La vita per gli Assiri cristiani nella regione Ankawa non é affatto facile.
Perché Ankawa si trova nel 'Governo Regionale Curdo'.
I Curdi, i vigliacchi preferiti di Zerocalcare e degli spippacanne rimbecilliti dei centri sociali.
I Curdi che si alleano con israhell e con gli Usa.
I Curdi che opprimono, terrorizzano, saccheggiano e ricattano i loro vicini di etnia diversa.
Come dimostra la storia di Ankawa.
Dove i negozianti Assiri e cristiani sono sottoposti a 'tasse speciali' che sono un vero e proprio racket estorsivo, che i loro 'colleghi' curdi ovviamente non subiscono.
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giovedì 5 luglio 2018
La curdaglia irakena perseguita gli Assiri Cristiani con angherie e taglieggiamento! Cosa fanno i leader europei e cristiani in merito?
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martedì 27 gennaio 2015
Fajr Libya non controlla più nemmeno Tripoli; sedicente "commando dell'ISIS" attacca l'Hotel Corinthia!
E' di otto morti il bilancio dell'attacco compiuto da un commando di uomini armati che hanno usato raffiche di mitragliatore e anche un'autobomba per disseminare di morti la hall e il parcheggio dell'Hotel Corinthia a Tripoli, nella porzione di Libia 'controllata' dai miliziani islamisti alleati di Erdogan e dell'Emiro del Qatar, riuniti sotto la sigla 'Fajr Libya'.
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venerdì 29 aprile 2011
Mohammed Dahlan suda freddo! Due suoi fedelissimi scappano in Belgio inseguiti dai mandati di cattura dell'Anp? Adesso toccherà a lui??
Rashid abu Shabak e Sami abu Sahadana, già figure chiave nelle forze di sicurezza di Fatah controllate fino dallo "squalo" Mohammed Dahlan, le cui fortune sono precipitate in seguito all'ignominiosa sconfitta patita per mano degli uomini di Hamas durante il fallito Colpo di Stato del 2007 e al maldestro e altrettanto iellato tentativo di proporsi come potenziale rivale di Abu Mazen grazie all'aiuto del tramontante regime di Mubarak tra la fine del 2010 e il principio del 2011, si troverebbero atturalmente in Belgio, dove, inseguiti da mandati di cattura per malversazioni assortite, avrebbero sporto richiesta di "asilo politico".
| Abu Shabak ritratto a fianco di Mahmud Abbas |
Fonti locali hanno rivelato all'agenzia stampa palestinese "Palestine Information Center" che Abu Samhadana sarebbe arrivato in Belgio diversi giorni addietro, mentre Abu Shabak sarebbe sbarcato allo scalo internazionale di Bruxelles soltanto lunedì, rimanendovi virtualmente confinato dopo avere sporto richiesta ufficiale di asilo politico.
Sembra che, nel corso delle indagini, gli inquirenti dell'Anp avrebbero sporto nei confronti di Shabak istanza di restituzione per sette milioni di dollari usa di fondi fraudolentemente sottratti ma che, dopo aver restituito appena 150mila dollari, questi sia riuscito a darsi alla macchia per poi riemergere in Belgio.
Se l'azione inquirente nei confronti dei più corrotti dirigenti di Fatah (che guardacaso erano anche i più servili e sottomessi 'ascari' di Israele, come testimonia la connection con Dahlan, che si faceva forte, al tempo della rivalità con Abbas, proprio del maggior "gradimento" che riscuoteva a Tel Aviv) potrebbe essere un buon segno premonitore per il prosieguo delle attività di riavvicinamento e pacificazione tra il Movimento di Resistenza musulmano Hamas e la Fazione che controlla la Cisgiordania tramite il 'governo' di Ramallah.
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martedì 21 dicembre 2010
Continua la giudaizzazione forzata di Gerusalemme, il ruolo di David Be'eri e del suo Elad Group
Mohamed Robin Alyyan, cittadino arabo di Gerusalemme, contempla disperato i mucchi di detriti, calcinacci e metallo ritorto che, fino a poche ore prima, erano l'officina di tipografia che aveva fondato insieme ai suoi due fratelli. Ci avevano impiegato dieci anni a realizzarlo, investendoci tutti i loro risparmi, aiutati da piccoli prestiti di parenti e amici, era stato un buon affare, ci lavoravano duramente ma dava loro modo di mantenere dignitosamente le loro famiglie e mettere da parte qualcosa.
La tipografia Alyyan, insieme ad altri edifici abitativi, tutti di Palestinesi, é stata investita dalla furia devastatrice delle ruspe militari israeliane, ufficialmente perché "non era in regola coi permessi edilizi". Questo episodio, insieme a moltissimi altri, é solo una tessera del mosaico di sfratti e distruzioni che vengono perpetrate quotidianamente dalle autorità israeliane per costringere i residenti arabi di Gerusalemme Est a lasciare l'abitato, in modo da portare avanti il progetto di "giudaizzazione forzata" della Città Santa.
"Abbiamo perso in un attimo quasi tre quarti di milione di Nuovi Shekel (circa 152mila Euro), mia moglie é incinta di sette mesi. Come farò a mantenere lei e mio figlio? Solo i Palestinesi assumono palestinesi, e tutte le imprese palestinesi della città sono sotto attacco! I miei due fratelli sono nella mia stessa situazione, solo che loro, fra tutti e due, hanno già sei figli". Alyyan ci racconta come, durante la demolizione, sia stato ammanettato, manganellato e sottoposto allo spray urticante diretto in piena faccia dalla polizia sionista.
Contemporaneamente alla demolizione ruppi di coloni ebrei, spalleggiati come sempre dalla polizia, si sono introdotti con la forza in una casa palestinese, cacciandone gli occupanti, che sono stati circondati e trasportati via dai poliziotti. In seguito una corte israeliana ha censurato l'azione degli agenti, ma solo perché un cavillo burocratico non aveva ancora reso esecutiva la notifica di evizione della famiglia (anche qui, per un preteso permesso edilizio irregolare).
L'abitazione é stata quindi rilevata dalla Lowell Investimenti, un'estensione del Gruppo Elad, società fondata da coloni ebrei ultraortodossi che ha fatto dell'acquisizione di proprietà rubate ai Palestinesi un lucrosissimo racket, totalmente legale e anzi incoraggiato dalle autorità. Il capo di questa vera e propria associazione a delinquere, David Be'eri, é tristemente noto alle cronache per aver recentemente travolto con la sua auto, con piena e deliberata intenzione, un ragazzo palestinese, senza ricevere nemmeno una contravvenzione dalla polizia dello Stato ebraico.
Sottoposti all'arbitrio degli israeliani a ogni pié sospinto gli abitanti di Gerusalemme Est e della Cisgiordania si sentono sempre meno rappresentati dagli uomini di Fatah, la fazione guidata da Mahmoud Abbas che sperava di realizzare uno Stato Palestinese sovrano attraverso le trattative e una stretta cooperazione con Israele e gli Stati Uniti. Vedendo come gli Usa non siano riusciti a ottenere da Netanyahu nemmeno un temporaneo "congelamento" degli espropri, delle demolizioni e della continua espansione delle colonie ebraiche, Abbas e i suoi uomini si sono decisi a percorrere la via di una dichiarazione unilaterale dello Stato palestinese, prendendo come base di esso i confini riconosciuti dall'ONU nel 1967 con la Risoluzione 242.
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