Questa fotografia dimostra quanta laida ipocrisia si celi dietro la piagnucolosa propaganda occidentale sui 'profughi siriani', che hanno dovuto temporaneamente lasciare le loro case e la loro patria per sfuggire alle bande mercenarie foraggiate dalla NATO e da Tel Aviv ma che invece i corifei dell'arroganza imperialista vorrebbero farci credere in fuga da "Assad" o cose del genere.
Ebbene, in un supermercato di Amman, senza nessuna vergogna, senza nemmeno un adesivo a cercare di coprire le prove del crimine, si vedono in vendita sugli scaffali scatole di legumi conservati dono del World Food Program chiaramente etichettati come "Non Per Rivendita", evidentemente sottratti ai pacchi di aiuto inviati ai campi profughi.
Rubate pure, servi di Riyadh, Washington e Tel Aviv; ingrassatevi sulla fame delle donne e dei bambini siriani, la vendetta del Popolo guidato da Assad e compatto dietro la bandiera della Resistenza e del Partito Baath vi colpirà prima di quanto crediate!!
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sabato 7 giugno 2014
VERGOGNA!! Nei negozi di Amman in vendita scatolame rubato ai campi profughi degli esuli siriani!!
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sabato 28 dicembre 2013
Cadono nella rete i primi responsabili dell'attentato omicida di ieri a Beirut: guardacaso, sono wahabiti di Fatah al-Islam!
La nostra lunga frequentazione con la Storia e la Politica mediorientale ci ha dato un certo intuito nel saper riconoscere modi e stili operativi dei vari gruppi di militanza politica più o meno estremista attivi nella regione e, quando facciamo un'ipotesi sulla responsabilità di questo o quell'atto, non lo facciamo mai con leggerezza o superficialità e siamo abituati a vedere le nostre induzioni quasi sempre confermate dalla realtà dei fatti.
Ancora una volta vediamo confermato il nostro "fiuto" ricevendo notizia dal quotidiano libanese 'As-Safir' che l'auto marca 'Honda' di color verde scuro e di targa 177647 usata nell'attentato esplosivo che vicino all'Hotel 'Fenicia' é costato la vita all'Ex-ministro libanese Mohammad Shatah é stata rubata circa un anno fa da Moussa M. e Mohammed Sarieh, militanti dell'organizzazione wahabita Fatah al-Islam.
Il furto, ordinato direttamente dal capo dell'organizzazione Haithm Shaabi sarebbe stato commissionato ai due da un tale Talal Ordony, che avrebbe ordinato loro di nascondere l'auto nel campo profughi di Ain al-Helweh dove sarebbe stata trasformata in un'autobomba.
Moussa M. sarebbe già in mano alle autorità libanesi, si attendono di ora in ora notizie di ulteriori arresti e rivelazioni.
Ancora una volta vediamo confermato il nostro "fiuto" ricevendo notizia dal quotidiano libanese 'As-Safir' che l'auto marca 'Honda' di color verde scuro e di targa 177647 usata nell'attentato esplosivo che vicino all'Hotel 'Fenicia' é costato la vita all'Ex-ministro libanese Mohammad Shatah é stata rubata circa un anno fa da Moussa M. e Mohammed Sarieh, militanti dell'organizzazione wahabita Fatah al-Islam.
Il furto, ordinato direttamente dal capo dell'organizzazione Haithm Shaabi sarebbe stato commissionato ai due da un tale Talal Ordony, che avrebbe ordinato loro di nascondere l'auto nel campo profughi di Ain al-Helweh dove sarebbe stata trasformata in un'autobomba.
Moussa M. sarebbe già in mano alle autorità libanesi, si attendono di ora in ora notizie di ulteriori arresti e rivelazioni.
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domenica 15 settembre 2013
Uniformi rubate all'Esercito egiziano trovate presso l'Ikhwan di Alessandria! I Fratelli Musulmani han fatto man bassa finché han potuto!
Un esempio del vero e proprio saccheggio di ogni tipo di assetto pubblico compiuto nei mesi del predominio politico dagli uomini della Fratellanza Musulmana é stato scoperto ad Alessandria d'Egitto durante le operazioni di arresto di Mahmoud Ahmed Mohammed Osman, leader locale dell'Ikhwan e direttore dell'associazione "di beneficienza" Rashad.
Nel corso delle perquisizioni collaterali all'arresto del ricercato, infatti, numerosissimi articoli di vestiario militare saccheggiati dai depositi dell'Esercito sono emersi nascosti nelle sedi dell'organizzazione in questione e addirittura nella residenza privata dello stesso Osman.
Questo ritrovamento non fa altro che confermare la mentalità rapace e divisiva della Fratellanza Musulmana che, al contrario delle speranze anche di molti suoi sinceri sostenitori, non ha mai avuto intenzione di creare una società armoniosa per tutta la popolazione egiziana (magari anche edificata su principi islamici, che comunque formano i valori di riferimento della nazione ormai da secoli), ma ha sempre mantenuto un outlook settario e predace, da sciame di cavallette incapace di costruire alcunché.
Nel corso delle perquisizioni collaterali all'arresto del ricercato, infatti, numerosissimi articoli di vestiario militare saccheggiati dai depositi dell'Esercito sono emersi nascosti nelle sedi dell'organizzazione in questione e addirittura nella residenza privata dello stesso Osman.
Questo ritrovamento non fa altro che confermare la mentalità rapace e divisiva della Fratellanza Musulmana che, al contrario delle speranze anche di molti suoi sinceri sostenitori, non ha mai avuto intenzione di creare una società armoniosa per tutta la popolazione egiziana (magari anche edificata su principi islamici, che comunque formano i valori di riferimento della nazione ormai da secoli), ma ha sempre mantenuto un outlook settario e predace, da sciame di cavallette incapace di costruire alcunché.
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giovedì 6 dicembre 2012
Ancora un furto eclatante in una base aerea sionista! Rubati motori di F-16, sospettato il personale!
Un anno e mezzo fa davamo notizia (con una punta di sarcasmo nemmeno troppo celato) del furto dalla base aerea di Tel Nof di diversi esemplari di motori turbojet provenienti da apparecchi F-15 ed F-16 in forza all'aviazione sionazista arrivati al termine della loro vita operativa.
Un turboreattore, per quanto esausto, può avere ancora un notevole valore per un mercante di metalli o per un trafficante e, a diciotto mesi da quell'eclatante furto, si é avuta la riprova di quanto esso possa essere intenso, visto che un nuovo episodio di furto di motori si é avuto pochi giorni fa nel centro della Palestina sottoposta a occupazione ebraica.
Questa volta il furto si sarebbe concentrato su propulsori General Electric F-110 tratti da cacciabombardieri F-16 (gli stessi usati regolarmente per colpire e massacrare la popolazione civile del ghetto assediato di Gaza); anche questa volta gli sforzi degli investigatori sionisti si concentrano soprattutto nel tentare di capire quali e quanti membri del personale civile e militare della base dove é avvenuto il furto abbiano aiutato i colpevoli dello stesso.
Un turboreattore, per quanto esausto, può avere ancora un notevole valore per un mercante di metalli o per un trafficante e, a diciotto mesi da quell'eclatante furto, si é avuta la riprova di quanto esso possa essere intenso, visto che un nuovo episodio di furto di motori si é avuto pochi giorni fa nel centro della Palestina sottoposta a occupazione ebraica.
Questa volta il furto si sarebbe concentrato su propulsori General Electric F-110 tratti da cacciabombardieri F-16 (gli stessi usati regolarmente per colpire e massacrare la popolazione civile del ghetto assediato di Gaza); anche questa volta gli sforzi degli investigatori sionisti si concentrano soprattutto nel tentare di capire quali e quanti membri del personale civile e militare della base dove é avvenuto il furto abbiano aiutato i colpevoli dello stesso.
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sabato 24 settembre 2011
Israhell alla canna del gas? Non proprio, visto che i giacimenti di Yam Tethys sono in rapida via di esaurimento!
Ci perdonino i nostri lettori più seriosi per l'infantile calembour del titolo, ma la tentazione per ironizzare un po' su una vera e propria tragedia, cioé l'esaurimento delle risorse naturali palestinesi per mano dell'illegale regime ebraico di occupazione ha avuto temporaneamente la meglio. Il tumore sionista in terra di Palestina, infatti, come tutte le metastasi sottrae sangue e nutrimento all'organismo sano, indebolendolo e fiaccandolo; é di pochi giorni fa la notizia (riportata dall'outlet sionista "Globes") che le pompe estrattive del pozzo Mari B del giacimento metanifero offshore di Yam Tethys hanno iniziato a portare a galla acqua salata anziché gas naturale, segno eloquente del prossimo esaurimento del giacimento.
Riflettete con noi, il metano di quel giacimento si trovava in acque territoriali Palestinesi, doveva venire estratto a beneficio dei Palestinesi, invece gli invasori ebrei lo hanno occupato, vi si sono attaccati come sanguisughe e lo hanno PROSCIUGATO; chi compenserà i Palestinesi e i loro discendenti del furto subito? Chi farà pagare il regime dell'Apartheid per questo latrocinio? Anche per questo, ribadiamo, siamo totalmente scettici e critici verso l'elemosina ONU di un 'riconoscimento' dello Stato palestinese sui confini del 1967; perché anche quando arrivasse esso lascerebbe aperta la questione della Palestina occupata dal 1948, dove anzi, proprio in virtù dei 'confini' del riconoscimento probabilmente i sionisti si sentirebbero in qualche modo 'autorizzati' a permanere e a continuare nella loro opera di sfruttamento e distruzione del patrimonio naturale di pertinenza palestinese.
Gli analisti del mercato sionista delle commodities hanno già previsto un rialzo dei prezzi delle bollette elettriche e una più pesante dipendenza da diesel e altre forme di generazione dell'elettricità più costose e inquinanti (e di nuovo Israhell in questo modo danneggerà e contaminerà ulteriormente la terra di Palestina illegalmente occupata). Tra questa notizia e la pressoché totale interruzione del pompaggio di gas dall'Egitto (al centro di un vastissimo scandalo di corruzione che coinvolge la stessa famiglia Mubarak e che costituisce uno dei principali capi d'accusa contro i figli dell'ex dittatore) le prospettive per Israhell si fanno sempre più 'buie' e le tensioni con Libano e Turchia per lo sfruttamento dei giacimenti sottomarini del Mediterraneo Orientale sempre più probabili e pericolose.
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domenica 18 settembre 2011
Ladri di terra, di acqua, di risorse! Si moltiplicano angherie e vessazioni sioniste contro i Palestinesi dei territori occupati
L'Autorità nazionale palestinese, egemonizzata in Cisgiordania dalla fazione Fatah, ha accusato il regime dell'Occupazione di avere iniziato operazioni di furto e sfruttamento di un giacimento di petrolio greggio e gas naturale vicino a Ramallah, a esclusivo beneficio dell'entità sionista, configurando un vero e proprio latrocinio di risorse naturali che dovrebbero venire sfruttate prima di tutto a favore degli abitanti della zona.
La denuncia, subito ripresa dall'agenzia stampa ufficiale della Repubblica popolare cinese, la Xinhua, puntualizza come tale operazione si inquadri in un progetto generalizzato di sottrazione e sfruttamento doloso di risorse idriche, agricole, minerarie e del suolo che defrauda i cittadini Palestinesi come e peggio le popolazioni sottoposte a dominio coloniale europeo venivano defraudate delle loro ricchezze naturali nei secoli passati.
Come se non bastasse, tali operazioni costituiscono una sfacciata e flagrante violazione dei cosiddetti "Accordi di Oslo", confermando una volta di più (se mai ce ne fosse stato alcun bisogno) che per il regime ebraico tali 'accordi' non hanno rappresentato altro se non un comodo paravento dietro il quale continuare impunemente le proprie politiche di colonizzazione, sfruttamento, occupazione illegale e giudeizzazione forzata dei territori palestinesi.
Interrogati a proposito di questo furto, rappresentanti dell'Occupazione sionista hanno cercato di giustificarlo citando l'interruzione del flusso di metano a prezzo super-scontato che, negli anni precedenti, raggiungeva Israele dall'Egitto sottoposto al giogo del dittatore Mubarak. Come ricorderanno bene in nostri lettori la 'svendita' a prezzi del tutto irragionevoli di enormi quantità di metano egiziano (con il fitto sottobosco di corruttela che ne stava alla base) costituisce uno dei principali capi di imposizione per l'ex-'Faraone' e i suoi due figli Alaa e Gamal. Privato del metano rubato agli Egiziani ora lo stato dell'Apartheid vuole rubarlo ai Palestinesi!
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lunedì 13 giugno 2011
I Soliti Ignoti si introducono in una base aerea israeliana e portano via otto motori d'aereo, così, tanto per gradire!
Chi ha letto "La Pelle" di Curzio Malaparte, ricorderà, tra i mille episodi che tra il macchiettistico e il tragico che scandiscono la vita frenetica e sonnolenta insieme della metropoli partenopea occupata dalle truppe alleate, quello esemplare del carro armato 'Sherman' trainato fino a un cortile e quindi aggredito meticolosamente da meccanici e mercanti di rottami fino a quando della sua presenza un tempo imponente non rimane che una chiazza d'olio sul lastricato; ebbene, pare che qualcosa di molto simile si avvenuto in Israele dove l'aviazione dello Stato ebraico ha lanciato un'inchiesta per chiarire la scomparsa non di uno, ma di ben otto motori turbojet provenienti da caccia F-15 ed F-16.
Secondo quanto riportato dalla France Press il furto sarebbe avvenuto alla base aeronautica di Tel Nof, presso Rehovot, a 20 chilometri a sud di Tel Aviv e sembrerebbe essere opera di un gruppo di "soliti ignoti" che sarebbero riusciti a penetrare il perimetro non esattamente sguarnito di una delle installazioni militari-chiave del sistema militare israeliano. Altro mistero, poi, sarebbe il come i furtivi visitatori abbiano fatto a portare via dall'ex base della RAF otto oggetti lunghi dai cinque a sei metri e pesanti tra i 1700 e i 2000 chili (i propulsori del bimotore F-15 sono leggermente più corti e leggeri di quelli del monomotore F-16).
Gli imbarazzatissimi ufficiali del 'Zroa Havir' sostengono che i turbojet erano alla fine della loro vita operativa, ma pensiamo che sia superfluo ricordare ai nostri lettori come anche da un motore non più funzionante si possono estrarre interessanti informazioni. Siamo certi che alla Lockheed Martin, la multinazionale dell'aeronautica militare che fornisce al Regime dell'Apartheid gli apparecchi con cui sono stati effettuati attacchi e bombardamenti contro obiettivi civili a Gaza e in Libano qualcuno abbia inarcato parecchio le sopracciglia a questa dimostrazione di faciloneria e permeabilità delle strutture militari israeliane, soprattutto ora che dovrebbero venire consegnati a Israele i primi F-35.
All'ombra del Campidoglio, invece, siamo certi che l'AIPAC e gli altri tentacoli della "Lobby a Sei Punte" stanno entrando in fibrillazione perché l'inquilino nero della Casa Bianca conceda a Tel Aviv nuovi aiuti militari...
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