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giovedì 9 agosto 2018

Mohammed bin Salman: l’uomo che ha fatto dello ‘spararsi in un piede’ un’arte!!

Mohammed bin Salman é il vero regnante saudita, considerando che suo padre, senile, non é lucido più a lungo di poche ore al giorno. Probabilmente é il Capo di Stato effettivo più giovane del pianeta ed essendo un monarca assoluto ha un potere senza pari, anche considerando le ricchezze di cui dispone.

Tuttavia, finora, nessuna sua iniziativa politica si é risolta in un successo, anzi, quasi tutte hanno fallito spettacolarmente.

giovedì 28 dicembre 2017

lunedì 2 gennaio 2017

I coraggiosi sciiti sauditi sfidano la violenza wahabita con un raduno commemorativo per lo Sceicco Martire Al-Nimr!

Chi legge da molto tempo il nostro blog ben conosce la parabola religiosa, politica e umana del grande Sceicco Nimr al-Nimr, paladino della grossa minoranza di Sciiti che le macchinazioni inglesi, sioniste e americane hanno messo alla mercé della più crudele e corrotta dinastia della Storia, quella degli Al-Saoud.

Stanziati sulla costa orientale della Penisola Araba gli Sciiti sauditi vivono nelle regioni più ricche di petrolio che viene loro depredato e saccheggiato per mantenere i vizi di Riyadh: dalle inutili armi occidentali, al whisky e alla cocaina che 'rallegrano' le serate dei principi, spesso a base di orge 'omo' con prostituti maschi o travestiti.

venerdì 12 febbraio 2016

Il lutto pubblico per il martirio dello Sceicco Al-Nimr si trasforma in protesta politica contro la tirannia wahabita di Riyadh!

Secondo il costume sciita, a quaranta giorni dal martirio dello Sceicco Nimr al-Nimr, enormi manifestazioni di massa sono iniziate spontaneamente in tutto l'Est dell'Arabia Saudita (ma anche in altri paesi), nonostante divieti e minacce degli apparati repressivi delle corrotte dinastie al potere nelle cleptocrazie petrolifere del Golfo Persico.

A Qatif, città capoluogo dell'omonima provincia, la folla ha scandito a lungo slogan come "Morte ai Saoud", "Morte ai tiranni"; é importante ricordare che la discriminazione etnica e religiosa si estende a tutti gli aspetti della vita degli Sciiti sauditi: essi non raccolgono se non le briciole dei ricavi petroliferi che derivano dallo sfruttamento dei giacimenti proprio delle loro province (i più ricchi del paese) e non possono far carriera in nessun settore pubblico.

sabato 2 gennaio 2016

Commovente messaggio del fratello dello Sceicco Martire Nimr al-Nimr: "Il suo assassinio é una dichiarazione di debolezza!"

Mohammed al-Nimr, fratello del Martire Sceicco Nimr al-Nimr, recentemente assassinato dal regime wahabita di Riyadh ha rilasciato una concisa, tersa, bellissima analisi della situazione che ne dimostra al contempo l'alta virtù morale e il coraggio, visto che dopo la morte del fratello certamente é lui stesso entrato nel mirino dei corrotti sciacalli di Casa Saoud.

I cani di Riyadh hanno martirizzato lo Sceicco Nimr al-Nimr!!!

Siamo addolorati dal dovere iniziare questo 2016 di blogging con la notizia del martirio dello Sceicco Nimr al-Nimr, faro dell'oppressa comunità sciita dell'Arabia Saudita, rapito dagli sgherri del regime wahabita di Riyadh nel 2012, imprigionato, torturato, sottoposto a una parodia grottesca di processo penale e infine assassinato, apparentemente nella giornata di ieri secondo quanto riportato dall'agenzia SPA.

giovedì 2 aprile 2015

La Jihad Islamica chiede di sensibilizzare la Corte Criminale Internazionale sulle condizioni dei prigionieri politici palestinesi!!

Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha chiesto di portare la questione dei prigionieri politici palestinesi all'attenzione della Corte Criminale Internazionale, ora che il Governo di Ramallah ha aderito all'organizzazione. Khader Habib (foto sopra) durante una conferenza stampa tenutasi ieri ha sottolineato il bisogno di difendere i detenuti politici in ogni maniera, anche portando i loro casi alle istituzioni internazionali.

venerdì 20 febbraio 2015

Il regime saudita assassina coi suoi boia due Sciiti: dove sono i cialtroni 'dirittoumanisti' dell'Occidente??

Nella foto qui sopra potete vedere i volti delle ultime due vittime sciite della repressione del regime wahabita di Riyadh; Mohammad Feisal al-Shuyoukh e Ali Saeed Al Rebh (a sinistra e a destra nella foto) sono caduti sotto la mannaia dei boia di Casa Saoud per aver preso parte alle manifestazioni di protesta che dal 2011 scuotono l'Est dell'ultima monarchia assoluta del pianeta, là dove si estrae tutto il greggio che paga la droga, l'alcool, le limousine e le fuoriserie di Principi, dignitari e ministri sauditi e di cui nemmeno un centesimo dei larghissimi ricavi viene reinvestito in infrastrutture, in sviluppo umano e sociale, o nella creazione di un'economia indipendente dai ricavi petroliferi.

giovedì 25 settembre 2014

Sua Eminenza l'Ayatollah Shirzai lancia un appello a favore dei Palestinesi di Gaza!!

L'intera comunità musulmana é OBBLIGATA ad aiutare la gente oppressa di Gaza; il che vuol dire aiutarla a guarire le ferite fisiche e psicologiche dell'ultima guerra contro i suoi persecutori, aiutarla a ricostruire le proprie case e le proprie vite, ma anche aiutarla a fare in modo che in futuro simili attacchi e simili persecuzioni non abbiano a ripetersi, aiutarla, cioé a dotarsi di strumenti e conoscenze sufficienti a garantire la difesa propria e delle proprie famiglie e comunità.

Questo, in nuce, il messaggio lanciato dall'Ayatollah Makarem Shirzai, saggio docente della Hawza (Accademia giurisprudenziale e religiosa sciita) della Città Sacra di Qom, in Iran, dove egli presiede ai corsi più avanzati di ricerca (Kharij Fiqh), che ai più dotati e pronti tra i loro frequentatori aprono la porta per diventare 'mujtahid'.

"La memoria di quanto é avvenuto a Gaza deve essere tenuta viva così che il volto mostruoso dell'imperialismo sionista non possa nascondersi o mascherarsi agli occhi del mondo e venire dimenticato; il cosiddetto 'sostegno internazionale' é vano e ridicolo perché non si basa su concetti solidi di Giustizia ma sull'illusione dei 'diritti umani' che sono uno zimbello tirato in ballo solo quando comodo ai paesi imperialisti: forse che l'Occidente in Afghanistan, in Irak, nella Palestina Occupata si comporta mai rispettando i 'diritti umani'?".

martedì 11 febbraio 2014

Entusiasmanti risoluzioni pro-Palestina da parte del Sudafrica! Piena adesione alla campagna di dinsinvestimento e sanzioni!!

Il Comitato Parlamentare sudafricano ha tenuto cinque giorni fa una conferenza di solidarietà a sostegno dei Popoli di Palestina e Cuba, che, dopo la sua apertura da parte di Ahmed Kathrada, icona della lotta anti-Apartheid si é conclusa con risoluzioni "entusiasmanti" che hanno incontrato la massima soddisfazione da parte delle associazioni per i Diritti Umani e del capitolo sudafricano del movimento BDS  che ha apprezzato moltissimo la decisione sudafricana di inviare il rapporto HSRC del 2009, che esplicitamente accusa Tel Aviv di Apartheid a vari attori internazionali tra cui l'Unione Parlamentare Internazionale e la Corte Criminale Internazionale, oltre che all'ONU e all'Unione Africana.

Tra le risoluzioni adottate a favore della Palestina indichiamo come particolarmente interessanti e rappresentative:

(...)Il Sudafrica, ai sensi dello Statuto di Roma, ha il dovere di istituire una Corte Speciale contro i Crimini di Guerra, e di investigare le attività di cittadini sudafricani che si siano arruolati nell'esercito sionista(...)

(...)Il Sudafrica ha l'imperativo morale di cessare ogni tipo di relazione finanziaria con compagnie coinvolte nel processo di insediamento e colonizzazione illegale della Palestina occupata e anche con istituti che prestino denaro e investano risorse in questi processi(...)

(...)bisogna facilitare l'accesso in Sudafrica a quei Palestinesi che ne faranno richiesta(...)

(...)il sistema medico-sanitario palestinese deve essere sostenuto e finanziato, tanto nella Striscia di Gaza quanto nella West Bank(...)

(...)le visite di testimonianza e solidarietà ai territori palestinesi devono essere aumentate e facilitate in ogni modo possibile(...)

(...)sanzioni militari, finanziarie, accademiche e politiche debbono essere applicate al regime sionista fino a quando esso non rinuncerà completamente e senza alcuna condizione ai suoi progetti di insediamento e colonizzazione.

Ancora una volta il Sudafrica si conferma come uno dei più sinceri e disinteressati sostenitori della Causa Palestinese.

sabato 9 novembre 2013

Visita di delegati europei al ghetto assediato di Gaza, i soloni dei 'Diritti Umani' faranno niente per la Striscia?

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha ricevuto una delegazione europea nella Striscia di Gaza affinché i suoi membri potessero apprezzare direttamente la gravità dell'emergenza umanitaria nel territorio assediato, specialmente dopo la quasi totale cessazione dell'attività nella centrale elettrica che costringe gli abitanti ad affidarsi a candele, lanterne o pericolosi generatori a carburante.

La delegazione comprendeva il Console Generale italiano presso l'Anp, Davide La Cecilia e il suo vice, il Capo dell'Ufficio Rappresentativo della Repubblica Federale Tedesca Barbara Wolf e l'attaché culturale Caludia Bosch e il Console di Francia Hervé Magro.

Raji Sourani, avvocato e fondatore del PCHR, ha accolto i visitatori e li ha edotti sull'attuale situazione di Gaza, le costanti aggressioni e violazioni sioniste, i pericoli sanitari, profilattici, alimentari, igienici derivanti dall'assedio sionista e dalle restrizioni al transito tramite Rafah.

Sperando che gli esponenti europei, una volta tanto, agiscano in maniera coerente col 'dirittoumanesimo' tante volte sbandierato comodamente da Bruxelles, attivandosi per i Diritti umani dei Palestinesi del ghetto di Gaza...

martedì 1 ottobre 2013

A Beit Hanoun un Palestinese ferito e uno ucciso dai tank sionazisti: ridicole giustificazioni da Tel Aviv!

Carri armati dell'esercito del regime ebraico dell'Apartheid hanno aperto il fuoco vicino a Beit Hanoun nella parte settentrionale del ghetto palestinese di Gaza contro due civili uccidendone uno e ferendo gravemente il secondo.

Inizialmente l'esercito sionazista ha affermato che i due sarebbero stati armati e stavano cercando di attraversare il confine della Striscia, poi la versione sionista é cambiata e ha preteso che i due stessero collocando una bomba sul confine; infine, a smentire le menzogne di Tel Aviv, é emerso che i due erano civili completamente disarmati e che stavano cercando di uscire dalla Striscia di Gaza per procurarsi generi di prima necessità bloccati dallo shylockiano strangolamento sionista.

Lo stillicidio di vittime palestinesi va avanti indisturbato nel placido sonno dell'Occidente e degli 'specialisti' dei cosiddetti Diritti Umani, pronti a inalberarsi per un gay pride ma assopiti e  ignari di fronte all'Olocausto quotidiano del popolo palestinese.


mercoledì 6 marzo 2013

Ancora proteste nell'Ovest saudita: il popolo chiede il rilascio dei 300 rapiti di Buraidah!

Non si arresta la mobilitazione popolare anche nell'Occidente saudita, iniziata come da noi riportato la settimana scorsa con manifestazioni a Hejaz e Buraidah. In particolare un imponente corteo di cittadini ha richiesto la pronta liberazione delle donne e dei ragazzi sequestrati di fronte al centro di investigazioni (in realtà galera reale luogo di torture) di Al-Safrah, che da allora non sono più stati visti, aggiuntisi alle migliaia di 'desaparecidos' che affollano il sistema repressivo saudita.

Sembra che nell'assolutista regime saudita i detenuti politici siano oltre trentamila, una cifra assurda, che fa sfigurare quelle della Cina di Mao o dell'URSS di Breznev, ma l'ipocrisia "democratica" angloamericana non ha niente da rimproverare a Riyadh, siccome é fedelmente sottomessa ai diktat di Washington e foraggia e finanzia i terroristi wahabiti in Siria, Irak e altri paesi dell'Asse della Resistenza.

venerdì 1 marzo 2013

Dimostranti di nuovo in piazza nell'Hiyaz, nell'Arabia occidentale, ormai tutto il popolo saudita si ribella contro Riyadh!

Più volte nel recente passato abbiamo segnalato, accanto alle sempre presenti cronache del malcontento e delal protesta nell'Est sciita del Regno dei Saoud, anche le più sporadiche ma altamente significative avvisaglie di movimenti di protesta anche in altre zone, decisamente meno etnicamente e settariamente distanti dalla dinastia al potere. Ancora una volta veniamo a comunicare alla nostra readership che le strade di Hejaz, nella quasi omonima provincia occidentale dell'Arabia Saudita (dove, incidentalmente, si trovano i massimi luoghi sacri dell'Islam, Makkah e Medina), si sono riempite di cittadini in marcia per ottenere la liberazione di un gruppo di donne e ragazzi (anche molto giovani) arbitrariamente arrestati (sarebbe da dire quasi "rapiti") dalle forze di sicurezza del regime mentre dimostravano davanti alla prigione di Al-Safrah, a Buraidah, quest'ultimo lunedì.

Secondo i calcoli delle opposizioni attualmente in Arabia Saudita ci sarebbero qualcosa come quarantamila detenuti per motivi politici, molti dei quali vengono torturati, soggetti a criminale negligenza medica, tenuti in isolamento per periodi di mesi o addirittura anni. Ovviamente l'Occidente ipocrita che vende ai peggiori reami tirannici arabi armi per miliardi di dollari ed euro non chiede nessun 'intervento umanitario' contro i satrapi di Riyad e degli altri emirati del petrolio.

sabato 19 gennaio 2013

Il Segretario Generale di Al-Wefaq dichiara: "La tirannia di Re Al-Khalifa può colpire i rivoluzionari ma non fermare la Rivoluzione!"

Lo Sceicco Ali Salman, Segretario del Partito Al-Wefaq, forza principale dell'opposizione del popolo barheini alla tirannia minoritaria sunnita sostenuta da Usa e Occidente contro la volontà dei cittadini che premono per l'abdicazione del sovrano e l'instaurazione di una Repubblica, ha dichiarato che, nonostante tutti gli sforzi profusi dal Sovrano, dai suoi sicofanti e dai suoi sostenitori stranieri, la campagna di repressione potrà colpire gli individui che compongono l'opposizione ma non il movimento, che andrà avanti perseguendo i suoi fini e otterrà eventualmente la vittoria.

Tuttavia, a fronte della determinazione degli oppositori, il regime tirannico di Manama continua a utilizzare le più brutali tattiche di terrore, ben sapendo che una volta che la protesta avrà raggiunto il suo culmine non vi sarà scampo o pietà per quanti si sono compromessi con il Palazzo. Ancora oggi si sono avute notizie di scontri e violenze con uso di gas urticanti, vere e proprie 'armi chimiche' vendute al Re del Barhein dal 'democratico' Occidente.
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mercoledì 29 agosto 2012

I Paesi Non-allineati a Teheran prendono posizione contro sanzioni unilaterali e minaccia atomica israeliana!

"Pace duratura attraverso una Governance globale e condivisa", questo lo slogan del Sedicesimo vertice dei Paesi non-allineati che entrerà oggi nel vivo nella capitale iraniana Teheran: inaugurato ufficialmente a inizio settimana esso ha già registrato l'assenso di tutti i delegati partecipanti sul tono e i contenuti della dichiarazione d'apertura che ha sottolineato l'illiceità di sanzioni unilateralmente proclamante al di fuori dell'ambito dell'ONU, la necessità di una profonda riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la gravità della situazione nella Palestina occupata.
Un altro punto evidenziato dalla dichiarazione d'apertura approvata a Teheran riguarda la necessità di un completo disarmo nucleare in Medio Oriente (il che richiederebbe ispezioni ONU a Dimona e la distruzione della riserva di ordigni atomici del regime sionista). Il dibattito che ha visto la stesura e l'approvazione del documento ha coinvolto oltre 50 Ministri degli Esteri convenuti a Teheran ed é stato ritenuto un grande successo diplomatico dell'Iran contro i tentativi Usa e sionisti di isolarlo internazionalmente.

La Repubblica Islamica, inoltre, si prepara ad assumere la presidenza del Movimento dei Non-Allineati, che manterrà per i prossimi 3 anni: i paesi Non-allineati sono il più forte blocco di votanti all'ONU e ne sarebbero certo la forza predominante se le Nazioni Unite fossero organizzate secondo criteri di effettiva democrazia.
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lunedì 27 agosto 2012

Si é aperto a Teheran il sedicesimo vertice dei Paesi Non-Allineati, apprezzamento dei Palestinesi per l'attenzione e il sostegno iraniano alla loro Causa!

Si é ufficialmente aperto nella capitale della Repubblica Islamica il sedicesimo vertice dei Paesi Non-Allineati, che durerà fino a venerdì 31 agosto. Nel suo discorso inaugurale il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi ha messo in guardia i paesi occidentali e imperialisti dal prendere a pretesto 'Diritti Umani' e altre giustificazioni per intervenire proditoriamente (spesso con la forza militare, diretta o indiretta) nelle arene geopolitiche che stanno cercando nuove sistemazioni maggiormente rispondenti alle aspirazioni e alle aspettative dei loro abitanti, il riferimento alle ingerenze europee e americane in Nordafrica e Medio Oriente é chiaro e lampante.

Il meeting comprenderà riunioni e tavole rotonde su argomenti specifici e tecnici come Economia, Cultura, Società e Ambiente e produrrà un documento finale in tre parti e 688 punti che sarà un'importante testimonianza della transizione del pianeta dall'era della prepotenza globale dell'unica 'superpotenza' (durata circa una ventina d'anni, dal crollo dell'URSS nel 1991 al primo decennio del Duemila) verso una nuova struttura 'multipolare' dove il ruolo di potenze regionali e di continenti una volta schiacciati sotto dittature e regimi compiacenti a interessi stranieri sarà esaltato e magnificato.
A margine della giornata di apertura é bello verificare l'apprezzamento e la gratitudine registrata per le strade di Gaza assediata da una troupe dell'iraniana PRESSTV che ha raccolto le testimonianze di semplici cittadini come quelle di autorevoli commentatori politici che hanno riconosciuto l'importanza del costante, generoso e assolutamente disinteressato sostegno iraniano alla lotta e alle rivendicazioni dei Palestinesi perseguitati e oppressi dal regime di occupazione ebraica.
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martedì 14 agosto 2012

Mentre Frau Merkel fa affari col corrotto Re Saoud la Svezia prende le distanze da Riyadh definendola: "Una dittatura!"

Delle tresche e delle vendite di armi tra la grassa salsicciaia Frau Merkel e i più brutali e impresentabili regimi sunniti del Golfo Persico abbiamo già parlato in passato, peccato che nella 'democratica' Europa lo sdegno delle popolazioni e la tormentosa memoria delle guerre e delle persecuzioni del passato non siano sufficienti a impedire questo genere di turpi commerci, che la volontà delle genti non sia in grado di prevalere sui desideri cupidi e immorali di poche dozzine di politicanti e affaristi corrotti.
Un esempio incoraggiante di rettitudine e civiltà viene però dalla Svezia, oltre il braccio di mare dell' Ostsee (come lo chiamano i Tedeschi) dalle labbra di Karin Enstrom, locale responsabile del Dicastero della Difesa. In una intervista all'agenzia stampa ufficiale di Stoccolma, la TT, la Enstrom ha dichiarato che: "Sebbene il Governo svedese non sia solito distribuire patenti di 'accettabilità politica' agli Stati esteri, nel caso dell'Arabia Saudita, di fronte all'alternativa di considerarla una Democrazia o una Dittatura, non ci é possibile ritenerla altro che appartenente alla seconda categoria".

Il giudizio della Enstrom, che ha definito il Regno dei Saoud come: "Una monarchia assoluta dove quotidianamente si commettono serie e offensive violazioni dei Diritti Umani" é ancor più significativo quando si consideri che ella milita nel Partito Moderato, formazione conservatrice che 'a intuito' si riterrebbe terreno meno fertile per tali obiezioni di carattere umanitario normalmente considerate patrimonio ideale di esponenti progressisti.
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venerdì 6 luglio 2012

Tadamoun rilascia il bilancio semestrale degli omicidi sionisti contro il popolo palestinese: 67 persone assassinate!

Cinque uccisioni a gennaio, due uccisioni a febbraio, ben 30 uccisioni a marzo, cinque in aprile e di nuovo 25 in giugno: si arriva così al totale di sessantasette civili massacrati dalle bombe, dai missili, dai cecchini e dalle mitragliatrici sionaziste, un ragguardevole 'bottino' per le SS con la stella di Davide, specialmente laddove si consideri che per metterlo insieme ci sono voluti soltanto sei mesi: continuando con un simile ritmo prima della fine dell'anno gli scherani di Netanyahu e Lieberman arriveranno molto oltre quota cento vittime indifese.
Tra gli assassinati, come d'uso per i criminali sionazisti, figura un alto numero di bambini tra i quattro e i sedici anni, nonché di donne, anche se le prefiche e i corifei dell'Hasbara, che insozzano e infettano i maggiori mezzi di comunicazione occidentali, dichiareranno a voce alta e stridula che si trattava di pericolosi "terroristi" intenti a tramare chi sa quali terribili piani contro i "poveri israeliani" che, si sa, "hanno sofferto tanto".
La maggiore messe di vittime, naturalmente, ha trovato la morte nel territorio del ghetto assediato di Gaza, che israhell continua a colpire con sadico accanimento, visto che non riesce a sopportare l'idea che, attraverso la costante e cosciente pratica della Resistenza e del rifiuto dell'Occupazione il popolo di Gaza sia riuscito ad affrancarsi dalla presenza sionista, almeno su quel fazzoletto di terra, la cui costante e pertinace indipendenza fa da araldo alla futura liberazione di tutta la Palestina, "Dal Giordano al Mediterraneo".
Le cifre in questione sono state rilasciate dalla Fondazione Tadamoun per i Diritti Umani, per tramite del suo ricercatore Ahmed Tubassi che ha evidenziato come gli omicidi di cui sopra siano avvenuti in totale disprezzo e violazione delle norme della Quarta Convenzione di Ginevra riguardo la protezione dei civili in tempo di guerra e/o durante operazioni militari e quindi, a rigore delle norme del Diritto Internazionale, costituirebbero dei veri e propri Crimini di Guerra.
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giovedì 5 luglio 2012

Madre di prigioniero politico palestinese muore di caldo e sfinimento a un posto di blocco sionazista!

Aziza Mahmoud, madre del prigioniero politico Mohammed Abdo, é morta ieri presso il posto di blocco di Qalandia, durante le estenuanti e lunghissime procedure di checkout al ritorno da una visita in carcere a suo figlio; la notizia, diffusa dal Centro Palestinese per la Difesa dei Diritti dei Prigionieri, é stata ripresa e confermata dalle agenzie stampa locali e internazionali.

Esausta e disidratata dalla lunghissima attesa nell'afa apprimente di inizio luglio, la signora Mahmoud ha subito un collasso cardiocircolatorio che non le ha lasciato scampo, ed ai soccorsi mobilitati non é rimasto che constatarne il decesso. Thamer Sabaana, ricercatore ed esperto di questioni legate ai prigionieri politici, ha confermato che Mohammed Abdo, nativo di Kufr Nima, é rinchiuso dal 2001 in una galera sionista per scontare una pena ventennale e che per ben tre anni di seguito é stato tenuto in isolamento nonostante soffra di gravi problemi di salute.

Sabaana ha esteso un appello alle ONG internazionali e ai gruppi per la difesa dei Diritti umani affinché si richieda l'alleviamento delle sofferenze di parenti e familiari nel corso delle visite in carcere ai loro cari. Ha anche chiesto che si lanci una investigazione internazionale al fine di appurare eventuali responsabilità (sotto forma di negligenze oppure di deliberate angherie) degli ufficiali sionisti del posto di blocco nella morte della Signora Mahmoud.
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