martedì 11 dicembre 2012

Continua l'offensiva siriana contro i terroristi stranieri pagati dall'occidente imperialista e dagli emiri sunniti!

Dopo la critica vittoria nella Provincia di Damasco le forze armate siriane continuano a mantenere sotto pressione i criminali terroristi wahabiti in tutto il paese, dai principali centri di popolazione fino ai distretti più periferici, per impedire che possano costituirsi nuclei e basi d'appoggio alle loro attività; nei dintorni di Aleppo almeno 20 militanti sloggiati dai loro precedenti covi sono stati abbattuti secondo quanto riportato dal Ministero dell'Interno, sorte uguale é toccata ai loro complici del gruppo 'Al-Nusra' sorpresi da forze governative nei dintorni di Heidariya, nella regione di Qser.

Nella provincia di Hama, nella zona di Dhaher al-Mugur della cittadina di Salamiya una retata dell'Esercito ha portato alla cattura di molte decine di terroristi tra cui un noto capo qaedista straniero le cui generalità saranno diffuse nei prossimi giorni; nell'operazione diversi cittadini siriani sequestrati dai criminali sono stati liberati sani e salvi.
Altri scontri con militanti terroristi sono stati registrati nella zona delle Shebaa Farms e attorno ad Al-Ziyabiyeh; come dimostra il video qui riportato l'intervento dell'aviazione tattica; richiamata nei luoghi "caldi" dopo accurate ricognizioni effettuate da velivoli senza pilota, si rivela spesso fondamentale per risolvere a favore delle forze governative gli scontri con i qaedisti wahabiti. Ulteriore testimonianza che il controllo dello spazio aereo rimane saldamente in mano alle forze di Assad, come dimostrato dai disperati tentativi terroristi di indebolire la rete radar e antiaerea siriana nella speranza di facilitare un intervento militare della NATO.
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lunedì 10 dicembre 2012

L'Armee Libanaise stringe la sicurezza attorno a Tripoli Siriaca per affrontare le milizie di Hariri che minacciano la pace!

Dopo i diciassette morti provocati dallo stillicidio di scontri, agguati e sparatorie iniziate lo scorso 5 dicembre, il Governo libanese ha deciso dopo una riunione straordinaria di Sicurezza presieduta dal Premier Najib Mikati di schierare un più imponente contingente di truppe nella metropoli settentrionale di Tripoli Siriaca per mettere la museruola alle milizie fanatiche di Saad Hariri e dei suoi alleati fondamentalisti wahabiti.
Lo schieramento dell'Esercito libanese dovrebbe convincere i lacché delle potenze imperialiste (sauditi, qatarioti) che tentare di trasformare il Libano del Nord nel retrofronte della campagna terrorista contro la Siria non é possibile e che il Governo di Hezbollah, Amal e dell'LMP é pronto a ricorrere a ogni mezzo per difendere gli Alawiti di Jabal Mohsen dalle aggressioni settarie.

Diverse operazione di confisca e sequestro di arsenali non autorizzati sarebbero già in corso adesso nella povera metropoli del Nord, caratterizzata dall'alta percentuale di sunniti che si affollano nel sudicio "slum" di Bab al.ì
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A Wau i lacché di Salva Kiir massacrano dieci civili disarmati che stavano protestando contro il dittatore sionista di Juba!

Lo abbiamo già sostenuto e lo ripetiamo: non vi é carriera migliore al mondo per i paranoici assassini di quella di dittatore al soldo di Washington e Tel Aviv: i tiranni 'amici' dell'imperialismo e del sionismo mondiale possono lasciarsi andare a stragi, ruberie, vendette, stermini senza dover temere alcuna conseguenza.

Hugo Chavez può migliorare il tasso di vita, salute e alfabetizzazione della popolazione venezolana, ma i pennivendoli ipocriti e falsi al servizio di Sion e Washington lo accuseranno di essere un 'dittatore' (?!), Ahmadinejad può lottare per l'indipendenza e l'autonomia della Repubblica Islamica, ma i Marco Pesach e i Giulio Meotti della stampa filo-israhell lo accuseranno di "preparare l'olocausto" (come?), Bashir Assad può combattere l'internazionale terrorista foraggiata da Erdogan, l'Emiro Al-Thani e Re Saoud e anziché venire lodato per difendere il suo popolo e la tradizione di tolleranza della Siria laica e secolare venire accusato di fantomatiche "stragi".

Ma nessuno di lor signori leva la voce per le VERE stragi commesse da Salva Kiir il dittatore-cowboy installato da Israele in Sud Sudan dopo una vergognosa campagna di menzogne cui hanno partecipato come volenterosi imbecilli ascari anche le stelle di Hollywood in cerca di facili riscontri mediatici, nemmeno quando ci arriva la notizia dalla cittadina di Wau, nel distretto occidentale di Bahr el Gazal di almeno dieci persone massacrate durante proteste contro il regime del tiranno di Juba.

La notizia, riportata da Liam Mc Dowall della missione ONU in Sud Sudan (UNMISS) riferisce che, nel corso di una manifestazione pubblica contro il Governo centrale, che si stava svolgendo ordinatamente senza alcuna intemperanza da parte dei civili (peraltro disarmati) che ne erano protagonisti i miliziani della truppaglia di Salva Kiir (mercenari usi alla violenza e al saccheggio, sommariamente 'ripuliti' -ma nemmen troppo- e dichiarati "esercito di liberazione" - liberazione poi di cosa e da cosa?) hanno aperto il fuoco indiscriminatamente sulla folla uccidendo quattro persone.

Altri sei civili sarebbero poi stati massacrati in una seconda occasione. Aspettiamo che i Marco Pesach, i Fabio Scuto, i Giulio Meotti, i Mentana, i Mineo e i Gad Lerner d'Italia riportino la notizia di questa strage di civili invocando sanzioni, bombardamenti "umanitari" e interventi internazionali contro il satrapo sionista di Juba!
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domenica 9 dicembre 2012

In tutta la Palestina i nuovi nati si battezzano: "Fajr", "Grad" e "Qassam" in onore delle armi a razzo della Resistenza!

Se in Occidente ai pargoli può capitare di ritrovarsi nomi come "Kevin", "Hilary" o, alla meno peggio "Diego Armando" (come nella Napule pallonara di anni '80 e '90) esistono luoghi in cui i nomi dei nuovi nati riflettono ancora urgenze politiche, ideologiche, nazionali, un po' come quando anche da noi i figli potevano chiamarsi 'Benito' (in onore del socialista messicano Juarez, ovviamente), 'Triestina', 'Italo, 'Vladimir' o 'Fidel'.
E' il caso della Palestina, Striscia di Gaza in primis dove, in questi giorni immediatamente successivi alla 'Guerra degli Otto Giorni' gli uffici dell'anagrafe sono stati letteralmente sommersi da richieste di registrazione di nuovi nati con nomi come 'Fajr', 'Grad' e 'Qassam', in onore delle armi a razzo della Resistenza armata che hanno fatto recedere in poco più da una settimana generali e gerarchi sionisti dai loro propositi di invasione terrestre del ghetto assediato.
Ma anche in Cisgiordania, per reazione contro le continue angherie di coloni e occupanti militari, che presto si amplieranno e approfondiranno con le nuove migliaia di "insediamenti" promessi da Netanyahu, le famiglie palestinesi resistono anche battezzando l'ultimo nato col nome di un razzo iraniano o russo, augurandosi che almeno il piccolo Fajr possa vedere una Palestina finalmente libera da invasori e occupanti.
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Altre ottime notizie dalla Siria! Le forze di Assad abbattono terroristi anche attorno ad Hama e Latakia!

Dopo avere distrutto "in contropiede" il velleitario tentativo wahabita di infliggere un colpo debilitante ai sistemi radar e antiaerei che proteggono la capitale Damasco l'Esercito siriano si sono concentrate nelle ultime ore a ripulire l'area di Bostan Pasha dagli ultimi cecchini 'pavoliniani' e da mine e trappole esplosive lasciate dai criminali sconfitti così come dalle bombe approntate o semi-confezionate prima della manovra a tenaglia delle forze di Assad.

Inoltre, nelle vicinanze di Hama, ha trovato la morte in uno scontro con le forze regolari il leader wahabita Ammar Ghalban, famigerato capo degli 'Al Bashaer' e del gruppo 'Mokhtar', bande di mercenari libici e magrebini che si erano resi responsabili di molti crimini nelle ultime settimane. Un concentramento di banditi armati nella regione di Reef, nei pressi di Latakia, é stato individuato da una ricognizione aerea ed é finito subito sotto il tiro preciso delle artiglierie di Assad, venendo sterminato.
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Attracca a Port Sudan la 23esima flottiglia della Marina militare iraniana! L'Ammiraglio Al-Matri accoglie gli ospiti!

Come annunciato pochi giorni fa su queste stesse pagine la 23esima flottiglia della Marina Iraniana, composta dal Cacciatorpediniere 'Jamaran' e dalla Nave-appoggio portaelicotteri 'Bushehr' hanno finalmente raggiunto Port Sudan dopo avere pattugliato attentamente le acque del Golfo di Aden e dello stretto di Bab el-Mandeb, entrata meridionale del Mar Rosso.
Appena gettata l'ancora i capitani delle due unità hanno accolto a bordo rappresentanti del Governo locale e i massimi rappresentanti della marina sudanese, guidati dall'Ammiraglio Abdullah al-Matri. Al-Matri al culmine delle celebrazioni ha annunciato che altre flottiglie iraniane saranno "sempre le benvenute" a Port Sudan e che il servizio navale del paese africano guarda con favore a un'espansione dei rapporti marittimi tra Khartoum e Teheran che comprenda anche trasferimenti di tecnologia, expertise e know how.
L'Iran anche recentemente ha dichiarato di essere in grado oltre che di migliorare e aumentare il numero e l'efficienza delle proprie unità navali, di fornire unità di superficie, sottomarine e sistemi di avvistamento, navigazione e combattimento agli stati amici che ne faranno richiesta.
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Mursi ha mollato! Il Presidente egiziano ritira il decreto contestato dagli oppositori...su consiglio di Obama?

Mohammed Mursi ha mostrato di che pasta é fatto: di pastafrolla, il Presidente d'Egitto, espressione della potentissima Fratellanza Musulmana e leader del Partito di Libertà e Giustizia da essa fondato ha annullato, tramite un annuncio fatto leggere dal suo consigliere Mohamed Selim El-Awa il decreto che gli garantiva amplissimi poteri per poter finire di smantellare gli ultimi rimasugli di mubarakismo presenti nel paese e consacrare la sua fazione come solo detentore del potere nell'Egitto post-rivoluzionario.

Mursi, scelta di ripiego per la corsa presidenziale (infatti in origine il candidato della Fratellanza doveva essere il ben più popolare e capace Khairat al-Shater, poi escluso da un colpo di mano della giunta militare di transizione), non si é rivelato capace di ripetere ciò che Khomeini e Lenin hanno fatto prima di lui, garantire alla propria parte politica l'egemonia totale in uno scenario post-rivoluzionario.

 Mursi avrebbe potuto portare le cose al punto di rottura: imporre la legge marziale, costringere l'Esercito a scendere in campo contro gli oppositori minacciando di ritirare l'immunità garantita a generali e ufficiali e invece come un tiepido, malleabile pupazzetto si é fatto convincere a 'mollare'...ma é stata poi una sua decisione oppure nella questione ha messo il becco qualcun altro?
L'improvviso viaggio in Usa del suo consigliere Essam el-Erian suggerisce che l'inquilino nero della Casa Bianca e il suo staff di lobbisti sionisti (da Biden a Lieberman alla Clinton) non siano alieni a questo rammollimento: i fini dell'imperialismo Usa sono serviti meglio se a capo dell'Egitto c'é un Presidente-travicello che non uno con veri poteri...giusto nel caso che a Mursi possa succedere qualcuno dotato di cojones!
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I servizi di sicurezza irakeni sventano complotto wahabita per colpire il santuario sciita di Najaf e l'Ayatollah Sistani!

Distruggere il santuario sciita di Najaf dedicato all'Imam Ali e meta ogni anno di milioni e milioni di pellegrini dall'Iran, dall'Irak, dalla Siria e dal Libano e assassinare nientemeno che l'Ayatollah Ali Sistani, probabilmente la più alta autorità sciita irakena e una delle massime di tutto lo sciismo mondiale, questo era l'obiettivo dei trenta terroristi wahabiti che sono stati arrestati dalle forze di sicurezza irakene nella regione di Babil.

Per "prepararsi" a questi obiettivi i criminali, contando sull'appoggio di finanziatori e sostenitori stranieri (noi lo annunciamo ora: non ci vorrà molto ad accertare anche dietro a questo gruppo di fanatici sunniti l'ombra criminosa dei petrodollari e dei servizi segreti sauditi e qatarioti) avevano già compiuto operazioni "minori" a Babil e dintorni e un paio di attentati anche nella capitale, Bagdad, ma il 'crescendo' che doveva portarli a colpire simboli importantissimi per il sessantacinque percento della popolazione irakena é stato interrotto dal pronto intervento delle autorità.

Ancora una volta il wahabismo si conferma massima minaccia per la pace e la stabilità dei paesi mediorientali che vogliono costruirsi una libertà e una autonomia scisse dagli interessi dell'imperialismo occidentale; i fanatici dell'integralismo di marca saudita sono sempre pronti a fare il gioco dell'arroganza globale con la loro visione ottusa, antistorica e in definitiva veramente "anti-islamica" del Corano e del messaggio del suo Profeta.
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