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mercoledì 18 aprile 2018

Il gerontofilo Macron ha fatto una figura "micro"! Solo TRE MISSILI 'Scalp' sono partiti dalla flottiglia francese inviata contro la Siria!

E' ufficiale, il missile "SCALP/Storm Shadow" (secondo le diverse nomenclature francese e britannica) é un vero e proprio "bidone".

Esso può quindi unirsi al museo delle mostruosità militari occidentali, in 'bella compagnia' insieme a F-35, Patriot, F-104, M-2 Bradley e tante, tante altre "armi meraviglia"che dovevano fare sfracelli sul campo di battaglia, ma si sono rivelate buone solo a rimediare figuracce.

Come mai diciamo questo? Bé, per esempio basadoci sul fatto che su sedici vettori "Scalp" che dovevano venire lanciati dalla flotta della "Marine" di Macron, inviata contro la Siria (tre nuovissime fregate FREMM e un sommergibile) solo tre siano riusciti effettivamente a levarsi in volo.

L'Eliseo ha provato a ingannare i media rilasciando il video degli unici tre lanci riusciti (dal quale abbiamo preso il frame che abbiamo usato come foto d'apertura), fingendo che tutto fosse andato 'secondo i piani', ma il quotidiano "L'Opinion" ha svelato gli altarini, rivelando che la maggior parte dei missili si é rifiutata di uscire dalle celle di lancio.
Il "marinaretto" Macron dopo quello dei Ferrovieri affronta anche lo SCIOPERO DEI MISSILI!

sabato 18 novembre 2017

Saad Hariri, finalmente libero, é arrivato a Parigi...lo si attende a Beirut tra pochi giorni!

Esattamente come avevamo pronosticato il 'piano' saudita per istigare instabilità in Libano mediante il sequestro di Saad Hariri é miseramente fallito: non solo il popolo libanese si é unito nel chiederne il rilascio (persino l'Alleanza 8 Marzo di Hezbollah, LMP, Amal...) ma, anche se confermasse le proprie dimissioni, il suo successore come premier non sarebbe sicuramente una figura filosaudita o una nullità manipolabile come Bahaa Hariri.

Saad Hariri é arrivato all'aeroporto parigino di Le Bourget nel corso di questa mattinata e si prevede che passerà alcuni giorni in Francia prima di tornare a Beirut.

giovedì 12 marzo 2015

I Francesi "vanno a Canossa" e riaprono i rapporti coi servizi segreti di Assad per le necessità della lotta al terrorismo!

Sulle pagine di "Le Figaro", quotidiano-faro del Centrodestra francese si legge che, secondo una nota confidenziale, un alto rappresentante della comunità dei Servizi di Parigi abbia accompagnato la delegazione parlamentare che ha recentemente visitato Damasco. Quella che sembrava un'iniziativa estemporanea di alcuni parlamentari sarebbe dunque servita da 'copertura' per una missione ufficiale, mirata alla riapertura dei rapporti tra gli apparati di Intelligence transalpini e damasceni.

venerdì 30 agosto 2013

Il campo imperialista perde l'entusiasmo verso l'azione militare in Siria? I segni ci sono tutti...

"Bombe su Damasco entro martedì, mercoledì al massimo!" era il grido di guerra degli yankee e dei loro sodali europei durante lo scorso week-end...adesso, a una settimana esatta da quando esso venne lanciato, sembra che un vasto movimento di 'decelerazione' di 'rimodulazione' e di 'ri-frasaggio' delle intenzioni anglo-NATO-americane stia decisamente puntando in direzione opposta a un rapido intervento militare contro Damasco. Chi lo sa, potrebbe essere tutta una finta, potrebbe essere un 'gambit' per far entrare Bashir al-Assad in uno stato di ingannevole tranquillità e poi colpirlo a tradimento (in questo caso si potrebbe ascrivere al campo imperialista persino un certo acume tattico, per quanto furbesco e contadino).

Tuttavia, riportando freddamente i fatti, dobbiamo registrare le dichiarazioni del Premier canadese Harper che ha annunciato che il suo paese non prenderà parte ad alcuna iniziativa militare, mentre anche i portavoce dell'Eliseo che fino ad avantieri battevano imperterriti i tamburi di guerra, adesso usano tutt'altro linguaggio, ma il vero 'capolavoro' lo ha fatto il "Professionista in Sconfitte" David Cameron, leader 'tory' inglese che, dopo esser riuscito a pareggiare coi Liberaldemocratici (la 'terza ruota' della bicicletta parlamentare inglese) un'elezione politica in cui veniva dato schiacciante vincitore, é riuscito a incassare una cocente bocciatura parlamentare della sua risoluzione anti-Siria per quanto riveduta, corretta ed espurgata dei toni più imperiosamente minacciosi.

Calcolando disastrosamente male l'atteggiamento verso il documento dei rappresentanti laburisti (o forse fidandosi eccessivamente delle credenziali sioniste del lobbista israeliano David Milliband) Cameron ha visto il suo documento affondato senza pietà e, con esso, il suo prestigio politico personale, tanto che più di un osservatore politico di Westminister ha dichiarato che il voto di ieri mette in discussione la diarchia Cameron-Clegg e potrebbe aprire una crisi di Governo, durante la quale certamente Londra non potrà impegnarsi in alcuna avventura militare.

Insomma, "La confusione é grande sotto il Cielo" e, mentre le navi russe continuano a incrociare di fronte alle coste siriane, mentre gli ispettori ONU e gli investigatori indipendenti trovano sempre nuove prove riguardo all'uso di armi chimiche da parte dei terroristi wahabiti, mentre l'ONU, lentamente, sembra recuperare il suo ruolo centrale nella vicenda, noi ringraziamo che al popolo e al Governo di Damasco sia stata risparmiata, almeno per un giorno ancora, l'offesa delle arroganti armi imperialiste.

lunedì 19 agosto 2013

Ministro saudita incontra Hollande e spera che in Egitto la repressione continui indisturbata!

Il Ministro degli Esteri di Casa Saoud, Principe Al-Faisal, durante una sua trasferta parigina nel corso della quale si é incontrato col successore di Sarkozy François Hollande ha espresso la sua 'speranza' che l'attuale repressione armata in corso in Egitto possa andare avanti indisturbata, confermando come assolutamente corretto il giudizio analitico dell'amico Ouday Ramadan (espresso ieri su queste stesse pagine) secondo il quale quello a cui stiamo assistendo in questi giorni nel Paese delle Piramidi non é altro che una 'resa dei conti' tra marionette di Riyadh e marionette di Doha e Ankara.

In un discorso trasmesso dalla televisione  Al-Ekhbariya lo stesso Re saudita Abdullah avrebbe invitato tutti i suoi alleati ad aiutare l'Egitto a "liberarsi del terrorismo". Interessante come Abdullah consideri 'terrorismo' le attività dell'Ikhwan sostenuta da Erdogan e, fino a poco tempo fa, dal Qatar, ma sia contemporaneamente alleato delle stesse potenze in Siria (anche se pure in Siria spesso milizie mercenarie filosaudite e filoturche si scannano tra loro).

L'Arabia Saudita ha promesso di versare cinque miliardi di dollari all'Egitto appena dopo il golpe che ha destituito il Presidente eletto Mohammed Mursi, venuto in odio alla popolazione per il tracollo dell'economia egiziana nel corso del primo anno trascorso come capo di Stato.




giovedì 11 aprile 2013

Il Patriarca maronita Al-Rai le canta chiare a Hollande all'Eliseo: "Assad infinitamente preferibile ai tagliagole wahabiti che perseguiterebbero le minoranze a partire dai Cristiani!"

Ancora una volta il fato del Libano e della Siria, in questi mesi travagliati dagli eventi dell'insorgenza terrorista scatenata dalle forze dell'Imperialismo contro il Governo e il popolo di Damasco si lega ai gesti e alle iniziative del Patriarca maronita di Antiochia il Cardinale Beshara al-Rai che si é incontrato all'Eliseo con il Presidente francese Francois Hollande.

Il Patriarca ha messo subito in chiaro la sua posizione sulla questione siriana, dove il Governo di Parigi continua a sostenere posizioni anti-governative e filo-terroristiche, arrivando ad auspicare un massiccio afflusso di armi e rifornimenti alle frange wahabite che godono anche del sostegno degli emirati del petrolio e dei terroristi di Al-Qaeda in Irak.

"Assad" ha dichiarato Al-Rai "Non é in alcun modo peggiore dei militanti scatenati nel paese contro di lui", tanto più che, nel caso che il Governo centrale da lui rappresentato dovesse in qualche modo cedere terreno agli insorti essi ne approfitterebbero per scatenare la caccia alle minoranze, in primo luogo proprio quella Cristiana, che sotto Assad padre e figlio sono invece stati sempre protetti e rispettati.

sabato 12 maggio 2012

L'esponente socialista Michel Rocard a Teheran: messaggio segreto di Hollande alla Repubblica Islamica?

L'ex premier socialista francese Michel Rocard é arrivato nella Repubblica Islamica dell'Iran in uno sforzo diplomatico che, pur non ammantato di alcuna veste ufficiale, si spera possa segnare una svolta positiva nelle relazioni tra Teheran e Parigi, deterioratesi decisamente durante il quinquennio presidenziale di Sarkozy, uomo di punta della lobby sionista nel Centrodestra francese fin dagli anni '80, quando il Mossad finanziò la sua scalata a posizioni di preminenza nell'UMP. Rocard, la cui visita iraniana durerà tre giorni, é sbarcato oggi nella capitale e si incontrerà con numerosi dignitari tra cui naturalmente spicca il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi.

Secondo il quotidiano transalpino 'Le Figaro' Rocard sta agendo come 'testa di ponte' del prossimo governo francese, a guida socialista, che verrà formato subito dopo le elezioni parlamentari, nelle quali il PSF prevede di superare l'UMP depressa dalla sconfitta nella corsa per l'Eliseo ricostruendo così una omogeneità Presidente-Premier che ora manca, con la forzata 'coabitazione' tra François Hollande e il Premier nominato da Sarkozy. "Speriamo che questa visita faciliti il rinnovo di amichevoli e franchi contatti tra noi e gli iraniani", ha dichiarato Michel Dubois, assistente di Monsieur Rocard.

Si dice, ma non é stato confermato finora da alcuna fonte, che Rocard possa avere consegnato a Salehi un messaggio confidenziale del Presidente Hollande per il suo pari grado Mahmoud Ahmadinejad e per la Guida Suprema Ali Khamenei. Nei giorni immediatamente successivi alla sua elezione all'Eliseo Rahmin Mehmparast aveva descritto la vittoria di Hollande come "un buon auspicio" per il futuro delle relazioni bilaterali franco-iraniane.
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domenica 15 aprile 2012

Con Sarkozy fuori dall'Eliseo la lobby filosionista europea perderà una pedina fondamentale nelle sue trame!

Spesso le circostanze richiedono posizioni coraggiose; "Palaestina Felix" non ha mai avuto paura di fare affermazioni 'scomode' o che potevano parere 'azzardate', salvo vedersi in ogni singola occasione vendicata dagli eventi, quindi, anche in questo caso teniamo fede alla nostra 'tradizione' dicendo che, secondo tutti gli indicatori disponibili in questo momento, Nicholas Sarkozy si sta avviando a perdere le prossime elezioni presidenziali francesi e, dopo un solo termine come capo dell'Eliseo, dovrebbe venire sostituito da François Hollande.

I sondaggi sono impietosi, mai nel corso delle passate tornate elettorali per la Presidenza un candidato con un gap così ampio rispetto al suo avversario é riuscito a spuntarla ai seggi, a sei mesi dall'elezione. Se la nostra previsione sarà confermata dai fatti e il mezzo Ebreo-ungherese Sarkozy dovrà fare le valige la sua uscita di scena avrà significativi impatti sulla politica estera francese, specialmente riguardo al Medio Oriente. Non scordiamo che Sarkozy era il 'cavallo di razza' di quella pattuglia di politici di Destra ma filosionisti che all'inizio degli anni '80 vennero attivamente sostenuti dal Mossad e dalla lobby filoisraeliana francese per 'correggere' l'anomalia che vedeva la Francia unico paese europeo con uno schieramento politico conservatore attivamente filoarabo (a causa degli 'sgarbi' fatti a De Gaulle da Tel Aviv).

Sarkozy e il suo Ministro degli Esteri Juppé hanno adottato una linea di totale chiusura al dialogo e di scontro inevitabile con il Governo di Assad e con Hezbollah e l'Alleanza 8 marzo, appiattendosi sulle posizioni dei loro sostenitori israeliani e sionisti, causando a Parigi quello che probabilmente é stato il più grave imbarazzo di politica estera della storia recente, quando sia Siria che, indirettamente, Libano hanno resistito alle loro pressioni evitando di farsi trascinare nel caos della guerra civile (come Sarkò e Juppé speravano), permettendo quindi a Cina e Russia di 'mettersi di traverso' ai piani occidentali per un intervento NATO. Un cambio della guardia all'Eliseo, che vedesse nuovo presidente Hollande, darebbe nuovo spazio di manovra a Parigi visto che il candidato socialista non si é mai compromesso con la Armata Brancaleone degli 'oppositori' siriani, né ha mai chiesto ad Assad di dimettersi.
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