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sabato 26 agosto 2017

La cittadina di Tal Afar é già liberata per un terzo, l'operazione procede molto più rapidamente che a Mosul!

Almeno il trenta per cento di Tal Afar, cittadina nella Provincia di Mosul considerata l'ultimo grande 'bastione' dell'ISIS in Mesopotamia, sarebbe già stata liberata.

Rispetto alla battaglia per il capoluogo la riconquista da parte delle forze irakene é incredibilmente più spedita, come se i takfiri del sedicente "Califfato" avessero rinunciato a una determinata difesa dell'abitato per ritirarsi verso la Siria.

martedì 22 agosto 2017

Tal Afar sta venendo liberata! I quartieri di Askari, Nasr, Noor, Jazirah e Kifah già occupati dalle truppe irakene!

ANCORA UNA FOTONOTIZIA!

Come si vede da questa mappa i quartierei di Askari, Nasr, Noor, Jazirah e Kifah a Tal Afar sarebbero già stati liberati dai takfiri dell'ISIS.

La notizia della liberazione della raffineria di Al-Sakak avrebbe causato un fuggi fuggi generale dai ranghi del "califfato".

martedì 10 marzo 2015

I collaborazionisti di Fatah arrestano 60 militanti di Hamas in Cisgiordania!

Pochi giorni dopo la ridicola 'notifica' del Consiglio Centrale di Ramallah con cui Mahmud Abbas annunciava l'interruzione della 'coordinazione di sicurezza' tra la sbirraglia coloniale dell'Anp e il regime ebraico di occupazione gli uomini dell 'sicurezza' di Ramallah si sono scatenati in un'orgia di raid, pestaggi, aggressioni e sequestri contro membri del Movimento musulmano di Resistenza Hamas in tutto il territorio della Cisgiordania.

lunedì 3 novembre 2014

L'ISIS perde anche Al-Mazraa e Askari...l'Esercito di Bagdad avanza ancora verso Nord!!

Continuano le avanzate e le vittorie delle forze governative irakene e dei loro corpi ausiliari nel Nord del paese; dopo la presa di Al-Sinai e Al-Tamim e lo sfondamento delle direttrici verso Mosul anche le località di Al-Mazraa ed Askari sono state precipitosamente abbandonate dai seguaci dell'ISIS e prontamente occupate dalle truppe di Bagdad.

"Le forze di sicurezza hanno lanciato una campagna che ha spezzato la schiena dei terroristi: Askari é stata completamente liberata e le operazioni di controllo e setacco di Al-Mazraa sono in corso e finiranno tra poco", ha comunicato il portavoce dell'Esercito nella giornata i domenica.

Anche i Curdi, approfittando della ritirata degli uomini del Daash, sono avanzati in direzione di Mosul, ultima città rimasta sotto il controllo dei terroristi wahabiti. 

giovedì 19 dicembre 2013

Agguato assassino in Cisgiordania, forze sioniste massacrano un agente dell'Anp!!

Le "forze di sicurezza" dell'Anp dovrebbero far rispettare la legge in Cisgiordania, invece, come abbiamo notato a più riprese, sono usate dai cacicchi di Ramallah per perseguitare e offendere quei Palestinesi che rifiutano l'umiliazione delle 'trattative' che in 20 anni non hanno portato a nulla se non alla continua annessione di terreni e risorse palestinesi alle colonie illegali sioniste.

Ma quello che é successo stanotte a Qalqiliya nel Nord della West Bank dimostra che nemmeno rendersi complici e servi dell'occupazione sionista garantisce questi militi un minimo di rispetto dai loro 'bwana' a Sei Punte; infatti é bastato il solo sospetto (non supportato che si sappia da alcun genere di prova) che uno di loro fosse coinvolto in attività di Resistenza per far preparare alle SS di Tel Aviv un vero e proprio agguato in stile mafioso, dove la vittima é stata uccisa a tradimento.

Saleh Yasin, 29enne ufficiale della Sicurezza Preventiva dell'Anp é morto sotto il fuoco sionista contemporaneamente a un'altra sparatoria (questa volta Jenin) dove ha trovato la morte Nafaa al-Saedi, combattente della Jihad Islamica. Fino a quando gli uomini dell'Anp non capiranno che il loro posto é a fianco dei combattenti della Resistenza la sorte dei legittimi abitanti della West Bank non potrà cambiare.

venerdì 11 ottobre 2013

Al-Saadi, leader della Jihad Islamica a Jenin: "I collaborazionisti di Fatah non prevarranno sulla Resistenza!"

Il capo riconosciuto della Jihad Islamica palestinese nel campo profughi cisgiordano di Jenin, Sceicco Mahmoud al-Saadi, ha emanato un comunicato ufficiale nel quale denuncia i tentativi reiterati delle 'forze di sicurezza' collaborazioniste di Fatah, gendarmi coloniali dell'occupazione ebraica, di eliminare le attività di Resistenza nel campo.

Saadi ha dichiarato che non si consegnerà e che, a qualunque costo, lavorerà fino all'ultimo respiro per impedire che gli 'askari' di Abbas riescano non solamente a fermare ma persino a ridurre o smorzare gli sforzi della Resistenza nei territori occupati, a partire dal campo profughi in cui é rifugiato.

Attraverso il proprio profilo facebook lo Sceicco ha invitato i militanti della Jihad Islamica a prendere "ogni precauzione" per evitare gli arresti e gli agguati dei miliziani asserviti a Tel Aviv.

domenica 17 marzo 2013

Il cacicco Abu Mazen completamente fuori dalla realtà dichiara: "Non c'é bisogno di una Terza Intifada!"

In una incredibile ed assurda dichiarazione il 'Presidente' stra-scaduto dell'Anp, il cui mandato si é esaurito ormai quattro anni fa, ma che continua imperterrito a piantare il culo sulla poltrona per i suoi meriti nel garantire la continuata occupazione sionista sul territorio cisgiordano, Abu Mazen, ha osato affermare che "Non vi é alcun bisogno di una Terza Intifada".

Secondo il cacicco collaborazionista di Ramallah, i Palestinesi 'Sarebbero in grado di ottenere i loro obiettivi pacificamente'. In tutta la storia del ridicolo "Processo di Pace" Israele ha tenuto fede agli accordi presi come la cavalleria americana teneva fede ai trattati coi pellerossa; gli unici passi indietro fatti dal regime ebraico di occupazione a Gaza, nel Sud del Libano, sono stati ottenuti con la forza delle armi e la Resistenza praticata senza 'se' e senza 'ma'.

Simili deliri fanno capire che genere di 'trappolona' sia quella apparecchiata per 'Hamas' con la possibile 'riconciliazione' con un'entità talmente corrotta e asservita ai desideri sionisti da riuscire a emettere simili comunicati. Caveat emptor!!

giovedì 10 gennaio 2013

Mentre Mishaal e Abbas sono ospiti di Mursi il regime ebraico continua a espandere gli insediamenti illegali in Cisgiordania!

Khaled Mishaal e Mahmud Abbas: il traditore della Resistenza e il gendarme di Israele, proprio una bella coppia di 'leader' che bene incarnano come il Popolo Palestinese, senza dedicarsi a tempo pieno alla Resistenza all'occupazione senza 'se' e senza 'ma' non riuscirà mai a conquistare e garantire i propri Diritti inalienabili.

Per tredici anni Khaled Mishaal si é rifugiato a Damasco, mangiando il pane del Presidente Assad e venendo protetto dagli assassini del Mossad dai servizi segreti siriani, ma l'anno scorso ha 'pensato bene' di abbandonare la Siria come se fosse un Hotel diventato scomodo e da allora si é trovato come un bravo cagnolino domestico uno spazietto ai piedi degli emiri wahabiti del petrolio, imparando ad abbaiare a comando contro chi lo ha aiutato e difeso disinteressatamente dal 1999 a ieri.
Abbas, lo abbiamo ben documentato finora, é diventato tanto connesso e corrotto con il sistema sionazista dell'occupazione da diventarne praticamente parte integrante, guadagnandosi l'eterno disprezzo dei suoi compatrioti che languono sotto il giogo sionista e temono la 'sicurezza preventiva' dell'Anp/Fatah quanto le soldataglie ebraiche.

Adesso questi due "inutiluomi" si stanno incontrando al Cairo in una operazione propagandistica orchestrata dallo staff di Mohamed Mursi che, dopo aver fatto sequestrare carichi di armi inviati tramite il Sinai alla Resistenza di Gaza, ha bisogno di una baracconata mediatica per far vedere che a lui "stanno a cuore i Palestinesi" (ma se gli stessero a cuore veramente avrebbe aperto da un pezzo il varco di confine di Rafah!).

Mentre tale teatrino é in corso (un teatrino vuoto e stupido quanto e forse più di quello andato in onda l'autunno scorso all'ONU, che non ha portato nessun progresso o miglioramento per la Causa palestinese) veniamo raggiunti dalla notizia che a Tel Aviv il Governo Netanyahu ha deciso di "riconoscere" (e perciò espandere, ingrandire e circondare di postazioni militari e ulteriori barriere) l'insediamento ebraico illegale di  Nofei Nehemia, a Sud di Nablus, occupato da violenti estremisti giudei armati.

Gli estremisti hanno creato il loro insediamento dopo il marzo 2001 e, ai sensi degli accordi sottoscritti con Fatah, il Governo sionista si sarebbe dovuto fare carico di scioglierlo e rilocare i suoi occupanti altrove. Questo é il grado di affidabilità, efficacia e serietà degli attuali leader di Hamas e Fatah!
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domenica 3 aprile 2011

Sostenitore di Hamas in mano ad Abbas e soci digiuna da diciassette giorni!


Stamane sono esattamente diciassette giorni da quando Abdulhakeem Suleiman Hamdan, trentasettenne cittadino cisgiordano e sostenitore di Hamas, il Movimento musulmano di Resistenza, ha iniziato il suo sciopero della fame totale. A differenza di altri prigionieri della Resistenza palestinese Hamdan non é prigioniero di Israele, ma della sua fedele 'gendarmeria coloniale', gestita dalla fazione Fatah in cambio dell'autorità del guardiano di schiavi, disprezzato dal suo padrone, odiato dai suoi sottoposti.

Hamdan, arrestato a Tulkarem 87 giorni fa, non é nuovo alla prigionia, già nel 2009 le milizie di Fatah, che controllano la West Bank dal tempo del loro tentativo di Colpo di Stato contro il legittimo Governo palestinese, lo avevano imprigionato e torturato, causandogli gravi probelmi circolatori a causa delle manette e delle catene con cui venne tenuto immobilizzato.

La sua precedente carcerazione si protrasse oltre tre mesi, ora la sua detenzione attuale rischia di superarla; Hamdan é tenuto in 'carcere preventivo' senza che nessuna accusa sia stata formulata contro di lui; da qui la sua coraggiosa ed estrema decisione di privarsi del cibo per protesta. Solo nell'ultimo mese gli sgherri di Fatah hanno incarcerato 70 membri e sostenitori di Hamas. Che il Movimento di Resistenza musulmano abbia tanti seguaci anche 4 anni dopo il tentativo di Golpe contro il legittimo governo dovrebbe ancor di più far riflettere Fatah sulla popolarità delle sue scelte e sulla capacità di Hamas di esprimere nei fatti i sentimenti e le idee della popolazione palestinese.

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