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domenica 26 gennaio 2020

BUONA GIORNATA DELLA MEMORIA (CORTA!) - Ragazzino palestinese affogato in un pozzo da ebrei razzisti!

Il corpo di un palestinese di otto anni, scomparso a Gerusalemme al Quds per circa un giorno, viene ritrovato in fondo a una cisterna nella città occupata tra sospetti e accuse di omicidio da parte dei coloni ebrei razzisti.

Qais abu Ramila del quartiere Beit Hanina di Al-Quds è stato trovato senza vita sabato, un giorno dopo essere stato dichiarato disperso dalla sua famiglia, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post.

Il documento citava la polizia israeliana affermando che il giovane "è stato visto l'ultima volta entrare in una macchina".
"Quando siamo arrivati ​​sulla scena c'era un grande trambusto, dozzine di persone stavano camminando intorno al luogo", ha detto Yanai Levy, un sionista, come ha affermato in una nota.

venerdì 19 aprile 2019

Ulteriori dettagli sul martirio dell'insegnante Fatima Sleiman assassinata da un ebreo razzista degli insediamenti illegali!

La tragica morte di Fatima Sleiman, l'insegnante quarantaduenne, legittima abitante della Palestina, che é stata uccisa ieri da un ringhioso ebreo razzista delle fungaie velenose note come 'insediamenti', assume i tratti dell'assassinio premeditato man mano che gli incredibili particolari del suo martirio vengono alla luce.

Fedele alla sua missione di giornalismo obiettivo ed oggettivo PALAESTINA FELIX ve li riporta con tanto di foto esclusive, per le quali, al solito, ringraziamo le nostre fonti affidabili, sempre sollecite nell'offrirci le immagini che rendono i nostri articoli unici nel panorama giornalistico italiano.

giovedì 18 aprile 2019

Insegnante palestinese della West Bank investita e uccisa da un ebreo razzista degli insediamenti!

Ancora una volta il blog PALAESTINA FELIX si incarica di far conoscere al pubblico italiano una dolorosa notizia che stante la museruola sionista ferreamente applicata ai nostri media da legioni di "eletti" di nome augias, pacifici, mieli e via discorrendo non sarà certamente riportata nemmeno nel più cursorio e superficiale dei trafiletti, neppure nel più breve 'flash'.

Nella Palestina Occupata, poco distante dal villaggio di Tuqu, un'insegnante 42enne di nome Fatimah Sleiman è stata assassinata tramite investimento stradale da un brutale ebreo razzista degli insediamenti illegali, alla guida del suo SUV di ordinanza.

E' noto che gli ebrei razzisti degli insediamenti prediligano veicoli di grande mole per poter meglio investire i legittimi abitanti palestinesi delle terre da loro invase.

martedì 8 gennaio 2019

Cinque ebrei razzisti arrestati per aver ucciso a pietrate Aisha Aravi!

Una donna, moglie, madre, ammazzata a pietrate da un branco di esagitati razzisti, fanatizzati dalla propaganda sionista del regime dell'Apartheid.

Era Aisha Mohammed Aravi, di 47anni, vittima dell'attacco degli Ebrei degli "insediamenti" lo scorso 12 ottobre.

sabato 13 ottobre 2018

Palestinese quarantasettenne ammazzata a pietrate dai coloni ebrei degli insediamenti illegali!!


Gli invasori della Palestina sono in grado di sparare con armi militari contro ragazzi che tirano le pietre ai carri armati.

Ma sono in grado essi stessi di usare pietre, come hanno dimostrato ieri sera gli abitanti delle fungaie velenose conosciute come insediamenti illegali, 'ecomostri' che deturpano il paesaggio della 'West Bank'.

domenica 6 settembre 2015

Gli assassini che votano Netanyahu sono riusciti a uccidere anche Riham Dawabsha!

Anche Riham Dawabsha, la donna palestinese madre di due bambini che aveva subito ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo ha cessato di vivere nella notte tra ieri e oggi. Essa segue suo marito Saad e il piccolo Ali, di appena un anno e mezzo. Adesso l'unico sopravvissuto della famiglia Dawabsha é l'altro figlio Ahmed, che si trova a sua volta in gravissime condizioni.

giovedì 13 agosto 2015

La madre della famiglia Dawabsha probabilmente non uscirà mai dal coma!

E' per noi estremamente penoso continuare a farvi la cronaca di questa tragedia e sapete benissimo, se ci seguite da lungo tempo che a noi non piacciono le geremiadi e le lamentazioni (le lasciamo ai sionisti volentieri, i quali se non hanno tragedie su cui rapsodizzare spesso e volentieri se le inventano), ma tuttavia ci sembra importante rendervi l'elenco preciso delle indegnità e delle ingiustizie inferte dai violenti invasori ebrei a una famiglia palestinese che aveva la sola 'colpa' di vivere sulla propria terra, dimora ancestrale di tutti i propri antenati e di volerlo continuare a fare.

domenica 9 agosto 2015

Muore per le gravissime ustioni Saad Dawabsha, padre del piccolo Ali bruciato vivo dai coloni di Netanyahu!

Come annunciato nel nostro precedente articolo sulle sofferenze dei Palestinesi martirizzati dagli invasori ebrei della loro terra Saad Dawabsha, che con la sua famiglia aveva subito gravissime ustioni nel rogo della propria abitazione di Douma, non ha resistito; nonostante i sanitari considerassero le condizioni di sua moglie più gravi delle sue, é spirato nel reparto di terapia intensiva dove secondo i calcoli avrebbe dovuto trascorrere quasi un anno.

Adesso rimangono da soli Ahmed Dawabsha, 4 anni, le cui condizioni erano date in lievissimo miglioramento, e sua madre Riham, gravissima, con ustioni di terzo grado sull'80 per cento del corpo.

sabato 8 agosto 2015

Piccolo abitante della Cisgiordania travolto da invasore ebreo al volante del suo fuoristrada!

Un ragazzino palestinese di dodici anni di età é stato preso di mira e travolto da un fanatico ebreo invasore della Palestina alla guida del proprio fuoristrada. L'attentato é avvenuto a Jalama, nei pressi di Jenin nella Cisgiordania occupata.

I servizi sanitari palestinesi, immediatamente allertati e intervenuti a soccorrere il piccolo ferito non ne hanno ancora comunicato nome e cognome.

L'attacco avviene a poca distanza dall'attentato incendiario che ha ucciso il piccolo Ali Dawabsha condannando il resto della sua famiglia a mesi di agonia in terapia intensiva per le vastissime ustioni patite.

martedì 4 agosto 2015

La famiglia del piccolo martire Ali Dawabsha dovrà passare circa un anno in terapia intensiva per le estreme ustioni subite!

Riham Dawabsha, suo marito Saad e il piccolo Ahmed, i familiari di Ali Dawabsha, bambino di un anno e mezzo bruciato vivo dagli ebrei invasori della Cisgiordania con bombe molotov lanciate dentro la loro abitazione di Douma, dovranno passare almeno un anno in terapia intensiva.
Questa la comunicazione della direzione dell'ospedale dove sono stati ricoverati dopo l'attacco incendiario.

sabato 1 agosto 2015

Elettori di Netanyahu bruciano vivo un bambino di un anno e mezzo, poi i suoi 'soldati' ammazzano due Palestinesi disarmati!

Altro grande esempio della "grande umanità" del "popolo eletto" i cui rappresentanti che si offrono come miliziani delle fungaie velenose illegali impiantate nella Cisgiordania invasa hanno pensato bene di lanciare bottiglie incendiarie in una casa di legittimi abitanti della Palestina a Douma, vicino a Nablus, riuscendo con la loro codarda azione a ustionare gravemente Riham Dawabsha, madre di famiglia, ridotta in fin di vita con ustioni sul 90 per cento del corpo, Ahmed Dawabsha, bambino di quattro anni, anche lui in condizioni disperate, bruciato sull'80 per cento del corpo e ferendo gravemente il padre Saad, che ha ustioni sul 60 per cento del corpo.
Ma il "massimo" questi 'eroi' del 'popolo eletto' l'hanno raggiunto bruciando vivo il piccolo Ali Dawabsha, appena diciotto mesi di età che é stato estratto morto dalle rovine della casa dai soccorritori.

giovedì 22 gennaio 2015

Mentre sui media nostrani impazza il piagnisteo filoebraico davanti a Gaza il 'popolo eletto' spara ad altri due pescatori!

Un...due...tre ripetete con me: "POOOOOH-VERI EEEEH-BREIIII!!!"; questo, infatti, é l'esercizio che sta spopolando su tutte le testate del letame scritto, filodiffuso, radiotrasmesso, via etere e via cavo, via satellite e via internet da quando, nella giornata di ieri, é arrivata la notizia che un Palestinese dei territori occupati, una persona che si vede la propria terra quotidianamente violentata, invasa, annessa, scempiata da schifose costruzioni di cemento a schiera, nido di serpi velenose razziste e armate, che si vede gli orti e gli uliveti bruciati e distrutti, che si vede l'acqua rubata e sprecata o direttamente avvelenata, che vede i suoi fratelli, i suoi amici impiccati, soffocati, presi a manganellate o a colpi di arma da fuoco in faccia, che vede i suoi figli investiti, o ancora incarcerati, torturati, violentati, senz'altra via per far valere i propri diritti che non quella di auto-uccidersi col digiuno...ebbene, un uomo provato da tutto questo ha deciso di far valere il talmudico motto "Occhio per Occhio" e, recatosi a Tel Aviv (la città che al porco Saviano piace tanto), ha preso un coltello e ha ferito sedici sionisti.

lunedì 12 gennaio 2015

Dietro le quinte della parigina 'marcia dei pagliacci' scintille tra Hollande e Benji Netanyahu!!

François Hollande, subito dopo avere invitato Premier di mezzo mondo a partecipare alla marcia parigina "contro il terrorismo" (vera e propria 'marcia dei pagliacci') fece contattare da Jacques Audibert (Consigliere del Governo francese per la Sicurezza Nazionale) il proprio pari grado di Tel Aviv Yossi Cohen, col compito di spiegargli che, "per evidenti motivi di opportunità", sarebbe stato meglio se Benji Netanyahu non si fosse presentato a Parigi, adducendo una scusa qualunque, in modo che l'evento internazionale rimanesse "focalizzato" sull'unità internazionale contro l'estremismo assassino, senza venire 'disturbato' da 'altre questioni' che la presenza di Netanyahu avrebbe immediatamente portato alla luce (come ad esempio i rapporti tra Anp e Tel Aviv).

Dalla foto che vedete qua sopra si evince quanto attentamente Netanyahu abbia seguito il cortese consiglio diplomatico degli amici francesi.

giovedì 18 dicembre 2014

La Repubblica Islamica Iraniana onora con un monumento i martiri ebrei della guerra contro Saddam!!

L'ordinamento della Repubblica Islamica Iraniana riconosce e protegge le religioni praticate dalle minoranze: quella zoroastriana, quella cristiana e anche quella ebraica; in Iran vi é una delle più antiche comunità ebraiche del Medio Oriente i cui membri si sentono profondamente e intensamente iraniani. Anche per questo motivo gli Ebrei iraniani parteciparono in massa alla difesa della Patria comune durante gli anni della Guerra Imposta del 1980-88 seguita all'invasione voluta da Saddam Hussein.
Adesso a Teheran é stato inaugurato un monumento funebre per tutti i martiri ebrei di quel sanguinoso conflitto, con una speciale cerimonia a cui sono intervenute autorità civili e religiose esso é stato inaugurato, affinché anche le giovani generazioni venute dopo la fine di quel conflitto possano apprezzare il sacrificio fatto anche per loro.
Come si vede il monumento non onora solamente i martiri caduti sul campo di battaglia ma anche i civili ebrei morti sotto gli attacchi missilistici di Saddam nel corso della cosiddetta "Guerra delle Città".

domenica 23 novembre 2014

Eroina e altri "sballi" usati dai sionisti per prevenire una nuova Intifada, l'accusa della Caritas di Al-Quds!

Cacciati da Bagdad nel 1829, gli Ebrei Sassoon si trasferirono a Bombay, dove ottennero il monopolio del commercio d'oppio verso la Cina. Milioni di Indiani morirono nelle grandi carestie dal 1830 al 1906, ma i campi che avrebbero potuto crescere il riso e il miglio per sfamarli erano riservati alla produzione d'oppio. Solo nel corso di un anno il 'clan' Sassoon spacciò in Cina poco meno di 19.000 casse di oppio e quando, preoccupata dalla vera e propria epidemia di tossicodipendenza, la corte imperiale Manchu ordinò al dignitario Lin Tse-Hu di reprimere il traffico nefando gli Ebrei Sassoon, lamentando la perdita di 2000 casse di oppio, costrinsero l'Inghilterra a scatenare le 'Guerre dell'Oppio' che si risolsero con l'umiliazione della Cina e l'imposizione dei 'Trattati Ineguali'. Arricchiti oscenamente dal loro orrendo traffico i Sassoon nel 1887 fecero sposare il loro rampollo Edward Albert con Aline Caroline Rotschild.

Sembra proprio che l'uso della droga per raggiungere i propri obiettivi sia ancora molto popolare tra i rappresentanti del 'popolo eletto', visto l'allarme lanciato in questi giorni da Padre Raed Abu Shalia della Caritas di Al-Quds (Gerusalemme), il quale ha denunciato che la polizia del regime ebraico occupante "Non fa nulla" per reprimere il traffico e lo spaccio di eroina e altre droghe nella parte araba della città (quella che Tel Aviv vorrebbe spopolare e giudaizzare).

La polizia sionista "Prontissima e attivissima nel catturare e condannare a dieci anni di prigione chi tira un sasso", é invece molto di manica larga nei confronti del narcotraffico (gestito in prevalenza dalla mafia ebraica) e si capisce bene il perché: se sono instupiditi e fiaccati dalla 'roba', preoccupati di come procurarsi il prossimo 'sballo' i Palestinesi certo non penseranno a combattere per la propria terra, per la propria gente.

Anche per questo é necessario che le organizzazioni a sfondo religioso (Hamas, Jihad Islamica) o politico (PFLP, DFLP...) si organizzino sul territorio in reti di solidarietà per il recupero dei tossicodipendenti, il loro reinserimento nella società e nel circuito della lotta e della Resistenza.

lunedì 27 ottobre 2014

A Torino si sbraita sugli autobus per soli Rom, in Cisgiordania il razzismo sionista impone quelli per soli Palestinesi!!

Nel capoluogo piemontese é esplosa la polemica riguardo la possibilità, per dare un taglio ad aggressioni, scippi e rapine ai danni di cittadini italiani su una linea di autobus suburbani (che ha la sfortuna di passare vicino a un 'campo nomadi' coccolato e voluto da disgraziati amministratori) di istituire corse 'speciali' riservate ai residenti del campo stesso, che così se voglioni aggredire o scippare qualcuno dovranno per forza inquadrare come obiettivo qualche loro vicino di camper o di baracca.

Apriti Cielo!! Con tutta l'asineria buonista e politically correct forze politiche di centro sinistra, sindacati, ANPI e via dicendo sono insorti contro questo prospettato episodio di "razzismo", anzi, di "apartheid" (cosa importano i cittadini italiani? "Quando sei a Roma fai come i Rom!" é lo slogan imperante in municipio e nelle stanze del potere della capitale...), guidate ovviamente dai redattori degli stracci a Sei Punte noti come "La Repubblica" e "La Stampa"...

Bene! Bravi! Bis!! Aspettiamo al varco queste forze politiche e queste testate giornalistiche a commentare con altrettanto indignato orrore l'introduzione, da parte del regime razzista di Tel Aviv, l'introduzione nella Cisgiordania Occupata di linee di trasporto pubblico separate tra Ebrei invasori e legittimi abitanti della Terra di Palestina.

Ma chissà come mai pensiamo che dalle loro lautamente retribuite poltrone di Consiglio Comunale e scrivanie di redattori principescamente retribuiti dai loro padroni Elkann e DeBenedetti politici e giornalisti "italiani" che amano i Rom ma odiano i loro concittadini, non esprimeranno lo stesso sdegno e la stessa riprovazione...



mercoledì 2 luglio 2014

Teppisti ebrei aggrediscono codardamente un ragazzo italiano che manifestava la sua solidarietà con la Palestina!!

Il pretesto, come quello usato dalle autorità di Tel Aviv, è il dramma di tre invasori israeliani rapiti e uccisi in circostanze ancora tutte da chiarire. Ma tanto è bastato perchè i gruppi dello squadrismo sionista attivi nella comunità ebraica romana cogliessero l'occasione per invadere e occupare oggi nel pomeriggio Piazza Venezia. I risultati non hanno tardato ad arrivare.
La cronaca romana de La Repubblica (quotidiano dell'ebreo svizzero DeBenedetti) riferisce che nel pomeriggio c'è stata una prima aggressione ai danni di un ragazzo italiano che indossava la keffiyah in piazza Venezia da parte di un gruppo di giovani ebrei. Ma in serata il bilancio si è fatto ancora più pesante. Sei giovani si sono presentati con traumi vari all'ospedale FatebeneFratelli raccontando di essere stati aggrediti da alcuni dei partecipanti alla manifestazione indetta dalla comunità ebraica in segno di lutto per l'uccisione dei tre miliziani occupanti illegali delle colonie vicine ad Al-Khalil.
A piazza Venezia, i giovani palestinesi – con coraggio ma forse con troppa leggerezza - avevano convocato per oggi pomeriggio un sit in di sostegno ai palestinesi di Gaza a fronte dei bombardamenti israeliani iniziati già da questa notte. Ma l'appuntamento, nato come evento su fb solo nelle ultime ore, non era riuscito ad innescare una diffusione adeguata dell'iniziativa. Da una prima ricostruzione, il giovane aggredito perchè indossava una kefia stava andando via da solo da piazza Venezia quando è stato preso a schiaffi e pugni dagli squadristi sionisti. Portato in ospedale ha riportato alcune contusioni mentre uno dei picchiatori è stato fermato dalla polizia che pure presidiava in forza la piazza.
Non si sono ancora spenti gli echi delle polemiche per l'aggressione avvenuta contro i manifestanti solidali con la Palestina lo scorso 25 aprile che nella capitale lo squadrismo sionista è tornato a mostrarsi ancora una volta impunito.
Gli attivisti solidali con la Palestina a quel punto si erano riuniti nella vicina piazza Madonna di Loreto ma sono stati sollecitati dalla polizia ad andare via perchè la situazione era diventata troppo pesante.
Ecco dove siamo arrivati! Permettiamo a squadristi picchiatori che rifiutano di identificarsi con la nazione che li ospita di impedire A ITALIANI di manifestare democraticamente la loro solidarietà col Popolo di Palestina in lotta!!!

venerdì 27 giugno 2014

La Lega Araba, agendo di concerto, caccia i sionisti di Yardena Ovadia dal meeting UA di Malabo!!

La lobby a sei punte mondiale aveva pensato di poter inquinare il Ventitreesimo meeting di Malabo (Guinea Equatoriale) dell'Unione Africana trasformandolo in un palcoscenico per le rivoltanti, melassose geremiadi sulle "povere vittime" 'rapite' dai 'cattivi palestinesi' (in realtà potenziali assassini dotati di addestramento ed equipaggiamento militare stanziati negli insediamenti illegali vicino ad Al-Khalil).

A capo del 'Kommando' sionazista che doveva impestare di Hasbara il meeting africano c'era nientemeno che Yardena Ovadia, ricchissima ebrea americana (ovviamente con doppio passaporto sionista!) che aveva portato con sé' diverse dozzine di altri sionisti che dovevano recitare a beneficio dei delegati africani (la maggior parte dei quali rappresentanti paesi che hanno sofferto 'Olocausti' veri e propri dai tempi del commercio negriero fino alle guerre civili fomentate dalle multinazionali americane delle materie prime) il consueto 'rosario' di miagolii sulle 'sofferenze' degli invasori della Palestina.

Ma questa volta il loro piano non si é realizzato grazie al tempestivo intervento del Presidente della Mauritania Mohamed Ould Abdelaziz e del neopresidente egiziano Al-Sisi che hanno costituito un fronte comune con tutti i paesi arabi presenti al meeting domandando che i sionisti fossero allontanati dalla riunione e che la programmata dichiarazione di 'solidarietà' coi tre invasori della Cisgiordania catturati dalla Resistenza palestinese fosse espunta e cancellata.

Questo dimostra la forza dei paesi arabi quando agiscono uniti!

Plaudiamo ad Abdelaziz, ad Al-Sisi e a tutti coloro che hanno fatto fronte comune con loro, che la lezione non venga dimenticata e che gli agenti di Sion vengano segnati a dito ed espulsi da molti altri consessi!!

martedì 17 dicembre 2013

Sionista negra 'stupita' dall'Apartheid in vigore alle banche del sangue del regime ebraico, le consigliamo: "torna in Etiopia!"

Pnina Tamano-Shata é una sionista di origine etiope che é stata portata a invadere e occupare la Palestina dai genitori, all'età di tre anni. Vivere in una terra non sua non l'ha mai preoccupata, né le ha mai causato problemi di coscienza servire nell'esercito che reprime la popolazione legittima della Palestina, ne porta avanti il genocidio e prende parte (o ha preso parte) ad aggressioni e occupazioni illegali di territori stranieri.

La Tamano-Shata era così contenta di vivere in un regime razzista illegittimo da darsi alla politica in una delle molte formazioni politiche che sostengono il regime di invasione e farsi persino eleggere al Parlamento di Tel Aviv.

La Tamano-Shata si é accorta di vivere in un paese razzista (o meglio, la cosa le ha dato fastidio) solo quando, rispondendo a un invito alla donazione di sangue per l'MDA (magen david adom, l'organizzazione che fa la funzione di Croce Rossa nei territori invasi dai sionisti per i soli sionisti, visto che essi rifiutiano di affiliarsi al Comitato Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) si é vista rifiutare la donazione.

Il rifiuto é stato giustificato dalla banca del sangue con pretesti ridicoli (l'alta incidenza di HIV in Etiopia, dove la Tamano-Shata non vive più da 29 anni).

Questo non é che uno dei mille episodi di discriminazione del regime ebraico contro i suoi cittadini di etniia africana e negra, come già hanno dimostrato i nostri articoli sulla sterilizzazione forzata di donne di origine etiopica.

Adesso la parlamentare si é lanciata in una crociata personale contro le banche del sangue sioniste e le loro politiche, denunciandole come 'razziste'.

MA il razzismo le stava bene quando si trattava di occupare la terra palestinese e derubarla delle sue risorse.

MA il razzismo le stava bene quando si trattava di indossare l'uniforme per reprimere e ammazzare i Palestinesi.

MA il razzismo le stava bene quando si trattava di occupare o invadere il Sud del Libano.

Invitiamo la sionista negra Tamano-Shata e tutti i suoi simili a ripensare profondamente le loro vite e le loro esistenze e a capire che non esiste un futuro per loro nel regime ebraico illegale e a tornare piuttosto nei loro paesi d'origine per contribuire come possono al loro sviluppo e alla loro autonomia e indipendenza!