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mercoledì 4 gennaio 2012

Il regime sionazista come ai tempi abramici trova due 'capri espiatori' di comodo per la debacle di Iron Dome!


Un ufficiale comandante e un sottufficiale di compelemento in forza all'esercito sionista di occupazione sono stati dichiarati colpevoli di "criminale negligenza" al termine dell'inchiesta che é stata svolta per accertare le responsabilità nel grave incidente della settimana scorsa in seguito al quale 20 missili del (favoleggiato) 'sistema di intercezione' "Iron Dome" si sono schiantati a terra risultando, dopo accurata analisi, "danneggiati oltre ogni possibilità di recupero".

Non é nota l'identità dei due colpevoli, ma una fonte militare anonima avrebbe confermato ai media sionisti che i due siano un luogotenente uomo e una sergentessa, sarebbero stati condannati rispettivamente a 21 e 14 giorni di detenzione in un carcere militare per aver causato alle Forze Armate "danni quantificati attorno a un milione di dollari esatti".
Diciassette razzi Al-Quds...costati al massimo 340 dollari...per intercettarli tutti Israhell dovrebbe spenderne 850.000!
La stima conferma le nostre cifre riguardo l'estremo costo di ogni singolo 'razzo anti-razzo' di Iron Dome; uno dei mille "Talloni di Achille" di questo sistema che pretende di sparare proiettili da 50.000 dollari l'uno contro razzi Qassam e Al-Quds che vengono fabbricati a centinaia delle officine di Gaza per una spesa unitaria infinitamente minore, stimabile attorno a 12-20 dollari per 'pezzo'.

La corte militare sionista, condannando i due a pene tutto sommato lievi dimostra di aver voluto dare "un colpo al cerchio e uno alla botte", scaricando (come più comodo) la colpa sui due 'capri espiatori' più vicini e disponibili, ma poi evitando di infierire (Per un danno di un milione di dollari meno di un mese e mezzo di carcere? Veramente a buon mercato!) su di essi. Ovviamente la volontà del tribunale é stata quella di trovare la spiegazione più comoda evitando di strofinare troppo a fondo la lampada delle insufficienti procedure di sicurezza nel trasporto di materiali delicati, imposte dai draconiani tagli al bilancio militare per via della stagnazione dell'economia sionista.

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venerdì 30 dicembre 2011

Ennesima figura di palta per l'esercito sionista: cadono dal camion i missili di 'Iron Dome', danni per centinaia di migliaia di Euro!


"Iron Dome", il sogno da oppiomane dello Stato Maggiore sionista, il sistema di 'razzi anti-razzo' che, dopo aver fagocitato quantità epiche di denaro non riesce nemmeno, con i suoi proiettili che potrebbero essere fatti d'oro visto il costo per unità, a intercettare un razzo Qassam fatto da un artigiano palestinese con pochi Euro di materiali, ha collezionato una nuova figuraccia e fatto segnare un nuovo passivo sui bilanci militari di Tel Aviv.

Naturalmente, la maggior parte delle spese belliche non gravano realmente sui conti del regime ebraico, essendo tutto l'apparato guerrafondaio-persecutorio-spionistico di Israele finanziato coi denari dei contribuenti americani e tedeschi; pure, buttare soldi "a ufo" senza alcun costrutto non fa mai piacere, specialmente quando si é noti e rinomati per la propria 'parsimonia'.

Il canale sionista "Ynet" riporta che un 'pallet' da una ventina di razzi 'Tamir', proiettili per le meno che infallibili batterie di 'Iron Dome' é caduto all'inizio della settimana da un camion che stava trasportandolo all'interno di una base aeronautica sionista, nel Sud della Palestina occupata. "Una buona metà dei missili é stata danneggiata: in special modo quelli che per primi sono entrati in contatto col suolo sono restati totalmente distrutti", recita il comunicato in merito.

Il portavoce militare ha rivelato che il danno é valutabile attorno a 'svariate centinaia di migliaia di dollari, forse attorno al milione'; il Comandante della base in questione, Maggior Generale dell'Aviazione Ido Nehushtan, avrebbe formato una commissione d'inchiesta per indagare l'incidente ed evidenziare le responsabilità. Trasportare delicati sistemi d'arma su un camion come se fossero sacchi di patate non é certo una procedura auspicabile ma può darsi che le recenti ristrettezze di bilancio (che si aggraveranno ulteriormente in futuro) abbiano costretto ad adottare protocolli di trasporto tanto labili e insicuri, per motivi economici.

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giovedì 14 aprile 2011

Mosca replica a Israele: "Dimostri che le armi della Resistenza palestinese sarebbero russe, altrimenti taccia!"


Il Governo di Mosca ha vibratamente contestato la pretesa denuncia israeliana che "armi russe" sarebbero state usate nella legittima rappresaglia contro un insediamento ebraico illegale portata a termine la scorsa settimana dalle Brigate Ezzedine al-Qassam.

Il Viceministro degli Esteri Alexander Saltanov ha dichiarato che l'abuso di tali affermazioni da parte israeliana, ormai non più tollerabile, dovrebbe quantomeno essere sostenuto da prove, che lo Stato ebraico, piuttosto stranamente, si é sempre rifiutato di esibire; un contegno quantomeno curioso visto che tutti i resti e i rottami delle "armi" e dei razzi usati contro i suoi obiettivi dovrebbero ragionevolmente essere a sua disposizione.

Agenzie di stampa e testate israeliane spesso indicano "razzi russi", "razzi katyusha" e "razzi grad" (spesso impropriamente definiti 'missili') come armi impiegate contro basi militari e colonie illegali; lo scorso giovedì, addirittura, Israele ha preteso che un 'missile anticarro' di fattura russa sia stato usato contro un pullman carico di coloni ebrei fondamentalisti.

A parte che anche il più leggero e rudimentale dei "missili anticarro" russi, qualora fosse stato impiegato, avrebbe ridotto il pullman a una carcassa calcinata, tale affermazione non é mai stata corredata da immagini o rilievi probanti.

Le affermazioni di Israele sono semplicemente volte a tentare di sabotare i contratti di fornitura militare russa a paesi come la Siria e l'Iran, paesi che legittimamente sostengono la Causa nazionale palestinese anche nel suo aspetto di Resistenza armata.

Le forze di occupazione israeliana, dal momento in cui hanno rotto la tregua mantenuta da Hamas fin dalla fine del 'pogrom' militare sionista del 2008-2009 hanno causato oltre venti morti e circa un centinaio di feriti, ma, grazie agli sforzi dell'Hasbara della potente "lobby a sei punte" tutta l'attenzione dei media occidentali é fissata sulle operazioni di risposta della Resistenza anziché sui massacri perpetrati dalle truppe dell'esercito più im-morale del mondo.

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mercoledì 13 aprile 2011

Haneen Zoabi, deputata alla Knesset, difende il diritto della Resistenza palestinese di rispondere agli attacchi sionisti!


Il deputato palestinese alla Knesset Haneen Zoabi ha dichiarato che Brigate al-Qassam e le altre milizie della Resistenza operanti in Gaza hanno "perfettamente titolo e diritto" di rispondere col fuoco di razzi e mortai agli attacchi e ai bombardamenti israeliani contro il loro territorio e la sua popolazione civile. "Coloro che vivono da anni in condizioni miserabili e intollerabili faranno tutto il possibile per liberarsene e Israele farebbe bene a capirlo una buona volta"
Fin dalla grafica il Maariv proclama la sua appartenenza alla categoria dei "tabloid per semi-analfabeti", che condivide con stracci stampati quali il "New York Post", la "Bild" e "The Sun".
Le sue dichiarazioni sono state riportate dal tabloid serale Maariv, che naturalmente le ha citate fuori di contesto tentando di far passare, con tutti i peggiori stratagemmi del "giornalismo giallo" di hearstiana memoria l'idea che la Zoabi 'appoggi il terrorismo'; curiosa forma di terrorismo, commentiamo noi, quella che mantiene le tregue e le fa rispettare, e di fronte ad attacchi e bombardamenti indiscriminati prende di mira solo obiettivi dell'esercito e delle colonie illegali!

Eletta nelle file del partito Balad la Zoabi (ritratta nella foto durante un'aggressione cui fu sottoposta mentre relazionava in aula al Parlamento sionista) é soggetta a una campagna di vilificazione e persecuzione che dà molto da riflettere sulla pretesa natura 'democratica' di Israele; per il fatto di aver preso parte alla spedizione umanitaria della Freedom Flotilla le é stato ritirato il passaporto diplomatico e le sono stati revocati i privilegi di parlamentare: il regime dell'Apartheid ebraico evidentemente mal tollera questa combattiva ragazza di Nazareth, ma deve ancora trovare un'angheria o una soperchieria tale da farla desistere dalla sua giusta lotta.

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domenica 27 marzo 2011

Abu Obeida: "Le Brigate al-Qassam hanno solo risposto all'aggressione israeliana, fatta di raid indiscriminati contro i civili di Gaza!"


La recente campagna di colpi di mortaio e lancio di razzi verso insediamenti illegali israeliani a Nord della Striscia di Gaza é stata intrapresa dalle Brigate al-Qassam, ala militare del Movimento Hamas, unicamente come risposta e rappresaglia per i continui bombardamenti aerei e d'artiglieria condotti dalle forze militari sioniste contro l'enclave costiera palestinese, iniziati molti giorni prima che il primo colpo della Resistenza venisse sparato.

La dichiarazione, rilasciata dal portavoce di Al-Qassam Abu Obeida durante una recente conferenza stampa, é mirata a smentire e confutare la parziale e insincera narrativa di parte israeliana che mira a presentare i Palestinesi come 'aggressori' e che, riportata sui media generalisti occidentali, non fa che perpetuare un inganno teso a giustificare e sminuire i crimini di Israele contro il popolo palestinese.

Obeida ha reiterato che Hamas, in quanto interprete democraticamente designato dalla volontà popolare palestinese, é sempre stato pronto e disponibile a mantenere condizioni di tregua nei confronti dello Stato ebraico, vedendosi costretto a romperla solo di fronte alle ripetute e sanguinose aggressioni militari degli ultimi giorni, che sono costate dozzine di morti e feriti gravi, oltre a considerevoli distruzioni a carico di un territorio pesantemente segnato dalla guerra di due anni fa e tuttora tormentato dallo strangolante assedio economico.

"I recenti addebiti di parte israeliana che vorrebbero presentare la Resistenza palestinese come una forza terroristica in grado di dotarsi di 'armamenti avanzati', -tra cui si inferisce la presenza persino di droni senza pilota-, non é altro che l'ennesima fantasia giustificatoria di un regime che incrudelisce di continuo contro vittime civili inermi e indifese, nell'illusione di poter separare la comunità nazionale palestinese dai suoi legittimi rappresentanti".

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martedì 22 marzo 2011

Intensi attacchi israeliani su obiettivi civili a Gaza: pronta risposta delle forze della Resistenza


Aerei da guerra israeliani, nel corso di 48 ore di attacchi ininterrotti contro la Striscia di Gaza hanno causato molti danni a infrastrutture e ferito numerosi Palestinesi, per la maggior parte donne e bambini; con questi raid proditori, nella peggiore tradizione 'piratesca', l'aviazione sionista intende "approfittare" della distrazione dei mezzi di comunicazione di massa, concentrati sull'intervento occidentale in Libia, per indebolire e danneggiare l'enclave costiera assediata.















Adham abu Salmiya (sopra), portavoce dell'Authority di Gaza per il Servizio Ambulanze, ha rivelato che almeno 18 feriti sono stati ricoverati nei pronto soccorso dell'Ospedale Al-Shifa, che ha accolto 11 pazienti e sette all'Ospedale Kamal Adwan. Tra i feriti sei sono donne e sette bambini sotto i 14 anni.

La zona più duramente colpita é stata quella di Khan Younis, a sud di Gaza, dove case civili e una moschea sono state bombardate e lesionate, insieme alla struttura di polizia "Abdel aziz Rantisi", ad Al-Tuam, dove é stata colpita anche una clinica ortopedica, l'unica struttura medica dell'area.

Altri raid sono stati condotti a Gebel al-Rayes, ad Al-Tufah, dove é stata colpita una fabbrica artigianale di cemento di risulta (dove i detriti vengono triturati per farne malta), e ad Al-Zeitoun, dove una piccola fonderia é stata distrutta. Anche un'officina automobilistica a Est di Gaza é andata completamente distrutta.

Come si nota tutti questi obiettivi sono economici e civili, colpiti per rendere ancora più difficile e penosa l'esistenza degli abitanti del ghetto assediato. La Resistenza palestinese, comunque, non ha fatto attendere la propria rappresaglia, che si é concretata con un lancio di razzi Qassam e colpi di mortaio verso obiettivi israeliani a Nord della Striscia.

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