giovedì 19 aprile 2012

Dameer: "Attivisti filopalestinesi arrestati da Israele sono entrati in sciopero della fame!"


Gli attivisti stranieri di solidarietà con la Palestina tenuti illegalmente in custodia dalle autorità sionaziste hanno deciso di dare il via a uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione e la loro prevista deportazione dai territori occupati dal regime ebraico; lo ha riportato nelle scorse ore la Fondazione Dameer per i Diritti Umani, dopo avere confermato che i propri legali avevano visitato la prigione di Ramleh dove questi ultimi vengono tenuti in violazione delle più basilari norme di Diritto Internazionale riguardo la libertà di spostamento e la libertà di manifestare le proprie opinioni.


Gli avvocati della Dameer hanno intervistato otto cittadini britannici che sono stati detenuti al loro arrivo all'aeroporto di Lod, sottoposti a perquisizioni non necessarie e hanno avuto i loro effetti illegalmente confiscati; sono quindi stati sottoposti a interrogatori separati e non hanno potuto effettuare le telefonate a cui avrebbero avuto diritto, come "punizione" per il loro sciopero della fame iniziato il giorno stesso della loro detenzione illegale.

Dameer invita la comunità internazionale a esercitare pressione politica e morale sul regime sionista per cessare queste sue attività illegali e consentire a chi lo desideri di recare il suo sostegno e la sua solidarietà al popolo di Palestina.

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Elettrizzanti dichiarazioni del Presidente sudanese Bashir dirette al dittatore Kiir: "Preparati a ricevere una lezione di Jihad e patriottismo!"


E' con viva soddisfazione, una soddisfazione genuina e sincera che rischia a più riprese di tracimare nell'entusiasmo che stiamo componendo queste righe e non vi nascondiamo, fedeli lettori, che arduo compito sia cercare di contenere e temporaneamente anche reprimere i sentimenti che ci agitano nel tentativo di mantenere una necessaria obiettività, che dobbiamo a voi e ai canoni della deontologia professionale.


Durante un rally di mobilitazione organizzato dalle sezioni giovanili del Partito Nazionale del Congresso a Khartoum il Presidente sudanese Omar al-Bashir ha promesso ufficialmente che le prossime ore porteranno "ottime notizie" dal fronte di lotta nel Sud Kordofan, dove le forze armate del paese sono state recentemente impegnate a respingere un'aggressione mossa dall'Esercito e dalle milizie fedeli al vile dittatore di Juba, Salva Kiir, scherano dell'imperialismo Usa e sionista, servile 'negro di casa' di Obama e Netanyahu.

"Il nostro obiettivo ormai é diventato la liberazione dei cittadini del Sud dal giogo loro imposto da Kiir e dal suo SPLM!" ha dichiarato di fronte a una folla di gioventù estasiata Bashir, "Ormai le cose sono arrivate a un punto in cui la coesistenza é impossibile: o noi occuperemo Juba oppure Kiir e i suoi arriveranno a Khartoum, non esiste abbastanza spazio in Sudan per noi e per la cricca di Kiir, solamente il più forte potrà restare in piedi!".

Bashir ha dichiarato che la liberazione di Heglig rappresenta solo il primo passo verso un obiettivo più grande: "Il totale e radicale annientamento dell'SPLM, che non rappresenta nulla più di un insetto parassita e nocivo che va schiacciato a ogni costo". Il Presidente ha dichiarato che di fronte all'odio inestinguibile e allo sdegno che giustamente prova verso il dittatore di Juba e la sua cerchia nessun sentimento negativo lo anima verso l'innocente popolazione meridionale, che anzi si augura possa continuare una vita indipendente e prospera una volta liberata dal giogo dell'SPLM e dei suoi leader corrotti.

Come lo stolto che va nel panico dopo aver stuzzicato il nido di vespe il regime di Juba balbetta incoerenti appelli all'Unione Africana e ai suoi sponsor imperialisti nel tentativo di evitare o ritardare le prevedibili conseguenze del suo avventurismo militare; il Ministro dell'Informazione di Kiir, tale Barnaba Marial Benjamin, ha dichiarato all'Agence France Presse che: "La questione dei confini va presentata all'UA" ma la sabbia nella clessidra sta per finire mentre Khartoum prepara le giuste iniziative politiche, diplomatiche e soprattutto militari per porre definitivamente termine alla questione.

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Con il "Piano Annan" in atto e gli osservatori schierati la Siria assapora nuova tranquillità, Assad loda i sunniti: "La vostra fedeltà ha salvato la patria!"

Damasco, Aleppo e le città principali della Siria sono pacifiche e tranquille come in una qualunque giornata precedente al marzo 2011; la gente di ogni setta e di ogni classe sociale si mescola nei viali, nelle piazze, nei mercati, le poche misure eccezionali di sicurezza non sono immediatamente evidenti e risultano solo in casi particolari; ad esempio, se si entra in un negozio di elettronica si possono trovare in vendita abbonamenti per cellulare solo delle due principali compagnie di stato e non più schede ricaricabili internazionali (spesso usate dai terroristi wahabiti).

Lo schieramento degli osservatori internazionali previsti dal 'Piano Annan' una volta di più dimostra che il Governo centrale non ha assolutamente nulla da nascondere, come già era successo con gli osservatori della Lega Araba, la cui missione infatti era stata silurata dai paesi finanziatori dei terroristi, Arabia Saudita e Qatar, quando essi avevano ripetutamente dichiarato che nel paese non era in atto alcuna 'ribellione' ma solo atti di violenza da parte di cellule isolate che non godevano di nessun sostegno tra la popolazione.

E proprio la setta che costituisce la maggioranza relativa della popolazione, quella sunnita, é stata quella che ha decretato il fallimento del complotto internazionale anti-Assad, rifiutandosi di accorrere sotto gli stendardi wahabiti e integralisti agitati dai fanatici introdotti nel paese per precipitarlo nel caos.

La maggior parte dei sunniti siriani infatti é laica e moderata e non desidera certo trovarsi a vivere dall'oggi al domani in un regime di stampo saudita; molti sunniti poi aderiscono a scuole di pensiero sufita e in questo caso sono stati gli stessi terroristi fanatici a tagliarsi l'erba sotto i piedi attaccando e assassinando chierici e leader religiosi (come ad esempio lo Sceicco Ahmad Sadeq) dando un'idea tremendamente chiara di cosa sarebbe successo in caso di una loro vittoria, cementando i sunniti a difesa dello status quo e del Presidente Assad.

Proprio Assad si é rivolto recentemente ai leader della comunità sunnita lodando il loro contegno e indicandolo come uno dei fattori principali (insieme alla lealtà delle minoranze e al sostegno di Russia, Cina e Iran) grazie ai quali la Siria é riuscita a sconfiggere la minaccia wahabita.

Con la distruzione dei maggiori gruppi terroristici nelle battaglie di febbraio e marzo rimangono in attività soltanto quei piccoli gruppi di criminali comuni che nel corso degli ultimi dodici mesi si erano avvicinati agli insorgenti, ma pian piano anche loro stanno abbandonando la violenza 'politica' per tornare ai loro usuali crimini di piccolo cabotaggio: narcotraffico e rapimenti.

Proprio nel week-end le forze di sicurezza siriane hanno arrestato tre membri di una gang di sequestratori che avevano rapito due bambini a Damasco chiedendo un riscatto alla famiglia, liberando anche i piccoli ostaggi.
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mercoledì 18 aprile 2012

L'artiglieria di Khartoum elimina 22 miliziani sud-sudanesi presso Meiram!


Un preciso ed efficace bombardamento con obici e mortai di grosso calibro ha distrutto un contingente di miliziani sud-sudanesi presso la cittadina di confine di Meiram, nella contestata regione del Sud Kordofan, ultimamente al centro di un fallito tentativo di 'fait accompli' del regime di Giuba che ha scatenato una piena e pronta risposta militare di Khartoum, nell'ambito della quale bisogna annoverare questo avvenimento.

Secondo quanto rivelato dai portavoce dell'Esercito sudanese un distaccamento delle milizie terroriste sostenute dal dittatore di Juba Salva Kiir si stava avvicinando al fiume che lambisce Meiram e che funge da confine tra il Sudan e la sua porzione meridionale strappata alla madrepatria con il fasullo 'referendum' della scorsa estate, evidentemente con l'intenzione di raccogliere acqua da portare al loro accampamento, ma i controllori dell'artiglieria del Nord non hanno lasciato loro scampo, investendoli in pieno con una piogga di proiettili che ha lasciato sul terreno 22 cadaveri.

Gli scontri tra Sud-Sudan e Nord, iniziati per un 'gioco d'azzardo' del 'cowboy' Kiir, che evidentemente fidava troppo nel sostegno americano e israeliano alla sua politica avventurista assomigliano sempre più a uno stato di effettiva guerra guerreggiata, rimarcata dal fatto che recentemente il Parlamento di Khartoum abbia dichiarato ufficialmente il regime del Sud 'nemico ufficiale' dello Stato, prendendo pubblicamente l'impegno a combatterlo fino a che 'Il Governo di Kiir e del suo SPLM non venga rovesciato e distrutto'.
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Il Ministro della Difesa iraniano dichiara: "Il nostro Bavar-373 rende totalmente inutile l'acquisto degli S-300 russi!"


 Il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica dell'Iran, Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha dichiarato che negli ultimi 5 anni la produzione di un sistema antiaereo totalmente nazionale in grado di prendere il posto delle batterie russe S-300 ha dato "risultati incredibilmente soddisfacenti" colmando quella che poteva diventare una preoccupante lacuna nello schermo antiaereo posto a protezione delle infrastrutture sensibili del paese, a partire da impianti e installazioni del programma nucleare.

Parlando a una cerimonia compresa nel programma di celebrazioni per la Giornata Nazionale delle Forze Armate a Teheran il Ministro Vahidi ha dichiarato che la produzione del sistema indigeno denominato "Bavar-373" (dal persiano per 'Fede, Credenza') é in corso e tutti i test finora effettuati hanno dato risultati più che positivi. Ulteriori ragguagli sulle capacità di questo sistema antiaereo verranno rivelati nei prossimi mesi.

Il Vicecomandante della Base di Difesa Aerea di Khatam al-Anbiya, Generale Shahrok Sharram aveva dichiarato nell'ottobre 2011 che, dopo il collasso delle trattative per la fornitura di batterie antiaeree russe S-300 l'Organizzazione delle Industrie della Difesa aveva lanciato, oltre a un progetto di potenziamento dei sistemi S-200 già in uso in tutto il paese un programma di sviluppo di un'alternativa nazionale basandosi sull'esperienza del personale formatosi in Russia per operare gli S-300, su alcuni esemplari dello stesso acquistati segretamente in Bielorussia e su piani e progetti acquisiti indipendentemente grazie agli sforzi dei servizi segreti.

Il risultato é stata la nascita di 'Bavar' che, integrato con gli stessi radar usati dagli S-300 (modelli 'Nebo' -foto sotto- e '64N6' -foto sopra- per la ricerca rispettivamente VHF e 3d), é in grado di fornire prestazioni identiche nel contrasto a incursori a bassa segnatura ('stealth'), missili da crociera e missili balistici ben superiori a quelle fornite dai 'Patriot 3' statunitensi o dai più volte annunciati e mai sperimentati modelli israeliani, ('Arrow', 'Magic Wand' e via discorrendo...) costantemente piagati da mancanza di fondi, test fallimentari e continui rinvii.

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Sedici anni fa i boia sionazisti massacravano 100 civili libanesi bombardando un'installazione ONU nella 'Strage di Cana'!


Sedici anni fa, il 18 aprile 1996, l'artiglieria sionazista colpiva ripetutamente e volutamente un'installazione ONU dove, nel corso del suo proditorio attacco contro le strutture della Resistenza sciita nel Sud del Libano, avevano trovato rifugio dozzine di famiglie, principalmente composte di anziani, donne e bambini. Inquadrato l'obiettivo batteria dopo batteria di obici cingolati M109A2, pagati con i soldi dei contribuenti americani riversarono tonnellate di bombe dirompenti sulla struttura, completando poi l'opera con proiettili al fosforo bianco, che fecero colare l'incendiaria e caustica miscela lungo i camini dei detriti e delle macerie, in maniera da uccidere per soffocamento e combustione anche gli eventuali feriti sopravvissuti. Un lavoro di cui Himmler e le SS si sarebbero certo potuti dire orgogliosi.













































































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Appena liberato lo Sceicco Khader Adnan invita a moltiplicare gli sforzi per liberare tutti i prigionieri politici palestinesi!


Khader Adnan, il coraggioso leader del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, rilasciato ieri dal regime sionista di occupazione dopo essersi quasi ucciso con uno sciopero della fame lunghissimo e doloroso, ha finalmente raggiunto, nella serata di martedì, la sua casa di Arraba, in Cisgiordania. Privandosi di ogni tipo di sostentamento solido per 66 giorni Adnan ha messo i suoi aguzzini sionazisti di fronte al dilemma se fosse più dannoso per la loro immagine liberarlo, ammettendo di non avere alcun motivo solido per tenerlo in carcere oppure farne un martire e subire il backlash mediatico che avrebbe esposto il regime ebraico a un'ondata di riprovazione internazionale maggiore di quella scatenata dalle sue inconsulte e isteriche reazioni al recente poema del Nobel per la Letteratura Guenter Grass.

Per prima cosa lo Sceicco Adnan ha voluto visitare una tenda di solidarietà con lo sciopero della fame portato avanti ancora oggi da moltissimi prigionieri politici palestinesi, ispirati dal suo esempio, e che per tre giorni coinvolgerà ogni singolo palestinese detenuto da Tel Aviv, in una colossale, maginifica dimostrazione di determinazione alla lotta che prova come anche anni o decenni di prigionia non possono intaccare la volontà di Resistenza e Riscatto che brucia intensamente nel cuore di tutti gli oppressi.

"La Jihad Islamica, Hamas e persino Fatah hanno giurato di non retrocedere dalle conquiste di questi storici scioperi; io chiedo alla Croce Rossa di riunire i suoi staff medici e avverto il mondo che i Palestinesi ormai sono in piena rivolta contro la politica sionista di persecuzioni e detenzioni e non cesseranno le loro azioni fino a quando non otterranno giustizia e piena soddisfazione". Adnan ha avvisato che attualmente 4600 prigionieri politici uomini, 180 bambini e 6 donne sono sottoposti a condizioni di detenzione inumana nelle galere di Sion, ricordando a tutti i movimenti di Resistenza e i gruppi politici che la loro liberazione é un imperativo morale prima che politico.
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La Commissione Elettorale egiziana rifiuta tutti gli appelli dei candidati esclusi dalle presidenziali!


Come era immaginabile la Suprema Commissione Elettorale egiziana ha respinto le richieste di appello alla sua precedente decisione di togliere dalla competizione elettorale presidenziale dieci candidati, tra i quali, oltre all'ex 'Zar' dei servizi segreti di Mubarak, Omar Suleiman, figuravano però anche i candidati dei die più importanti partiti presenti in parlamento, l'FJP della Fratellanza Musulmana e l'Al-Nour degli islamisti più ortodossi.

Sembra così finita ancora prima di cominciare la corsa alla presidenza di Khairat al-Shater ed Hazem Abu Ismail rispettivamente esclusi il primo per tecnicismi riguardo alla grazia ricevuta per la detenzione inflittagli dal regime di Mubarak (detenzione non per un reato comune, ma per un reato politico -finanziamento della Fratellanza Musulmana- che a logica dovrebbe andare in prescrizione una volta caduta la dittatura) e il secondo per non essere riuscito a provare che sua madre non avesse la doppia cittadinanza (statunitense oltre che egiziana).

Motivazioni labili, meri pretesti trovati dai membri della Commissione (nominata dai Generali dello SCAF, Tantawi e soci) per "pilotare" la competizione elettorale, la Fratellanza Musulmana d'Egitto ha già annunciato che in luogo di Al-Shater il suo nuovo candidato presidente dovrebbe essere Mohammed Mursi, esponente del Partito di Libertà e Giustizia.
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