venerdì 17 agosto 2018

Due Tupolev-160 volano per 7000 Km e atterrano nel ripristinato aeroporto militare di Anadyr, nell'Artico russo!

Due colossali bombardieri strategici Tupolev-160 sono atterrati nell'aerodromo militare di Anadyr, nell'Artico russo, nella giornata di ieri.

E' la prima volta che il Tu-160 viene schierato nella zona.

L'aeroporto militare era stato abbandonato dopo il dissolvimento dell'URSS, ma é stato restaurato e reso nuovamente operativo negli ultimi anni.



 
I due velivoli sono arrivati al loro scalo dopo un volo di ben 7000 Kilometri, parte di una vasta esercitazione aerea.
Nel corso della loro crociera i due bombardieri sono stati riforniti in volo e hanno lanciato armi guidate (missili da crociera) contro bersagli situati a grande distanza in un poligono militare nella Repubblica di Komi.

Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e distrutti.

Lo schieramento dei due "Cigni Bianchi" nella vastità dell'Artico é un chiaro segnale che la Russia non ha intenzione di cedere un solo palmo delle sue pertinenze artiche e sta prendendo tutte le misure necessarie a difenderle con efficacia.

5 commenti:

  1. L'anti imperialismo del Dr. Kahani è diventato quasi un fatto suo propriamente metabolico, oserei dirlo proverbiale, si badi bene che il mio è un sincero complimento.

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  2. non solo l'artico ma anche il pacifico. Pearl Harbor è a portata!

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  3. La Russia infatti è molto interessata all'Artico per via anche delle sue immense risorse minerarie e di combustibili fossili. Si aggiunga inoltre, dato il progressivo scioglimento dei ghiacci, si sta aprendo una nuova via commerciale, denominata passaggio a nordest, da contrapporsi a quella a nordovest. Gli sforzi militari per ribadire che la competenza territoriale su metà Artico è sua è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi 10 anni. Oltre ai Tu160, basti notare che i russi non hanno radiato i MiG 31, che proprio per questi vasti territori fu progettato.

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  4. E incredibile come certe armi moderne possano colpire obiettivi molto lontani la guerra oggi non è più un qualcosa di coreografico ed eroico ma somiglia ad un videogame

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