"Plotosus Lineatus" é il nome linneiano di un tipo di pesce gatto striato, che abita l'Oceano Indiano e certe zone del Pacifico.
Grazie ai traffici col Canale di Suez é entrato nel Mediterraneo, insediandosi nelle sue acque più calde, anche quelle palestinesi.
Confermandosi vorace predatore, la crescita della sua popolazione ha severamente inciso su quelle delle specie native, falcidiandole.
Gli occupanti sionisti lo hanno battezzato 'pesce Nasrallah', vista la 'barba' che lo contraddistingue e vista anche la sua letalità.
Il pesce infatti può pungere e iniettare un veleno paralizzante...se l'aculeo colpisce un vaso sanguigno maggiore la vittima può anche morire.
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mercoledì 20 febbraio 2019
I sionisti combattono Nasrallah in mare! Ma attenzione...é un pesce!!
giovedì 25 ottobre 2018
Milizia islamista finanziata dai wahabiti emiratini distrugge bellissima moschea yemenita sul mare!
Questa meravigliosa moschea in riva al mare (uno dei mari più belli del mondo, tra l'altro), é stata completamente distrutta.
Sono stati i vandali wahabiti della milizia "Amaliqa", foraggiata e finanziata dagli Emirati Arabi Uniti.
Il wahabismo dimostra tutta la sua natura eretica: nonostante quel che si possa pensare il 90 per cento delle vittime dei terroristi wahabiti sono altri musulmani, Veri Musulmani perché rifiutano la deviazione introdotta nell'Islam da dottrine deviate inventate tra 700 e 800 da agenti inglesi (col decisivo contributo sionista) per mantenere permeabile, diviso e instabile un milieu culturale che avrebbe potuto opporsi al colonialismo.
Sono stati i vandali wahabiti della milizia "Amaliqa", foraggiata e finanziata dagli Emirati Arabi Uniti.
Il wahabismo dimostra tutta la sua natura eretica: nonostante quel che si possa pensare il 90 per cento delle vittime dei terroristi wahabiti sono altri musulmani, Veri Musulmani perché rifiutano la deviazione introdotta nell'Islam da dottrine deviate inventate tra 700 e 800 da agenti inglesi (col decisivo contributo sionista) per mantenere permeabile, diviso e instabile un milieu culturale che avrebbe potuto opporsi al colonialismo.
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sabato 1 settembre 2018
Le forze yemenite hanno colpito un'imbarcazione militare saudita nelle sue stesse acque territoriali!
Nuova, magistrale rappresaglia delle forze yemenite, che sono riuscite a "portare la guerra nel campo del nemico" ancora una volta.
Obiettivo della loro operazione, in questo caso, non sono stati gli aeroporti emiratini (come già avvenuto in due occasioni) ma un'imbarcazione militare che incrociava nelle acque antistanti a Jazan, nel Mar Rosso.
Obiettivo della loro operazione, in questo caso, non sono stati gli aeroporti emiratini (come già avvenuto in due occasioni) ma un'imbarcazione militare che incrociava nelle acque antistanti a Jazan, nel Mar Rosso.
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giovedì 26 luglio 2018
BINGO!!! L'Arabia Wahabita sospende indefinitamente le esportazioni di greggio attraverso il Mar Rosso, per paura dei missili yemeniti!
Il Ministero dell'Energia del regime di Riyadh, attraverso il suo titolare Khalid al-Falih ha dichiarato all'alba di oggi che "sospenderà indefinitamente" tutte le spedizioni di greggio attraverso le bocche di Bab el-Mandeb (vitale 'punto di strozzatura' della marina mercantile mondiale, imboccatura meridionale del Mar Rosso).
Si può solo ipotizzare che effetto avrà questa drastica decisione su un'economia profondamente disastrata e completamente dipendente dall'esportazione petrolifera come quella saudita.
Si può solo ipotizzare che effetto avrà questa drastica decisione su un'economia profondamente disastrata e completamente dipendente dall'esportazione petrolifera come quella saudita.
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mercoledì 25 luglio 2018
Missile yemenita centra la "Dammam"! E' la più grande nave saudita colpita dall'inizio della guerra!
La fregata saudita "Dammam", costruita a Lorient (classe 'Lafayette') incrociava al largo della costa occidentale dello Yemen quando i suoi difensori, precisi ed efficienti come in altre occasioni, l'hanno presa a bersaglio e colpita con un missile antinave lanciato da terra.
Non vi sono notizie precise ma il network Al-Masirah ha rivelato che la nave ha subito ingenti danni e si é allontanata a velocità ridotta emettendo fumo dall'area di impatto del vettore.
Non vi sono notizie precise ma il network Al-Masirah ha rivelato che la nave ha subito ingenti danni e si é allontanata a velocità ridotta emettendo fumo dall'area di impatto del vettore.
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lunedì 11 giugno 2018
La prima petroliera irakena in ventisette anni si prepara a portare il suo carico attraverso il Golfo Persico, il Mar Rosso e il Mediterraneo!
In questo diagramma elettronico é sintetizzato l'approdo d'un Odissea.
E' dal 1991, quando l'Irak subì le conseguenze della stupidità e superficialità di Saddam Hussein, che il paese mesopotamico non ha più posseduto una flotta di petroliere.
E' dal 1991, quando l'Irak subì le conseguenze della stupidità e superficialità di Saddam Hussein, che il paese mesopotamico non ha più posseduto una flotta di petroliere.
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martedì 3 aprile 2018
Forze yemenite attaccano (legittimamente) una petroliera saudita al largo di Hudaydah, i Sauditi mettono in mezzo l'Iran!
A tre anni dall'aggressione militare saudita gli Yemeniti che indefessamente e strenuamente difendono il proprio paese dall'arroganza dei wahabiti di Casa Saoud hanno iniziato sempre più spesso a colpire obiettivi non solamente militari, ma anche economici e simbolici.
E' questo il razionale dei recenti (e meno recenti) bombardamenti missilistici contro strutture dell'ARAMCO, la compagnia petrolifera di Riyadh.
E' questo il razionale dei recenti (e meno recenti) bombardamenti missilistici contro strutture dell'ARAMCO, la compagnia petrolifera di Riyadh.
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domenica 13 agosto 2017
Nave della coalizione saudita colpita e affondata da missile lanciato dai coraggiosi combattenti yemeniti!
Ancora una volta una nave della coalizione a guida saudita che sta martoriando lo Yemen é stata colpita da un missile lanciato dai combattenti Houthi e dai loro alleati delle forze armate nazionali rimaste fedeli alla legalità costituzionale.
L'arma missilistica si conferma ancora una volta un grandissimo "equalizzatore di forze" in grado di mettere un paese piccolo e povero come lo Yemen in grado di far pagare un prezzo molto alto a potenze arroganti e ricchissime come gli emirati wahabiti e reazionari del petrolio.
L'arma missilistica si conferma ancora una volta un grandissimo "equalizzatore di forze" in grado di mettere un paese piccolo e povero come lo Yemen in grado di far pagare un prezzo molto alto a potenze arroganti e ricchissime come gli emirati wahabiti e reazionari del petrolio.
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sabato 29 luglio 2017
Nave da guerra emiratina colpita da missile yemeni al largo di Mokha!
Mokha, importante porto della costa yemenita (nonché, casualmente, il motivo per il quale la vostra caffettiera si chiama "Moka") é di nuovo stato testimone della precisione e della letalità delle unità missilistiche della Guardia Repubblicana quando poche ore fa un vettore antinave é stato lanciato a bersaglio, colpendo una nave della flotta UAE, impegnata insieme a quella saudita in operazioni offensive contro il paese della Penisola Araba.
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mercoledì 28 giugno 2017
Nuovi riferimenti da parte yemenita al nuovo tipo di arma (missile?) usato contro la nave saudita al largo di Mocha!
L'attacco yemenita a una nave degli invasori sauditi che incrociava al largo del porto di Mocha, di cui abbiamo dato notizia giorni addietro, continua a costituire motivo di interesse per osservatori e analisti strategici...
...sembra ormai certo che il missile usato per colpire e danneggiare il vascello saudita (che era carico di mercenari somali e sudanesi da sbarcare sulla costa) non fosse assolutamente un 'Silkworm'.
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lunedì 26 giugno 2017
Nuovo attacco yemenita a una nave da guerra della coalizione degli invasori!
Ancora una volta la "Vincibile Armada" saudita, emiratina e degli altri stati-lacché che partecipano all'aggressione contro lo Yemen ha subito un duro colpo quando, al largo del porto di Mocha un suo vascello da guerra ha incassato l'impatto con un missile lanciato dall'Esercito Yemenita e dai combattenti dei Comitati Popolari di Ansarullah.
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mercoledì 14 giugno 2017
Continuano i "centri" dei missili yemeniti contro navi della "Vincibile Armada" saudita!!
La resistenza del popolo yemenita contro l'arrogante aggressione dei corrotti principi Saoud ha qualcosa di epico e di leggendario.
Ancora una volta un "buque da guerra" di Riyadh é stato colpito da un missile antinave lanciato da esperti della Guardia Repubblicana protetti e aiutati da combattenti dei Comitati Popolari.
L'attacco é stato portato a compimento al largo del porto di Mocha, che, per chi non lo sapesse, era uno dei tradizionali porti attraverso il quale il caffé del Corno d'Africa venive portato in tutta la Penisola Araba; é il motivo per cui chiamiamo la caffettiera "Moka".
Vur ki şafaklar tutuşsun#Yemen pic.twitter.com/sOmzJ3x6TW— NDF (@NatDefFor) June 14, 2017
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mercoledì 22 febbraio 2017
Il Generale saudita Ahad Saif al-Yafei muore colpito da un missile yemenita; era vicecomandante delle forze d'invasione!
Ancora una volta un Generale saudita, uno dei pochi abbastanza competenti da stare sul campo a fianco dei propri uomini, anziché starsene ubriaco e sfarinato di cocaina in qualche hotel a cinque stelle a molestare i camerieri maschi, ha trovato la morte in Yemen, colpito da una di quelle che ormai sono le armi-simbolo della Resistenza dell'Arabia Felix all'arroganza wahabita: un missile balistico.
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martedì 31 gennaio 2017
Missile yemenita DISTRUGGE una fregata saudita al largo delle coste occidentali del paese!
Questa ECCEZIONALE testimonianza video ci é stata segnalata dall'amico Alessandro Lattanzio e noi siamo più che felici di poterla riproporre al nostro affezionato e fedele pubblico.
In essa vediamo una fregata saudita "classe Medina", in realtà costruite dai francesi "Arsenal de Marine" tra il 1985 e il 1986, riportare enormi danni all'impatto di un missile, probabilmente un "Silkworm" cinese, che, pur non affondandola la lascia completamente inabile a qualunque compito bellico.
In essa vediamo una fregata saudita "classe Medina", in realtà costruite dai francesi "Arsenal de Marine" tra il 1985 e il 1986, riportare enormi danni all'impatto di un missile, probabilmente un "Silkworm" cinese, che, pur non affondandola la lascia completamente inabile a qualunque compito bellico.
BOOM.
— Haidar Sumeri (@IraqiSecurity) January 30, 2017
Direct strike by Houthi forces on a #Saudi Al-Madinah class frigate near #Yemen's western coast. pic.twitter.com/8rAFgqQuwL
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lunedì 19 dicembre 2016
Al-Sisi considera alleanze con Damasco, Sanaa, Teheran per contrastare le ingerenze saudite nel Corno d'Africa!
La costante ingerenza dell'Arabia Saudita nella zona di imboccatura meridionale del Mar Rosso (Yemen, Etiopia, Eritrea, Gibuti) é percepita dai responsabili del Governo egiziano come un grave pericolo per gli interessi del loro paese: in Etiopia Riyadh potrebbe finanziare o comunque facilitare progetti idrici che metterebbero in pericolo il corso del Nilo (in Egitto l'85 per cento della popolazione vive nella fascia di cinque Km su ogni riva del grande fiume); mentre il recente proposito saudita di costruire una base militare a Gibuti indica la volontà del regime wahabita di essere in grado di ricattare economicamente Il Cairo minacciando il traffico mercantile diretto verso Suez.
Questo non fa che peggiorare i rapporti, ultimamente in caduta libera, tra i due paesi.
Questo non fa che peggiorare i rapporti, ultimamente in caduta libera, tra i due paesi.
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giovedì 6 agosto 2015
Il Presidente Al-Sisi inaugura il "Secondo Canale di Suez", opera 'faraonica' finanziata interamente da Egiziani!
"Uno storico momento per il nostro paese"; con queste parole il Presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi ha definito, durante la cerimonia ufficiale tenutasi ad Ismailiya, l'inaugurazione del nuovo 'corridoio' del Canale di Suez, annunciato lo scorso agosto e costato poco meno di otto miliardi di Euro, forniti interamente ed esclusivamente da investitori egiziani.
Il progetto é egizano, ma l'attenzione che ha suscitato é internazionale, fatto rimarcato dalla presenza nel parterre delle autorità di numerosi capi di stato stranieri, tra cui diversi europei (Hollande in primis). Costruito scavando per trentasette chilometri parallelamente al primo canale e approfondendo anche questo per permettere il passaggio di navi mercantili sempre più grandi, il nuovo corridoio di Suez ridurrà da 18 a 11 ore i tempi di attesa a cui petroliere e portacontainer devono sottoporsi prima di passare dal Mediterraneo al Mar Rosso o viceversa.
Il progetto é egizano, ma l'attenzione che ha suscitato é internazionale, fatto rimarcato dalla presenza nel parterre delle autorità di numerosi capi di stato stranieri, tra cui diversi europei (Hollande in primis). Costruito scavando per trentasette chilometri parallelamente al primo canale e approfondendo anche questo per permettere il passaggio di navi mercantili sempre più grandi, il nuovo corridoio di Suez ridurrà da 18 a 11 ore i tempi di attesa a cui petroliere e portacontainer devono sottoporsi prima di passare dal Mediterraneo al Mar Rosso o viceversa.
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lunedì 11 maggio 2015
La 34esima Flottiglia dell'IRIN allontana unità americane e francesi che stavano seguendola!
Un teso 'standoff' che poteva avere gravissime conseguenze si é consumato nella giornata di ieri nella delicata zona del Golfo di Aden, dove passano le rotte per le bocche di Bab el-Mandeb (imboccatura meridionale del Mar Rosso) e dove ormai incrociano dozzine e dozzine di vascelli militari anche per conseguenza dell'irresponsabile aggressione militare saudita contro lo Yemen.
Ma l'irresponsabilità non é un tratto definente solo dei politici e dei generali sauditi, anzi, essi l'hanno adottata come parte fondamentale della loro politica imitando l'usuale contegno dei loro padroni imperialisti occidentali; se ne é avuta conferma proprio ieri quando unità marittime e aeree americane e francesi hanno iniziato a seguire e stringersi intorno alla 34esima flottiglia navale iraniana, che come al solito incrociava nella zona nella sua missione anti-pirati.
Ma l'irresponsabilità non é un tratto definente solo dei politici e dei generali sauditi, anzi, essi l'hanno adottata come parte fondamentale della loro politica imitando l'usuale contegno dei loro padroni imperialisti occidentali; se ne é avuta conferma proprio ieri quando unità marittime e aeree americane e francesi hanno iniziato a seguire e stringersi intorno alla 34esima flottiglia navale iraniana, che come al solito incrociava nella zona nella sua missione anti-pirati.
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martedì 3 febbraio 2015
La 33esima Flottiglia iraniana trae in salvo due petroliere attaccate da pirati nel Golfo di Aden!
Non una ma due petroliere sono state tratte in salvo dal repentino intervento della 33esima Flottiglia dell'IRIN nel Golfo di Aden, tratto di mare prospiciente le Bocche di Bab el Mandeb (imboccatura meridionale del Mar Rosso), infestate da pirati africani, soprattutto somali, che cercano di abbordare le navi mercantili per saccheggiarne la cassaforte (dove spesso viene tenuto il denaro per pagare 'cash' transiti e diritti doganali) e a volte anche per sequestrarle e chiedere riscatto agli armatori.
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mercoledì 12 novembre 2014
I combattenti Houthi avanzano anche nello Yemen sudoccidentale: conquistato il distretto di Hazm al-Udayn!!
Ancora una volta ci troviamo a riportare notizie di una ulteriore avanzata dei combattenti Houthi del movimento yemenita Ansarullah, che ormai controllano oltre metà del paese e hanno ulteriormente rafforzato la loro presa sull'ex 'Arabia Felix' acquisendo il controllo del distretto di Hazm al-Udayn nel Sudovest del paese.
Nella loro avanzata i militanti sciiti hanno conquistato un campo di addestramento di Al-Qaeda nella Penisola Araba, sequestrandone le strutture e confiscandone rifornimenti, munizioni, armi e altri beni ivi depositati. La cosa potrebbe essere collegata con la recente resa del comandante terrorista Abdullah al-Ba’ni caduto in mano agli Houthi avantieri nella località di Oudain.
Una vera e propria 'battaglia' sarebbe in corso attorno a una base terrorista di Al-Qaeda in provincia di Radaa, con i militanti sciiti intenti ad assediarla. Speriamo presto di avere notizie positive anche a questo riguardo.
Nella loro avanzata i militanti sciiti hanno conquistato un campo di addestramento di Al-Qaeda nella Penisola Araba, sequestrandone le strutture e confiscandone rifornimenti, munizioni, armi e altri beni ivi depositati. La cosa potrebbe essere collegata con la recente resa del comandante terrorista Abdullah al-Ba’ni caduto in mano agli Houthi avantieri nella località di Oudain.
Una vera e propria 'battaglia' sarebbe in corso attorno a una base terrorista di Al-Qaeda in provincia di Radaa, con i militanti sciiti intenti ad assediarla. Speriamo presto di avere notizie positive anche a questo riguardo.
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lunedì 10 novembre 2014
Si arrende a Odain Ali Abdullah al-Ba’ni, leader di Al-Qaeda nello Yemen!!
Ali Abdullah al-Bani, comandante di una delle numerose fazioni wahabite che fanno riferimento ad "Al-Qaeda nella Penisola Araba" si é consegnato ai guerriglieri sciiti di Ansarullah, che da molte settimane stanno strappando agli estremisti filosauditi città dopo città, villaggio dopo villaggio, controllando ormai quasi metà del paese.
Significativo che la resa di Al-Bani sia avvenuta a Odain, villaggio in provincia di Ibb che poco tempo fa era stato preso d'assalto dai qaedisti, ma subito ripreso dagli Sciiti Houthi, con un rapido colpo di mano.
Ancora una volta i combattenti di Ansarullah sono riusciti a ottenere un risultato che era sfuggito all'Esercito regolare e alle altre forze di sicurezza di Sanaa per anni e anni, non v'é chi non dica a causa dell'alto grado di corruzione e connivenza tra alcuni generali ed esponenti del vecchio regime di Ali Abdullah Saleh e i capi wahabiti finanziati da Riyadh in funzione anti-sciita.
Significativo che la resa di Al-Bani sia avvenuta a Odain, villaggio in provincia di Ibb che poco tempo fa era stato preso d'assalto dai qaedisti, ma subito ripreso dagli Sciiti Houthi, con un rapido colpo di mano.
Ancora una volta i combattenti di Ansarullah sono riusciti a ottenere un risultato che era sfuggito all'Esercito regolare e alle altre forze di sicurezza di Sanaa per anni e anni, non v'é chi non dica a causa dell'alto grado di corruzione e connivenza tra alcuni generali ed esponenti del vecchio regime di Ali Abdullah Saleh e i capi wahabiti finanziati da Riyadh in funzione anti-sciita.
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