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venerdì 31 marzo 2017

Credete in Aleppo, Aleppo vuole vivere, ha bisogno di aiuto, ma soprattutto di solidarietà e speranza!

Aleppo, finalmente, é da alcuni mesi libera da invasori takfiri.

I tagliagole di Al-Qaeda se ne sono andati portandosi dietro i loro ipocriti "elmetti bianchi", i loro fittizi "ospedali pediatrici", i loro "clown" immaginari e anche le loro vere esecuzioni di bambini, i loro veri sgozzamenti, i loro veri saccheggi, le loro vere torture.

domenica 4 agosto 2013

Nasrallah parla in pubblico e scatena il delirio, Hariri parla al pubblico e scatena sbadigli e sonnellini!

Il leader supremo di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha fatto un'apparizione pubblica a Beirut lo scorso venerdì per la Giornata Internazionale di Al-Quds; il suo arrivo nel compound di Hezbollah a Dahiyeh ha scatenato l'entusiasmo frenetico degli astanti che ben vedete rappresentato nella testimonianza video qui sotto. Nasrallah, oratore facondo e talentuoso quanto pochi altri, si é quindi trattenuto a parlare a lungo, sulla situazione odierna di Gerusalemme, della Palestina Occupata, sulle fasulle trattative volute da Kerry e sullo stato dell'Asse della Resistenza e sulle sfide che lo attendono nel futuro. Tanto é durato il suo discorso, punteggiato dai boati di applausi, di incitazione, persino di risa quando sua Eccellenza il Segretario si concedeva una delle sue perle di umorismo sagace, che il dettaglio di guardie del corpo che lo circondavano cominciava quasi quasi a farsi impaziente, ritendendo pericoloso che sua Eccellenza si trattenesse in pubblico tanto a lungo. L'orazione si é risolta in un enorme successo che dimostra come Hezbollah sia un corpo in piena salute ricchissimo di energie ancora da spendere e come tutti i recenti tentativi di metterlo in difficoltà o di attaccarlo direttamente o indirettamente si siano tutti risolti in clamorosi buchi nell'acqua.
Contemporaneamente, sapendo che il suo principale rivale avrebbe rilasciato un discorso, anche il leader della coalizione filo-imperialista, filo-sionista venduta alla Casa Saudita, Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, ha deciso, dal suo esilio estero dove ormai sta passando la maggior parte del suo tempo, di farsi sentire con un messaggio registrato (ma come? Non é Nasrallah che rischia di venire colpito a ogni passo da droni e attentati sionisti? Eppure lui appare DI PERSONA, mentre l'alleato di Washington, Tel Aviv e Riyadh si affida a messaggi video? Mah...)
Il 'discorso' di Hariri é stato un trito "ripasso" di tutti i logori argomenti della propaganda filoimperialista in Libano: un attacco (ormai non più creduto efficace nemmeno dallo stanco oratore che lo andava ripetendo) contro le armi della Resistienza condito da esanimi 'pronunciamenti' a favore di "Uno Stato libanese forte"...ma che 'Stato libanese' potrebbe mai essere forte visto che senza le armi della Resistenza il regime ebraico occuperebbe ancora un terzo del paese e nessuno dei paesi imperialisti amici di Tel Aviv permetterà mai all'Armee Libanaise di dotarsi di armi potenti e sofisticate che le permettano di affrontare alla pari un domani una nuova aggressione sionista? L'unico Stato libanese forte é quello che passa per l'integrazione tra Armee e Resistenza, con l'aiuto dell'Iran e della Russia che hanno tutto l'interesse a vedere un Libano forte in grado di difendersi da Israele e di proteggere i suoi interessi economici e petroliferi nel Mediterraneo!

martedì 6 settembre 2011

Teppisti ebrei danno alle fiamme la Moschea di Nuraiyn nel villaggio di Qasra, presso Nablus!


Vandali incendiari provenienti dagli insediamenti ebraici illegali, i "battistrada" della pulizia etnica con cui il Regime sionista vuole 'bonificare' la Cisgiordania dei suoi abitanti originari e legittimi hanno assaltato nella giornata di ieri la Moschea di Nuraiyn, nel villaggio di Qasra presso Nablus, nella parte settentrionale della West Bank, dandone alle fiamme il primo piano.

Oltre a distruggere con le fiamme arredi, tappeti da preghiera, numerose decine di testi sacri, il minbar e altri elementi tipici dei luoghi sacri musulmani, gli attaccanti hanno sfogato la loro bestialità vergando slogan insultanti e razzisti sulle mura dell'edificio annerite dal fumo e dalle fiamme, in ebraico (o meglio, nella sua approssimazione 'moderna' letteralmente inventata per dare una lingua fasulla a una pseudo-nazione fittizia) e in inglese (la vera lingua dei cospiratori sionisti che invasero la Palestina dalla fine dell'800 in avanti).

Centinaia di abitanti di Qasra e di villaggi palestinesi vicini si sono riuniti attorno alle rovine fumanti dell'edificio sacro, domandando una presa di posizione internazionale contro lo stillicidio di vandalismi, aggressioni, roghi e attacchi da parte della teppaglia degli insediamenti illegali contro i Palestinesi, le loro proprietà, le loro colture e i loro luoghi di congregazione civile, politica e religiosa.
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martedì 1 marzo 2011

Eccezionale testimonianza video! I Palestinesi d'America "licenziano" Fatah e i suoi dirigenti compromessi e corrotti!!



"Niente negoziati, senza rappresentazione!", "Nessuna collaborazione, con l'occupazione!", questi slogan, in inglese, sono stati intonati insieme ad altri in arabo e a canti e inni tradizionali e politici, dai dimostranti arabo-americani e dai loro compagni attivisti per la Palestina che si sono riuniti, come promesso dal volantino diffuso nei giorni scorsi, davanti alla rappresentanza diplomatica palestinese a Washington DC, dirottata e cooptata, come tutte le altre strutture della fantomatica 'Autorità nazionale palestinese' dagli uomini di Fatah, la fazione asservita agli interessi e ai desiderata americani e sionisti che nel 2007 decise di disconoscere il risultato delle democratiche elezioni palestinesi dell'anno prima e di tentare un Colpo di Stato contro Hamas e il suo Governo.

Come già avevamo segnalato nell'articolo che anticipava questo evento le richieste sottoscritte dai dimostranti sono estremamente nette e 'to the point', dimostrazione evidente che coloro che hanno dato il via a questa manifestazione sono molto informati sulle questioni politiche palestinesi e mediorientali (un vero e proprio punto d'onore visto che si parla di persone che vivono negli Stati Uniti) e comprendono: l'immediata sospensione degli sciagurati 'Accordi di Oslo', la dissoluzione contemporanea dell'Anp e le immediate dimissioni di Mahmud Abbas, la fine dell'assedio di Gaza, il termine unilaterale di ogni 'accordo di sicurezza e intelligence' con lo Stato ebraico, la liberazione di tutti i prigionieri politici dalle galere di Fatah e la ricostituzione di un'unica 'Piattaforma di Resistenza nazionale' dove le varie fazioni palestinesi possano coordinare e cooperare nelle varie iniziative di contrasto all'occupazione e all'Apartheid sionista.

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martedì 1 febbraio 2011

A Beirut i libanesi dimostrano davanti all'ambasciata egiziana, in solidarietà coi manifestanti del Cairo!!


Diverse centinaia di dimostranti si sono riuniti a più riprese di fronte all'ambasciata egiziana di Beirut negli scorsi giorni per esprimere il loro apprezzamento e la loro vicinanza al popolo del Cairo e delle altre città del Paese delle Piramidi che stanno lottando e soffrendo per liberarsi di Hosni Mubarak, il brutale e senile dittatore imposto al loro paese dal Consenso di Washington e dai tentacoli degli interessi imperialisti e colonialisti.

Questi interessi, in cui Israele e i sionisti di ogni specie e fatta hanno parte rilevantissima, sono gli stessi che hanno cercato di avvelenare la vita politica libanese con le loro ingerenze nel recente passato, ad esempio con l'istituzione dello screditato e partigiano 'Tribunale speciale'; schemi e complotti che si sono risolti in un nulla di fatto quando la maggioranza di centrosinistra sostenuta da Hezbollah e altre forze progressiste é riuscita a imporre il suo candidato Premier Najib Mikati in luogo del debole e servile Saad Hariri, pupazzo di Washington e Tel Aviv.

"Sono contento e triste allo stesso tempo", dice Jamyl Oueini, 29enne, dichiarando di essere venuto alla manifestazione spinto da emozioni contrastanti: "Felice perché era tempo che certi personaggi indifendibili come Mubarak escano finalmente di scena, addolorato per le vittime dei suoi tentativi di repressione e per i loro parenti".

"E' il minimo che possiamo fare, come Arabi e mediorientali", aggiunge Seif Hisham, professore universitario di 30 anni "Stiamo assistendo all'alba di un Nuovo Medio Oriente, l'alba di un giorno che si preannuncia radioso, essere qui a esprimere vicinanza a chi lotta e muore é veramente doveroso".

giovedì 6 gennaio 2011

Il Ministro della Guerra sionista vivacemente contestato all'Università di Tel Aviv


Grave imbarazzo per Ehud Barak, il politico sionista che da Primo Ministro israeliano, carica che resse dal 1999 al 2001 è ridotto, coi dispersi rimasugli di quello che fu il laburismo ebraico, a reggere la candela all'ammucchiata di conservatori ultranazionalisti, fondamentalisti talmudici e razzisti attualmente al potere a Tel Aviv; infatti durante un suo intervento all'Università di Ramat Aviv l'ex ufficiale di Stato Maggiore e attuale Ministro della Difesa é stato letteralmente "bombardato" di fischi e slogan contro le aggressioni israeliane contro la Palestina e le sue politiche di Apartheid contro i suoi abitanti.

"Assassino dei bambini di Gaza" é stato uno degli epiteti meno irriferibili lanciati all'indirizzo del povero Ehud, che oltretutto si é anche visto alzare contro cartelli e placard che riportavano le immagini delle vittime straziate dei bombardamenti che, d'accordo con Ehud Olmert e Tzipi Livni, ordinò di scatenare contro la Striscia proprio in questi giorni, due anni esatti fa.

Appellativi quali "Bugiardo" "Assassino" e "Mercante di paura" sono stati via via gridati al suo indirizzo, prima che la security del Ministro entrasse in azione e, coi consueti metodi fascisti, allontanasse a forza i dimostranti, che esprimevano senza minacce o atteggiamenti aggressivi la loro riprovazione per l'esponente di quello che dovrebbe essere un partito progressista e di Sinistra.

Interrogato dai rappresentanti dei media dopo la conclusione del suo discorso, terminato davanti a un uditorio molto più rarefatto, Barak, un po' con prosopopea, un po' con l'ingenuità di coloro che evidentemente non sono abbastanza intelligenti per trarre conclusioni da fatti appena accaduti ha dichiarato: "Sono l'ultima persona che senta il bisogno di scusarsi, verso chiunque".

Perfetto.