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venerdì 11 gennaio 2019

Nel 1942 la Siria si mobilitava per aiutare rifugiati provenienti dalla Grecia occupata dall'Asse!

Una foto illuminante.

E' del 1942.

Mostra giovani rifugiati greci, provenienti dal paese che pochi mesi prima aveva ceduto di schianto di frone al 'Blitzkrieg' delle colonne tedesche, che ricevono indumenti di lana e cibo in scatola da un comitato di accoglienza siriano.

lunedì 7 settembre 2015

Troupe della BBC visita le strutture per i profughi interni intorno a Latakia e i mercati della città costiera!

Per colmo d'ironia, proprio nelle giornate in cui il Premier britannico si lascia andare ad intemperanze verbali talmente gravi sulla Siria da provocare una vibrata lamentela inviata all'ONU dallo stesso Ministro degli Esteri di Damasco, una delegazione dal canale britannico BBC ha visitato un centro di accoglienza temporanea per gli sfollati nel complesso sportivo della città di Latakia.

Il Governatore di Latakia, Ibrahim Salem Kheder ha accompagnato i reporter britannici rivelando loro che i rifugiati provenienti da altre province rappresentano in questo moment il doppio della popolazione della pur popolosa capitale del governatorato costiero, sottolineando che il Governo centrale non abbia risparmiato sforzi per soddisfare tutte le esigenze di base degli sfollati.

domenica 8 dicembre 2013

Ragazzo palestinese di 15 anni massacrato da cecchino sionazista con sei proiettili a Jalazoun!

Jalazoun é uno dei molti campi profughi della Cisgiordania, dove vivono i discendenti dei Palestinesi a cui gli invasori sionisti hanno rubato terre e case nell'Olocausto della Nakba, purtroppo vicino a esso negli ultimi anni é sorto come un infettivo fungo velenoso un insediamento illegale di miliziani ebrei armati denominato 'Beit El'.

Da questo accampamento i miliziani estremisti protetti dal regime ebraico come già altre volte in passato hanno aperto il fuoco per ben sei volte con armi di precisione crivellando di colpi un ragazzino palestinese di appena quindici anni che stava passeggiando lungo la strada principale del campo profughi. Subito soccorso, Wajih Ramahi é stato messo su un'ambulanza ma é morto prima di potere arrivare all'Ospedale di Ramallah.

Ancora una volta viene dimostrato come sia inutile ogni illusione di 'trattativa' col regime sionista fino a che esso mantiene i suoi miliziani armati nelle terre occupate illegalmente dal 1967.

mercoledì 24 agosto 2011

Gratitudine del governo somalo per il ponte aereo di aiuti da Teheran, in attesa delle navi con 5000 tonnellate di cibo e medicine!


L'incontro tra il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi e il Governo somalo (in realtà in controllo di una piccola regione attorno alla capitale Mogadiscio) é stato un grande successo, come riportato e documentato dall'Agenzia di stampa ufficiale della Repubblica islamica, l'IRNA; Abdiweli Mohamed Ali, il Premier locale, ha ringraziato l'Iran e i suoi rappresentanti per il ponte aereo attivato prontamente tra lo scalo di Payam, 40 chilometri a Ovest di Teheran, e la Somalia ferita dalla siccità e dalla carestia.

I cinque convogli di aiuto arrivati finora in Africa Orientale (con il sesto che sta viaggiando nei cieli proprio in questo momento) hanno portato finora 1200-1500 tonnellate di riso, cereali, latte in polvere e medicinali, ma un aiuto ancora più consistente sta venendo preparato, con una spedizione via mare che porterà ben 5000 tonnellate di rifornimenti con cui arginare le crisi più gravi, in attesa di mettere in piedi un piano d'aiuto più organico e di lungo periodo, che aiuti la Somalia non solo a uscire dall'emergenza, ma a ricostruire una stabilità che da troppo tempo manca nel paese.

Nella sua visita alla capitale Salehi ha visitato il campo di accoglienza costruito dalla Mezzaluna Rossa iraniana, dove centinaia di famiglie sfollate dalle zone più devastate dalla siccità hanno trovato rifugio, evitando così l'inferno dei campi profughi improvvisati, con le loro condizioni igieniche da incubo, fertile incubatore di epidemie. La Guida Suprema, Ayatollah Ali Khamenei ha rivolto il seguente messaggio a tutte le nazioni musulmane del mondo: "Il Corno d'Africa e la sfortunata nazione somala vivono una crisi dolorosa che mete a rischio la vita di milioni di persone, tra cui donne e bambini indifesi, é dovere di ogni musulmano e di ogni persona di sentimenti caritatevoli attivarsi per scongiurare questa crudele minaccia".
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lunedì 30 maggio 2011

I giovani giordani chiedono alla società civile di mobilitarsi contro l'ambasciata israeliana il prossimo venerdì


La "Gioventù del 15 Maggio" giordana ha annunciato, in un comunicato diffuso durante il week-end, l'intenzione di organizzare una marcia di protesta contro l'ambasciata sionista ad Amman il prossimo venerdì, dopo la fine delle preghiere, chiamando tutte le organizzazioni della società civile, i sindacati e i partiti a prendervi parte per mostrare la determinazione popolare a troncare qualunque rapporto con il Regime dell'Apartheid.

Il gruppo ha altersì respinto l'idea che la Giordania possa in qualunque modo trasferirsi in una "destinazione alternativa" per i profughi palestinesi, che devono poter esercitare il loro "Diritto al Ritorno" come garantito e sancito dalle leggi e dalle convenzioni internazionali, tornando cioé nella porzione di Palestina invasa e occupata nel 1948, piaccia o non piaccia alle autorità "israeliane".

Forte e senza appello poi é stata la critica al cosiddetto "accordo di pace" avventatamente siglato a suo tempo dal monarca hascemita Re Hussein, che non ha fatto altro che sancire a mo' di resa incondizionata i furti e i soprusi commessi dall'entità sionista attraverso l'attacco a tradimento del 1967, in barba al sentimento e al desiderio del popolo giordano, che vorrebbe vedere quei torti riparati. Il comunicato si conclude con l'auspicio che la Giordania possa quanto prima interropmpere ogni relazione con Israele, chiudere l'ambasciata di Amman e cancellare ufficialmente il trattato di Wadi Araba, esprimendo così nei fatti il suo sostegno al popolo palestinese nella sua lotta per la Giustizia e i suoi diritti.
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venerdì 11 febbraio 2011

Interpal accoglie con soddisfazione la notizia dello stanziamento britannico a favore dei profughi palestinesi


L'associazione di beneficenza britannica Interpal ha espresso la propria soddisfazione nel ricevere la notizia che il Dipartimento per lo Sviluppo internazionale del Governo di Sua Maestà ha acconsentito allo stanziamento di un milione e mezzo di sterline come risposta al recente appello dell'UNWRA in favore dei profughi palestinesi in Libano.

Generosa finché si vuole, l'offerta deve però venire valutata in base alle dimensioni e alle necessità della comunità dei profughi nel Paese dei Cedri, che le ultime cifre vogliono vicina al mezzo milione di persone. Qualora fosse anche interamente riservata al gruppo più bisognoso di profughi, gli occupanti del campo di Nahr al-Bared, che subì gravissimi danni nel 2007 nel corso degli scontri fra le forze armate nazionali e un gruppo di fanatici sunniti con presunte affiliazioni qaediste, sarebbe appena sufficiente a coprire le spese di alloggio per due mesi, o medicine e terapie ospedaliere per un mese.

Ibrahim Hewitt, Segretario di Interpal, la maggior parte dei profughi palestinesi in Libano vivono in condizioni che vanno "dal disagio alla più abietta miseria" e necessitano di soluzioni comprensive e di lungo respiro piuttosto che di un continuo stillicidio di "aiuti" che non fanno altro che rendere cronica la loro esistenza precaria e incerta.