Continua a diffondersi il Caos in Afghanistan coi talebani pesantemente impegnati in attacchi sempre più mirati al cuore del precario Governo centrale di Kabul.
Proprio a Kabul nella giornata di ieri militanti estremisti hanno preso il controllo di un palazzo nel quartiere di Reka Khana lanciando poi da esso almeno nove razzi contro il centro della città.
In particolare questo bombardamento é stato udito distintamente allo Stadio di Kabul dove il Presidente Ashraf Ghani stava tenendo un discorso.
Presentiamo di seguito immagini relative, dove si possono sentire chiaramente gli schianti dei razzi.
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mercoledì 22 agosto 2018
I talebani invadono un palazzo di Kabul e lanciano nove razzi contro il centro della città!
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lunedì 13 agosto 2018
Si aggrava la situazione in Afghanistan nella Provincia di Ghazni! Il distretto di Khwaja Omari cade in mano ai talebani!
La situazione nella Provincia di Ghazni si é aggravata; approfittando dello spostamento di unità ordinato dai comandanti afghani per fronteggiare la situazione nella città capoluogo, presa d'assalto dai talebani, altri gruppi di estremisti sono entrati in azione nelle zone sguarnite, riuscendo a prendere il controllo del distretto di Khwaja Omari.
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domenica 12 agosto 2018
Anche le forze governative afghane avevano "detto le bugie"! A Ghazni ci sarebbero ancora scontri coi talebani!
Fino a che gli Stati Uniti manterranno una presenza militare in Afghanistan non sarà possibile sradicare i Talebani dal paese.
Questo é un fatto puramente oggettivo.
Guardacaso i talebani dopo aver ricevuto da Washington il "permesso" di eliminare l'ISIS nel Nord del paese e avere incassato il riconoscimento politico con la dichiarazione da parte Usa della necessità di 'trattare' con essi, si sono fatti ambiziosi e si sono lanciati in continue campagne di attacchi contro le forze governative, culminate nel loro tentativo di conquistare la città di Ghazni, capoluogo della provincia omonima.
Questo é un fatto puramente oggettivo.
Guardacaso i talebani dopo aver ricevuto da Washington il "permesso" di eliminare l'ISIS nel Nord del paese e avere incassato il riconoscimento politico con la dichiarazione da parte Usa della necessità di 'trattare' con essi, si sono fatti ambiziosi e si sono lanciati in continue campagne di attacchi contro le forze governative, culminate nel loro tentativo di conquistare la città di Ghazni, capoluogo della provincia omonima.
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venerdì 10 agosto 2018
Scontri tra talebani e forze afghani nella Provincia di Ghazni, a Sud di Kabul!
Continuiamo a presentare notizie dall'Afghanistan, per venire incontro al vostro interesse per quel paese, evidenziato dai dati di lettura di quelle da noi precedentemente proposte.
Almeno 39 militanti talebani e 14 soldati dell'Esercito Afghano sarebbero rimasti uccisi in combattimenti scatenatisi nella giornata di oggi per il controllo della cittadina di Ghazni, capoluogo della Provincia omonima, 120 Km a Sud di Kabul.
Almeno 39 militanti talebani e 14 soldati dell'Esercito Afghano sarebbero rimasti uccisi in combattimenti scatenatisi nella giornata di oggi per il controllo della cittadina di Ghazni, capoluogo della Provincia omonima, 120 Km a Sud di Kabul.
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lunedì 23 luglio 2018
Il vecchio volpone della politica afghana, il Vicepresidente Dostum, torna dopo un anno di esilio in Turchia: esplosione all'aeroporto!
Nuovo aggiornamento nel nostro sforzo di venire incontro alle richieste del pubblico aggiungendo anche lo scenario afghano al nostro "radar sul Medio Oriente" estendendolo fino all'Asia Centrale.
Presentandovi l'elenco dei maggiori "player" della scena afghana nel nostro articolo di dieci giorni fa avevamo menzionato il Generale Abdulrashid Dostum come uno dei capi dell'Alleanza per la Salvezza dell'Afghanistan.
Presentandovi l'elenco dei maggiori "player" della scena afghana nel nostro articolo di dieci giorni fa avevamo menzionato il Generale Abdulrashid Dostum come uno dei capi dell'Alleanza per la Salvezza dell'Afghanistan.
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martedì 30 settembre 2014
Dopo la brutta farsa delle presidenziali afghane Ghani e Abdullah si spartiscono le poltrone a Kabul!
Non parliamo spesso di Afghanistan, ma quanto sta accadendo attualmente a Kabul avrà probabilmente effetti secondari e ripercussioni su un'area ben più vasta di quella del piccolo, tormentato paese montano al centro dell'Asia, quindi ci sentiamo obbligati a darne menzione.
Dopo mesi di commedia del conto e riconto dei voti delle ridicole "presidenziali" che dovevano nominare il successore dello stipendiato UNOCAL Hamid Karzai (quale credibilità possono avere 'elezioni' in un paese ancora occupato dagli invasori della NATO?), Ashraf Ghani, già professore di College Usa, é stato 'incoronato' presidente dell'Afghanistan.
Ovviamente il suo competitore Abdullah Abdullah ha concesso la 'vittoria' al rivale solo dopo che questi ha accettato di scorporare buona parte delle prerogative di Governo effettivo dalla sua carica verso quella creata apposta di 'Capo Esecutivo' (perché non dire 'Primo Ministro'?), prontamente affidata ad Abdullah.
Quindi, come nella migliore tradizione consociativa, "hanno vinto tutti", semplicemente perché tutti hanno acconsentito a continuare a fare gli interessi degli occupanti; anche durante la cerimonia di insediamento di Ghani un piccolo congegno esplosivo é detonato al di fuori del palazzo presidenziale, facendo qualche ferito.
Dopo mesi di commedia del conto e riconto dei voti delle ridicole "presidenziali" che dovevano nominare il successore dello stipendiato UNOCAL Hamid Karzai (quale credibilità possono avere 'elezioni' in un paese ancora occupato dagli invasori della NATO?), Ashraf Ghani, già professore di College Usa, é stato 'incoronato' presidente dell'Afghanistan.
Ovviamente il suo competitore Abdullah Abdullah ha concesso la 'vittoria' al rivale solo dopo che questi ha accettato di scorporare buona parte delle prerogative di Governo effettivo dalla sua carica verso quella creata apposta di 'Capo Esecutivo' (perché non dire 'Primo Ministro'?), prontamente affidata ad Abdullah.
Quindi, come nella migliore tradizione consociativa, "hanno vinto tutti", semplicemente perché tutti hanno acconsentito a continuare a fare gli interessi degli occupanti; anche durante la cerimonia di insediamento di Ghani un piccolo congegno esplosivo é detonato al di fuori del palazzo presidenziale, facendo qualche ferito.
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giovedì 27 giugno 2013
Un importantissimo "atout" in mano al neopresidente Rohani: i buoni rapporti di Teheran con Pachistan e Afghanistan!
Chi scrive é profondamente convinto che il continuo, esponenziale miglioramento delle relazioni politiche e diplomatiche della Repubblica Islamica dell'Iran con Kabul e Islamabad nel corso dell'ultimo decennio (miglioramento a cui sono seguiti in certi casi "addentellati" economici importantissimi, se non potenzialmente rivoluzionari) sia da ascrivere in non piccola parte, alla figura e al ruolo dell'ormai ex-Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
Certo non siamo tanto ingenui da tributare esclusivamente tutto il merito di tale sviluppo a una sola persona, eppure siamo certi che senza il suo atteggiamento franco e la sua sincerità spesso abrasiva nel denunciare prepotenze, doppiezze e soperchierie del campo imperialista i Governi afghano e pachistano (l'uno ancora occupato e invaso dalla NATO, l'altro sottoposto alle cotidiane forche caudine dei droni-killer di Obama) sarebbero stati meno entusiasti di rafforzare e approfondire i legami con Teheran.
Queste buone relazioni non solo solo limitate all'ambito delle istituzioni ufficiali: l'Iran ha curato anche i suoi rapporti con l'insorgenza afghana e i suoi leader, che diventaranno importantissimi nel quadro di un prossimo progressivo ritiro NATO dal paese. E proprio per queste sue 'entrature' a tutti i livelli l'Iran potrà giocare un ruolo di primo piano nel facilitare lo sganciamento Usa da Kabul, operazione che ora come ora avrebbe tante e tali difficoltà da essere quasi impossibile.
Entrare in Afghanistan 12 anni fa era stato immensamente più facile che uscirne ora: all'epoca quasi tutti gli 'stan centrasiatici erano filo-Usa e decisamente svincolati se non addirittura ostili a Mosca, oggi grazie all'abilità di Vladimir Putin si é ristabilito un clima di concordia col Cremlino che fa quasi pensare che l'URSS in Asia Centrale non sia mai caduta, il progressivo intensificarsi della campagna di assassinii via-drone in Pachistan ha reso molte province di confine intransitabili a convogli Usa e la mole di materiale da rimuovere dal paese, pur ridotta all'osso dalla decisione di implementare draconiane economie, sarà comunque enorme.
Evacuare i materiali necessari via Nord sarebbe costosissimo, quasi improponibile, farli passare da Sud fino a porti dove le flotte Usa possano raccoglierli sarebbe molto meglio, ma a tal fine una 'buona parola' di Teheran sarebbe quasi necessaria e Teheran questa 'buona parola' può farsela pagare molto cara: non rinnovo di sanzioni, concessioni nucleari, punti fermi nella questione siriana.
Rohani, Neopresidente iraniano, si trova servita al tavolo una "mano" di carte con molti assi...speriamo che sappia farne buon uso e costruire con essi nuovi successi politici e diplomatici i cui effetti riverberino a lungo nel futuro.
Certo non siamo tanto ingenui da tributare esclusivamente tutto il merito di tale sviluppo a una sola persona, eppure siamo certi che senza il suo atteggiamento franco e la sua sincerità spesso abrasiva nel denunciare prepotenze, doppiezze e soperchierie del campo imperialista i Governi afghano e pachistano (l'uno ancora occupato e invaso dalla NATO, l'altro sottoposto alle cotidiane forche caudine dei droni-killer di Obama) sarebbero stati meno entusiasti di rafforzare e approfondire i legami con Teheran.
Queste buone relazioni non solo solo limitate all'ambito delle istituzioni ufficiali: l'Iran ha curato anche i suoi rapporti con l'insorgenza afghana e i suoi leader, che diventaranno importantissimi nel quadro di un prossimo progressivo ritiro NATO dal paese. E proprio per queste sue 'entrature' a tutti i livelli l'Iran potrà giocare un ruolo di primo piano nel facilitare lo sganciamento Usa da Kabul, operazione che ora come ora avrebbe tante e tali difficoltà da essere quasi impossibile.
Entrare in Afghanistan 12 anni fa era stato immensamente più facile che uscirne ora: all'epoca quasi tutti gli 'stan centrasiatici erano filo-Usa e decisamente svincolati se non addirittura ostili a Mosca, oggi grazie all'abilità di Vladimir Putin si é ristabilito un clima di concordia col Cremlino che fa quasi pensare che l'URSS in Asia Centrale non sia mai caduta, il progressivo intensificarsi della campagna di assassinii via-drone in Pachistan ha reso molte province di confine intransitabili a convogli Usa e la mole di materiale da rimuovere dal paese, pur ridotta all'osso dalla decisione di implementare draconiane economie, sarà comunque enorme.
Evacuare i materiali necessari via Nord sarebbe costosissimo, quasi improponibile, farli passare da Sud fino a porti dove le flotte Usa possano raccoglierli sarebbe molto meglio, ma a tal fine una 'buona parola' di Teheran sarebbe quasi necessaria e Teheran questa 'buona parola' può farsela pagare molto cara: non rinnovo di sanzioni, concessioni nucleari, punti fermi nella questione siriana.
Rohani, Neopresidente iraniano, si trova servita al tavolo una "mano" di carte con molti assi...speriamo che sappia farne buon uso e costruire con essi nuovi successi politici e diplomatici i cui effetti riverberino a lungo nel futuro.
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