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domenica 1 aprile 2012

Sarà Khairat al-Shater il candidato della Fratellanza Musulmana per la presidenza dell'Egitto!

Esattamente come avevamo annunciato, c'é voluta giusto una settimana per sciogliere la questione della candidatura alle elezioni presidenziali egiziane che stava impegnando in un serrato dibattito i vertici dell'Ikhwan, la potente e influente Fratellanza Musulmana, e dell'FJP, partito politico da essa espresso e detentore di una maggioranza quasi assoluta (il 47 per cento dei deputati) tra i banchi del Parlamento eletto lo scorso autunno.

Il nodo gordiano é stato tagliato e, di fronte alla carenza di candidati con "un background islamico sufficientemente profondo e convincente" su cui fare convergere il capitale di seguito (e voti) a disposizione, e visto il pericolo che figure legate al vecchio regime (come l'ex 'Berja' di Mubarak, Omar Suleiman) é stato infine deciso di presentare un candidato della Fratellanza che partecipi alla competizione elettorale: il Vicesegretario dell'Ikhwan Khairat al-Shater.

Shater, sessantuno anni, professore di ingegneria e titolare di un'azienda nota e di successo, ha dichiarato che si impegnerà al massimo per cercare di risultare vittorioso alle elezioni e che, per meglio concentrarsi su questa difficile sfida, rassegnerà con effetto immediato le sue dimissioni da tutte le cariche all'interno della Fratellanza.
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