E' ormai guerra civile in Sud-Sudan dove un tentativo di intavolare una trattativa tra il Governo della capitale e gli insorti Nuer di Riek Machar, grazie alla mediazione dei capi di stato di Kenya ed Etiopia, é naufragato definitivamente quando le truppe leali al 'cowboy' di Juba Salva Kiir hanno provato a rioccupare la città di Bor, abbandonata dalle forze di Machar come gesto di "buona volontà" per il dialogo.
Adesso pesanti combattimenti sono registrati in tutta la città (a 200 Km dalla capitale) e attorno al suo aeroporto, si sa che Machar é riuscito ad assicurarsi la lealtà di molte unità dell'Esercito regolare e ha mobilitato tra i 20 e i 25mila membri della sua etnia come riserve, assicurandosi una superiorità considerevole sui miliziani Dinka fedeli al Presidente installato da Usa e Israele.
Il Sud-Sudan si conferma sempre di più uno Stato-fallito che mai e poi mai avrebbe dovuto essere separato da Khartoum.
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martedì 31 dicembre 2013
Crollano le prospettive per un dialogo in Sud-Sudan a causa delle disoneste manovre di Salva Kiir!
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giovedì 19 dicembre 2013
Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!
Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).
La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".
Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?
La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".
Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?
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mercoledì 18 dicembre 2013
Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!
Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.
Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.
I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.
Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.
I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.
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sabato 12 ottobre 2013
Attentato a Bengasi contro il consolato svedese! "La Libia é a un passo dal caos più completo!"
Come se non bastassero i postumi del 'sequestro-lampo' subito l'altro giorno dal Premier tripolino Ali Zeidan a mantenere tesa e incerta la situazione politica dell'Ex-Jamahryia una potente carica esplosiva collocata in un'automobile in sosta é detonata nel quartiere Al-Fouihet danneggiando gravemente l'edificio del vicino consolato svedese.
Non é la prima volta che rappresentanze diplomatiche straniere vengono attaccate in Libia; poco tempo fa una folla armata aveva cercato di assaltare a Tripoli l'ambasciata russa; sempre nella capitale un'autobomba aveva colpito lo scorso aprile la sede diplomatica francese, mentre in passato, di nuovo a Benghazi, attaccanti rimasti sconosciuti avevano invaso il consolato Usa uccidendo il rappresentante Chris Stevens e causando un enorme imbarazzo politico all'Amministrazione Obama e al suo allora Segretario di Stato (poi dimessosi) Hilary Clinton.
Secondo molti osservatori la Libia é a un passo dal trasformarsi definitivamente in uno Stato-fallito: le milizie armate interferiscono con ogni tentativo di normalizzazione della situazione interna, occupano infrastrutture fondamentali come gli impianti estrattivi di gas e petrolio e li tengono in ostaggio. Intere regioni del paese sono fuori da ogni controllo da parte del Governo centrale.
Non é la prima volta che rappresentanze diplomatiche straniere vengono attaccate in Libia; poco tempo fa una folla armata aveva cercato di assaltare a Tripoli l'ambasciata russa; sempre nella capitale un'autobomba aveva colpito lo scorso aprile la sede diplomatica francese, mentre in passato, di nuovo a Benghazi, attaccanti rimasti sconosciuti avevano invaso il consolato Usa uccidendo il rappresentante Chris Stevens e causando un enorme imbarazzo politico all'Amministrazione Obama e al suo allora Segretario di Stato (poi dimessosi) Hilary Clinton.
Secondo molti osservatori la Libia é a un passo dal trasformarsi definitivamente in uno Stato-fallito: le milizie armate interferiscono con ogni tentativo di normalizzazione della situazione interna, occupano infrastrutture fondamentali come gli impianti estrattivi di gas e petrolio e li tengono in ostaggio. Intere regioni del paese sono fuori da ogni controllo da parte del Governo centrale.
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giovedì 11 aprile 2013
Strage di inviati ONU in Sud-Sudan! Lo Stato-fallito di Salva Kiir non riesce a garantire la sicurezza del personale internazionale!
Abbiamo già parlato molte volte di come il Sud-Sudan, 'stato' creato dal complotto Usa-Israeliano per indebolire e impoverire Khartoum, sia in realtà un'entità fallita che non controlla altro che poche dozzine di chilometri attorno alla capitale Juba mentre nel resto del paese vige la vera e propria "legge della giungla" tra bande di predoni, milizie etniche, comandanti del cosiddetto 'esercito' che fanno il bello e il cattivo tempo come veri e propri Signori della Guerra: gli stessi indici delle agenzie ONU parlano chiaro...il 15 per cento dei bambini nati non arriva a compiere 5 anni e il Sud-Sudan mostra indici di sottosviluppo da porlo in competizione con la Somalia per il titolo di nazione più disgraziata dell'Africa Nera.
A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.
Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.
A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.
Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.
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