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lunedì 4 marzo 2019

Sedicesimo anniversario del martirio dell'Ayatollah Al-Hakim, che si oppose sia a Saddam che agli invasori Usa!


Secondo la data del calendario lunare, questa settimana coincide con il 16 ° anniversario della morte dell'anziano religioso sciita irakeno musulmano e leader politico Ayatollah Mohammad Baqir al-Hakim, assassinato nel 2003 nella città santa di Najaf. Aveva dedicato la maggior parte della sua vita ad opporsi al regime dittatoriale di Saddam Hussein e a unire la nazione irakena.

Al-Hakim, che era a capo del Consiglio supremo della rivoluzione in Iraq (SCIRI), probabilmente il più grande gruppo di opposizione del paese, esercitò un'enorme influenza sui gruppi religiosi ed etnici iracheni.

Ha fatto sforzi strenui per difendere il pluralismo interdenominazionale e la democrazia. Fu arrestato e torturato dalle forze di Saddam nel 1972. Cinque dei suoi fratelli e un'altra dozzina di parenti furono uccisi dal regime di Bagdad.

Si diceva che fosse profondamente colpito dagli ideali e dal pensiero dinamico dell'imam Khomeini, il defunto fondatore della Repubblica Islamica dell'Iran.

lunedì 19 marzo 2018

Abitanti di Fallujah visitano Najaf e rendono omaggio alle tombe dei martiri della Mobilitazione Popolare!

Una nutrita delegazione di abitanti di Fallujah ha visitato Najaf, nel Sud dell'Irak.

Scopo della sua visita era quello di rendere onore alla memoria dei martiri delle forze di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi) che si sono immolati nel corso degli ultimi tre anni e mezzo per distruggere la morsa dell'ISIS su vaste regioni della Mesopotamia e per restituire pace e libertà al suo popolo, al di là di ogni divisione etnica, religiosa e settaria.

lunedì 31 luglio 2017

I 'servizi' irakeni sventano attentati multipli dell'ISIS a Karbala e a Najaf!

A meno di un mese dalla dichiarazione definitiva di vittoria a Mosul l'ISIS era pronto, usando agenti infiltrati e cellule 'dormienti' a tentare di vendicare quell'enorme smacco con attentati di alto profilo contro le città sacre sciite di Karbala e Najaf.

Le due città, davanti alle quali tre anni fa sorse il miracoloso muro delle milizie di mobilitazione popolare armate ed equipaggiate dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana e guidate alla vittoria di Qassem Soleimani, ospitano infatti i sacrari dell'Imam Ali (Najaf) e dell'Imam Hussein (Karbala), rispettivamente primo e terzo imam dello sciismo duodecimano e discendenti diretti di Maometto.

A Najaf inoltre risiede l'Ayatollah Sistani, massimo referente religioso dello sciismo irakeno.

mercoledì 19 novembre 2014

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah riceve il Viceministro Moqbel e si reca in visita all'Ayatollah Najafi!!

Il Segretario-Generale del movimento di Resistenza sciita Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallh nella giornata di ieri ha ricevuto il Viceministro libanese della Difesa, Samir Moqbel, col quale si é intrattenuto discutendo degli ultimi sviluppi nella lotta alla destabilizzazione settaria e alle minacce wahabite contro il Paese dei Cedri.

Dopo questo confronto, che in parte si é esteso a trattare anche degli eventi di Siria e Irak; fortemente collegati con quanto sta attualmente accadendo in Libano, Nasrallah si é recato a visitare la temporanea residenza del venerabile Ayatollah Bashir al-Najafi, arrivato in Libano giorni addietro per una serie di controlli medici.

Figura di spicco dello sciismo irakeno, Najafi si é intrattenuto con Nasrallah discutendo con lui della situazione del mondo sciita e di quello musulmano, nel Medio Oriente e nel mondo.

venerdì 14 novembre 2014

L'Ayatollah irakeno Al-Najafi sbarca a Beirut per sottoporsi a cure mediche, accoglienza di Stato per lui!

Il venerabile leader religioso sciita irakeno, Ayatollah Bashir al-Najafi, é sbarcato nella capitale libanese Beirut, dove verrà sottoposto a test medici e, forse, a una piccola operazione chirurgica.

L'Ayatollah é stato ricevuto con la pompa ufficiale adeguata a una figura del suo calibro; a lato del red carpet srotolato per lui si trovavano il Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader della formazione sciita Amal), gli ambaciatori irakeno e iraniano Raad al-Alousi e Mohammed Fathali, ed esponenti del clero sciita libanese.

Najafi era già stato a Beirut la scorsa primavera, quando era stato ricoverato e sottoposto a una riuscita angioplastica per ridurre i danni di un attacco cardiaco.

mercoledì 22 ottobre 2014

Haider Abadi a Teheran incontra la Guida Suprema Khamenei e ne incassa la piena fiducia!

Nel corso del suo viaggio a Teheran il Premier irakeno Haider Abadi si é incontrato ieri con l'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, intrattenendosi con lui in un dialogo prolungato.

Khamenei ha apprezzato gli sforzi prodotti dalla nazione irakena per fronteggiare l'esplosione terrorista dell'ISIS, che a metà giugno ha preso di sorpresa il paese: "La situazione regionale attuale é stata prodotta da politiche avventuriste e irresponsabili di attori regionali e globali, specie verso la Siria".

"Crediamo tuttavia che la nazione irakena e il suo Governo, con la massiccia partecipazione di tutti gli strati sociali, specialmente i giovani, avranno la forza di rovesciare gli schemi imperialisti senza nessun intervento straniero".

Khamenei ha rassicurato Abadi sul fatto che l'Irak potrà sempre godere di un rapporto privilegiato con Teheran e la sua dirigenza.

martedì 21 ottobre 2014

Abadi vola a Teheran per incontrare il Presidente iraniano Rohani, ma ricorda: "Mai truppe occidentali in Irak!"

Confermando quanto annunciato a inizio ottobre dal Premier nominato in seguito alle dimissioni di Nouri Al-Maliki (grande anima che ha sacrificato la sua chiara vittoria elettorale al bene della nazione mesopotamica) il Parlamento irakeno ha approvato finalmente le nomine di Ministro della Difesa e Ministro degli Interni e una nuova serie di operazioni offensive contro l'ISIS é attualmente in corso.

E' solo naturale, quindi, che di fronte a una situazione tornata promettente, il Premier irakeno si rechi dal suo più prossimo e fidato alleato regionale per concertare le prossime mosse, cosa che Haider Abadi ha fatto ieri sera volando a Teheran per incontrarsi col Presidente della Repubblica Islamica Rohani.

Prima della sua partenza, parlando nella città sacra di Najaf, (dove aveva incontrato l'Ayatollah Sistani), Abadi ha reiterato che in nessun caso permetterà mai a truppe americane, occidentali o della 'coalizione anti-ISIS' di venire a occupare parti del territorio nazionale e che tale decisione non é reversibile o negoziabile.

mercoledì 18 giugno 2014

"Domino Mesopotamico", una difficile partita per l'Iran e il suo Presidente Rohani

Man mano che si sviluppa e si articola la situazione in Irak, con l'apparire di evidenti limiti tattici, logistici e di "tenuta" delle falangi terroriste dell'ISIL e l'apparato di sicurezza e militare dell'Irak che, nonostante comportamenti dubbi e censurabili da parte di alcuni ufficiali, inizia a mobilitare le sue vaste riserve per fare fronte alla minaccia qaedista (in questo potendo anche contare sull'immediato e pronto sostegno dell'aviazione siriana) si evidenziano e si sottolineano similitudini ma anche differenze con gli eventi degli anni passati nella vicina Siria, similitudini e differenze che vale la pena di enucleare ed analizzare attentamente.

Un elemento di continuità tra eventi siriani e irakeni sta nel fatto che col loro settarismo nichilista e assoluto i mercenari wahabiti dell'ISIL si sono da subito alienati qualunque possibilità di simpatia/cooperazione (anche tacita) con settori della società irakena: curdi, cristiani, yazidi e altre minoranza si sono subito compattate attorno al Governo a guida sciita, consci che sotto il giogo salafita la loro vita sarebbe diventata impossibile, non solo, ma persino i clan e le tribù sunnite, che magari qualche anni fa erano tendenzialmente ostili ad Al-Maliki, adesso cooperano con le truppe regolari e le aiutano nelle operazioni di controffensiva e rastrellamento.

Altro elemento di similitudine é l'importanza della difesa dei luoghi sacri dalla furia iconoclasta wahabita: laddove in Siria uno dei principali ridotti di resistenza contro Al-Nusra ed ISIL é stato il Santuario di Sayyida Zeinab, luogo di devozione sciita, in Irak ve ne sono molti di più e anche di maggiore importanza: Kadimiya, Samarra, Najaf e soprattutto Karbala, luogo paligenetico dell'epopea sciita. Tutte località menzionate dal Presidente iraniano Rohani nel discorso con il quale ha promesso "Ogni sforzo" per proteggere questi santuari.

Se in Siria l'Iran ha svolto un ruolo principalmente politico-diplomatico, limitando i coinvolgimenti materiali a rifornimenti militari e appoggio tattico-formativo con ufficiali dell'IRGC che hanno addestrato e inquadrato i volontari sciiti nei Battaglioni Fadl abu Abbas e nei Battaglioni Zulfiqar, il ruolo della Repubblica Islamica in Irak potrebbe essere più proattivo: sia per la presenza di un confine fisico (se i tagliagole dell'ISIL si stabilissero permanentemente in certe zone dell'Irak potrebbero anche sconfinare e attaccare direttamente l'Iran), sia, come già detto, per la presenza in Irak di molti luoghi santi sciiti, visitati ogni anno da centinaia di migliaia di iraniani.

Tuttavia interventi troppo "evidenti" potrebbero rivelarsi controproducenti e non in linea con lo stile "understated" di gestione delle crisi e dei problemi fin qui adottato da Rohani e dal suo Governo, certo, se la situazione dovesse sembrare sul punto di precipitare anche uno statista prudente come lui potrebbe vedersi forzata la mano; per ora possiamo limitarci a dire (scimmiottando a bella posta i truismi dei cronisti a stelle e strisce) che per Teheran "tutte le opzioni rimangono sul tavolo"!

domenica 4 maggio 2014

La Guida Suprema Khamenei comunica televisivamente con gli ingegneri che a Najaf costruiscono una centrale elettrica!

Quel che viene mostrato nella foto qui sopra é il momento in cui, in collegamento televisivo, la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Ali Khamenei, invita gli ingegneri e i tecnici iraniani presenti a Heidarieh nella provincia di Najaf (Irak) a inaugurare ufficialmente la prima fase della costruzione di una centrale elettrica da ben 320 MW.

L'occasione si é avuta nel corso della recente visita di Khamenei agli impianti della Iran Power Plant Projects Management Company (MAPNA); nella sua visita la Guida Suprema ha verificato i grandi progressi nella tecnica delle turbine industriali compiuti dall'ingegneria iraniana negli ultimi 25 anni.

Non é sfuggito, agli osservatori più attenti, il fatto di come la tecnologia delle turbine per centrali elettriche sia prossima e compatibile per molti versi con quella dei propulsori jet per usi civili e militari; campi nei quali negli ultimi anni sono stati altresì registrati grandi passi avanti.

domenica 19 gennaio 2014

Criminali wahabiti catturati in Irak confessano e ammettono i loro legami coi servizi segreti sauditi!!

L'emittente irakena 'Afaq TV' ha trasmesso le immagini di un gruppo di terroristi dell'ISIL catturati recentemente dalle forze governative nel corso del "repulisti" della Provincia di Anbar che confessano e ammettono i legami della loro organizzazione con l'Arabia Saudita, fin troppo generosa nell'armare le mani assassine dei takfiri che vorrebbero far precipitare il paese mesopotamico nella violenza settaria.

Tra essi anche l'Ex-'emiro' di Karbala e Najaf, titolo assurdo che di per sé rivela la folle arroganza di questi fanatici che si nominano 'emiri' (loro, sunniti estremisti e assassini) di città a stragrande maggioranza sciita, devote all'esempio di Ali e Hussein.

Tale 'emiro' ha confessato che l'uomo di riferimento per il suo gruppo era un saudita che si faceva chiamare 'Abu Jassem'; il Premier Nouri al-Maliki ha dichiarato che la guerra contro Al-Qaeda e i suoi protettori e fiancheggiatori continuerà fino alla vittoria definitiva che vedrà la malapianta takfira sradicata per sempre dalla terra del Tigri e dell'Eufrate.

lunedì 11 marzo 2013

Moqtada al-Sadr si trova a Beirut per incontri ad alto livello con i leader di Amal ed Hezbollah!

Abbiamo ricevuto notizia che nella giornata di oggi, lunedì 11 marzo, il leader religioso e politico irakeno Moqtada al-Sadr, figura fondamentale del panorama sciita nel paese mesopotamico, ha raggiunto Beirut accompagnato da un piccolo 'cadre' dei suoi più stretti collaboratori, tra cui si contano numerosi membri del blocco parlamentare sadrista.

Una fonte riferita proprio al blocco sadrista ha riferito alla Agenzia Nazionale Iraki News che Moqtada al-Sadr spenderà tutto il suo soggiorno nella capitale libanese in incontri con i leader di Amal, Hezbollah e altre formazioni politiche locali. Sembra, ma non é possibile confermarlo con certezza, che la maggior parte delle discussioni verteranno sulla situazione siriana e sui passi necessari da parte del blocco sadrista per accelerare una sua soluzione in linea con gli interessi politici e strategici dell'Asse della Resistenza.

E' la prima volta, dal rientro di Moqtada al-Sadr in Irak dopo il suo soggiorno di studio e perfezionamento teologico nella città sacra iraniana di Qom, che il leader sciita si imbarca in un viaggio 'diplomatico'.

giovedì 24 gennaio 2013

Le forze di sicurezza irakene arrestano 250 terroristi wahabiti finanziati dall'Arabia Saudita!

Una rete di ben 250 terroristi wahabiti con finanziatori e collegamenti ad altissimo livello in Arabia Saudita é stata distrutta dalle forze di sicurezza irakene con una vasta operazione di counterintelligence che ha visto uomini della polizia e dell'esercito mobilitati in tutta la zona del Medio Eufrate.

Secondo quanto rivelato nella conferenza stampa che ha comunicato i risultati del successo dell'operazione l'ufficio del Principe saudita Bandar bin Sultan Saoud (il famigerato 'Bandar Bush') aveva stanziato circa 200 milioni di dollari Usa a favore dei criminali, istigandoli a compiere attentati contro i quartieri sciiti di Bagdad e le città di Najaf, Karbala e Al-Diwaniyah, tutte a maggioranza sciita.

Anche i piani di questa congrega di agitatori rientrano nello schema della cospirazione contro l'unità nazionale irakena con cui gli emirati wahabiti del petrolio vorrebbero rifarsi dei rovesci inflitti loro in Siria dalla tenace resistenza del popolo e dell'Esercito contro le loro bande di mercenari stranieri.
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domenica 9 dicembre 2012

I servizi di sicurezza irakeni sventano complotto wahabita per colpire il santuario sciita di Najaf e l'Ayatollah Sistani!

Distruggere il santuario sciita di Najaf dedicato all'Imam Ali e meta ogni anno di milioni e milioni di pellegrini dall'Iran, dall'Irak, dalla Siria e dal Libano e assassinare nientemeno che l'Ayatollah Ali Sistani, probabilmente la più alta autorità sciita irakena e una delle massime di tutto lo sciismo mondiale, questo era l'obiettivo dei trenta terroristi wahabiti che sono stati arrestati dalle forze di sicurezza irakene nella regione di Babil.

Per "prepararsi" a questi obiettivi i criminali, contando sull'appoggio di finanziatori e sostenitori stranieri (noi lo annunciamo ora: non ci vorrà molto ad accertare anche dietro a questo gruppo di fanatici sunniti l'ombra criminosa dei petrodollari e dei servizi segreti sauditi e qatarioti) avevano già compiuto operazioni "minori" a Babil e dintorni e un paio di attentati anche nella capitale, Bagdad, ma il 'crescendo' che doveva portarli a colpire simboli importantissimi per il sessantacinque percento della popolazione irakena é stato interrotto dal pronto intervento delle autorità.

Ancora una volta il wahabismo si conferma massima minaccia per la pace e la stabilità dei paesi mediorientali che vogliono costruirsi una libertà e una autonomia scisse dagli interessi dell'imperialismo occidentale; i fanatici dell'integralismo di marca saudita sono sempre pronti a fare il gioco dell'arroganza globale con la loro visione ottusa, antistorica e in definitiva veramente "anti-islamica" del Corano e del messaggio del suo Profeta.
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venerdì 21 gennaio 2011

I medici di Gaza commemorano i colleghi caduti sotto le bombe israeliane


Il personale medico e infermieristico della Striscia di Gaza, nell'ambito delle celebrazioni e delle commemorazioni dedicate al secondo anniversario del violentissimo e sanguinoso "pogrom" militare a cui l'enclave palestinese assediata venne sottoposta da parte delle forze armate dello Stato ebraico hanno organizzato una piccola cerimonia a suffragio dei loro colleghi e compagni di lavoro che trovarono la morte in quei giorni di insensata distruzione, uccisi mentre recavano soccorso alla popolazione, assassinati mentre portavano avanti la loro umanitaria missione.

Il Direttore generale dell'ospedale Al-Shifa, Medhat Abbas, ha colto l'occasione della celebrazione pubblica per lanciare un ulteriore appello sui continui e incombenti fattori di rischio costituiti dai residuati delle armi usate da israele: uranio impoverito, metalli pesanti, fosforo bianco e altri composti chimici altamente cancerogeni e dannosi, tanto per gli abitanti attuai di Gaza, quanto per i nascituri, come insegnano le ondate di teratosi di Najaf e di Fallujah in Irak, dove a distanza di mesi e anni dagli spietati bombardamenti americani le donne e le ragazze continuano a registrare tassi di aborti spontanei totalmente fuori dalla norma e, in alcuni casi, a dare alla luce mostruosità che poco o punto hanno in comune con un bambino umano. (Attenzione! Foto Scioccante)

Analisi condotte da team specializzati hanno rilevato come le truppe dell'esercito più im-morale del mondo abbiano usato oltre trenta tipi di metalli tossici nei loro proiettili, nelle loro bombe e nei loro missili, con speciale riferimento a ordigni che, all'impatto, diffondono nell'aria una nuvola di pulviscolo metallico che viene poi resa incandescente da una "carica" chimica o radiologica, trasformando la zona d'impatto in un globo incandescente da cui niente può salvarsi: tale tipo di arma é stata usata anche dal drone radiocomandato israeliano che ha ucciso l'ex-Primo Ministro libanese Rafik Hariri.

Il Dr. Abbas ha fatto appello alle delegazioni mediche internazionali che visitano Gaza affinché diffondano nella comunità medica, scientifica e umanitaria il grido di aiuto che viene dalla terra palestinese assediata, dove ogni giorno il personale sanitario ha a che fare con una critica penuria di equipaggiamenti, medicine e sostanze essenziali. La fazione collaborazionista Fatah, infatti, fedele esecutrice dei diktat sionisti, ritarda e rimanda colpevolmente i trasferimenti di medicinali e attrezzature mediche, per compiacere i suoi padroni di Tel Aviv.

domenica 9 gennaio 2011

Il primo discorso pubblico di Moqtada al-Sadr invita tutti gli iracheni a "rifiutare" l'occupazione straniera


Il leader sciita Moqtada al-Sadr, nel corso delle prime giornate dal suo ritorno definitivo dall'Iran (dove ha speso quattro anni studiando nella città sacra di Qom), ha chiamato il popolo iracheno alla Resistenza contro gli ultimi cascami della presenza militare americana nel paese, chiedendo non solo ai suoi seguaci, ma anche ai sunniti e ai membri di altre sette di "respingere" la stessa idea di una presenza straniera nella loro patria.



Nel discorso tenuto a Najaf, lo stesso giorno del suo rientro in patria, al-Sadr ha definito gli Stati uniti, ma anche la Gran Bretagna e Israele, come "nemico comune" del popolo iracheno tutto, riscuotendo il plauso incondizionato del pubblico, costituito per la maggior parte da residenti del quartiere di al-Hanana. "Resisteremo agli occupanti, con ogni mezzo, culturale, civile, politico e anche militare" ha detto Moqtada "Non tutti possono portare un'arma, le armi sono destinate a coloro che hanno il diritto di portarle, ma siamo un popolo e lotteremo uniti"; nel corso della sua concione, però, il leader si é espresso duramente contro quei gruppi e quegli individui che prendono di mira civili e colpiscono nel mucchio.

Il Blocco Sadrista, parte dell'Alleanza nazionale irachena, é stato ricompensato per il suo lusinghiero successo elettorale con ben sette ministeri: dell'Edilizia, delle Risorse idriche, del Turismo e dell'Archeologia, dello Sviluppo, del Lavoro e del Welfare, più un Ministero senza portafoglio.

mercoledì 5 gennaio 2011

Moqtada al-Sadr torna definitivamente in Irak, accoglienza entusiasta a Najaf


Sayyed Moqtada al-Sadr é rientrato dall'Iran questo pomeriggio in patria, dove ha ricevuto una trionfale accoglienza dai suoi seguaci e sostenitori riunitisi per l'occasione a Najaf; la comunità sciita irakena, la cui importanza é ormai in costante ascesa in tutti i settori della vita pubblica (politica, sociale ed economica) dopo gli anni di costrizione dovuti alla preminenza degli elementi sunniti legati al clan di Saddam Hussein prima e ai fantocci dell'occupazione militare angloamericana poi ha celebrato il rientro del giovane leader religioso con tutto l'entusiasmo del caso.

Era l'una, ora italiana (le tre a Bagdad), quando Moqtada al-Sadr, figlio del Grande Ayatollah Mohammed Sadeq al-Sadr, rispettato teologo sciita a sua volta, capo del "blocco sadrista" che é blocco principale dell'Alleanza nazionale irachena (159 seggi su 325) e che controlla gli strategici ministeri dell'Edilizia, delle Risorse idriche, del Turismo e dell'Archeologia, dello Sviluppo, del Lavoro e del Welfare (più un Ministero senza portafoglio), capo di una milizia che vuole ripetere in Mesopotamia la vittoriosa Resistenza di Hezbollah, definito dalla scrittrice e commentatrice anti-imperialista Naomi Klein come "Il più grande e pericoloso ostacolo per i piani statunitensi di dominio dell'Irak", al-Sadr sembra avere tutte le carte in regola per dominare il palcoscenico politico iracheno per molti decenni a venire.

Moqtada, infatti, é riuscito a volgere a proprio vantaggio l'elemento della giovane età che, all'indomani dell'invasione e dell'occupazione del suo paese sembrava dovergli precludere le luci della ribalta (nell'Islam sciita infatti é molto raro per un aspirante leader vedere premiate le sue ambizioni se ha meno di 50 anni), a tutto vantaggio dell'anziano e canuto Ayatollah Ali Sistani.

Ora, nell'ottavo anno di occupazione straniera, molti iracheni ritengono che la linea attendista e moderata di Sistani sia perdente e poco dignitosa e che al contrario l'insurrezione dell'Esercito del Mahdi (la milizia Sadrista) abbia segnato il punto di svolta e di riscossa dell'onore nazionale, non soltanto per la maggioranza sciita, ma per tutti gli iracheni. Rafforzato nelle sue credenziali religiose da quattro anni di studio nella città sacra di Qom, al-Sadr ha potuto incontrare Ali Sistani in serata per quello che molti interpreteranno come un virtuale "passaggio delle consegne", dal leader di ieri a quello di domani ed oltre.
Il santuario di al-Musumeh, a Qom, dove Moqtada ha vissuto e ha studiato dal 2007 ad oggi.
La visita a Sistani é venuta terza in una scaletta che ha prima previsto l'omaggio alla tomba dell'Imam Alì, radice storica dello sciismo duodecimano, e quello più personale (ma a sua volta anche religioso e politico) al sepolcro del padre Mohammed, che dal 1991 prese a organizzare attorno a sé un primo nucleo di sciismo politicizzato in opposizione al regime sunnita di Saddam Husssein, che lo fece uccidere il 18 febbraio 1999 in un agguato in cui perirono anche due fratelli di Moqtada. Mohammed al-Sadr sapeva di essere nel mirino, tanto che durante la sua ultima predica del venerdì, prima di venire colpito, aveva indossato pubblicamente il sudario, dichiarando a tutti di essere pronto al sacrificio.

Ora Moqtada, già insignito del titolo di "Hujjat al-Islam", (Segno dell'Islam), solo un grado al di sotto di quello di Ayatollah, sembra in grado di riuscire nello scopo che le pallottole dei sicari preclusero al padre.