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domenica 16 settembre 2018

Tel Aviv, frustrata oltre ogni dire, tenta di nuovo di colpire l'Aeroporto di Damasco, ma le batterie siriane e i radar russi bloccano i suoi missili!

Si deve masticare veramente amaro a Tel Aviv.
La fola della 'superiorità aerea' è ormai un ricordo del passato.
Ormai, nemmeno volando vigliaccamente nei cieli libanesi i jet dell'Apartheid riescono a prendere di sorpresa i Siriani, i cui sistemi antiaerei, potenziati e modernizzati con l'aiuto russo, possono inoltre godere del collegamento con gli avanzati radar navali, terrestri ed aerei che Putin ha fatto collocare a Hymemim, a Tartous e al largo nel Mediterraneo Orientale.

Niente può sfuggire a tale rete di difesa, come testimoniato ieri quando il tentativo sionista di colpire l'Aeroporto di Damasco (l'ennesimo) é stato bloccato, con l'immediata trasformazione dei costosi missili aria-terra "a sei punte" in fuochi artificiali che hanno ravvivato il cielo notturno sopra la capitale siriana.

sabato 8 settembre 2018

L'ambasciatore russo in Siria dichiara che Mosca sta aiutando la Repubblica Araba a modernizzare i suoi sistemi antiaerei!

La Federazione Russa sta aiutando la Repubblica Araba Siriana a modernizzare i propri sistemi antiaerei; lo ha confermato parlando coi reporter dell'Agenzia TASS l'ambasciatore di Mosca a Damasco, Aleksandr Kinshchak nella giornata di ieri.

"Naturalmente stiamo aiutando i nostri alleati siriani a riparare, modernizzare e rendere più efficiente il loro sistema di difesa aerea integrata, agendo su tutte le sue componenti".

sabato 16 giugno 2018

A richiesta del nostro gentile pubblico, ecco i fucili e i cannoncini di precisione in dotazione ai difensori dello Yemen!

Nel nostro precedente anrticolo riguardo ai risultati ottenuti nell'ultimo mese dai tiratori scelti yemeniti un lettore in un commento ci aveva chiesto lumi su uno dei modelli di fucile mostrato nella foto esplicativa. Siamo andati a cercare dati non solo su quel modello, ma anche su tutti gli altri presenti nella stessa immagine. Speriamo che tutti apprezzerete il risultato dei nostri sforzi!
Questo é un fucile di precisione anti-armatura 'Zulfiqar-1', é derivato dal cannone automatico russo/sovietico GSh-23, può sparare un proiettile corazzato da 23mm a 2 Km di distanza.
Subito dopo abbiamo il fucile anti-armatura 'Zulfiqar-2', anch'esso derivato dal cannone GSh-23; spara lo stesso proiettile a un raggio efficace di 4 Kilometri.
Il terzo modello é un cannoncino individuale più che un fucile, si chiama 'Kassem' e anch'esso deriva da un cannone automatico sovietico, il GSh-301. Il suo proiettile da 30mm risulta efficace in un raggio di 5 Kilometri.
Per quarto viene il 'Sarmad', fucile di precisione anti-materiali dal calibro di 12,7mm. E' una copia esatta del Barret Mk 82 americano e risulta efficace entro 1250 metri di raggio.

venerdì 15 giugno 2018

112 militari sauditi e 327 mercenari eliminati dai tiratori scelti yemeniti nel corso degli ultimi 30 giorni!

Tiratori scelti appartenenti sia alle Forze Armate Yemenite che alle unità dei Comitati Popolari di Ansarullah operando negli ultimi 30 giorni sono riusciti a colpire 52 militari sauditi lungo i confini terrestri tra i due paese e altri settanta sulla costa occidentale dello Yemen.

Inoltre altri 327 collaborazionisti e mercenari stranieri al soldo di Riyadh e UAE sono stati colpiti.

sabato 28 aprile 2018

A Gaza negli ultimi 16 mesi protestare disarmati o cercare di 'campare la vita' (pescando e coltivando) é DUE VOLTE più pericoloso che lanciare razzi contro israhell!

Si penserebbe che la vita di un combattente di Hamas, della Jihad Islamica, delle Brigate Abu Ali Mustafa o delle Brigate Salah ad-Din sia più pericolosa di quella di un comune cittadino disarmato, di un agricoltore o di un pescatore.

Ebbene, nel ghetto-lager di Gaza E' ESATTAMENTE IL CONTRARIO.

Perché il sionista sa benissimo che il combattente palestinese, allo stato attuale delle cose, non rappresenta che una minaccia minima per la mostruosa entità dell'Apartheid a Sei Punte.

Ma il Palestinese, il Palestinese medio, se dovesse vivere normalmente, condurre un'esistenza dignitosa e sicura, godendo dei frutti del proprio lavoro e del proprio ingegno, vivaddio, è una minaccia MORTALE, perché metterebbe in crisi la narrativa sionista dei Palestinesi = Arabi = Islamici = Subumani, con cui israhell cerca di accaparrarsi le simpatie europee (dopo che gli alleati sauditi di israhell hanno riempito l'Europa di immigrati islamici radicalizzati al wahabismo made in Riyadh).

Va quindi bersagliato, sparato, cecchinato, avvelenato, bombardato, napalmizzato! Ne va del futuro della 'terra promessa' (buffo che, se é stata 'promessa da Dio', dei senza Dio come i sionisti -tutti materialisti e atei, da Herzl in avanti- si debbano dare tanto daffare per 'conservarla', no? E' una contraddizione, un'antinomia su cui mi ha fatto riflettere profondamente Rabbi Weiss di "Neturei Karta").

martedì 17 aprile 2018

Ecco l'elenco preciso del numero e tipo di missili impiegati dai Siriani per bloccare l'aggressione imperialista!

Torniamo sul fallito raid anglo-franco-americano di pochi giorni fa, grazie ai dati recentamente rilasciati dal Ministero della Difesa russo, il cui portavoce Generale Konashenkov ha dettagliato il numero esatto di missili di vario tipo impiegati dall'antiaerea siriana per abbattere 'cruise', 'scalp/storm shadow', JASSM e bombe guidate lanciate dai tre paesi occidentali contro aeroporti e strutture strategiche siriane.

Secondo i dati russi 112 missili sono stati sparati dalle batterie siriane, dei quali 71 avrebbero colto i loro bersagli.

Ecco tipo e numero:

domenica 15 aprile 2018

Continua il grande successo di PALAESTINA FELIX presso il pubblico russo, ormai stabilmente insediato al secondo posto della classifica dei lettori!

Screenshot dalla pagina dei dati di lettura di questo blog giornalistico umile, ma tenace, semplice ma costante, rustico ma tremendamente attaccato alla verità dei fatti.

Continua a vedersi la presenza costante, al secondo posto della 'classifica' dei lettori di PALAESTINA FELIX secondo la nazionalità, la forte presenza di letture dal territorio della Federazione Russa.
Ma il trend si é ormai stabilito da marzo e continua senza segni di voler recedere.

domenica 25 marzo 2018

A Mosul 4000 cristiani sono tornati alle loro case dopo la sconfitta dell'ISIS!

Tra Siria e Irak si trovano dozzine e dozzine di comunità cristiane.

Alcune, come a Maaloula, sono tra le più antiche della Storia, vere e proprie "capsule del tempo" dove si può ancora ascoltare un idioma derivato da quello parlato da Gesù e dai suoi discepoli.

Altre invece risalgono alla diaspora armena, quando fuggendo il genocidio turco centinaia di migliaia di profughi si sparsero nella regione.

I Cristiani sono da sempre "il sale" di queste società: medici, giornalisti, professori, avvocati, intellettuali, di fede cristiana hanno animato la scena politica e culturale siriana e mesopotamica.

sabato 24 marzo 2018

Da PALAESTINA FELIX un sonoro "Spasiba!" a tutti i nostri lettori russi!

Ormai da diverse settimane abbiamo notato nel feedback dei nostri dati di letture e visite un notevole incremento di contatti dalla Russia, che é arrivato addirittura a superare quelli dagli Usa.

Potrà sembrare strano che il 'secondo posto', dopo quelli italiani, fosse regolarmente occupato da lettori provenienti dal Nordamerica, viste le nostre chiare posizioni anti-imperialiste e anti-angloamericane, ma bisogna pure sempre contare che negli Usa vi é ancora un numero di connessioni internet probabilmente superiore a quelle di qualunque altro paese della Terra.

giovedì 10 gennaio 2013

Grande vittoria dell'Esercito Elettronico Siriano che hackera e saccheggia i database militari sauditi!!

Una vera e propria "Austerlitz Cibernetica" quella che si é consumata nel web tra Siria e Arabia Saudita negli scorsi giorni quando un audace e abilissimo 'cadre' di esperti aderenti al cosiddetto Esercito Elettronico Siriano ha sferrato un attacco su larga scala a tutti i siti web del sistema informatico del Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita.

Sottoposte a una pressione intensissima, pur costruite con gli ultimi ritrovati della sicurezza elettronica 'Made in Usa', alla fine le difese di Riyadh hanno ceduto di schianto e, sotto lo sguardo impotente dei loro operatori e manutentori tutti i server del Ministero sono stati letteralmente saccheggiati, con la perdita di centinaia se non migliaia di informazioni sensibili riguardo alle strategie, accordi, logistica, dislocazione, nomi, incarichi, collegamenti esteri, luoghi e date di operazioni di ogni genere.

Ovviamente, il "colpo grosso" per gli hacker siriani é stato venire in possesso di dettagli sulle operazioni di sostegno e finanziamento ai mercenari terroristi wahabiti che Riyadh foraggia e incita a combattere contro la popolazione e il Governo del Presidente Assad.

Sulla base di quanto scoperto con questa audace e vittoriosa 'offensiva' (prova ulteriore dell'abilità e della prontezza dell'Asse della Resistenza a fare uso delle più moderne e avanzate tecnologie) Damasco sarà nelle prossime settimane in grado di vibrare colpi ancora più precisi e dolorosi all'insorgenza terrorista: forse quelli definitivi.
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martedì 27 novembre 2012

Nuovo "colpo da maestro" della Jihad Islamica nella guerra informatica: rivelati nomi e dati di centinaia di soldati sionazisti!

Dopo l'impressionante operazione condotta durante il vivo della recente "Guerra degli Otto Giorni" contro l'aggressione armata sionazista contro il ghetto assediato di Gaza (con la quale 5000 SMS di minaccia erano stati inviati ad altrettanti componenti dell'Esercito sionazista promettendo loro morte o cattura se si fossero azzardati ad attraversare il confine con la Striscia) il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha di nuovo impressionato alleati e avversari con un "leak" veramente corposo e inaspettato.
I "pirati informatici" al servizio dell'organizzazione di Resistenza palestinese (la formazione più fedele all'Iran, quindi beneficiaria di aiuto non soltanto bellico e materiale, ma anche tecnico e scientifico) sono riusciti infatti a entrare in possesso dei dati riservati di centinaia (forse migliaia) di militari sionazisti e, per dimostrare le loro capacità di penetrazione e 'hackeraggio' ne hanno rivelato una parte, ammontante a oltre cento nomi, indirizzi, abitudini personali e così via, causando un gravissimo imbarazzo a 'Tsahal'.

Alcuni di loro,  ovviamente, avevano reso facile il compito iscrivendosi a social network o pubblicando comunque in rete parte dei loro dati, ma altri, pure esposti a loro volta, erano stati molto più discreti. Ai microfoni di un intervistatore un militare sionazista appartenente a quest'ultima categoria si dice 'sorpreso' della quantità di dati pubblicati sul suo conto e 'stupito' di come la Jihad sia  riuscita a tracciarli e metterli in pubblico.
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