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sabato 23 febbraio 2019

Polizia e controspionaggio iraniano hanno già arrestato 13 complici dell'attentato all'IRGC!

Nuovo video caricato sul nostro cliccatissimo Canale Youtube, dopo un brevissimo ma meritato riposo durato lo spazio di venerdì 22 febbraio.

A dieci giorni dal terribile attentato che ha martirizzato 27 militi della Guardia Rivoluzionaria iraniana l'intelligence di Teheran ha già catturato 13 complici e responsabili di quell'atto codardo, tra cui una donna. Fidiamo che la giustizia della Rivoluzione Islamica si muova rapida contro di loro e che tutti i responsabili possano incorrere nelle sue sanzioni e pene.

venerdì 22 febbraio 2019

Il Generale Soleimani avvisa il Pachistan: che non si fidi dei Sauditi e dei loro soldi!


Il General maggiore Qassem Soleimani, ha messo in guardia il Pachistan contro le vere intenzioni che spingono l'Arabia Saudita a pompare miliardi di dollari nella sua travagliata economia, affermando che il regime di Riyadh è in procinto di tradire lo Stato asiatico mettendolo contro i suoi vicini.

Il comandante della Forza Quds della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) ha promesso ancora una volta che Teheran vendicherà il sacrificio di coloro che hanno perso la vita nell'attacco sanguinoso della scorsa settimana condotto da terroristi con sede in Pakistan nel sud-est dell'Iran.

Il Generale Qaani dichiara: "I nemici dell'Iran sono terrorizzati dall'idea di uno scontro in campo aperto!"


Affrontando una cerimonia tenutasi nella città centrale di Kashan venerdì per rendere omaggio ai martiri uccisi nella guerra imposta all'Iran negli anni '80, il generale di brigata Ismail Qaani ha fatto riferimento al recente attacco terroristico che ha ucciso 27 militi dell'IRGC nella Provincia sud-orientale di Sistan e Balouchestan e ha detto che questo "atto codardo" dimostra quanto il nemico tema un confronto diretto con le forze della Rivoluzione Islamica".

domenica 17 febbraio 2019

Il Generale Safavi svela il collegamento tra l'attentato contro l'IRGC e i servizi pachistani!

Video sabatale del nostro popolarissimo Canale Youtube!


Usa e Sion vogliono rovinare l'avvicinamento politico tra Iran e Pachistan, caldeggiato dalla Cina per lo sviluppo della Nuova Via della Seta e della Cintura Marittima...hanno così riattivato i loro vecchi arnesi dell'ISI (servizio segreto pachistano) facendogli addestrare i terroristi responsabili dell'attacco di mercoledì scorso.

venerdì 15 febbraio 2019

Anche Hamas estende all'Iran le proprie condoglianze per gli eroi martiri dell'IRGC!

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Il Movimento Islamico di Resistenza Hamas ha emesso un comunicato in cui esprime le proprie condoglianze alla Repubblica Iraniana per le vittime del recente attentato takfiro contro la Guardia Rivoluzionaria; tale messaggio é importante perché testimonia delle ricomposte relazioni tra Gaza e Teheran, che nel 2012-2013 sembravano quasi "saltate".

giovedì 14 febbraio 2019

IL CANALE YOUTUBE COLLEGATO A "PALAESTINA FELIX" OMAGGIA GLI EROI MARTIRI DELL'IRGC!!

Nuovo video per il nostro Canale Youtube.


Dopo il tragico attentato takfiro che ieri sera ha colpito nell'Iran sudorientale un pullman di militi della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) che tornavano dal loro turno di servizio sul confine con la 'zona tribale' del Pachistan le salme dei martiri sono giunte oggi nella città di Isfahan dove hanno ricevuto il commosso omaggio della popolazione.

Anche Hezbollah indica in Washington e Tel Aviv i mandanti del codardo attentato takfiro!


Il movimento di resistenza libanese Hezbollah ha denunciato con forza l'attacco terroristico mortale a un gruppo di forze del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) nel Sud-est dell'Iran, nel contempo accusando gli Stati Uniti, il regime ebraico e i loro alleati regionali di nutrire gli elementi Takfiri dietro l'attacco del mercoledì.

Hezbollah ha detto in una dichiarazione che l'attacco che ha ucciso 27 membri dell'IRGC e altri 13 feriti ha dipinto la vera immagine del terrorismo organizzato guidato dal Governo degli Stati Uniti, che incoraggia altri paesi a seguirne l'esempio.

Anche le parole di Khamenei lo confermano: sionisti e Usa dietro il barbaro attacco all'IRGC!

Come abbiamo già annunciato grazie ai nostri contatti infallibili nel grave caso dell'attentato takfiro contro l'IRGC le autorità iraniane hanno già prove inconfutabili del coinvolgimento di entità spionistiche di regimi nemici, che hanno usato i terroristi come proprie pedine.

La Guida Suprema della Rivoluzione, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha denunciato un sanguinoso attacco terroristico diretto contro membri del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniana (IRGC), affermando che le agenzie di spionaggio di alcuni paesi regionali e transregionali hanno sicuramente contribuito a questo crimine.

mercoledì 13 febbraio 2019

Sono ventisette gli eroici martiri dell'attentato mercenario takfiro: le autorità iraniane hanno già individuato i responsabili!

Grazie ai nostri fidatissimi contatti possiamo affermare che gli apparati di intelligence della gloriosa Repubblica islamica sono già a buon punto nella decifrazione della trama che ha portato stasera al codardo attentato contro un pullman di militi della Guardia Rivoluzionaria.


I giovani eroi dell'IRGC stavano rientrando dalla frontiera, sulla quale avevano appena concluso un turno di servizio, vegliando sulla sicurezza di milioni di cittadini iraniani, quando sono stati colpiti da un'autobomba guidata da un sicario dell'organizzazione Jaysh ul-Adl, "figlia" dei 'Jundullah' distrutti dalla vigilanza iraniana quando il loro capo, il mercenario Abdulmalek Rigi, ha finito per penzolare nella botola dell'impiccato.

Orribile e vigliacco attentato takfiro colpisce pullman della Guardia Rivoluzionaria nel Sudest dell'Iran!

Possono colpire solo così.

Come iene e sciacalli, incapaci di affrontare la migliore gioventù della Rivoluzione Islamica faccia a faccia, i giovani che li hanno presi a calci (a fianco di Hezbollah e dell'Esercito Arabo Siriano) ad Aleppo, a Palymra, a Deir Ezzour, a Quneitra e a Daraa.

sabato 8 dicembre 2018

L'intelligence iraniana é INARRESTABILE! In meno di 48 ore arrestati complici e organizzatori dell'attentato a Chabahar!


La polizia e le forze di sicurezza hanno arrestato quattro sospetti in relazione all'attacco terroristico del giovedì in una stazione di polizia a Chabahar, hanno annunciato sabato l'ufficio del procuratore generale del Sistan e della capitale del Balucistan, Zahedan.
I quattro sospetti sono stati arrestati in diverse città della provincia del Sistan e del Baluchistan e il caso dovrebbe essere esaminato dall'Assemblea speciale dei crimini di sicurezza nella capitale della provincia, secondo il pubblico ministero.

venerdì 7 dicembre 2018

PALAESTINA FELIX onora i due martiri irianiani che hanno fermato gli attentatori takfiri a Chabahar!

L'agente Nasser Dazzadeh e il sottotenente Dariush Ranjbar sono i due martiri che col loro generoso sacrificio hanno impedito ai terroristi takfiri che ieri hanno attaccato Chabahar di riuscire nel loro intento ultimo.

Credete che sia un caso che questo attacco abbia avuto luogo poco dopo che si é diffusa la notizia che le "sanzioni Usa" abbiano completamente fallito nel loro scopo di far crollare le spese (invero modeste!) della Repubblica Islamica per il sostegno a Hezbollah, Siria (e Yemen, anche se in quest'ultimo caso la spesa é uguale a zero).

giovedì 6 dicembre 2018

Terroristi takfiri al soldo di Usa e israhell tentano attacco con autobomba a Chabahar ma vengono bloccati e uccisi!


Un'esplosione di un autobomba terrorista ha colpito vicino a un posto di polizia nella città portuale sud-orientale di Chabahar, lasciando due poliziotti morti e dozzine di altre persone ferite.

Funzionari locali hanno riferito che i terroristi hanno attaccato il quartier generale della polizia di Chabahar, nella provincia sud-orientale del Sistan e del Baluchistan, con un veicolo carico di esplosivi giovedì mattina, hanno detto funzionari locali.

I terroristi, tuttavia, non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo in quanto le forze di sicurezza hanno risposto rapidamente alla situazione e impedito loro di entrare nel posto, ha dichiarato il governatore della provincia del Sistan e del Baluchistan, Ahmad-Ali Mouhebati.

Il terrorista al volante è stato ucciso, ha detto Mohammad Hadi Marashi, vice governatore per gli affari di sicurezza.

martedì 7 aprile 2015

L'Arabia Saudita scatena i suoi lacché takfiri pachistani contro l'Iran! Scontri a Negur, l'IRGC distrugge una cellula wahabita!

Ormai é chiaro che l'Arabia Saudita abbia dichiarato non ufficialmente guerra all'Iran e ai suoi alleati: nella località di Negur, nel Sistan-Balucistan, provincia iraniana sudorientale liminare alla turbolenta 'zona tribale' del Pachistan dove wahabiti, trafficanti di droga, agenti della CIA e del Mossad (non sono in definitiva tutti la stessa cosa?), scorrazzano liberi, un commando di terroristi ha provato a infiltrarsi nel territorio della Repubblica Islamica.

Per loro incapacità, i wahabiti sono incappati in una pattuglia della Guardia di Confite iraniana e hanno aperto il fuoco contro di essa. Pur presi di sorpresa, gli Iraniani non si sono persi d'animo e, rispondendo al fuoco, hanno ucciso numerosi terroristi, respingendo gli altri. Alla fine undici morti rimanevano sul terreno, tra cui, purtroppo, molti iraniani, visto che i terroristi hanno potuto attaccare a tradimento.

martedì 13 maggio 2014

Khamenei incontra il pachistano Sharif: "I gruppi takfiri sono un pericolo per tutta la comunità musulmana!"

La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Ali Khamenei ha incontrato il Premier di Islamabad Nawaz Sharif, che ha visitato Teheran per una due-giorni diplomatica appena conclusasi, discutendo con lui di molti argomenti legati ai rapporti bilaterali tra Teheran e Pachistan ma anche di problemi generici dell'Asia e del Mondo musulmano.

In particolare Khamenei ha deplorato l'attività di disturbo e di interferenza attuata dagli Usa per spargere diffidenza e sospetto tra i due paesi, lamentando lo sfortunato calo nel fatturato dei rapporti commerciali nel corso del 2013 (dovuto ai tentennamenti pachistani di fronte alle 'sanzioni' emanate da Washington).

Sharif si é detto certo che il fatturato economico Teheran-Islamabad riprenderà presto a crescere superando il 'mark' dei tre miliardi di dollari forse già nel corso dell'anno; ha inoltre promesso un profondo impegno al confine irano-pachistano (nella zona tribale del Sistan e del Balucistan) per evitare gli attacchi e le infiltrazioni di terroristi Jundullah e altri estremisti.

Khamenei ha dichiarato come i gruppi takfiri ed estremisti, manipolati notoriamente da Usa e Arabia Saudita, non costituiscano un problema e una minaccia solo per l'Iran o per i paesi suoi alleati, ma per tutta l'Umma, di cui, tra l'altro contribuiscono a dare verso l'esterno una visione distorta di violenza, bigottismo e irragionevolezza.

mercoledì 6 giugno 2012

La guardia di frontiera iraniana blocca gruppo terrorista con 25 Kg di esplosivo al confine sudorientale!


Nella giornata di ieri, martedì 5 giugno, il Comandante della Polizia Provinciale di Frontiera iraniana, Brigadier Generale Gholamali Kouhkan, ha dichiarato che i suoi uomini schierati nella zona sudorientale del Sistan e Belucistan hanno ingaggiato un gruppo di terroristi Jundullah intenti a fare entrare in Iran un carico di 25 chili di esplosivo da usare in attentati contro civili e attacchi contro le forze dell'ordine.
Al termine dello scontro con i terroristi le forze iraniane hanno recuperato, oltre al materiale detonante, inneschi e comandi a distanza, sistemi di comunicazione e localizzazione satellitare e documenti contraffatti. Tutto questo dimostra come, attraverso i confini con l'Afghanistan occupato dagli eserciti NATO e con il Pachistan occupato in pianta semi-permanente dalla CIA é già in atto un'operazione di infiltrazione di personale e materiali per cercare nel prossimo futuro di destabilizzare la Repubblica Islamica sull'esempio di quanto hanno cercato da quattordici mesi a questa parte di fare in Siria gli agenti provocatori e terroristi al soldo dell'imperialismo americano e sionista.
Abdolmalek Rigi...una volta caduto in mano alle forze di sicurezza iraniane questo assassino ha smesso di ridere!
Per questo scopo infame sono disponibili i fanatici wahabiti Jundullah, già responsabili di attacchi e assassinii nel passato più o meno recente, incluso l'omicidio di leader religiosi sunniti avversi alla loro rozza distorsione del messaggio dell'Islam. Ma le forze della Repubblica Islamica fanno buona guardia alla sicurezza del popolo e della nazione iraniana e, come nel febbraio 2010 riuscirono ad arrestare il capo terrorista Jundullah Abdolmakek Rigi, in seguito inviato sul patibolo per i suoi orrendi crimini, nel solo ultimo mese esse sono riuscite a sottrarre all'organizzazione un vero e proprio arsenale di armi automatiche e dodici tonnellate di narcotici, col cui traffico i fanatici terroristi finanziano le proprie imprese.
Prima di venire impiccato Abdolmalek Rigi ammise di essersi incontrato a Dubai con emissari della CIA che lo spronarono a tentare di stabilire una base operativa permanente nel territorio dell'Iran orientale, promettendogli aiuto e supporto "illimitato" una volta che fosse riuscito a stabilirla.
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lunedì 21 maggio 2012

Altri sei arresti nelle indagini sull'omicidio del leader religioso sunnita Molavi Jangi Zehi!

Fonti giudiziarie iraniane confermano che le forze di intelligence della Repubblica Islamica hanno arrestato altre sei persone nel prosieguo delle indagini sull'assassinio del chierico sunnita della Provincia sudorientale di Sistan e Belucistan Molavi Jangi Zehi, che si ritiene caduto vittima di un complotto organizzato da circoli wahabiti sauditi interessati a spegnere la sua voce carismatica che chiedeva l'unità tra sciiti e sunniti in Iran e in tutto il Medio Oriente.

Il Generale Mohammad Marzieh, Procuratore Generale di Zahedan h dichiarato che fra gli ultimi arrestati vi sarebbero anche gli autori materiali dell'omicidio, massimi beneficiari della somma di mezzo milione di dollari Usa stanziata dai wahabiti per l'assassinio. Jangi Zehi, pur essendo un predicatore sunnita, non provava alcuna simpatia o solidarietà con i corrotti monarchi del petrolio delle dinastie del Qatar, del Barhein o dell'Arabia Saudita e dichiarava pubblicamente ai suoi fedeli che denunciare i loro crimini era preciso dovere di ogni musulmano, a prescindere dalla sua setta di appartenenza.

Inoltre, pare che attraverso il suo omicidio i wahabiti volessero dissuadere la minoranza sunnita iraniana dal prendere parte alle elezioni parlamentari recentemente tenutesi nella Repubblica Islamica. I primi 15 sospettati sono stati arrestati quasi tre mesi dopo l'assassinio avvenuto il 20 gennaio 2012; adesso quasi l'intera struttura del complotto omicida é venuta a galla e sarà possibile processare e condannare tutti i partecipanti a seconda del ruolo svolto in esso.

Nonostante tutto Molavi Jangi Zehi lascia un grande esempio di ecumenismo e rigore morale che saprà ispirare tutti i musulmani sunniti onesti e pii.
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domenica 20 maggio 2012

L'Arabia Saudita pagò mezzo milione di dollari per fare assassinare il leader religioso Molavi Jangi Zehi!


Fonti del Ministero della Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica confermano che dall'arresto di due dei responsabili del recente assassinio del leader religioso Molavi Jangi Zehi, ucciso il 20 gennaio scorso lungo la strada per Chabahar, nella Provincia di Sistan e Belucistan, (al confine con l'instabile 'zona tribale' del Pachistan infiltrato da agenti NATO e percorso dai droni assassini di Obama) sia risultato evidente il coinvolgimento saudita nella commissione e nella preparazione dell'omicidio.

Jangi Zehi si era reso odioso e pericoloso agli occhi dei governanti sauditi, corrotti ed asserviti all'arroganza imperialista, quando nel corso della sua predicazione aveva indicato la denuncia dei crimini delle dinastie regnanti a Riyadh e Manama (in Barhein) "un preciso dovere religioso dei leader sunniti". La denuncia era particolarmente bruciante e imbarazzante, visto che proveniva da un religioso sunnita e che sia Casa Saoud che gli altri corrotti emirati petroliferi hanno sempre cercato di usare la Sunna come 'paravento' per i loro maneggi e i loro interessi.

 Agenti sauditi avrebbero quindi versato la cospicua cifra di mezzo milione di dollari per mettere a tacere il leader religioso, sperando anche così di scoraggiare gli appartenenti alla minoranza sunnita residente in Iran, particolarmente forte nella provincia in questione, dal partecipare alle allora incombenti elezioni parlamentari. Nell'aprile successivo le forze di sicurezza iraniane arrestarono 15 persone a vario titolo coinvolte nella missione omicida; é dalle rivelazioni rese da due di loro che il coinvolgimento saudita é risultato apparente e credibilmente circostanziato.
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