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giovedì 22 marzo 2018

Il reporter-eroe irakeno, Alaa Edani, invita la cittadinanza al voto nelle prossime elezioni politiche!

Più volte abbiamo portato ad esempio l'abnegazione e l'eroismo di cronisti dell'Asse della Resistenza, che hanno condotto dirette e collegamenti dalle prime linee di combattimento, paragonandoli ai cacciaballe nostrani che propinano veline e fake news direttamente emanate dalle centrali di disinformazione angloamericane e sioniste.

Adesso vi presentiamo un video diffuso poche ore fa dalla leggenda vivente del giornalismo irakeno, Alaa al-Edani, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai suoi concittadini per lanciare un appello di grande importanza civica.

giovedì 18 gennaio 2018

Onoriamo il Martire dell'Informazione Walid Jabbour Khalil, ucciso ad Harasta mentre seguiva in prima persona i combattimenti!

Esistono "giornalisti" come Giovanna Botteri che da New York ammannisce spiegazioni e giudizi su quanto accade a Pyongyang, a Santiago de Cuba e a Caracas e "reporter d'assalto" come Lucia Goracci che si collega dai Club Méd della Turchia pretenendendo di fare la cronaca degli eventi in Siria.

Poi esistono coloro che anche nel XXI Secolo mantengono viva la tradizione degli inviati di guerra, rischiando in prima persona per vedere direttamente gli eventi di cui poi riferiranno al loro pubblico.

Uno di questi coraggiosi era Walid Jabbour Khalil, in forza al Dipartimento Media del Ministero della Difesa della Repubblica Araba Siriana.

giovedì 22 dicembre 2016

Coraggioso chierico sunnita libanese gela con una devastante freddura una giornalista settaria!

Una delle panzane più velenose messe in giro dalla propaganda sionista-imperialista é quella secondo la quale in Medio Oriente sarebbe attualmente in corso una "guerra di religione" tra Sunniti e Sciiti.

Tale visione distorta vorrebbe diffondere nel mondo sunnita il timore di una montante "marea sciita" e consegnare a reami corrotti ed eretici come l'Arabia Saudita e il Qatar il ruolo di 'difensori della Sunna', spingendo così alla radicalizzazione islamista milioni di Sunniti che in tutta la loro vita non hanno mai visto uno Sciita e magari non sanno nemmeno in che cosa differisca dalla loro la fede di un seguace di questa antica e illustre tradizione islamica.

giovedì 17 dicembre 2015

La polizia italiana ferma per diverse ore il giornalista IRIB Hamid Masoumi Nejad, poi lo rilascia con scuse!

E' stato liberato l'inviato Hamid Masoumi Nejad‬ dell'IRIB iraniana, network che i lettori di PALAESTINA FELIX ben conoscono per le interviste che lo scrivente rilascia semi regolarmente in collegamento con la bravissima e gentilissima Shima. Il giornalista era stato fermato nel pomeriggio di oggi con l'accusa di aver ripreso luoghi vietati a Roma. la Polizia, dopo ever visionato attentamente le immagini riprese per un reportage sull'inquinamento atmosferico in italia, si è accorta dell'errore che ha commesso, e, scusandosi col giornalista iraniano, lo ha liberato.

Il collega Masoumi Nejad stava semplicemente facendo il suo lavoro componendo un servizio sull'inquinamento atmosferico nella nostra capitale e si faceva riprendere sullo sfondo di noti panorami romani, senza aver ripreso alcunché di "sensibile".

venerdì 12 dicembre 2014

Il traditore siriano Mahraan Al-Dayri muore trasportando una bomba per i suoi amici dell'ISIS!!

Mahraan Al-Dayri diceva di essere un reporter di Al-Jazeera, ma in realtà era un agente al soldo del Qatar, un contrabbandiere di armi ed esplosivi e un fiancheggiatore dell'ISIS e di altre bande takfire estremiste finanziate dai milioni di dollari dell'Emiro Al-Thani; per compiere tutti questi crimini il tesserino di giornalista gli tornava molto comodo.

Questo topo di fogna che pur essendo nato in Siria non aveva esitato a vendere il suo onore e la sua Patria per i dollari di Doha adesso sta squittendo all'inferno visto che finalmente é morto nei dintorni di Sheik Mishkeen nella provincia meridionale di Daraa.

La cosa ironica é che la sua morte è stata provocata non dalle pallottole o dai missili dell'Esercito Siriano ma da una bomba che l'idiota stava trasportando sulla sua auto, guidando a fari spenti nella notte per 'non essere individuato'.

Purtroppo per lui i fari spenti non gli hanno permesso di individuare un ostacolo sulla strada contro il quale ha sbattuto provocando l'immediato innesco dell'ordigno che portava con sé.

Questo traditore é morto come é vissuto...in maniera ridicola degna di Paperino e Wile Coyote.

mercoledì 14 novembre 2012

Le autorità siriane onorano il reporter iraniano Maya Naser, ucciso a settembre dai terroristi wahabiti!

Mentre fin dall'inizio della minaccia terrorista foraggiata da Riyadh, Doha e Ankara contro la Siria e il suo popolo i vigliacchi e codardi media 'occidentalisti', volenterosi camerieri dell'imperialismo e del sionismo internazionale si sono affrettati a riversare torrenti di bugie sulla situazione a Damasco, Daraa, Aleppo e Homs, prosternandosi di fronte agli assassini qaedisti e descrivendoli come "ribelli siriani" i media dell'Asse della Resistenza hanno combattuto una coraggiosa battaglia per la verità, arrivando persino al sacrificio di vite umane per testimoniare nei dettagli la situazione nella Repubblica Araba.

Vittima immolatasi per il dovere e la missione del giornalista é stato il reporter iraniano Maya Naser, corrispondente da Damasco di PressTV, ucciso da un cecchino wahabita il 26 settembre scorso. Morto ad appena 33 anni, il sacrificio di Naser causò la dettagliata denuncia di "Reporter Senza Frontiere", bellamente ignorata e passata sotto silenzio dagli ipocriti venduti delle redazioni occidentali, impegnati nell'assassinio della Verità.

Ma Naser non verrà dimenticato dai Siriani che proprio ieri hanno tributato al reporter martire gli onori adeguati in una commovente cerimonia pubblica a Damasco cui hanno preso parte il Ministro dell'Informazione Omran al-Zoubi, l'Ambasciatore della Repubblica Islamica Mohammad-Reza Raouf Sheibani, e il dirigente di PressTV in Siria Hosein Mortada. Il padre di Maya Naser, anch'egli presente nella capitale, ha eulogizzato il figlio ricordandone l'amore e la dedizione che provava per il suo dovere di giornalista.
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