L'Asse della Resistenza é sempre più solido e potente.
Il Ministro degli Esteri siriano Walid Moallem ha espresso il suo apprezzamento per il sostegno dell'Iran al popolo e al governo siriani durante la lotta al terrorismo.
Parlando con la rete libanese al-Mayadeen mercoledì, il Ministro degli Esteri Moallem ha affermato che è stato l'Iran a schierarsi per primo accanto alla Siria nella lotta contro i gruppi terroristici.
"Mentre alcuni paesi arabi ci stavano pugnalando alle spalle l'Iran ha sostenuto la nostra lotta contro il terrorismo", ha detto Moallem.
Questa frase é molto significativa perché utilizza le stesse parole pronunciate da Hafez Assad nel 1984, quando la Siria fu l'unico paese arabo a schierarsi con Teheran, aggredita da Saddam Hussein.
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giovedì 3 ottobre 2019
All'Assemblea dell'ONU il Ministro degli Esteri siriano omaggia la lealtà dell'Iran verso la Siria!
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domenica 30 settembre 2018
A Deir Ezzour eretto nuovo monumento al Padre della Patria Hafez Assad e a tutti i martiri per la difesa e la liberazione della città!
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giovedì 23 novembre 2017
FOTONOTIZIA dal passato: nel 1974 Richard Nixon visitava Damasco e veniva ricevuto dalla famiglia Assad!
Il potere delle immagini di veicolare significati e informazioni é sempre affascinante.
Per questo PALAESTINA FELIX, un outlet giornalistico pensato esplicitamente per la Rete e per le esigenze ed abitudini dei suoi fruitori abituali, a volte preferisce ricorrere alle "Fotonotizie" piuttosto che tentare di caricare su una pagina web corposi e pomposi elzeviri che rimarrebbero non letti o al massimo "sbocconcellati" a metà da utenti abituati a connettersi con le nostre pagine tramite smartphone o tramite tablet sull'autobus, nelle pause caffé, in sale d'attesa o in coda alla cassa.
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sabato 26 novembre 2016
Commossa lettera di condoglianze inviata a L'Avana dal Presidente Assad in occasione della morte di Fidel Castro, amico della Siria!
Il Presidente della Repubblica Araba Siriana Bashir al-Assad ha inviato una missiva di condoglianze al Capo di Stato cubano Raul Castro esprimendo le più sincere condoglianze proprie, del Partito Baath, della Nazione e del Popolo siriano per la dipartita di suo fratello Fidel.
"La repubblica sorella di Cuba, sotto la guida del suo Lider Maximo é riuscita con successo a sopportare aggressioni, sanzioni, campagne di calunnia e agguati condotti con le armi più infami dall'egemonia imperialista che in essa ha però sempre trovato un baluardo insuperabile".
"La repubblica sorella di Cuba, sotto la guida del suo Lider Maximo é riuscita con successo a sopportare aggressioni, sanzioni, campagne di calunnia e agguati condotti con le armi più infami dall'egemonia imperialista che in essa ha però sempre trovato un baluardo insuperabile".
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sabato 8 ottobre 2016
Nel 1984 Ali Khamenei incontrava Assad padre, cementando l'alleanza Teheran-Damasco!
Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Trentadue anni orsono all'aeroporto internazionale di Damasco il picchetto d'onore della Repubblica Araba Siriana venne schierato e il Presidente Hafez Assad si recò personalmente a incontrare un ospite inusuale: il membro del Parlamento iraniano e dell'Assemblea degli Esperti (nonché consigliere personale di Khomeini) Ali Khamenei.
Nel settembre 1984 la Repubblica Islamica dell'Iran si trovava in grave difficoltà: dopo avere contenuto e respinto l'invasione irakena del 1980 i suoi tentativi di portare la guerra nel cuore del paese nemico si erano impantanati in una serie di offensive sterili e costose.
Per una serie di slittamenti e riposizionamenti nell'agone della politica internazionale l'Irak di Saddam Hussein godeva all'epoca dell'appoggio di entrambe le superpotenze (l'URSS che riforniva di armamenti avanzati le sue forze armate, gli USA che garantivano crediti, copertura diplomatica, intelligence satellitare e "fertilizzanti" pronti da trasformare in gas tossici), nonché di quello di Francia, Arabia Saudita, Kuwait, Giordania, Egitto e altri paesi del Mondo Arabo.
L'Iran invece, guardato in cagnesco sia dal mondo occidentale che dal blocco socialista, godeva dell'ondivago appoggio solo di alcuni "cani sciolti" dello scenario politico mondiale: Gheddafi, la Nord Korea, la Cina pre-miracolo economico (e quest'ultima su pure basi strettamente commerciali).
Trentadue anni orsono all'aeroporto internazionale di Damasco il picchetto d'onore della Repubblica Araba Siriana venne schierato e il Presidente Hafez Assad si recò personalmente a incontrare un ospite inusuale: il membro del Parlamento iraniano e dell'Assemblea degli Esperti (nonché consigliere personale di Khomeini) Ali Khamenei.
Nel settembre 1984 la Repubblica Islamica dell'Iran si trovava in grave difficoltà: dopo avere contenuto e respinto l'invasione irakena del 1980 i suoi tentativi di portare la guerra nel cuore del paese nemico si erano impantanati in una serie di offensive sterili e costose.
Per una serie di slittamenti e riposizionamenti nell'agone della politica internazionale l'Irak di Saddam Hussein godeva all'epoca dell'appoggio di entrambe le superpotenze (l'URSS che riforniva di armamenti avanzati le sue forze armate, gli USA che garantivano crediti, copertura diplomatica, intelligence satellitare e "fertilizzanti" pronti da trasformare in gas tossici), nonché di quello di Francia, Arabia Saudita, Kuwait, Giordania, Egitto e altri paesi del Mondo Arabo.
L'Iran invece, guardato in cagnesco sia dal mondo occidentale che dal blocco socialista, godeva dell'ondivago appoggio solo di alcuni "cani sciolti" dello scenario politico mondiale: Gheddafi, la Nord Korea, la Cina pre-miracolo economico (e quest'ultima su pure basi strettamente commerciali).
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domenica 13 marzo 2016
IMPATTO DELL'AGGRESSIONE TERRORISTICA SULLA DOTTRINA MILITARE SIRIANA: VALUTAZIONI E CONSEGUENZE (3)
Continua in questo spazio la pubblicazione "a puntate" del mio saggio sulla reazione della dottrina operativa delle Forze Armate siriane all'aggressione terroristica subita dal 2011 ad oggi.
Ci stiamo avvicinando al primo, importante "fatto" della nostra piccola indagine: qualcosa di 'buono' (efficace, durevole, adeguato) esisteva nell'EAS e, nonostante le sparate propagandistiche dei primi momenti dell'aggressione alla Siria, quando su testate sioniste, turche, europee e americane si potevano leggere stime catastrofiche su presunte "defezioni" nei ranghi delle truppe siriane(10), questo 'qualcosa' ha impedito che l'Esercito si disfacesse, che sostanziali porzioni di esso passassero al nemico, o persino (come é accaduto in Egitto) che di fronte alla lotta tra Governo legittimo e 'insurrezione' esso si dichiarasse neutrale (cosa che sarebbe stata possibile se tale insurrezione fosse stata genuinamente nazionale e siriana e non guidada da un coacervo di miliziani terroristi raccolti dal Marocco all'Asia Centrale). Questo 'qualcosa' era lo zoccolo duro dei militari di professione: parliamo di qualcosa come 80-100mila persone su una forza stimata di circa 250mila effettivi all'inizio del 2011. Le defezioni in questo 'nerbo' di veterani, ufficiali di complemento e sottufficiali, comandanti di reparto e di grande unità, sono state praticamente nulle(11).
Questo ha confermato la bontà della decisione di Hafiz al-Assad (padre dell'attuale Presidente Siriano), di rendere le forze armate un'effettiva agenzia di promozione sociale all'interno della società siriana, che al tempo della sua scalata al potere politico era ancora fortemente frazionata in senso settario e censuario, con rigide barriere tra ceti privilegiati e diseredati e fortissimi comportamenti clanici e familisti. Per aggirare ed eludere queste barriere Hafez Assad usò la carriera militare in aeronautica -scelta dato che la sua povera famiglia non poteva pagargli i desiderati studi medici- e una serie di rapide promozioni e borse di studio e corsi di addestramento in Egitto(12) e in Unione Sovietica(13).
Ci stiamo avvicinando al primo, importante "fatto" della nostra piccola indagine: qualcosa di 'buono' (efficace, durevole, adeguato) esisteva nell'EAS e, nonostante le sparate propagandistiche dei primi momenti dell'aggressione alla Siria, quando su testate sioniste, turche, europee e americane si potevano leggere stime catastrofiche su presunte "defezioni" nei ranghi delle truppe siriane(10), questo 'qualcosa' ha impedito che l'Esercito si disfacesse, che sostanziali porzioni di esso passassero al nemico, o persino (come é accaduto in Egitto) che di fronte alla lotta tra Governo legittimo e 'insurrezione' esso si dichiarasse neutrale (cosa che sarebbe stata possibile se tale insurrezione fosse stata genuinamente nazionale e siriana e non guidada da un coacervo di miliziani terroristi raccolti dal Marocco all'Asia Centrale). Questo 'qualcosa' era lo zoccolo duro dei militari di professione: parliamo di qualcosa come 80-100mila persone su una forza stimata di circa 250mila effettivi all'inizio del 2011. Le defezioni in questo 'nerbo' di veterani, ufficiali di complemento e sottufficiali, comandanti di reparto e di grande unità, sono state praticamente nulle(11).
Questo ha confermato la bontà della decisione di Hafiz al-Assad (padre dell'attuale Presidente Siriano), di rendere le forze armate un'effettiva agenzia di promozione sociale all'interno della società siriana, che al tempo della sua scalata al potere politico era ancora fortemente frazionata in senso settario e censuario, con rigide barriere tra ceti privilegiati e diseredati e fortissimi comportamenti clanici e familisti. Per aggirare ed eludere queste barriere Hafez Assad usò la carriera militare in aeronautica -scelta dato che la sua povera famiglia non poteva pagargli i desiderati studi medici- e una serie di rapide promozioni e borse di studio e corsi di addestramento in Egitto(12) e in Unione Sovietica(13).
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domenica 7 febbraio 2016
La redazione di PALAESTINA FELIX esprime le proprie condoglianze alla Siria per la morte della madre del Presidente Assad!
Anissa Makhlouf-Assad, madre del Presidente della Repubblica Araba Siriana, si é spenta oggi in un ospedale di Damasco, dove era ricoverata da diverso tempo. Aveva 86 anni.
Proveniente da una importante famiglia alawita di Latakia, dove era nata nel 1930, aveva sposato Hafez Assad nel 1957, quando egli era Caposquadriglia nell'Aviazione Siriana, poco prima che questi venisse inviato in URSS per imparare a pilotare i MiG-17.
Proveniente da una importante famiglia alawita di Latakia, dove era nata nel 1930, aveva sposato Hafez Assad nel 1957, quando egli era Caposquadriglia nell'Aviazione Siriana, poco prima che questi venisse inviato in URSS per imparare a pilotare i MiG-17.
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venerdì 17 ottobre 2014
Ulteriori prove del distacco dalla realtà dei senili e squilibrati wahabiti di Riyadh!!
Quando il Ministro di uno Stato che aspirerebbe a ricoprire il ruolo di "potenza regionale" (anche se tutto ciò che riesce a fare é di umiliarsi di fronte ai suoi padroni sionisti e americani e di destabilizzare gli stati vicini e circonvicini rendendosi perciò odioso e mal sopportato) fa delle dichiarazioni pubbliche, ci si aspetterebbe che esse siano misurate, circostanziate, pragmatiche e attente a perseguire dei fini costruttivi compatibilmente con la realtà della situazione internazionale.
Tuttavia quando a parlare é il responsabile di un ministero di Riyadh tutte queste considerazioni finiscono fuori dalla finestra e quello che viene rilasciato ai media locali e regionali si rivela essere niente più che un 'rant' livoroso e incoerente come se ne potrebbero ascoltare da abituali avventori di osterie di pessima categoria.
Saud Al Faisal, nella sua ultima 'tirade' in questo senso ha avuto l'incoscienza di affermare che "La presenza iraniana in Siria si qualifica come una 'forza di occupazione'!". Forse il Principe Saud si dimentica che fin dagli anni '80 quando lui e i suoi sodali sauditi si ingegnavano a rifornire di armi e denaro Saddam Hussein per pugnalare a morte il popolo iraniano e la sua Rivoluzione la Siria di Hafez al-Assad fu L'UNICO PAESE ARABO a prestare appoggio e aiuto alla Repubblica Islamica e che i suoi dirigenti, a partire dalla Guida Suprema Khamenei, veterano di quella guerra, non lo hanno mai dimenticato.
Siria e Iran sono più che alleati, sono paesi e popoli FRATELLI e questo un principotto saudita che senza il suo denaro e il suo petrolio non avrebbe non dico un alleato, ma nemmeno un amico, non potrà mai capirlo. Con le sue azioni provocatorie e ostili l'Arabia Saudita si é schierata in guerra contro la Siria e il suo popolo, così come si schierò (anche in quel caso, vigliaccamente, per interposta persona) contro l'Iran e presto verrà il momento in cui Damasco e Teheran, ancora una volta unite, presenteranno il conto a Casa Saoud.
Tuttavia quando a parlare é il responsabile di un ministero di Riyadh tutte queste considerazioni finiscono fuori dalla finestra e quello che viene rilasciato ai media locali e regionali si rivela essere niente più che un 'rant' livoroso e incoerente come se ne potrebbero ascoltare da abituali avventori di osterie di pessima categoria.
Saud Al Faisal, nella sua ultima 'tirade' in questo senso ha avuto l'incoscienza di affermare che "La presenza iraniana in Siria si qualifica come una 'forza di occupazione'!". Forse il Principe Saud si dimentica che fin dagli anni '80 quando lui e i suoi sodali sauditi si ingegnavano a rifornire di armi e denaro Saddam Hussein per pugnalare a morte il popolo iraniano e la sua Rivoluzione la Siria di Hafez al-Assad fu L'UNICO PAESE ARABO a prestare appoggio e aiuto alla Repubblica Islamica e che i suoi dirigenti, a partire dalla Guida Suprema Khamenei, veterano di quella guerra, non lo hanno mai dimenticato.
Siria e Iran sono più che alleati, sono paesi e popoli FRATELLI e questo un principotto saudita che senza il suo denaro e il suo petrolio non avrebbe non dico un alleato, ma nemmeno un amico, non potrà mai capirlo. Con le sue azioni provocatorie e ostili l'Arabia Saudita si é schierata in guerra contro la Siria e il suo popolo, così come si schierò (anche in quel caso, vigliaccamente, per interposta persona) contro l'Iran e presto verrà il momento in cui Damasco e Teheran, ancora una volta unite, presenteranno il conto a Casa Saoud.
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venerdì 30 maggio 2014
Senatore USA della Virginia, ringrazia, loda Assad per aver difeso il suo popolo dal terrorismo takfiro!!
Richard Black, Senatore Repubblicano de 13esimo Distretto della Virginia, ha inviato a Damasco una lettera di congratulazioni indirizzata direttamente al Presidente Bashar Assad, esprimendo la sua stima per l'opera delle Forze Armate siriane e lodando l'operato di Assad stesso, che non ha lesinato mezzi e sforzi per difendere il suo popolo, al di là di ogni differenza di etnia e setta.
"Lei ha onorato la memoria di suo Padre, trattando con rispetto ogni fascia della popolazione, difendendo i Cristiani di ogni denominazione, le altre minoranze e persino la piccola comunità ebraica di Damasco, proteggendo le loro chiese, i loro templi e la loro sinagoga, io la ringrazio e la lodo pubblicamente per questo".
"Ringrazio altresì" si legge più oltre nella missiva "L'Esercito Arabo Siriano e la sua Aviazione per essersi frapposti tra il popolo siriano e coloro che volevano assassinarto, torturarlo, violentarlo, sequestrarlo e decapitarlo: non riesco a spiegarle come i miei concittadini Americani, che hanno gravemente sofferto per il terrorisno estremista di Al-Qaeda, siano stati portati, da una propaganda interessata e insincera, a schierarsi a fianco degli estremisti presenti in Siria che si rifanno ad Al-Qaeda o comunque alla sua ideologia".
Le parole di Richard Black, sincere e sentite, dimostrano che non sono i Conservatori vecchio stile i nemici della Pace e della Stabilità internazionale, quanto piuttosto i Democratici 'liberal', amici della lobby sionista, intrisi di spocchia 'progressista' di universalismo e di eccezionalismo e i 'Neocon' (guardacaso, nel 90 per cento dei casi ex-"progressisti" che hanno poi svoltato a Destra -ma per davvero?-).
"Lei ha onorato la memoria di suo Padre, trattando con rispetto ogni fascia della popolazione, difendendo i Cristiani di ogni denominazione, le altre minoranze e persino la piccola comunità ebraica di Damasco, proteggendo le loro chiese, i loro templi e la loro sinagoga, io la ringrazio e la lodo pubblicamente per questo".
"Ringrazio altresì" si legge più oltre nella missiva "L'Esercito Arabo Siriano e la sua Aviazione per essersi frapposti tra il popolo siriano e coloro che volevano assassinarto, torturarlo, violentarlo, sequestrarlo e decapitarlo: non riesco a spiegarle come i miei concittadini Americani, che hanno gravemente sofferto per il terrorisno estremista di Al-Qaeda, siano stati portati, da una propaganda interessata e insincera, a schierarsi a fianco degli estremisti presenti in Siria che si rifanno ad Al-Qaeda o comunque alla sua ideologia".
Le parole di Richard Black, sincere e sentite, dimostrano che non sono i Conservatori vecchio stile i nemici della Pace e della Stabilità internazionale, quanto piuttosto i Democratici 'liberal', amici della lobby sionista, intrisi di spocchia 'progressista' di universalismo e di eccezionalismo e i 'Neocon' (guardacaso, nel 90 per cento dei casi ex-"progressisti" che hanno poi svoltato a Destra -ma per davvero?-).
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domenica 6 aprile 2014
30 anni fa, un importante passo nella franca ed onesta alleanza tra Repubblica Araba Siriana e Repubblica Islamica Iraniana!!
Nel 1984, combattendo per difendere i propri confini e la propria Rivoluzione contro Saddam Hussein (allora obbediente pedina della CIA, della Francia, della Germania e degli Emirati Arabi Reazionari -dai sauditi ai kuwaitiani a tutti gli altri...-) ufficiali della Guardia Rivoluzionaria Iraniana si recarono in Siria per apprendere dall'Esercito di Hafez Assad come operare e lanciare i razzi FROG e i missili SCUD.
Saddam, la cui aviazione non poteva azzardarsi a compiere missioni in profondità in territorio iraniano, aveva iniziato a usare gli SCUD in maniera massiccia contro i centri iraniani più popolati nel tentativo di abbassare il morale della popolazione nemica, l'aviazione iraniana non poteva replicare colpo su colpo visto che era più necessaria al fronte per sostenere le truppe sul terreno e una campagna di contro-bombardamenti l'avrebbe distolta da quel compito.
Quindi era necessario mettersi in pari con gli irakeni quanto a tecnica missilistica. La Siria di Assad, insieme a pochissimi altri paesi (Cina e Nordkorea), aiutò la Repubblica Islamica in tal senso.
Un giorno un famoso giornalista occidentale chiese ad Assad Padre: "Presidente, come mai la Siria, tra tutti i Paesi Arabi, sostiene l'Iran persiano, mentre Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, UAE e altri ancora sostengono l'Irak, che é un Paese Arabo come voi?", Assad rispose: "Perché so che in futuro i Persiani Iraniani saranno al nostro fianco quando tutti gli altri regimi arabi saranno impegnati a piantarci pugnali nella schiena".
Saddam, la cui aviazione non poteva azzardarsi a compiere missioni in profondità in territorio iraniano, aveva iniziato a usare gli SCUD in maniera massiccia contro i centri iraniani più popolati nel tentativo di abbassare il morale della popolazione nemica, l'aviazione iraniana non poteva replicare colpo su colpo visto che era più necessaria al fronte per sostenere le truppe sul terreno e una campagna di contro-bombardamenti l'avrebbe distolta da quel compito.
Quindi era necessario mettersi in pari con gli irakeni quanto a tecnica missilistica. La Siria di Assad, insieme a pochissimi altri paesi (Cina e Nordkorea), aiutò la Repubblica Islamica in tal senso.
Un giorno un famoso giornalista occidentale chiese ad Assad Padre: "Presidente, come mai la Siria, tra tutti i Paesi Arabi, sostiene l'Iran persiano, mentre Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, UAE e altri ancora sostengono l'Irak, che é un Paese Arabo come voi?", Assad rispose: "Perché so che in futuro i Persiani Iraniani saranno al nostro fianco quando tutti gli altri regimi arabi saranno impegnati a piantarci pugnali nella schiena".
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martedì 9 luglio 2013
La fasulla opposizione dei ratti si sgretola sempre più mentre il Ba'ath siriano elegge nuovi dirigenti!
Uno dei più pietosi e ridicoli spettacoli del Medio Oriente contemporaneo consiste nel guardare la fittizia 'opposizione' anti-Assad creata a tavolino dalla CIA e dal Mossad attorno a pochi oriundi siriani di terza e quarta generazione senza nessun collegamento col paese che dovrebbero rappresentare (fino a pochi mesi fa NATO e alleati parlavano di passare a questi burattini il seggio ONU della Siria!) che in realtà non ha nemmeno alcun legame con le bande terroriste inviate contro il popolo siriano (essendo queste interamente composte di estremisti wahabiti stranieri) e in tutta la sua esistenza non ha fatto altro che dividersi al suo interno mano a mano che le forze governative del Presidente Assad si mostravano più che capaci di mantenere la situazione politica e militare saldamente sotto il loro controllo.
Arriva adesso la notizia che il fasullo 'premier incaricato' del Consiglio nazionale siriano, il cittadino Usa Ghassan Hitto, ha rassegnato le sue dimissioni dopo aver cercato per mesi di abborracciare insieme un 'Governo in esilio'. A dimostrazione di quanto questo forfait sia figlio delle sconfitte militari sul campo arriva invece da Damasco la notizia che il Partito Arabo Socialista Ba'ath siriano, la forza politica di Assad padre e figlio, abbia completamente rinnovato i suoi ranghi superiori attorno al punto-cardine del Segretario, nonché Presidente della Repubblica e capo di Stato.
Sedici nuovi dirigenti sono stati elevati al Comitato Centrale del Partito, tra cui il Presidente del Parlamento Jihad al-Laham e l'attuale premier Wael al-Halqi, completando così il rinnovo del CC iniziato nel 2005, quando molti anziani dirigenti rappresentanti della generazione politica di Hafez Assad erano stati congedati con tutti gli onori.
Arriva adesso la notizia che il fasullo 'premier incaricato' del Consiglio nazionale siriano, il cittadino Usa Ghassan Hitto, ha rassegnato le sue dimissioni dopo aver cercato per mesi di abborracciare insieme un 'Governo in esilio'. A dimostrazione di quanto questo forfait sia figlio delle sconfitte militari sul campo arriva invece da Damasco la notizia che il Partito Arabo Socialista Ba'ath siriano, la forza politica di Assad padre e figlio, abbia completamente rinnovato i suoi ranghi superiori attorno al punto-cardine del Segretario, nonché Presidente della Repubblica e capo di Stato.
Sedici nuovi dirigenti sono stati elevati al Comitato Centrale del Partito, tra cui il Presidente del Parlamento Jihad al-Laham e l'attuale premier Wael al-Halqi, completando così il rinnovo del CC iniziato nel 2005, quando molti anziani dirigenti rappresentanti della generazione politica di Hafez Assad erano stati congedati con tutti gli onori.
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sabato 2 febbraio 2013
Arriva a Damasco Saeed Jalili, per incontrarsi col Presidente Assad, col Premier Halqi e col Ministro degli Esteri!
Il Capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica, Saeed Jalili, é arrivato oggi a Damasco per un triplice incontro coi vertici della Repubblica Araba Siriana, che negli ultimi due anni ha potuto con successo resistere alle aggressioni dei mercenari terroristi finanziati da Usa, Israele, Francia, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, grazie anche al generoso sostegno iraniano, che ha potuto così compensare la solidarietà ricevuta un trentennio fa da Hafez Assad, al tempo dell'aggressione irakena contro la neonata Repubblica Islamica.
Jalili oltre a conferire a lungo con il Presidente Bashir Assad si é trattenuto anche con il Premier Wael al-Halqi e con il Ministro degli Esteri Walid al-Muallem; l'ultima volta che il dignitario iraniano era sceso a Damasco é stata la scorsa estate, nell'agosto del 2012. Jalili oltre alla sua carica al vertice del Consiglio di Sicurezza Nazionale é anche il principale negoziatore in ambito IAEA (per sostenere i legittimi diritti nucleari di Teheran, firmataria del TNP) ed é considerato un consigliere personale dell'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione.
Commentando la visita il canale televisivo siriano "Al-Alam" la ha definita "estremamente importante" alla luce dei recenti sviluppi della situazione siriana e di quella regionale nel suo complesso.
Jalili oltre a conferire a lungo con il Presidente Bashir Assad si é trattenuto anche con il Premier Wael al-Halqi e con il Ministro degli Esteri Walid al-Muallem; l'ultima volta che il dignitario iraniano era sceso a Damasco é stata la scorsa estate, nell'agosto del 2012. Jalili oltre alla sua carica al vertice del Consiglio di Sicurezza Nazionale é anche il principale negoziatore in ambito IAEA (per sostenere i legittimi diritti nucleari di Teheran, firmataria del TNP) ed é considerato un consigliere personale dell'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione.
Commentando la visita il canale televisivo siriano "Al-Alam" la ha definita "estremamente importante" alla luce dei recenti sviluppi della situazione siriana e di quella regionale nel suo complesso.
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venerdì 7 dicembre 2012
Le forze del Presidente Assad usano droni di manifattura iraniana per tenere sotto controllo i movimenti dei terroristi wahabiti!
In una dimostrazione pratica di quanto profondo sia l'impegno della Repubblica Islamica per aiutare il paese-fratello della Siria del Presidente Assad a liberarsi una volta per tutte della minaccia dei terroristi mercenari, scherani wahabiti delle potenze arabe reazionarie, marionette dell'arroganza imperialista occidentale, questo eccezionale filmato mostra come, per monitorare e pattugliare i movimenti sul terreno di gruppi sospetti di uomini armati e convogli di rifornimento di armi e munizioni le forze governative di Damasco si valgano del prezioso aiuto di droni senza pilota di origine iraniana.
Il modello, inizialmente identificato come un "Mohajer-4" (detto anche 'Hodhod'), ma come mostra la foto qui sopra é un esemplare differente, simile in configurazione ma diverso in numerosi dettagli. La Siria di Hafez Assad fu l'unico paese arabo a sostenere l'Iran di Khomeini contro l'aggressione irakena (laddove Saddam Hussein invece godeva dell'ausilio di Usa, Francia, Urss, Germania, Giordania, Egitto, Kuwait e Arabia Saudita); adesso con il suo aiuto fondamentale in molti campi (politico, diplomatico, tecnico, economico e militare) Teheran sta ricompensando il figlio di Assad per la solidarietà ricevuta 30 e più anni orsono.
Il modello, inizialmente identificato come un "Mohajer-4" (detto anche 'Hodhod'), ma come mostra la foto qui sopra é un esemplare differente, simile in configurazione ma diverso in numerosi dettagli. La Siria di Hafez Assad fu l'unico paese arabo a sostenere l'Iran di Khomeini contro l'aggressione irakena (laddove Saddam Hussein invece godeva dell'ausilio di Usa, Francia, Urss, Germania, Giordania, Egitto, Kuwait e Arabia Saudita); adesso con il suo aiuto fondamentale in molti campi (politico, diplomatico, tecnico, economico e militare) Teheran sta ricompensando il figlio di Assad per la solidarietà ricevuta 30 e più anni orsono.
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domenica 14 ottobre 2012
Bashir Assad: da specializzando di oculistica a Presidente-guerriero, il leader siriano mostra la sua tempra
Chi ha avuto occasione di incontrare di persona il Presidente siriano Assad nelle ultime settimane ha detto di averlo trovato trasformato: non più il leader impeccabilmente fasciato in abiti civili che si offriva con la affascinante Asyma a fianco agli obiettivi e alle ottiche di fotografi e cameramen, non più il diplomatico abile e misurato che trattava a pari con Ahmadinejad, Nasrallah, Erdogan e Re Saoud, ma un leader in tenuta militare, spesso con la mimetica gualcita dall'essere rimasta indosso durante poche ore di sonno, che anziché chiedere pareri e consigli ad advisor e collaboratori impone decisioni e strategie che spesso si rivelano vincenti anche quando vanno contro la saggezza consuetidinaria.
"Al Presidente Bashar mancava l'esperienza del confronto militare, vivendola l'ha affrontata come tutte le altre sfide della sua vita: l'ha studiata, valutata e ne ha appreso i segreti nell'agirla da protagonista". Del resto questo non é una novità per il Presidente siriano: studente di oftalmologia e oculistica a Londra venne portato quasi di peso a Damasco quando risultò unico 'papabile' candidato alla successione del padre malato; non era stato 'selezionato' come delfino, ruolo che era riservato al fratello maggiore Bassil, morto nello schianto della sua Mercedes nel 1994, eppure si é rivelato un ottimo leader politico, adesso suo padre Hafez, già comandante dell'Aviazione e veterano delle guerre contro Israele sarebbe orgoglioso di vederlo cogliere successi anche come uomo di guerra.
Il cambiamento di tattica dei terroristi mercenari pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia, che sono passati dal tentare di istituire una impossibile "zona franca" in territorio siriano ad attentati lanciati alla cieca dimostra la loro disperazione e la loro rabbia impotente. Il sostegno iraniano e russo continua a farsi sentire ed é molto prezioso, non soltanto dal punto di vista militare ed economico ma anche politico e diplomatico. Assad sa che in Teheran ha un alleato fedelissimo, fedele quanto lo fu suo padre per Khomeini durante la guerra del 1980-88 contro Saddam e Mosca non mostra alcun segno di cedimento o di stanchezza nel suo sostegno a Damasco.
"Al Presidente Bashar mancava l'esperienza del confronto militare, vivendola l'ha affrontata come tutte le altre sfide della sua vita: l'ha studiata, valutata e ne ha appreso i segreti nell'agirla da protagonista". Del resto questo non é una novità per il Presidente siriano: studente di oftalmologia e oculistica a Londra venne portato quasi di peso a Damasco quando risultò unico 'papabile' candidato alla successione del padre malato; non era stato 'selezionato' come delfino, ruolo che era riservato al fratello maggiore Bassil, morto nello schianto della sua Mercedes nel 1994, eppure si é rivelato un ottimo leader politico, adesso suo padre Hafez, già comandante dell'Aviazione e veterano delle guerre contro Israele sarebbe orgoglioso di vederlo cogliere successi anche come uomo di guerra.
Il cambiamento di tattica dei terroristi mercenari pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia, che sono passati dal tentare di istituire una impossibile "zona franca" in territorio siriano ad attentati lanciati alla cieca dimostra la loro disperazione e la loro rabbia impotente. Il sostegno iraniano e russo continua a farsi sentire ed é molto prezioso, non soltanto dal punto di vista militare ed economico ma anche politico e diplomatico. Assad sa che in Teheran ha un alleato fedelissimo, fedele quanto lo fu suo padre per Khomeini durante la guerra del 1980-88 contro Saddam e Mosca non mostra alcun segno di cedimento o di stanchezza nel suo sostegno a Damasco.
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lunedì 2 aprile 2012
A Damasco arrivano missive dei 're-fannulloni' del petrolio: emiri e sceicchi, sconfitti nelle loro trame, cercano maldestramente di salvare la faccia!
"Sua Maestà Re Abdullah e altri membri della Real Casa di Saoud sono genuinamente irritati e in disaccordo con alcune delle affermazioni rese anche recentemente dal Ministro degli Esteri, Principe Saoud al-Faisal; Sua Maestà non voleva da principio intromettere il paese nelle questioni della Siria, pur desiderando, come molti nel Mondo Arabo, una rapida soluzione ai recenti torbidi".
"Il Bahrein ha un sincero desiderio di vedere calmata e risolta la situazione interna in Siria, in una maniera che risulti soddisfacente per tutte le parti in causa: cittadini e Governo, Esercito e Presidenza".
"La famiglia reale kuwaitiana saluta con entusiasmo ogni iniziativa volta a risolvere pacificamente i problemi siriani, ringraziando ancora calorosamente per il sostegno e l'intervento di Damasco in suo favore al tempo dell'invasione e dell'occupazione irakena".
Questo il tono, se non proprio la forma esatta, dei messaggi che, a leggere l'articolo di As-Safir, basato apparentemente su fonti degli Emirati Arabi Uniti, stanno recentemente "intasando" la casella della posta del Presidente siriano Bashir Assad; prova evidente di come anche le corti dorate degli emiri e degli sceicchi del Golfo considerino ormai chiusa (con la loro totale debacle) la partita andata avanti per circa dodici mesi in Siria, dove estremisti takfiri e wahabiti pagati e addestrati dai monarchi del petrolio, dai turchi, dai francesi, dagli americani e dagli israeliani hanno cercato in ogni modo di provocare con la violenza un 'cambio di regime'.
Certo, alcune risultano tanto ipocrite da essere stucchevoli, come quella in cui Re Saoud millanta una 'divergenza di opinioni' riguardo l'agenda siriana tra sé e il parente che ha collocato al Ministero degli Esteri, ma, per il figlio del 'Leone di Damasco', esse vogliono dire soprattutto una cosa: "tregua" e, almeno per ora, "vittoria".
Come un paziente ed esperto giocatore di 'backgammon' Bashir Assad ha saputo temporeggiare abbastanza a lungo fino a mettere a segno una serie di mosse risolutive, certo, aiutato dall'esterno (fondamentali i "veti" di autunno e quello di gennaio in sede ONU da parte di Russia e Cina), ma quale buona partita di backgammon non si risolve con qualche fortunato "tiro doppio"? I suoi avversari invece, fin troppo baldanzosi da principio, si sono fatti cogliere in contropiede e non sono riusciti a riordinare e riorganizzare le fila quando Assad é passato al contrattacco, esattamente come fanno i principianti che perdono concentrazione e accumulano errori marchiani quando le loro pedine vengono mandate 'fuori tabella' e devono ricominciare il percorso da capo.
Rimasti più defilati, addirittura ai margini del gioco, durante la fase della sedizione violenta, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero ora, secondo quanto suggerito dai redattori dell'articolo in questione, cercare di giocare un ruolo di mediazione tra Assad e l'opposizione interna che non si é schierata con i terroristi e i violenti, in questo modo cercando anche di stemperare il gelo politico-diplomatico calato tra Damasco e le altre monarchie petrolifere arabe.
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giovedì 3 novembre 2011
Awn Khasawneh dichiara: "L'espulsione di Hamas dalla Giordania fu ingiusta e, soprattutto, illegale!"
Importante dichiarazione da parte di Awn Khasawneh, già giudice internazionale di chiara fama, membro di tribunali internazionali e recentemente nominato dal reuccio ascemita Abdallah II Primo Ministro della Giordania in luogo del detestato Marouf Bakhit, accusato di corruzione.
Il Premier, durante un recente discorso tenuto nella capitale Amman avrebbe definito "ingiusta e illegale" l'espulsione, avvenuta 13 anni fa, degli organi e dei componenti del Movimento musulmano di Resistenza Hamas dal territorio nazionale. L'episodio, uno dei tanti che denuncia la mancanza di dignità e di spina dorsale della corrotta Casa di Hashem nei confronti dell'arroganza sionista e americana, venne condotto in violazione di ogni norma di Diritto internazionale, arrivando persino a privare della cittadinanza giordana, senza processo o sentenza, i dirigenti dell'organizzazione.
Hamas trasferì i suoi uffici e i suoi dirigenti a Damasco grazie alla benevolenza verso la Causa palestinese di Hafez Assad (pure un leader laico, di setta alawita e con punto interesse verso i movimenti religiosi); per quanto apprezzabile e giusto sia il giudizio di Khasanweh in merito é buffo vedere come arrivi con oltre 4700 giorni di ritardo rispetto ai fatti! Forse l'ex-giudice cerca di distogliere con tali dichiarazioni l'attenzione dal fatto che, in quanto Primo Ministro di nomina regia le sue possibilità di introdurre le profonde riforme domandate dal popolo sono scarse se non nulle?
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sabato 29 gennaio 2011
La Casa Bianca provò, invano, a corteggiare lo "Scilipoti libanese" prima del voto di martedì (che ha visto Mikati prevalere)
Esattamente a Mezzogiorno meno due minuti di martedì 25 gennaio scorso, un parlamentare cristiano eletto nei ranghi dell'Alleanza del 14 marzo in un collegio della Valle della Bekaa, tale Nicola Fattoush (sopra), si é alzato dal suo banco per pronunciare il proprio voto nel ballottaggio fra Saad Hariri e Najib Mikati, scegliendo di sostenere il secondo.
Mikati avrebbe comunque vinto 67 a 61 anche senza il cambio di casacca di Fattoush, ma questo voto, tuttavia, reca con sé un importante significato politico, non solo libanese, ma regionale e internazionale, visto che, poco prima di dichiararsi per il candidato dell'alleanza di centrosinistra, l'onorevole Fattoush era stato visitato nel suo collegio elettorale nientepopodimeno che dall'ambasciatrice a stelle e strisce nel Paese dei Cedri, Maura Connelly in carne ed ossa. Immaginatevi se, il 13 dicembre 2010, Siquilini o Scilipoti avessero ricevuto una pubblica visita dell'ambasciatore di Washington David Thorne, venuto a implorarli di votare pro o contro la fiducia a Berlusconi. Il paragone rende l'idea?
Se ancora la prospettiva non fosse chiara lasciateci aggiungere che lasciare correre il proprio massimo rappresentante diplomatico da una figura politica minore come Mr. Fattoush (Nicola, non volercene) rappresenta solo l'ultimo esempio di come Obama e il suo Dipartimento di Stato rimpinzato di filosionisti non abbiano uno straccio di strategia riguardo il Libano (ma anche gran parte del Medio Oriente): limitandosi, sporadicamente, a esercitare incostanti picchi di pressione "massimalistica" su coloro che percepiscono come 'alleati' mentre si rifiutano ostinatamente di dialogare e discutere con gli 'avversari'.
Adesso che gli 'alleati' degli Usa sono all'opposizione e che l'antica Fenicia é guidata da una coalizione che ha a cuore la sua autonomia e indipendenza, la Casa Bianca avrà bisogno di un approccio affatto simile a quello tenuto finora. Obama deve riuscire finalmente a svincolarsi dalla rozza e ristretta mentalità "o con noi o contro" che ha ereditato dall'Amministrazione neocon di Bush e dei bushevichi, perché il grosso fallo di Barack Hussein é proprio questo, anche in politica estera non ha avuto il coraggio di distaccarsi dalle fallimentari politiche del predecessore; a parte qualche discorso ispirato il timore di venire 'grigliato' dalla critica é stato più grande dell'ambizione di incarnare quel 'cambiamento' che tanto il suo comitato elettorale aveva strombazzato in lungo e in largo durante la corsa al Campidoglio.
Il fulcro della politica bushevica in Libano si concentrava nell'ossessivo mantra "distruggere Hezbollah, distruggere Hezbollah, distruggere Hezbollah"; come risultato ha portato una guerra sanguinosa scatenata da Israele che si é trasformata in una clamorosa sconfitta (la seconda per mano dei militanti sciiti, e di gran lunga più netta di quella del 2000), in un trampolino di popolarità per il movimento che ora partecipa della coalizione di Governo. La Siria, sostenitrice degli sciiti (secolari -Amal- o religiosi -Hezbollah-) ha visto crescere nuovamente il suo prestigio e la sua influenza nel Paese, questa volta senza l'incomodo logistico e l'imbarazzo diplomatico di dover mantenere un contingente di occupazione fra Beirut, Tiro e Sidone.
Non solo, ma oggi gli alleati di sciiti e siriani si contano a migliaia fra i cristiani maroniti guidati da Aoun, che nel 1990 combatté sanguinose battaglie contro gli armati di Assad e, una volta cementata, una coalizione tanto trasversale e tanto popolare nel paese, ha avuto buon gioco a screditare le goffe manovre del Tribunale speciale e i suoi tentativi di 'fabbricare' un'accusa credibile contro la Siria prima, ed Hezbollah poi.
| La Russia di Medvedev ha già iniziato a 'regaliare' di carri armati, elicotteri e artiglierie il Libano, non si vede perché dovrebbe smettere... |
L'unico sentiero produttivo potrebbe essere la riapertura immediata di colloqui Siro-Israeliani sullo status delle Alture del Golan, un approccio indiretto che potrebbe in qualche modo indurre Bashir Assad a 'svincolarsi' dai partner sciiti di Beirut e Teheran, nella speranza di riavere con le trattative ciò che suo padre perse con le guerre. Ma, ovviamente, per prendere questa strada, Obama dovrebbe avere i 'cojones' politici e morali per imporre la sua visione a Netanyahu e minacciarlo di chiudere il rubinetto degli aiuti (3 miliardi di dollari l'anno) se Israele non si impegnerà a ritirarsi da tutta o quasi la fascia di colline occupate.
E, sinceramente, dubitiamo che ciò sarà mai possibile, perlomeno prima delle elezioni del 2012.
Ma probabilmente anche dopo.
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