Visualizzazione post con etichetta Itamar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Itamar. Mostra tutti i post

martedì 3 gennaio 2012

Gang di prostitute ucraine assassina un ebreo francese a Tel Aviv, poi lancia una "rivendicazione palestinese" per sviare le indagini!

Tutti i poco di buono che vivono nel regime ebraico che occupa la Palestina occupata (e ce ne sono veramente molti, alcuni persino non impiegati nel Governo, nei partiti politici o nelle forze armate...) hanno un 'asso nella manica' molto comodo e di sicuro effetto quando vogliono sviare le indagini e i sospetti riguardo una azione criminosa da loro commessa: "dare la colpa ai Palestinesi". Del resto l'atmosfera di paranoia razzista adeguatamente 'montata' e mantenuta ad arte per gli interessi politici, economici dello Stato dell'Apartheid é ideale per simili manovre. Ancora adesso ricordiamo il selvaggio "pogrom" scatenato dalle autorità sioniste quando, ad Itamar, un bracciante asiatico (thailandese o filippino) massacrò una famiglia di coloni che, dopo averlo sfruttato, si erano rifiutati di pagarlo e lo avevano percosso e insolentito, gli "inquisitori ebraici" sono riusciti persino ad arrestare dei giovani palestinesi e, a colpi di indicibili torture, estorcere loro una 'confessione' di comodo, risultato: un assassino in libertà, ma dei Palestinesi in carcere, tutto ok, dunque.

Un altro esempio di questa particolare "tattica" dei criminali israeliani lo abbiamo avuto di recente quando, in seguito al ritrovamento del cadavere di un anziano Ebreo francese pugnalato e dato alle fiamme in una casa di Dizengoff Street a Tel Aviv, una bizzarra e improbabile 'rivendicazione' era stata comunicata ai media, in cui si pretendeva che l'omicidio del Professor Elie Lalouz (questo il nome del francese -foto sopra-, di professione chimico anche se ormai in pensione) fosse stato portato a termine dalle "Brigate del Martire Generale Hassan Tehrani", come 'rappresaglia' per l'assassinio portato a termine da Israele di un ufficiale iraniano coinvolto nel progetto scientifico del programma nucleare iraniano.

Ma, prima che l'inquisizione sionista si potesse scatenare nell'usuale "caccia al Palestinese" qualcosa é andato 'storto' (o 'dritto' a seconda dei punti di vista): qualche ispettore di polizia con la testa sulle spalle e più professionalità che ideologia dentro di essa (un po' come il Rutger Hauer ispettore delle SS in "Fatherland" di R.Harris) ha seguito una pista 'controcorrente' individuando una gang composta da due prostitute di origine ucraina e dai rispettivi protettori che, dopo brevi riscontri, sono risultati i veri colpevoli dell'omicidio. Le due donne avrebbero materialmente assassinato l'anziano Ebreo francese, somministrandogli prima un narcotico e quindi pugnalandolo. A quel punto, dopo avere fatto entrare i loro complici nell'appartamento e averlo saccheggiato vi avrebbero appiccato il fuoco per distruggere le prove di quanto accaduto, la rivendicazione sarebbe stata rilasciata in un secondo tempo quando, dopo l'intervento dei pompieri e i primi rilevamenti sarebbe risultato evidente che le fiamme non avevano impedito di riconoscere che il morto era stato assassinato prima del rogo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 6 maggio 2011

I carcerieri israeliani si rifiutano di liberare un leader del PFLP...anche dopo che il Tribunale glielo impone!!


La moglie dello scrittore, accademico e attivista per i Diritti Umani Ahmed Katamesh sta cercando in tutti i modi di richiamare l'attenzione dei media regionali e internazionali sulla vicenda kafkiana di cui é protagonista suo marito, dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina da diverse settimane detenuto dagli israeliani.

Katamesh, é stato arrestato nel corso del selvaggio e violento "pogrom" inscenato contro i Palestinesi da soldati sionisti e miliziani ebrei fanatici, ufficialmente con la scusa di cercare il responsabile dello sgozzamento di cinque coloni fondamentalisti che indebitamente occupavano terra palestinese nell'insediamento di Itamar.

Il pogrom anti-palestinese ha permesso al vero assassino (un bracciante asiatico cui i fanatici ebrei avevano negato la giusta mercede per i lavori svolti, percuotendolo e cacciandolo dal loro insediamento illegale) di fuggire indisturbato, ma ciò che premeva al Regime dell'Apartheid sionista era poter incrudelire contro i legittimi abitanti di Awarta, non certo la cattura del reo.

Scaduti i termini di 'carcerazione preventiva' Katamesh doveva essere rimesso in libertà, in attesa che si decidesse se esistevano i presupposti per poter istruire un processo contro di lui. Ma l'autorità carceraria ha rifiutato di rilasciarlo, chiedendo invece un periodo di sei mesi di "detenzione amministrativa"; tale comportamento va totalmente contro la prassi giudiziaria israeliana, dove le autorità carcerarie non hanno alcun potere di 'rimpallare' gli ordini di rilascio all'autorità giudiziaria, né tantomento quello di esprimere "desiderata" su come o quanto trattenere in carcere un prigioniero.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 22 aprile 2011

Coloni ebrei fondamentalisti approfittano del massacro compiuto da un asiatico per rubare altra terra palestinese!

Sulla strage di coloni ebrei fondamentalisti che occupavano illegalmente una colonia costruita su terra palestinese a Itamar é stato scritto fin troppo.
L'insediamento illegale di Itamar, dove sono stati uccisi i cinque coloni fondamentalisti
Ovviamente, col procedere delle settimane la narrativa dell'Hasbara filosionista, che voleva "I violenti Palestinesi" responsabili delle uccisioni é crollata come il miserabile castello di bugie che era, anche se, nel caravanserraglio dei 'secondi protocollari', dei 'liberali per israele', degli 'informatori corretti', nonché nel laboratorio di Frankenstein della quasi omonima 'fiamma' (che nel Parlamento italiano siede fianco a fianco col fascista Ciarrapico), si possa ancora trovare qualcuno che cerchi di agitare l'uomo nero palestinese quando é stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che i cinque coloni ebrei siano stati sgozzati da un bracciante asiatico che avevano avuto la bella idea di frodare delle mercede per lavori agricoli e di giardinaggio svolti nella loro colonia illegale (nonché di percuotere e insultare).
Una "informatrice corretta"
 Ovviamente l'assassino, approfittando del trasporto fanatico con cui le forze di polizia, l'esercito sionista e le milizie armate dei coloni si sono da subito scagliate contro il vicino villaggio arabo di Awarta, ha avuto agio di far perdere le proprie tracce nella comunità di immigrati asiatici che in Israele svolgono ormai tutti i lavori più umili al posto del 'Popolo eletto' ed é ormai irraggiungibile per la Giustizia (se mai nel regime della segregazione razziale ebraica sia possibile parlare di 'Giustizia'), ma tutto questo ai burattinai dell'Apartheid non interessa affatto.
Ormai più esperti in rastrellmenti delle SS di Himmler, i soldati dello Stato ebraico hanno avuto mano libera per violenze, devastazioni, saccheggi e torture per oltre dieci giorni contro il villaggio inerme di Awarta.
Molto più interessante, invece, é l'occasione di poter impiantare un nuovo "avamposto" di coloni fanatizzati e armati ancora più vicino ad Awarta, prodromo di una prossima 'metastasi' che dovrebbe questa volta causare la distruzione del villaggio e la dispersione della sua popolazione (perché ovviamente, sarebbe 'troppo vicina' alla nuova crescita cancerosa dell'insediamento di Itamar), portando il sogno sionista della totale Pulizia Etnica della Palestina un po' più vicino a realizzarsi, almeno nelle menti distorte di coloro che tali incubi covano e nutrono come figlioli prediletti.

Come riportato dall'agenzia di stampa Palestine Information Center bulldozer con la stella di davide hanno sradicato e distrutto alberi e orti attorno ad alcune squallide roulotte posizionate dai coloni fanatici nel bel mezzo di terre coltivate dagli abitanti di Awarta, che finora, a causa della continua campagna di invasione ed esproprio illegale portata avanti dai settler ebrei e sostenuta dalle forze militari di Israele hanno perso il 90% dei territori agricoli da cui traevano sostentamento e reddito.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 17 marzo 2011

Continua il 'Pogrom' contro Awarta, adesso soldati e coloni usano i cani per attaccare i Palestinesi!


Un Palestinese é stato ferito e mutilato da cani da attacco nel villaggio di Awarta, sottoposto a continue aggressioni da parte di soldati israeliani e coloni ebrei fondamentalisti; gli animali, specialmente addestrati dalle forze armate dello Stato ebraico per attaccare persone dall'aspetto "arabo" gli sono stati scatenati contro senza alcun motivo.
Ancora una volta i sionisti non si mostrano da meno dei loro maestri...
Sembra che, nelle ultime ore, le truppe israeliane si siano ritirate dal centro dell'abitato, ma mantengano chiuse e isolate tutte le strade di accesso ad Awarta, impedendo l'afflusso di cibo, medicinali e persino acqua, che scarseggia in quanto tutte le cisterne e i reservoir del posto sono state crivellate di colpi di arma da fuoco o contaminate con terra e spazzatura durante le prime fasi del "Pogrom" sionista.

(Il video, di repertorio, é incluso per mostrare quanto comuni siano gli attacchi ai Palestinesi da parte di cani dell'esercito)

Il violentissimo e insensato attacco ad Awarta ha fatto seguito all'uccisione di cinque coloni ebrei del vicino insediamento illegale di Itamar che però, come é emerso in seguito, é stata opera di un bracciante thailandese non pagato e non ha nulla a che fare con i Palestinesi o la Resistenza all'invasione e alla giudaizzazione forzata delle terre di Cisgiordania.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 16 marzo 2011

Soldati e coloni fondamentalisti assediano il villaggio palestinese di Awarta


Nonostante sia ormai emersa come fondata e verosimile la "pista asiatica" nel caso di omicidio plurimo dei coloni fondamentalisti dell'insediamento illegale di Itamar, le forze di occupazione sioniste, rinforzate e supportate da squadroni di settler armati, non sembrano avere alcuna intenzione di recedere dalle loro scorribande anti-palestinesi, che ormai hanno raggiunto le dimensioni di un vero e proprio "pogrom".

Più martirizzato di altre località é certo il villaggio di Awarta, letteralmente di fronte all'insediamento ebraico illegale, i cui abitanti sono letteralmente assediati nelle loro case da ben due giorni; tre attivisti del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina (due Svedesi di 23 e 25 anni e un Norvegese di 53) sono rimasti intrappolati nel villaggio, e hanno riportato le scene 'medievali' di settler che hanno fatto irruzione fra le sue case scagliando pietre contro porte e finestre e gridando slogan razzisti inneggianti alla distruzione di Awarta e alla morte di tutti i suoi abitanti.

Per non essere da meno quanto a barbarie i soldati sionisti si sono dedicati alla distruzione e contaminazione delle riserve di acqua potabile del villaggio, al saccheggio delle sue case (portando via soprattutto computer e telefoni cellulari) e lanciando 'granate sonore' attraverso le finestre frantumate.

Il Movimento musulmano di Resistenza, Hamas, ha lanciato un appello alle organizzazioni per i diritti umani perché intervengano contro queste mostruose e inumane forme di "punizione collettiva" che non avrebbero senso e posto nel Ventunesimo secolo, nemmeno qualora il responsabile della strage fosse veramente stato un Palestinese.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 15 marzo 2011

Sorpresa! Il killer dei coloni ebrei fondamentalisti probabilmente è un thailandese: il movente, salari non pagati!!


Mentre in tutta la Cisgiordania ancora impazza il "Pogrom" sionista con cui poliziotti, soldati e coloni ebrei degli insediamenti illegali stanno razziando, devastando, incendiando case, campi, negozi e immobili palestinesi, mentre non si contano ormai più i pestaggi, le aggressioni e gli atti di violenza contro gli abitanti di villaggi e cittadine dalla furia pretesa 'vendicatrice' dell'autoproclamato "Popolo eletto", ad accrescere la sofferenza e la frustrazione della Palestina e dei suoi amici e sostenitori si aggiunge il fatto che, con ogni probabilità, le autorità sioniste abbiano a bella posta trascurato le indagini e le ricerche del vero assassino dei cinque abitanti di Itamar per poter meglio indulgere nella loro orgia di abusi distruttivi e persecutorii.

Infatti, a quanto raccolto dall'agenzia di stampa Quds Net i residenti del vicino villaggio di Awarta, a ridosso del quale é stato eretto l'insediamento illegale ebraico, avevano chiaramente sentito, pochi giorni prima della strage, il violento litigio tra la famiglia di coloni e un lavorante thailandese, che reclamava a gran voce il pagamento di 10,000 shekel (poco più di 2000 Euro), per servizi e lavori prestati e non retribuiti a tempo debito. Il lavorante, cacciato in malo modo dai coloni, adamantini nel non volergli corrispondere un solo shekel, avrebbe gridato verso il recinto dell'insediamento che "gliel'avrebbero pagata, in un modo o nell'altro".


Ma, anziché perseguire questa pista, che quasi certamente avrebbe portato all'arresto del colpevole entro poche ore dal fatto, le autorità israeliane hanno preferito approfittarne per infierire sui palestinesi come 'camicie brune' nella Notte dei Cristalli; nel solo villaggio di Awarta, dove si trovavano i testimoni oculari della lite fra i coloni morituri e il bracciante asiatico, sono state sequestrate oltre cento persone, trasportate nei centri detentivi di Petah Tikva e Hawara, come ha confermato l'Ong  Tadamun (='solidarietà); solo nelle ultime ore, di fronte alla crescente consapevolezza che i sospetti sull'identità del colpevole si stavano sempre più diffondendo grazie ai media liberi palestinesi e a internet gli israeliani hanno convocato tutti i thailandesi e filippini che lavorano nei numerosi insediamenti ebraici illegali della zona per interrogarli.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 14 marzo 2011

In Cisgiordania le rappresaglie sioniste sono ormai diventate un "Pogrom"

Così i fanatici ebrei degli insediamenti educano i loro figli alla violenza e al razzismo fin da tenerissima età.
 Come un'orda di sciacalli famelici generali, ministri, rabbini razzisti e altri esponenti dell'elite sionista si stanno avventando sulle carcasse ancora calde dei cinque coloni fondamentalisti uccisi a pugnalate nell'insediamento illegale di Itamar, letteralmente "spremendone" ogni stilla di giustificazione per poter portare avanti una vera e propria serie di "pogrom" di rappresaglia contro tutti i Palestinesi della Cisgiordania, in ciò aiutati dalla complice distrazione della comunità internazionale e dal servilismo ottuso di Fatah, che ha messo a disposizione i suoi 'gendarmi indigeni' nella speranza di rendersi gradito a Israele e di colpire gli avversari politici nella West Bank.

Applicando con rigore artimetico e coerenza storica la lezione dei 'maestri' nazisti il Ministro dell'Interno Eli Yishai (sopra) ha chiesto al Governo di ultradestra di cui ricopre una posizione chiave di dare immediatamente il 'via libera' per la costruzione di 5000 nuove unità abitative in Cisgiordania, in modo da "punire" i sottouomini palestinesi al ritmo di mille famiglie di coloni razzisti armati insediati sulla loro terra per ogni membro della 'razza padrona' ucciso nella notte tra sabato e domenica.

Mostrando ben poca riconoscenza verso i fedelissimi 'askari' di Mahmud Abbas e compagni (cui ormai poco manca per vesitrsi da coloni come nella vignetta soprastante), Yishai ha persino accustato la cosiddetta 'Autorità nazionale palestinese' (da quasi quattro anni occupata e dirottata dalla fazione Fatah) di "incoraggiare gli arabi all'omicidio". Ci viene da dire: forse ha ragione, ma in questo caso Fatah incoraggerebbe all'omicidio dei simpatizzanti e membri di Hamas, tramite gli arresti, le percosse e le torture che colpiscono ogni giorno non i coloni degli insediamenti, ma la popolazione civile, tra gli altri posti, di Nablus, Al-Khalil e Ramallah.

Nel frattempo, continua indisturbata e lontana dai riflettori la ridda di perquisizioni, saccheggi, incendi, devastazioni compiute dalle truppe sioniste ai danni della cintura di villaggi palestinesi attorno all'insediamento illegale di Itamar, dove sono stati rinvenuti i cinque cadaveri. In particolare, nel villaggio di Awarta, truppe israeliane hanno aperto il fuoco con armi automatiche contro i collettori dell'acqua potabile, hanno vergato con lo spray motti e lazzi infamanti sulle pareti delle case e hanno fatto irruzione in diverse, rubando a mano salva proprietà ed effetti personali dei residenti.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Nella frenesia persecutoria anti-palestinese Israele mobilita anche gli "Askari" di Fatah


Rapiti nell'orgasmo persecutorio seguito alla strage di coloni fondamentalisti uccisi nell'insediamento illegale di Itamar (che molti osservatori neutrali ritengono essere stata un crimine comune) i controllori dell'apparato repressivo israeliano non credono alla loro "fortuna" ora che gli si presenta l'occasione di scatenarsi in una vera e propria orgia di arresti, perquisizioni, coprifuochi, pestaggi e torture...tutte a danno degli "Untermenschen" palestinesi, tutte 'giustificate' dalla necessità di "dare la caccia al terrorista".

Temendo che le proprie truppe e milizie non bastino alla bisogna, Israele mobilita anche le riserve, tra cui, ultima ruota del carro, figurano anche i 'gendarmi coloniali', gli 'ascari fedeli' di Fatah che, scondinzolanti come sempre, accettano di buon grado l'incarico di farsi persecutori dei loro compatrioti per acquisire la riconoscenza del severo ed esigente 'bwana' sionista.

Abbas e i suoi si mettono di buzzo buono ad eseguire gli ordini del 'Massah' di Tel Aviv, iniziando, come sempre, dai "soliti sospetti": dozzine e dozzine di ordini di comparizione presso i quartier generale delle "forze di sicurezza preventiva" (la sbirraglia di Fatah) sono stati spiccati in queste ore, quasi tutti indirizzati a membri o simpatizzanti di Hamas, l'organizzazione musulmana di Resistenza che sconfisse sonoramente Fatah in quasi tutte le circoscrizioni cisgiordane alle elezioni politiche del 2006.

Man mano che alcuni dei convocati sono stati lasciati liberi di tornare a casa (con la raccomandazione, però, di 'tenersi disponibili') voci insistenti hanno iniziato a girare per tutta la West Bank: sembrerebbe che, in tutti i cortili di caserme e casermette di Fatah siano in corso roghi di faldoni e documenti. La notizia ha raggiunto Gaza e il Governo legittimo espresso da Hamas, il quale ha espresso l'opinione che Fatah, temendo l'inizio di una protesta generalizzata, stia distruggendo i documenti più sensibili e incriminanti, per evitare che vengano diffusi in seguito a torbidi con assalti a posti di polizia, galere e centri di detenzione e tortura.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.