Il nuovo Primo Ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi e quasi i due terzi delle sue scelte ministeriali hanno prestato giuramento mercoledì, ma i legislatori non sono riusciti a raggiungere un consenso sul resto del governo, rinviando i voti al 6 novembre.
Tra i 22 membri del gabinetto proposti dal Primo Ministro di 76 anni, 14 prese hanno ottenuto un voto di fiducia, ma il parlamento non ha preso alcuna decisione sul resto, compresi gli importanti Miinisteri dell'Interno e della Difesa.
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giovedì 25 ottobre 2018
AGGIORNAMENTO: Ecco la lista completa dei Ministri che hanno giurato per il nuovo governo irakeno!
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Il nuovo Governo irakeno guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento, ma rimangono otto ministeri vacanti!
Fedeli al nostro intento di fornire ai nostri numerosi ed entusiasti lettori l'informazione più rapida e precisa possibile sulle multiformi evoluzioni della situazione politica mediorientale (grazie anche a fonti che spesso e volentieri anticipano di molto gli stessi comunicati d'agenzia), siamo in grado di comunicarvi che poche ore fa a Bagdad il nuovo esecutivo di coalizione guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento di fronte al Neopresidente Barham Salih.
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mercoledì 24 ottobre 2018
Premier irakeno in pectore determinato a costringere al ritiro gli ultimi militari americani ancora nel paese!
Un membro anziano della coalizione 'Nasr' (guidata da Haider al-Abadi) ha detto che il Primo Ministro irakeno incaricato, Adel Abdul Mahdi, non tollererà la permanenza di forze militari statunitensi in Iraq.
"Adel Abdul Mahdi è determinato a espellere tutti i militari americani dall'Irak", ha detto Ali Al-Sonaid nella giornata di martedì.
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domenica 5 novembre 2017
Il pupazzo saudita Hariri aveva minacciato l'Iran con un 'ultimatum', dopo che é stato respinto i suoi padroni l'hanno fatto dimettere!
Svelato finalmente il vero motivo delle dimissioni di Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) dalla carica di Primo Ministro.
Nei suoi ultimi spostamenti Hariri si era prima recato in Arabia Saudita, dove aveva ricevuto gli ordini, poi era andato a Teheran dove ha osato minacciare il Consigliere per la Politica Estera della Guida Suprema Khamenei (Ali Akbar Velayati) affinché la Repubblica Islamica 'interrompesse immediatamente' ogni sostegno allo Yemen.
Nei suoi ultimi spostamenti Hariri si era prima recato in Arabia Saudita, dove aveva ricevuto gli ordini, poi era andato a Teheran dove ha osato minacciare il Consigliere per la Politica Estera della Guida Suprema Khamenei (Ali Akbar Velayati) affinché la Repubblica Islamica 'interrompesse immediatamente' ogni sostegno allo Yemen.
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Le dimissioni di Hariri? Nient'altro che l'ultima scommessa sbagliata di Riyadh!
L'Arabia Saudita si sta comportando come quei giocatori d'azzardo che entrano nel casinò con valletti al seguito carichi di vassoi di fiche e gettoni e che poi, ridotti ormai ai minimi termini, si riducono a giocate sempre più improbabili e "sballate" nel disperato tentativo di azzeccare una vincita che lenisca un altrimenti ferocissimo passivo.
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sabato 4 novembre 2017
Spassose reazioni dei cittadini libanesi alle dimissioni del fantoccio dei Sauditi Saad Hariri!
"Grazie di niente", "Non si sentirà la tua mancanza", "Resta pure dai tuoi amici wahabiti", "Sei peggio di Pudgemont", sono solamente alcune delle reazioni dei Libanesi su Facebook, Twitter e altri social network che hanno iniziato ad apparire appena Saad Hariri ha annunciato le proprie dimissioni dal premierato...parlando dall'Arabia Saudita.
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Il pupazzo di Riyadh obbedisce ai burattinai: Saad Hariri si dimette da Premier libanese...perché lo ha annunciato dall'Arabia Saudita!
Quando uno é un servo é un servo, non c'é nulla da fare.
Dopo avere trionfato contro lo stupido ostruzionismo della coalizione "14 Marzo" il neo-Presidente libanese, l'Ex-generale Michel Aoun aveva deciso di offrire un gesto di conciliazione ai rivali politici offrendo la poltrona di Premier (che da tradizione spetta a un musulmano sunnita) a Saad Hariri, che noi 'amorevolmente' su Palaestina Felix chiamiamo "Il Renzo Bossi libanese".
Dopo avere trionfato contro lo stupido ostruzionismo della coalizione "14 Marzo" il neo-Presidente libanese, l'Ex-generale Michel Aoun aveva deciso di offrire un gesto di conciliazione ai rivali politici offrendo la poltrona di Premier (che da tradizione spetta a un musulmano sunnita) a Saad Hariri, che noi 'amorevolmente' su Palaestina Felix chiamiamo "Il Renzo Bossi libanese".
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venerdì 6 maggio 2016
Le dimissioni di Davutoglu lasciano Erdogan sempre più libero di perseguire le sue folli politiche!
Ahmet Davutoglu ha accompagnato Erdogan in tutte le fasi della sua scalata al potere; prima come Ministro degli Esteri e in seguito avvicendandosi all'attuale Presidente, sostituendolo sullo scranno di Premier turco nell'agosto 2014.
Tuttavia lo stesso Primo Ministro ha annunciato che la sua esperienza come Capo di Governo si concluderà il prossimo 22 maggio, quando formalizzerà le proprie dimissioni.
Attento a non suscitare risentimento nel suo potentissimo superiore Davutoglu annunciando la propria uscita di scena ha riaffermato la propria lealtà alla figura del Presidente, sottolineando di "non portare malanimo verso nessuno".
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venerdì 2 gennaio 2015
Hezbollah rende omaggio alla vita e al lascito politico di Omar Karami: "Nobile politico di saldi e fermi Principii"!
Il movimento politico e di Resistenza libanese Hezbollah ha commemorato lo scomparso Ex-premier Omar Karami definendolo: "Una grande personalità del mondo arabo, nobile politico che ha rifiutato a più riprese di portare avanti i suoi interessi personali a scapito di quelli nazionali e popolari".
"Vero discendente della distinta famiglia Karami che ha dato al paese grandi leader come il padre e generosi martiri come il fratello Rashid, immolatisi per difendere la patria dalla scissione e dal caos; la sua morte ci priva di una saggia personalità, conscia dei rischi del presente e allertata riguardo quelli futuri".
Hezbollah conclude il messaggio di condoglianze augurandosi che Faisal Omar Karami possa portare avanti l'eredità umana e politica dei suoi predecessori, continuando a fornire un punto di riferimento per quanti si ispirano ai valori di autonomia e di indipendenza per il Paese dei Cedri.
"Vero discendente della distinta famiglia Karami che ha dato al paese grandi leader come il padre e generosi martiri come il fratello Rashid, immolatisi per difendere la patria dalla scissione e dal caos; la sua morte ci priva di una saggia personalità, conscia dei rischi del presente e allertata riguardo quelli futuri".
Hezbollah conclude il messaggio di condoglianze augurandosi che Faisal Omar Karami possa portare avanti l'eredità umana e politica dei suoi predecessori, continuando a fornire un punto di riferimento per quanti si ispirano ai valori di autonomia e di indipendenza per il Paese dei Cedri.
giovedì 1 gennaio 2015
Si é spento l'Ex-premier libanese Omar Karami, era malato da tempo, per questo rifiutò un terzo mandato!!
Veniamo raggiunti dalla notizia della scomparsa, all'età di ottant'anni, dell'Ex-primo ministro libanese Omar Karami, che funse da Capo del Governo nel paese dei cedri dal Dicembre 1990 al Maggio 1992 e dall'Ottobre 2004 all'Aprile 2005.
Politico sunnita di lunga esperienza, di vedute moderate, era figlio dell'Eroe dell'Indipendenza libanese Abdulhamid Karami e fratello dell'otto volte premier Rashid Karami, perito in un attentato architettato dal mafioso Samir Geagea nel 1987.
Odiato come il fratello dai vendipatria filosionisti e filoamericani Karami venne costretto a dimettersi nel 2005 dalle fasulle manifestazioni 'colorate' organizzate dalla CIA dopo che il Mossad eliminò Rafik Hariri (in procinto di allearsi con Drusi e Sciiti).
Nel 2011, riconquistato il Governo del paese, Hezbollah e l'Alleanza 8 Marzo fecero anche il suo nome come possibile Premier, incontrando anche il sostegno del PSP druso, ma egli rifiutò, passando quindi la palla a Najib Mikati.
Adesso con la sua morte, la famiglia ha rivelato che Karami era gravemente ammalato da tempo, quindi i 'motivi di salute' addotti come giustificazione del suo rifiuto non erano una 'scusa diplomatica'; estendiamo le nostre condoglianze ai congiunti e a tutti i Libanesi che hanno potuto apprezzare la vita e l'opera di questo patriota.
Politico sunnita di lunga esperienza, di vedute moderate, era figlio dell'Eroe dell'Indipendenza libanese Abdulhamid Karami e fratello dell'otto volte premier Rashid Karami, perito in un attentato architettato dal mafioso Samir Geagea nel 1987.
Odiato come il fratello dai vendipatria filosionisti e filoamericani Karami venne costretto a dimettersi nel 2005 dalle fasulle manifestazioni 'colorate' organizzate dalla CIA dopo che il Mossad eliminò Rafik Hariri (in procinto di allearsi con Drusi e Sciiti).
Nel 2011, riconquistato il Governo del paese, Hezbollah e l'Alleanza 8 Marzo fecero anche il suo nome come possibile Premier, incontrando anche il sostegno del PSP druso, ma egli rifiutò, passando quindi la palla a Najib Mikati.
Adesso con la sua morte, la famiglia ha rivelato che Karami era gravemente ammalato da tempo, quindi i 'motivi di salute' addotti come giustificazione del suo rifiuto non erano una 'scusa diplomatica'; estendiamo le nostre condoglianze ai congiunti e a tutti i Libanesi che hanno potuto apprezzare la vita e l'opera di questo patriota.
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domenica 9 novembre 2014
Formato il Governo di Khaled Baha a Sanaa! Lo Yemen ha finalmente un esecutivo!!
Mentre nel paese tocca sempre di più alla milizia sciita di Ansarullah prendere l'iniziativa contro i terroristi di Al-Qaeda nella Penisola Araba (fortunatamente con molto successo, come si é visto anche negli ultimi giorni), nella capitale yemenita Sanaa é andata finalmente in porto la delicata operazione di costruzione di un consenso condiviso per il Governo guidato dal nuovo Premier Khaled Baha, che ha prestato giuramento insieme ai suoi ministri.
Baha era stato nominato Premier a metà ottobre scorso ma il 'braccio di ferro' sul numero e l'identità dei suoi ministri aveva rallentato il varo dell'esecutivo; adesso, sperabilmente, quei problemi sono stati superati e la politica interna del paese avrà finalmente riferimenti stabili.
Oltre al Premier vi sono 36 ministri di stato, ventinove 'nuove leve' e sette 'veterani' del Governo precedente; tra i nuovi ministri si annoverano quello della Difesa, Generale Al-Subaihi, il Ministro degli Esteri Abdullah Saaidi, ex-diplomatico come Baha e la il Ministro dell'Informazione Nadia al-Saqqaf.
Baha era stato nominato Premier a metà ottobre scorso ma il 'braccio di ferro' sul numero e l'identità dei suoi ministri aveva rallentato il varo dell'esecutivo; adesso, sperabilmente, quei problemi sono stati superati e la politica interna del paese avrà finalmente riferimenti stabili.
Oltre al Premier vi sono 36 ministri di stato, ventinove 'nuove leve' e sette 'veterani' del Governo precedente; tra i nuovi ministri si annoverano quello della Difesa, Generale Al-Subaihi, il Ministro degli Esteri Abdullah Saaidi, ex-diplomatico come Baha e la il Ministro dell'Informazione Nadia al-Saqqaf.
giovedì 10 ottobre 2013
Già libero il Premier libico Ali Zeidan, giallo sulla matrice del rapimento-lampo mentre si prepara una reazione anti-milizie!
Sarebbe già stato liberato il Primo Ministro libico Ali Zeidan, del quale avevamo segnalato stamane il sequestro dall'hotel tripolino eletto a suo domicilo nel corso della notte per mano di dozzine di miliziani armati; nelle ore successive al ratto si era diffusa la voce, in competizione con i primi "rumor" che volevano i membri della Camera d'Operazioni Rivoluzionarie come autori dello stesso, che fossero stati i militanti della "Brigata di Lotta contro il Crimine", milizia invece fedele al Ministero dell'Interno.
Comunque sembra che ora il Governo stia considerando le opzioni e soppesando le forze necessarie a un eventuale 'giro di vite' anti-milizie come ventilato dal Vicepremier Siddiq Abdel Karim. Non é escluso che "molla" del gesto clamoroso sia stato il contegno 'morbido' tenuto dall'Esecutovo di Zeidan nei confronti dell'operazione illegale di sequestro di un presunto 'leader di Al-Qaeda' da parte di un commando americano, avvenuta la scorsa settimana.
Secondo i primi rapporti Zeidan, al momento del rilascio, era pefettamente in salute e non avrebbe subito alcun genere di maltrattamenti nelle ore spese coi suoi catturatori.
Comunque sembra che ora il Governo stia considerando le opzioni e soppesando le forze necessarie a un eventuale 'giro di vite' anti-milizie come ventilato dal Vicepremier Siddiq Abdel Karim. Non é escluso che "molla" del gesto clamoroso sia stato il contegno 'morbido' tenuto dall'Esecutovo di Zeidan nei confronti dell'operazione illegale di sequestro di un presunto 'leader di Al-Qaeda' da parte di un commando americano, avvenuta la scorsa settimana.
Secondo i primi rapporti Zeidan, al momento del rilascio, era pefettamente in salute e non avrebbe subito alcun genere di maltrattamenti nelle ore spese coi suoi catturatori.
Commando armato rapisce il Primo Ministro libico Ali Zeidan! Caos incontrollabile a Tripoli!
Un gruppo di uomini armati poche ore fa sarebbe penetrato nell'hotel tripolino ove risiedeva il Primo Ministro ad Interim della Libia post-gheddafi, Ali Zeidan, rapendolo e trasportandolo verso una località ignota. Questo evento, inaudito nella sua gravità arriva poco dopo una serie di incidenti che hanno dimostrato come il paese nordafricano sia ancora ben lungi dalla normalizzazione.
A prestare fede alle affermazioni del network qatariota Al-Jazeera a compiere il rapimento sarebbero stati militanti della Camera d'Operazioni Rivoluzionarie, una milizia apparentemente al servizio del Ministero della Difesa; per assurdo Zeidan sarebbe quindi vittima di una faida interna alla galassia di gruppi armati che sono sorti durante l'insurrezione che ha rovesciato la Jamarihiya gheddafiana.
Se questo fosse verificato, tuttavia, forse le sue possibilità di emergere vivo dall'ordalia sarebbero leggermente più alte anche se i suoi rapitori finora non hanno spiegato le motiviazioni del loro gesto e le condizioni per il rilascio dell'ostaggio.
A prestare fede alle affermazioni del network qatariota Al-Jazeera a compiere il rapimento sarebbero stati militanti della Camera d'Operazioni Rivoluzionarie, una milizia apparentemente al servizio del Ministero della Difesa; per assurdo Zeidan sarebbe quindi vittima di una faida interna alla galassia di gruppi armati che sono sorti durante l'insurrezione che ha rovesciato la Jamarihiya gheddafiana.
Se questo fosse verificato, tuttavia, forse le sue possibilità di emergere vivo dall'ordalia sarebbero leggermente più alte anche se i suoi rapitori finora non hanno spiegato le motiviazioni del loro gesto e le condizioni per il rilascio dell'ostaggio.
sabato 2 febbraio 2013
Fitta sassaiola al cairo contro il convoglio automobilistico del Premier Hisham Qandil!
Chissà se l'autista della limousine di rappresentanza che trasportava Hisham Qandil abbia almeno tentato di dissuadere il suo passeggero dal tentativo di attraversare Piazza Tahrir, nella quale stazionavano ancora folle di manifestanti anti-governativi e anti-presidenziali; fatto sta, che, quando il convoglio motorizzato del Primo Ministro nominato da Mohamed Mursi ha fatto il suo ingresso nella ormai storica piazza cairota il risultato é stata una fitta sassaiola diretta contro tutti i veicoli della carovana.
La situazione é ancora tesissima nella capitale egiziana dopo oltre dieci giorni di manifestazioni e scontri che in tutto il paese sono costati circa una cinquantina di morti (nonostante l'intesa di pochi giorni fa siglata tra isitituzioni e la coalizione delle forze d'opposizione per l'evitare nuovi scontri di piazza e violenze).
In seguito all'incidente di stamane l'ufficio stampa del Primo Ministro ha riassunto l'episodio della sassaiola come opera di "agitatori di professione" a cui il Primo Ministro Qandil ha pensato di non offrire il fianco abbandonando quanto prima il luogo dell'aggressione insieme ai suoi collaboratori e al personale di scorta.
La situazione é ancora tesissima nella capitale egiziana dopo oltre dieci giorni di manifestazioni e scontri che in tutto il paese sono costati circa una cinquantina di morti (nonostante l'intesa di pochi giorni fa siglata tra isitituzioni e la coalizione delle forze d'opposizione per l'evitare nuovi scontri di piazza e violenze).
In seguito all'incidente di stamane l'ufficio stampa del Primo Ministro ha riassunto l'episodio della sassaiola come opera di "agitatori di professione" a cui il Primo Ministro Qandil ha pensato di non offrire il fianco abbandonando quanto prima il luogo dell'aggressione insieme ai suoi collaboratori e al personale di scorta.
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mercoledì 23 maggio 2012
"Tra poche settimane" l'estradizione verso la Libia dell'ex Premier di Gheddafi, Al Mahmoudi al Bagdadi!
Il portavoce del ministero della Giustizia tunisino Mondher ben Dhiyaf ha annunciato martedì che le decisione di estradare l'ex Premier libico Al Mahmoudi al Bagdadi, arrestato a settembre 2011 per ingresso illegale nel paese he stata presa dopo che il Primo Ministro libico ha assicurato al suo collega tunisino Hamadi Jebali che all'ex capo del Governo di Tripoli verrà riservato un equo e giusto processo.
Mondher Ben Dhiyaf ha dichiarato che il Premier libico attuale ha fornito "ampie rassicurazioni" in merito nel corso della sua recente visita a Tunisi, avvenuta la scorsa settimana. Al Mahmoudi al Bagdadi é stato Capo del Governo libico dal 2006 al 2011, ultimo in ordine di tempo a ricoprire tale carica prima dell'insurrezione che, attraverso alterne vicende e con il contributo ipocrita della NATO, é riuscita in autunno ad avere la meglio sul dominio del mercuriale e ridicolo 'generalissimo' di Tripolitania.
Alcuni gruppi per il rispetto dei Diritti Umani si sono espressi contro la decisione di Tunisi manifestando il timore che l'ex Primo Ministro possa venire torturato o giustiziato dal nuovo regime libico. Il Governo di Tripoli ha replicato di voler solamente fare chiarezza sul possibile ruolo del Premier in alcuni episodi della Guerra Civile.
Mondher Ben Dhiyaf ha dichiarato che il Premier libico attuale ha fornito "ampie rassicurazioni" in merito nel corso della sua recente visita a Tunisi, avvenuta la scorsa settimana. Al Mahmoudi al Bagdadi é stato Capo del Governo libico dal 2006 al 2011, ultimo in ordine di tempo a ricoprire tale carica prima dell'insurrezione che, attraverso alterne vicende e con il contributo ipocrita della NATO, é riuscita in autunno ad avere la meglio sul dominio del mercuriale e ridicolo 'generalissimo' di Tripolitania.
Alcuni gruppi per il rispetto dei Diritti Umani si sono espressi contro la decisione di Tunisi manifestando il timore che l'ex Primo Ministro possa venire torturato o giustiziato dal nuovo regime libico. Il Governo di Tripoli ha replicato di voler solamente fare chiarezza sul possibile ruolo del Premier in alcuni episodi della Guerra Civile.
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giovedì 1 dicembre 2011
Nuovo Primo Ministro nominato in Kuwait, ma più che un tentativo di riforma sembra l'ennesimo "giro di giostra"!
L'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah ha nominato nuovo Premier l'ex-Ministro della Difesa Sceicco Jaber al-Ahmad al-Sabah (nella foto), secondo quanto riportato dall'Agenzia stampa ufficiale kuwaitiana. La nomina era stata resa necessaria dalle dimissioni dell'ex Primo Ministro Sceicco Nasser Mohammed, nipote dell'Emiro, che ha dovuto lasciare il potere per la settima volta in appena cinque anni.
Le massicce proteste popolari, qualcosa di veramente inaudito e inaspettato nel piccolo emirato petrolifero che fino a vent'anni fa non aveva nemmeno un Parlamento, sono state fondamentali per convincere il regnante a un gesto chiaro di rottura col passato (dal 2006 a oggi aveva sempre riaffidato l'incarico governativo al nipote, dopo ogni crisi), ma, il fatto di aver scelto un altro membro della Casa Reale come nuovo Primo Ministro in pectore ha deluso molti che si aspettavano qualcosa di più.
Il Neopremier infatti era anche vice dell'ex-Capo del Governo (oltre che Ministro della Difesa), ben da dieci anni, chiara dunque la volontà di continuità che ha animato la scelta del quasi settuagenario Emiro Sabah. Le proteste che sono costate a Nasser Mohammed la poltrona di Premier sono state originate da uno scandalo di corruzione che ha coinvolto oltre a lui stesso diversi Ministri del suo gabinetto e almeno sedici parlamentari.
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giovedì 17 novembre 2011
Migliaia di Kuwaitiani assaltano il Parlamento chiedendo le dimissioni del Premier settuagenario!
Uno sviluppo tanto improvviso quanto sorprendente negli eventi della "Primavera Araba" arriva ieri da una zona che finora sembrava relativamente tranquilla, quella del Kuwaiti, piccolo e ricchissimo emirato che poco più di venti anni fa venne occupato militarmente per alcuni mesi dall'Irak di Saddam Hussein; migliaia di cittadini inferociti si sono aperti con la forza la via fino al Parlamento nazionale, dove hanno chiesto a gran voce le dimissioni dello Sceicco Nasser Mohammed al-Ahmed al-Sabah, settantunenne capo del Governo accusato di gravi episodi di malversazione.
La folla ha anche chiesto lo scioglimento del Parlamento (che venne concesso dall'Emiro del Kuwait poco dopo il ritiro delle forze irakene di occupazione) cantando slogan come "Licenziamo il Capo del Parlamento" e "Il Parlamento appartiene al popolo". La polizia, dopo un primo tentativo di fermare la folla all'esterno dell'edificio, conclusosi con un insuccesso, ha ripetuto i suoi attacchi quando la folla, lasciato il Parlamento, ha cercato di dirigersi verso la residenza del Premier.
Cinque persone sono rimaste ferite e i dimostranti sono tornati sui loro passi promettendo che non lasceranno i dintorni della Camera, ove si accamperanno, fino a che i le loro richieste non verranno accolte. L'opposizione (che conta 20 deputati su una assise di 50 seggi), guidata da Mussallam al-Barrak, Faisal al-Muslim e Abdulrahman al-Anjari accusa il Primo Ministro di aver usato 350 milioni di dollari di fondi pubblici per corrompere deputati in maniera che votassero col Governo su certi provvedimenti.
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mercoledì 1 giugno 2011
Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!
Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.
La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.
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