Dozzine di famiglie siriane che erano state cacciate dal villaggio di Husseiniyah nell'Hinterland meridionale di Damasco, sono tornate alle loro case dopo anni passati come "rifugiati interni".
Il ritorno di queste famiglie è parte della terza ed ultima fase del programma per il ritorno della popolazione nella città di Husseiniyah, liberata e restituita alla sicurezza dalle vittorie dell'Esercito Siriano.
La prima fase ha avuto inizio il 16 agosto.
In una dichiarazione all'agenzia stampa ufficiale SANA, il capo del Comitato di Servizio di Husseiniyah, Sekhnah Jamal, ha dichiarato che circa duecento famiglie sono tornate a casa in quest'ultima 'tranche'.
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mercoledì 9 settembre 2015
Seimila famiglie sono ritornate nella cittadina di Al-Husseiniyeh, liberata dalle vittorie delle forze siriane!!
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mercoledì 1 aprile 2015
'Fajr Libya' nel caos, licenzia il 'premier' del suo pseudo-governo non riconosciuto da nessuno!
La congrega di milizie islamista sostenute da Turchia e Qatar conosciuta come 'Fajr Libya' che occupa più o meno stabilmente la porzione occidentale della Libia tra cui l'ex-capitale di Gheddafi, Tripoli, tiene in ostaggio l'assemblea legislativa temporanea (GNC) sorta dopo la deposizione del Rais sirtino e ha fatto nominare a essa un Governo-pupazzo (non riconosciuto a nessun livello internazionale) quando l'Esecutivo legittimo é fuggito a Est rifugiandosi tra Tobruk e Bayda.
A capo di questo inefficace e putativo 'governo' fino a ieri c'era Omar Hassi (foto sopra).
A capo di questo inefficace e putativo 'governo' fino a ieri c'era Omar Hassi (foto sopra).
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martedì 20 gennaio 2015
Dopo 24 ore di scontri tra Houthi e governativi una fragile tregua "tiene" a Sanaa!!
Per tutta la giornata di ieri i combattenti sciiti dell'organizzazione Ansarullah hanno combattuto duramente contro le truppe governative intorno e all'interno della capitale Sanaa, in special modo presso la sede delle emissioni radiotelevisive e attorno al palazzo presidenziale. Adesso la situazione, pur sempre tesisssima, vedrebbe un tentativo di de-escalation con un cessate il fuoco che, perlomeno, ha 'tenuto' tutta la notte.
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giovedì 27 novembre 2014
Cinque morti a Sanaa quando sgherri del clan Ahram (Islah/Ikhwan) attaccano i combattenti Houthi!!
Sconfitti apertamente sul campo (con la ignominosa fuga del loro 'generale wahabita' Ali Mohsen scappato a Doha) e coi loro alleati di 'Al-Qaeda' in ritirata da mezzo paese, gli estremisti del Clan Ahram, forza primaria dietro il partito islamista Islah dominato e controllato dal Qatar, non hanno abbandonato le armi, nè si sono rassegnati alla sconfitta, come dimostra quanto accaduto ieri nella capitale yemenita Sanaa.
Le guardie del corpo del 'rampollo' Sam Yahya al-Ahmar hanno infatti aperto il fuoco contro un posto di sicurezza dei combattenti sciiti Houthi dell'organizzazione Ansarullah, che da settembre controllano la capitale facendo rispettare la legge e ponendo un freno alle intemperanze degli islamisti di Islah che sotto il debole e tentennante regime del vice dell'Ex-dittatore Saleh facevano il bello e il cattivo tempo.
Nello scambio di colpi che é seguito si sono contati almeno cinque morti. L'evento dimostra come Islah e i membri del clan Ahmar costituiscano ancora una grave minaccia per la pace e la stabilità dello Yemen, una minaccia che va affrontata risolutamente prima che incancrenisca e sfugga di mano.
Le guardie del corpo del 'rampollo' Sam Yahya al-Ahmar hanno infatti aperto il fuoco contro un posto di sicurezza dei combattenti sciiti Houthi dell'organizzazione Ansarullah, che da settembre controllano la capitale facendo rispettare la legge e ponendo un freno alle intemperanze degli islamisti di Islah che sotto il debole e tentennante regime del vice dell'Ex-dittatore Saleh facevano il bello e il cattivo tempo.
Nello scambio di colpi che é seguito si sono contati almeno cinque morti. L'evento dimostra come Islah e i membri del clan Ahmar costituiscano ancora una grave minaccia per la pace e la stabilità dello Yemen, una minaccia che va affrontata risolutamente prima che incancrenisca e sfugga di mano.
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martedì 30 settembre 2014
Si avvia alla fine la battaglia per il Rif Dimashq, le forze di Assad marciano su Douma per schiacciare definitivamente i terroristi!
Prima di entrare nel merito una doverosa precisazione: che si sia combattuto nei dintorni della città di Damasco fino ad oggi non vuole assolutamente dire che, mettiamo, negli ultimi 24 mesi, l'insorgenza terrorista wahabita abbia avuto qualunque possibilità di avanzare (tanto meno di conquistare) qualche zona della capitale siriana; la presenza di gruppi armati a Ghouta Est, Jobar, Adra, Douma e simili é nient'altro che un residuo della fallimentare 'Operazione Vulcano' tentata nell'estate 2012.
Scacciati dalla capitale, i terroristi riuscirono a insediarsi in alcune comunità-satellite dell'hinterland damasceno, dove riuscirono a nascondersi, ma le forze regolari ne interruppero i collegamenti con l'esterno, dando inizio così a un lungo assedio. Adesso, finalmente, questa fase sta volgendo al termine e anche per la zona circostante la capitale inizierà la fase della ricostruzione e del ritorno alla normalità.
Uno degli ultimi traguardi da raggiungere dopo la liberazione definitiva di Adra e il prosieguo dello stritolamento della 'sacca' di Jobar, sta nella liberazione e definitiva bonifica di Douma e dei suoi dintorni, operazione che é cominciata nella giornata di ieri con l'avanzata sul vicino centro di Tal al-Sawwan e la conquista di una serie di postazioni nella zona industriale tra le due località.
Scacciati dalla capitale, i terroristi riuscirono a insediarsi in alcune comunità-satellite dell'hinterland damasceno, dove riuscirono a nascondersi, ma le forze regolari ne interruppero i collegamenti con l'esterno, dando inizio così a un lungo assedio. Adesso, finalmente, questa fase sta volgendo al termine e anche per la zona circostante la capitale inizierà la fase della ricostruzione e del ritorno alla normalità.
Uno degli ultimi traguardi da raggiungere dopo la liberazione definitiva di Adra e il prosieguo dello stritolamento della 'sacca' di Jobar, sta nella liberazione e definitiva bonifica di Douma e dei suoi dintorni, operazione che é cominciata nella giornata di ieri con l'avanzata sul vicino centro di Tal al-Sawwan e la conquista di una serie di postazioni nella zona industriale tra le due località.
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lunedì 15 settembre 2014
L'intelligence siriana e la milizia popolare di Damasco scoprono tunnel-bunker di mezzo chilometro ad Adra!!
I servizi di intelligence siriani in collaborazione con la milizia popolare NDF hanno respinto un tentativo da parte di un gruppo di terroristi armati di infiltrarsi alla periferia di Damasco, uccidendo e ferendo molti dei loro membri, tra cui Ahmad Al-Fneish, della brigata Martiri del Golan, secondo una fonte multimediale locale.
La fonte ha respinto categoricamente le false notizie circolate da alcuni mass media riguardante su quanto accaduto.
Nei sobborghi di Damasco, l’esercito arabo siriano ha scoperto un tunnel nella città industriale di Adra, simile ad altri già scoperti e distrutti in passato, salvo per le sue dimensioni: questo era infatti lungo 500m e profondo 11, e si estendeva dall’amministrazione locale dell’acqua potabile alla stazione di servizio Baz. Il tunnel, dotato di luci e ventilazione, era pronto a venire utilizzato dai terroristi per compiere atti criminali contro i civili.
La fonte ha respinto categoricamente le false notizie circolate da alcuni mass media riguardante su quanto accaduto.
Nei sobborghi di Damasco, l’esercito arabo siriano ha scoperto un tunnel nella città industriale di Adra, simile ad altri già scoperti e distrutti in passato, salvo per le sue dimensioni: questo era infatti lungo 500m e profondo 11, e si estendeva dall’amministrazione locale dell’acqua potabile alla stazione di servizio Baz. Il tunnel, dotato di luci e ventilazione, era pronto a venire utilizzato dai terroristi per compiere atti criminali contro i civili.
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giovedì 19 dicembre 2013
Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!
Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).
La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".
Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?
La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".
Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?
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mercoledì 18 dicembre 2013
Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!
Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.
Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.
I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.
Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.
I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.
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mercoledì 27 febbraio 2013
L'Esercito siriano elimina 100 wahabiti mentre anche la propaganda sionista ammette: "Assad ha vinto la guerra!"
Ancora una volta la marmaglia terrorista wahabita ha cercato di usare un 'barrage' di autobombe e orribili attacchi contro civili indifesi come 'testa d'ariete' per un'improbabile avanzata verso Damasco, la conquista di almeno un pezzettino del proprio hinterland deve essere diventata un vera e propria ossessione per i pochi leader terroristi rimasti nella generale atmosfera di 'cupio dissolvi' che si respira sempre più chiaramente tra le loro fila; infatti é bastato un week-end di operazioni militari nemmeno troppo intense per ricacciare indietro le milizie wahabite con circa cento perdite.
Il numero limitato dei terroristi morti, niente in confronto alle stragi degli stessi compiute dalle truppe siriane anche solo poche settimane fa, dimostra come quest'ultima 'offensiva' sia stata abborracciata approssimativamente, con pochi mezzi e ancor meno speranze di successo, nella velleitaria ipotesi di riuscire a mettere un "piede" nella porta per la capitale prima che inizi, seriamente, un processo di negoziati per dirimere come e quando (e a quale prezzo) ai terroristi presenti in Siria sarà permesso di rendere le armi e venire esiliati/espulsi/imprigionati a seconda degli accordi raggiunti.
Intanto leggiamo con piacere che persino il noto sito di propaganda sionista DEBKAfile, in suo recente 'editoriale' ha indicato come ormai chiara e inevitabile la vittoria delle forze Governative contro l'insorgenza terrorista, tributando, suo malgrado, gli onori del caso al Presidente Assad per la maniera prudente ed efficace con cui ha maneggiato la scottante situazione degli ultimi due anni, all'Ayatollah Khamenei per il sostegno sicuro, efficace e poco clamoroso prestato a Damasco, ad Hassan Nasrallah che ha visto preservati i legami privilegiati con l'Iran per tramite di Siria e Irak e a Vladimir Putin per aver evitato gli errori commessi verso la Libia.
Il sito sionista indica come i grandi sconfitti della questione siriana la tentennante politica mediorientale di Obama, il turco Erdogan che si é 'bruciato' rivelandosi come non meno succube di Usa e Israele di altri governanti turchi come Ecevit o i suoi predecessori, i paesi del Golfo e in ultimo anche lo stesso Israele che non é riuscito a imporre il desiderato regime change a Damasco.
Il numero limitato dei terroristi morti, niente in confronto alle stragi degli stessi compiute dalle truppe siriane anche solo poche settimane fa, dimostra come quest'ultima 'offensiva' sia stata abborracciata approssimativamente, con pochi mezzi e ancor meno speranze di successo, nella velleitaria ipotesi di riuscire a mettere un "piede" nella porta per la capitale prima che inizi, seriamente, un processo di negoziati per dirimere come e quando (e a quale prezzo) ai terroristi presenti in Siria sarà permesso di rendere le armi e venire esiliati/espulsi/imprigionati a seconda degli accordi raggiunti.
Intanto leggiamo con piacere che persino il noto sito di propaganda sionista DEBKAfile, in suo recente 'editoriale' ha indicato come ormai chiara e inevitabile la vittoria delle forze Governative contro l'insorgenza terrorista, tributando, suo malgrado, gli onori del caso al Presidente Assad per la maniera prudente ed efficace con cui ha maneggiato la scottante situazione degli ultimi due anni, all'Ayatollah Khamenei per il sostegno sicuro, efficace e poco clamoroso prestato a Damasco, ad Hassan Nasrallah che ha visto preservati i legami privilegiati con l'Iran per tramite di Siria e Irak e a Vladimir Putin per aver evitato gli errori commessi verso la Libia.
Il sito sionista indica come i grandi sconfitti della questione siriana la tentennante politica mediorientale di Obama, il turco Erdogan che si é 'bruciato' rivelandosi come non meno succube di Usa e Israele di altri governanti turchi come Ecevit o i suoi predecessori, i paesi del Golfo e in ultimo anche lo stesso Israele che non é riuscito a imporre il desiderato regime change a Damasco.
venerdì 30 novembre 2012
Maxi-sequestro di armi in Giordania nega rifornimenti ai terroristi wahabiti in Siria mentre le truppe di Assad vincono un'altra battaglia all'aeroporto!
Il villaggio di Turra, al confine tra Repubblica Siriana e Regno Ascemita di Giordania é stato teatro di una vasta operazione di sicurezza che ha portato al sequestro di un "enorme" quantitativo di armi e munizioni che la rete di sostegno al terrorismo wahabita, foraggiata da Riyadh e Doha, voleva fare passare attraverso il confine in direzione di Daraa, per rifornire i miliziani qaedisti che spargono sangue e morte nel paese ormai da molti mesi.
Il reuccio ascemita Abdallah, nonostante le promesse di finanziamenti e regalie da parte degli emiri sunniti del petrolio ha deciso di bloccare ogni passaggio di armi, temendo che, se mai i salafiti takfiri vincessero in Siria il suo regno sarebbe il prossimo obiettivo di destabilizzazione e terrore.
Intanto dalla Siria arriva la buona notizia che un gruppo di miliziani wahabiti che aveva cercato di interrompere i collegamenti tra Damasco e l'aeroporto internazionale della capitale (distante svariate dozzine di chilometri) é stato accerchiato e distrutto. Dopo la sconfitta di Daraya sembra proprio che l'insorgenza wahabita non sia capace di reagire e continui a perdere terreno, aderenti e influenza anche nelle zone più provinciali del paese.
Il reuccio ascemita Abdallah, nonostante le promesse di finanziamenti e regalie da parte degli emiri sunniti del petrolio ha deciso di bloccare ogni passaggio di armi, temendo che, se mai i salafiti takfiri vincessero in Siria il suo regno sarebbe il prossimo obiettivo di destabilizzazione e terrore.
Intanto dalla Siria arriva la buona notizia che un gruppo di miliziani wahabiti che aveva cercato di interrompere i collegamenti tra Damasco e l'aeroporto internazionale della capitale (distante svariate dozzine di chilometri) é stato accerchiato e distrutto. Dopo la sconfitta di Daraya sembra proprio che l'insorgenza wahabita non sia capace di reagire e continui a perdere terreno, aderenti e influenza anche nelle zone più provinciali del paese.
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mercoledì 14 novembre 2012
Fallisce in toto la nuova, velleitaria "offensiva" dei terroristi wahabiti contro la capitale Damasco!
Sono stati quasi quattromila i mercenari stranieri wahabiti e qaedisti che si sono concentrati negli ultimi giorni nella Provincia di Damasco nel tentativo di mettere sotto pressione le forze regolari schierate a difesa della capitale siriana, della sua popolazione, del Presidente Assad e dei centri nevralgici del Governo della nazione ma, anche questa improbabile 'offensiva d'autunno' ha subito lo stesso fato della passata 'Operazione Vulcano', fallendo miseramente i suoi obiettivi che erano ancor più drammaticamente sproporzionati di quanto non fossero l'ultima volta.
A luglio infatti furono circa 10mila i terroristi mobilitati contro la città capitale e il sostegno delle potenze straniere che spalleggiano gli estremisti armati fu tanto forte da arrivare all'assassinio del Ministro della Difesa e di alcuni suoi collaboratori, tra cui persino parenti del Presidente.
Questa volta i terroristi sono stati disfatti senza nemmeno riuscire a raggiungere la capitale e adesso le forze dell'Esercito ripuliscono e disinfestano villaggi e distretti circostanti, catturando arsenali inutilizzati e disinnescando autobombe che nemmeno sono state avvicinate ai loro obiettivi.
A Zamaka dozzine di wahabiti sono stati abbattuti insieme al loro leader Mohammad Abdul Salam Idris, mentre ad Al-Husseiniyeh un'altro gruppo di criminali é stato circondato e distrutto; ad Al-Sbeiniyeh un'autobomba pronta all'uso é stata fatta esplodere, mentre altri ordigni esplosivi sono stati ritrovati e disinnescati nei pressi della Moschea di Al_Zubeiyr.
Infine diverse altre decine di terroristi sono stati eliminati a Basateen al-Lawan e ad Erbin.
A luglio infatti furono circa 10mila i terroristi mobilitati contro la città capitale e il sostegno delle potenze straniere che spalleggiano gli estremisti armati fu tanto forte da arrivare all'assassinio del Ministro della Difesa e di alcuni suoi collaboratori, tra cui persino parenti del Presidente.
Questa volta i terroristi sono stati disfatti senza nemmeno riuscire a raggiungere la capitale e adesso le forze dell'Esercito ripuliscono e disinfestano villaggi e distretti circostanti, catturando arsenali inutilizzati e disinnescando autobombe che nemmeno sono state avvicinate ai loro obiettivi.
A Zamaka dozzine di wahabiti sono stati abbattuti insieme al loro leader Mohammad Abdul Salam Idris, mentre ad Al-Husseiniyeh un'altro gruppo di criminali é stato circondato e distrutto; ad Al-Sbeiniyeh un'autobomba pronta all'uso é stata fatta esplodere, mentre altri ordigni esplosivi sono stati ritrovati e disinnescati nei pressi della Moschea di Al_Zubeiyr.
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martedì 30 ottobre 2012
Offensiva delle truppe di Assad contro Al-Qaboun, nidi di terroristi mercenari bombardati dall'aviazione!
A dimostrazione dell'inutilità degli sforzi di Turchi, Sauditi e Qatarioti di fornire missili spalleggiabili e armi antiaeree alle bande mercenarie di estremisti wahabiti proditoriamente spediti in Siria nel velleitario tentativo di danneggiare l'Asse della Resistenza e limitare il vento del rinnovamento e della ribellione contro l'arrogante imperialismo americano e sionista nella regione le forze aeree siriane si sono levate ancora in volo e, totalmente padrone del cielo, hanno bombardato fino alla sottomissione i centri nevralgici dell'insorgenza che si erano riposizionati al Al-Qaboun, nell'hinterland damasceno, per sfuggire ai rastrellamenti in atto.
Cercare di raggruppare e concentrare le forze rimaste per un'eventuale nuova campagna contro Damasco é stato un errore che i mercenari wahabiti, odiati e avversati dalla popolazione, rimasta fedele al Governo centrale, hanno pagato a carissimo prezzo. Impossibilitati a ricevere sostegno e aiuto tra i civili i qaedisti stranieri sono tuttavia costretti a cercare di rimanere uniti anziché "nuotare come il pesce", come suggerirebbe l'ABC della guerriglia, per tentare di negare il vantaggio numerico, logistico e di potenza di fuoco saldamente in mano ai soldati di Assad.
Privi di ogni speranza di successo sul terreno i terroristi stranieri possono solo 'vivacchiare' con attentati esplosivi come quelli che hanno colpito due diverse zone della capitale negli ultimi giorni o come quello dove ha recentemente, purtroppo, trovato la morte l'alto ufficiale d'aviazione Abdullah Al-Khalidi.
Cercare di raggruppare e concentrare le forze rimaste per un'eventuale nuova campagna contro Damasco é stato un errore che i mercenari wahabiti, odiati e avversati dalla popolazione, rimasta fedele al Governo centrale, hanno pagato a carissimo prezzo. Impossibilitati a ricevere sostegno e aiuto tra i civili i qaedisti stranieri sono tuttavia costretti a cercare di rimanere uniti anziché "nuotare come il pesce", come suggerirebbe l'ABC della guerriglia, per tentare di negare il vantaggio numerico, logistico e di potenza di fuoco saldamente in mano ai soldati di Assad.
Privi di ogni speranza di successo sul terreno i terroristi stranieri possono solo 'vivacchiare' con attentati esplosivi come quelli che hanno colpito due diverse zone della capitale negli ultimi giorni o come quello dove ha recentemente, purtroppo, trovato la morte l'alto ufficiale d'aviazione Abdullah Al-Khalidi.
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