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sabato 6 luglio 2019

L'Iran pronto a soddisfare la 'fame' energetica irakena, altissima durante la stagione calda!

Nonostante gli atti di pirateria anglo-americana, la 'diplomazia energetica' iraniana é inarrestabile.

Le centrali elettriche iraniane nelle province occidentali hanno attualmente la capacità di fornire fino a 300 megawatt di elettricità all'Irak, ha detto oggi un alto funzionario.

L'amministratore delegato della Power Distribution Company Hiva Lahounian ha aggiunto che se fossero fornite le infrastrutture necessarie da entrambe le parti, la cifra potrebbe aumentare fino a 900 MW a lungo termine.

La sua controparte irachena nella provincia di Sulaymaniya, Salar Hisamuddin questa settimana, afferma che c'è il necessario coordinamento tra il governo centrale dell'Irak e la Provincia di Sulaymaniyah per l'acquisto di elettricità dall'Iran.

mercoledì 3 aprile 2019

La Siria nonostante i danni dell'invasione riesce a vendere elettricità al vicino Libano!


Nonostante una guerra lunga otto anni e la massiccia distruzione delle sue infrastrutture, la Siria ha ripreso a vendere elettricità a intermittenza al suo piccolo vicino Libano nel 2017 e 2018. La guerra civile del Libano potrebbe essere terminata 29 anni fa, ma il paese si è dimostrato incapace di fornire energia 24 / 7 ai suoi cittadini.

I successivi governi libanesi hanno ripetutamente promesso di riformare il settore con scarso o nessun risultato.

Nel 2010, la domanda locale ha raggiunto il picco di 8.000 Megawatt durante l'estate, ha detto all'economista siriano Samir Aita The National. In un'intervista al quotidiano siriano Al Watan nel maggio 2018, il ministro dell'Elettricità Mohammad Zuhair Kharbotli ha affermato che la Siria ha prodotto 1.800 MW di elettricità.

lunedì 15 gennaio 2018

Al-Sisi giura di difendere la "sovranità idrica" dell'Egitto minacciata dai progetti etiopici finanziati e istigati da Tel Aviv!

Pur promettendo di "non ricorrere mai alla forza contro Stati vicini e fratelli" il Presidente egiziano Al-Sisi ha messo in chiaro che Il Cairo non tollererà progetti di dighe o deviazioni del corso del Nilo che possano impattare negativamente sulla 'sovranità idrica' del paese.

E' da molto tempo infatti che, istigati e in alcuni casi direttamente o indirettamente finanziati da Tel Aviv certi paesi dell'Africa Nera vorrebbero intrappolare sempre più acqua del grande fiume dell'Antichità, da sempre legato alla Storia, alla Cultura, persino alla Religione Primigenia dell'Egitto.

martedì 24 marzo 2015

Al-Sisi, Omar Bashir e Haile Mariam siglano nuovi accordi che risolvono la questione delle Acque del Nilo!

Un grande successo diplomatico e di immagine che dimostra nei fatti come i paesi africani siano in grado, senza interferenze da parte dell'ONU, del campo imperialista e del regime sionista di trovare autonomamente buone e pacifiche soluzioni anche a questioni molto spinose e delicate.
Si é visto ieri a Khartoum, dove, anfitrione il saggio presidente sudanese Omar Bashir, i capi di stato egiziano ed etiope hanno trovato e ratificato un accordo per la gestione delle acque del Nilo che, leggermente deviate dal progetto idroelettrico della Diga del Grande Rinascimento, verranno poi divise tra i tre paesi secondo criteri più equi di quelli stabiliti col precedente accordo dell'Età Coloniale, che penalizzava l'Etiopia a favore dei protettorati britannici dell'epoca.

giovedì 8 marzo 2012

Manifestazione a Gaza per indurre l'Egitto a rifornire la Striscia di carburante!


Dimostranti palestinesi hanno picchettato l'ambasciata egiziana a Gaza con bandiere e striscioni per invitare il Governo del Cairo a supplire alla penuria di carburante ed energia causata nel ghetto assediato dallo strangolamento economico sionista; la maggior parte degli astanti erano pazienti delle strutture sanitarie dell'enclave litoranea la cui salute dipende in qualche modo da terapie legate alla regolarità della fornitura elettrica, messa gravemente in forse dalla carenza di combustibile che ha forzato recentemente la chiusura dell'ultimo gruppo generatore della centrale elettrica della Striscia.

I palestinesi riunitisi a Gaza hanno espresso che, per una soluzione definitiva della questione l'intera Striscia venga connessa permanentemente alla rete elettrica egiziana, mentre, in un evento correlato, l'Autorità per l'Energia e le Risorse Naturali di Gaza ha comunicato al Governo del Cairo di avere completato le procedure tecniche per ricevere la promessa fornitura di combustibile diesel che dovrebbe perlomeno calmierare l'attuale emergenza. Un'area nei pressi di Rafah sarebbe stata approntata per ricevere quanto recentemente promesso dall'Egitto.

Ancora una volta, secondo le stesse parole del Portavoce dell'Authority Ahmed Abul Amrin, per la sopravvivenza del ghetto palestinese assediato si sono rivelati fondamentali i "Tunnel della Vita", arterie di contrabbando attraverso le quali lo stesso Governo di Hamas ha ammesso che una minima quantità di diesel, sufficiente a riattivare per poche ore al giorno almeno un generatore della centrale elettrica, é stata procurata, sia pure con gravi rischi e un alto prezzo.
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sabato 3 marzo 2012

Haniyeh: "La penuria di energia a Gaza non modificherà di un millimetro la posizione di Hamas, del Governo, della Resistenza!"


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh, parlando nel corso delle preghiere del venerdì, ha dichiarato che l'attuale crisi energetica di Gaza, provocata dal perdurante assedio sionazista, al contrario di quanto sperano i suoi fomentatori e i suoi architetti di Tel Aviv e Washington non modificherà "nemmeno di un millimetro" la posizione dell'Esecutivo, del Movimento Hamas e del fronte della Resistenza, che rimane fedele ai suoi obiettivi e ai suoi intenti e non é intenzionato a rilasciare alcuna concessione, 'riconoscimento' o altro nei confronti del campo dell'occupazione sionista.

"Vi sono partiti, forze, schieramenti che vorrebbero che il nostro Governo, il nostro Movimento, assumessero un'atteggiamento pacioso, rilassato, conciliatore e sottomesso, ma noi daremo uno schiaffo alle loro aspettative trovando una soluzione definitiva e radicale al problema dell'approvvigionamento energetico, che tuttavia conservi intatta la nostra dignità e i nostri intenti". Haniyeh ha lasciato intendere che sono a buon punto i contatti con diversi stati arabi, specialmente con l'Egitto, mediati da diverse personalità islamiche per fare in modo che Gaza riceva dall'esterno l'energia che non può più produrre autonomamente.

"E' bene che queste forze e questi partiti cessino di fare pressioni verso di noi perché deve essere loro chiaro una volta per tutte che né la penuria di corrente elettrica né nessun altro genere di penuria riusciranno a farci modificare atteggiamento e intenzioni". In conclusione Haniyeh ha dichiarato che spera quanto prima di vedere risolto il problema dell'elettricità a Gaza visto che é uno di quelli che ha causato più disagi e sofferenze alla popolazione civile, la quale tuttavia ha regito esemplarmente stringendosi attorno al Governo, alle forze di Hamas e agli altri rappresentanti del Fronte della Resistenza.
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sabato 8 ottobre 2011

L'Egitto donerà a Gaza una parte dell'elettricità necessaria a combattere e vincere l'assedio sionista!


Una buona notizia per gli abitanti del ghetto assediato di Gaza, costantemente perseguitati da frequenti e prolungati blackout a causa degli attacchi aerei sionisti contro l'infrastruttura elettrica della Striscia, a partire dall'unica centrale dell'enclave; il Ministero dell'Energia egiziano ha approvato una richiesta del Governo Haniyeh e si é impegnato ad aumentare la quantità di energia trasmessa oltreconfine per andare incontro alle esigenze di villaggi e cittadine della fascia meridionale della Striscia.

Il Ministro Hassan Younis ha dichiarato che il dispacciamento energetico da parte egiziana salirà da 17 a 22 MW, suscitando la soddisfazione e l'entusiasmo da parte gazese, i cui cittadini, é proprio il caso di dirlo, cominciano a vedere, grazie ai cambiamenti portati in Egitto dalla recente cacciata di Mubarak, "la luce alla fine del tunnel", un tunnel rappresentato dall'illegale assedio sionista, che veniva spalleggiato e appoggiato dal 'faraone' coi capelli tinti, quando invece (come dimostra questa notizia) l'Egitto ha tutte le potenzialità per vanificarlo e nullificarlo.

Naturalmente, sia pur migliorandola notevolmente, 5 MW in più non risolvono una situazione disastrosa, dove si registrano, in momenti e stagioni di picco di consumi, ammanchi che arrivano fino a 70 Megawatt, ma costituiscono comunque un incoraggiante passo avanti. La situazione energetica a Gaza é così disperata che praticamente tutte le famiglie posseggono uno o più gruppi elettrogeni a combustibile per supplire ad ammanchi e blackout ma la manutenzione e il corretto utilizzo di questi macchinari é spesso difficoltoso e frequentemente si registrano incidenti, anche mortali. Il massiccio utilizzo di questi gruppi, inoltre, contribuisce all'inquinamento atmosferico e acustico, peggiorando condizioni di vita che sono già molto, molto difficili.
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mercoledì 6 aprile 2011

L'Egittto potrebbe fornire a Gaza i Megawatt di energia che le mancano!


Suhail Sakik, Direttore della Centrale elettrica di Gaza, ha ufficialmente rivolto richiesta all'Egitto di rilanciare un vecchio progetto di collegamento della rete elettrica della Striscia alla rete del Sinai, in maniera da risolvere una volta per tutte la costante penuria di energia che affligge l'enclave costiera assediata da Israele ormai da quasi cinque anni.

"Gaza vive in un costante regime di emergenza energetica a causa di un persistente ammanco del 30% dell'elettricità richiesta dai suoi abitanti e dalle loro attività", ha dichiarato Sakik in una conferenza stampa organizzata da Pal Think e intitolata: "A due anni dalla Conferenza di Sharm sulla Ricostruzione di Gaza". Fu proprio durante quel meeting del 2009 che l'Egitto, allora ancora languente sotto il giogo di Mubarak, si impegnò a fornire a Gaza 'almeno' 150 MW attraverso la propria rete elettrica.

La centrale termoelettrica di Gaza é in deficit di output a causa delle draconiane misure sioniste contro l'importazione di gasolio e altri combustibili nella Striscia, una situazione che si é soltanto aggravata quando, a seguito del Colpo di Stato tentato dalla fazione Fatah contro il legittimo Governo palestinese di Hamas, l'Unione Europea ha interrotto i finanziamenti per Gaza, continuando a inviare il proprio denaro a coloro che avevano cercato di rovesciare con le armi un risultato elettorale riconosciuto come legittimo e regolare dagli stessi osservatori europei.

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