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venerdì 13 dicembre 2013

Di ritorno da Teheran Sergei Lavrov parla al telefono con Ismail Haniyeh: Hamas cerca di uscire dall'angolo?

Poco dopo la sua visita diplomatica in Iran il capo della diplomazia di Putin, Sergei Lavrov, ha chiamato al telefono il Premier palestinese Ismail Haniyeh, trattenendosi con lui in una conversazione durata oltre mezz'ora.

Il Portavoce del Gabinetto di Haniyeh, Taher al-Nunu ha dichiarato che la chiamata di Lavrov costituisce la prima comunicazione diretta col Primo Ministro palestinese da diversi mesi (da quando cioé Hamas aveva voltato le spalle ad Assad sostenendo per qualche tempo le posizioni dei terroristi wahabiti attivi in Siria).

Lavrov avrebbe ascoltato con interesse la descrizione fattagli da Haniyeh delle misure intraprese per assorbire i peggiori effetti dello strangolante assedio sionista contro Gaza e si sarebbe impegnato a spendere l'accresciuta influenza russa in ambito mediorientale (magari col Generale Al-Sisi?) perché il blocco al ghetto palestinese venga per quanto possibile ammorbidito.

giovedì 14 marzo 2013

Il Ministro degli Interni di Gaza replica ad accuse sioniste: "Israele confuso e rabbioso per i nostri successi nel neutralizzare le sue talpe!"

Fathi Hamad, Ministro degli Interni del Governo legittimo palestinese insediato a Gaza ha rotto la serie di dichiarazioni di responsabili di Hamas tentennanti e perennemente sulla difensiva che ci aveva tediato nel corso delle ultime settimane, rilasciando in una conferenza stampa tenuta oggi un comunicato conciso e ficcante con cui ha rispedito al mittente gli addebiti sionisti secondo cui Hamas sarebbe stato impegnato a preparare 'attacchi' contro l'occupazione della Cisgiordania.

Intendiamoci, sapere che il già "Movimento musulmano di Resistenza" fosse apertamente impegnato a programmare appunto 'atti di resistenza' (meglio se condotti con la forza delle armi, l'unica che Israhell capisce) non ci avrebbe certo fatto dispiacere, ma, comunque, sentire un esponente palestinese che prende di petto dichiarazioni sioniste e ne svela i profondi motivi ulteriori, spiegando come esse siano frutto di meschina rabbia impotente, é comunque una soddisfazione.

Secondo Hamad infatti Israele sarebbe ansioso di accusare Hamas di qualcosa visto il successo del programma governativo per la neutralizzazione delle talpe collaborazioniste nella Striscia di Gaza, che sono state invitate a rendersi alle autorità con la promessa della vita salva in cambio della disponibilità a fornire ai loro 'controllori' del regime ebraico informazioni false e seguire poi un percorso di riabilitazione.

mercoledì 21 marzo 2012

Haniyeh: "Il Governo palestinese non ha problemi finanziari, pagati regolarmente oltre quarantamila stipendi!"


Nel corso di una conferenza stampa recentemente rilasciata il Premier palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che, nonostante i gravi effetti dello strangolamento economico sionista, le finanze del Governo palestinese sono solide e in salute. Senza l'assedio imposto dallo stato ebraico la Striscia di Gaza potrebbe tranquillamente fare concorrenza al Libano o al vicino Egitto come attrattvità per gli investimenti, richiamo turistico, organizzazione di meeting e simposi, livello delle sue strutture universitarie...l'unico modo che Tel Aviv ha trovato per evitare il "boom economico" di Gaza sotto l'amministrazione di Hamas é stato quello dell'assedio e della continua aggressione militare alle sue strutture produttive e lavorative.

La conferenza, tenuta nel corso di una cerimonia organizzata nella giornata di ieri dalla Società Palestinese dei Ragionieri e dei Revisori Contabili, é stata accompagnata da una notevole messe di dati riguardo l'attuale situazione pecuniaria della Striscia, alcuni dei quali rivelati per la prima volta. Ad esempio é ora ufficiale che, al momento di prendere ufficialmente il controllo di Gaza dopo averne cacciato le forze golpiste di Fatah che inutilmente avevano cercato di ribaltare con le armi il risultato delle regolari elzioni del 2006 Haniyeh e soci avevano trovato una cassa "in rosso" di ben 1 miliardo e 200 milioni di dollari e nessuna fonte di finanziamenti.

Oggi, grazie alle donazioni di ONG, stati arabi, partiti musulmani e altri benefattori, che arrivano copiose e senza addentellati politici o altri vincoli e condizioni (come gli ipocriti 'aiuti' UE e USA, elargiti a Fatah per anni in cambio della castrazione del suo apparato militare e dell'umiliante 'riconoscimento' di Israele, che l'organizzazione del cacicco Abbas non aveva alcuna liceità di rilasciare) permettono al Movimento musulmano di Resistenza di pagare ogni mese 42mila stipendi e gestire un budget mensile di oltr 30 milioni di dollari Usa.
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lunedì 21 novembre 2011

Allarme a Gaza: "Israele minaccia di aprire le dighe per provocare inondazioni devastanti nella Striscia assediata!"


Il Ministero dell'Agricoltura e quello della Difesa Civile del Governo palestinese hanno messo in guardia gli abitanti del ghetto costiero di Gaza riguardo al pericolo di devastanti inondazioni se il regime ebraico manterrà la propria promessa di aprire le dighe, riversando contro il territorio liberato da Hamas migliaia e migliaia di metri cubi di acqua usati come arma devastatrice.

Il Colonnello Yousef Zahhar, capo della Difesa civile a Gaza ha rivelato che la massa di acqua prevista devasterebbe cento abitazioni e quasi un migliaio di alveari (importante risorsa alimentare per la cittadinanza sottoposta al disumano assedio sionista), oltre che sommergere cento chilometri quadrati di orti e campi coltivati nella zona di Mighraka, al centro della Striscia.

Tutto il bestiame della zona, se non evacuato per tempo, sarebbe a rischio, mettendo in pericolo la sopravvivenza delle famiglie del luogo, principalmente allevatori e pastori beduini. I Ministeri hanno lanciato l'allarme per scoraggiare il regime ebraico dal mettere in atto simili azioni terroristiche, ma anche per dare modo alla popolazione di mettere al riparo armenti, case e, se ciò non fosse possibile, quantomeno evacuare la zona minacciata.


L'occupazione sionista già l'anno scorso aveva aperto le dighe causando milioni di dollari di danno all'agricoltura della Striscia.
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domenica 28 agosto 2011

Amnes(t)y International fa una petizione a favore di Schalit ma si 'scorda' di farne di simili per i prigionieri politici palestinesi!


Sono più di 60 anni che i Palestinesi che lottano contro l'invasione e l'occupazione della loro terra vengono perseguitati, incarcerati, torturati dalla Gestapo del regime ebraico: alcuni di loro sono accusati di avere preso parte con le armi alla lotta di liberazione della loro terra, in uno degli scontri più impari che la storia dei conflitti ricordi, ma molti di più sono quelli accusati di 'lancio di sassi', di resistenza passiva durante manifestazioni pacifiche, oppure semplicemente detenuti senza alcuna accusa, in omaggio alla mostruosità giuridicia della "detenzione amministrativa", che permette agli sbirri sionisti di imprigionare chi desiderino loro senza nemmeno dover cercare una scusa.

Le angherie, le ingiustizie, i tormenti patiti dai prigionieri politici palestinesi sono fedelmente riportati nei nostri articoli: dall'essere avvelenati a causa dei cibi scaduti serviti come rancio, agli esperimenti farmacologici, alla mancanza di cure mediche, ai lunghi periodi di isolamento inflitti come tortura, eppure, come si apprende da un articolo del "Palestine Telegraph", gli ipocriti e strabici 'soloni' di Amnesty International hanno indirizzato la loro ultima petizione non al regime ebraico, in sostegno dei Diritti Umani degli oltre ottomila detenuti politici palestinesi, ma al Governo palestinese di Ismail Haniyeh, per 'sollecitare sviluppi' nella faccenda della prigionia dell'ebreo francese Gilad Schalit, catturato dalla Resistenza di Hamas mentre si preparava ad attaccare la Striscia di Gaza.

La petizione, intitolata 'Prigioniero da 1800 giorni - tempo di finire le sofferenze di G. Schalit' non soltanto dimostra la completa e totale ignoranza (o malafede) dell'organizzazione internazionale sul motivo per cui Schalit non sia ancora stato liberato (cioé il rifiuto sionista dei termini di Hamas per la sua liberazione), ma dimostra come, fedele ai canoni del razzismo oggi prevalente nel mondo occidentale, l'organizzazione stessa ritenga un unico prigioniero ebreo francese più importante di ottomila prigionieri arabi palestinesi, tra cui donne, bambini nati in carcere, uomini che hanno passato più di vent'anni in prigione, malati terminali.

Oppure i 'soloni' in questione si sono 'scordati' di queste migliaia e migliaia di esseri umani imprigionati e torturati da Israele? Dovremmo forse ribattezzare la loro organizzazione "Amnesy International?".
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