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giovedì 26 giugno 2014

Raid anti-terrorismo a Tripoli e Beirut! Numerosi arresti: due agenti sauditi si fanno esplodere all'Hotel Du Roy!!

Continua senza sosta la lotta antiterrorismo dei servizi di sicurezza libanesi che, dopo avere evitato un devastante triplice attentato agli ospedali del quartiere sciita di Beirut; dopo avere bloccato un'autobomba poco prima che raggiungesse una zona affollatissima del quartiere di Tayouneh (al costo della vita di un ufficiale), hanno effettuato due retate una a Tripoli e una a Beirut.

Nel corso della prima una cellula terrorista wahabita é stata scoperta e distrutta con gli arresti di Wissam Ahmed Al-Qass, Danny Ahmad Al-Qass, Amjad Nuhad al-Khatib e Nabil Kamel Bayda. Tutti gli arrestati sono stati riferiti all'autorità giudiziaria competente che li processerà per direttissima.

A Beirut invece una cellula di agenti sauditi é stata bloccata nell'Hotel Du Roy nel quartiere di Raouche: due agenti stranieri si sono suicidati facendosi esplodere, ferendo due ufficiali della Surete e causando danni materiali ma per fortuna senza altre conseguenze, un terzo agente é stato bloccato prima che potesse farsi esplodere e un giubbotto esplosivo é stato trovato abbandonato nelle vicinanze.

Numerose persone che si sospetta potessero essere legate agli agenti sauditi sono state arrestate e si sta procedendo alla loro identificazione e a tutti gli accertamenti necessari.

domenica 6 aprile 2014

I Siriani di Tunisia dimostrano la loro solidarietà alla Patria e al Governo legittimo attendendo il momento del Ritorno!!

Cittadini siriani rimasti bloccati in Tunisia dai drammatici eventi che negli ultimi tre anni hanno travagliato il loro paese hanno dimostrato ieri la loro solidarietà e vicinanza coi compatrioti, con l'Esercito nazionale e il Governo legittimo riunendosi davanti al Ministero degli Esteri con bandiere e striscioni.

"Sono molto fiducioso che presto potremo rientrare alle nostre case, grazie agli sforzi vittoriosi dell'Esercito Arabo Siriano e del grande popolo di Siria", ha dichiarato ai microfoni dell'emittente iraniana PRESSTV uno dei partecipanti al rally.

La Tunisia é molto preoccupata per la prospettiva che estremisti contagiati di wahabismo che abbiano preso parte alle azioni armate contro il popolo e il Governo siriano possano rientrare in patria e darsi a campagne di terrore e attentati come hanno imparato a fare all'estero, per questo motivo le forze armate e i servizi di sicurezza pattugliano il territorio per prevenire ogni "insediamento" di basi estremiste e focolai di terrorismo.

mercoledì 2 aprile 2014

L'Armee Libanaise 'espugna' Bab al-Tabaneh a Tripoli Siriaca: confisca arsenali ed arresta 75 estremisti wahabiti!!

L'Esercito libanese proseguendo nella vasta operazione di normalizzazione a Tripoli Siriaca lanciata ieri; nelle prime ore del mattino ha fatto irruzione da più direttrici  nel miserabile sobborgo sunnita di Bab al-Tabaneh, abbattendo barriere, penetrando in 'bunker' e santabarbare nascoste sotto moschee improvvisate, 'sale di preghiera' e magazzini e capannoni da cui individui autonominatisi 'imam' e 'sceicchi' diffondevano prediche velenose e settarie, sequestrando ingenti quantità di armi, munizioni, esplosivi e arrestando circa 75 sospetti.

Gli arrestati si erano resi protagonisti dei vari tentativi di assalto al quartiere alawita di Jabal Mohsen nelle settimane e nei mesi scorsi oppure quegli stessi attacchi avevano istigato e plaudito. Il Ministro della Giustizia Ashraf Rifi ha dichiarato: "Siamo in contatto con importanti figure religiose di Tripoli e contiamo sul loro sostegno per il successo delle operazioni dell'Armee".

"I residenti di Tripoli Siriaca hanno il diritto di vivere in sicurezza e in pace senza dover temere da un momento all'altro di rimanere vittime di cieca violenza settaria, dobbiamo avere il coraggio morale di assicurare loro questi Diritti altrimenti non saremmo degni delle cariche che ora ricopriamo".

venerdì 7 marzo 2014

Il Governo egiziano potrebbe revocare la cittadinanza concessa a oltre 13mila palestinesi!

Con un comunicato ufficiale il Governo del Cairo ha annunciato di avere iniziato le 'procedure di revisione' circa la concessione di cittadinanza a 13.757 Palestinesi (per la maggior parte abitanti della Striscia di Gaza) che hanno ricevuto documenti egiziani durante il breve periodo di egemonia della Fratellanza Musulmana, organizzazione estremista legata al Qatar ora messa fuorilegge dal movimento correttivo guidato dalle forze armate.

Le autorità cairote temono che tra queste migliaia di Palestinesi possano esserci molte centinaia di agenti di Hamas interessati a destabilizzare la situazione per favorire quanto rimane dell'Ikhwan e impedire la normalizzazione e il ritorno alla convivenza civile.

Già da alcuni giorni il Governo egiziano aveva colpito Hamas dichiarando l'organizzazione palestinese fuorilegge, chiudendo i suoi uffici e sequestrandone i beni esattamente come era stato fatto in precedenza con la Fratellanza Musulmana.

Questo ha ottenuto Hamas preferendo vendersi alla politica di destabilizzazione voluta dagli Emiri del Qatar e intrufolandosi nelle questioni interne egiziane e siriane, anziché concentrarsi sulla Resistenza all'occupazione sionista della Palestina: una volta i Palestinesi avevano un valido sostegno in Assad e nel popolo siriano e anche nel popolo egiziano che si considerava 'fratello' dei Palestinesi di Gaza.

Adesso Siria ed Egitto vedono Hamas come un nemico e un traditore e anche il sostegno popolare per la Causa Palestinese potrebbe affievolirsi.


mercoledì 6 novembre 2013

Le autorità del Cairo non fanno dietrofront: la Fratellanza Musulmana rimane un'organizzazione fuorilegge

Doccia gelata per quei restanti sostenitori dell'Ikhwan musulmana che speravano in un rovesciamento in appello del recente provvedimento di scioglimento dell'organizzazione, decretato da una corte amministrativa del Cairo e che comprendeva anche il sequestro degli ingenti beni intestati all'organizzazione: immobili, cliniche, scuole coraniche e molti altri ancora.

Con la sentenza emessa oggi le autorità egiziane mantengono lo status di 'fuorilegge' per quella che é stata per tutti gli anni di Sadat e Mubarak la più grande organizzazione non governativa egiziana cui i regimi autocratici impegnati a distruggere le tutele ai poveri e ai lavoratori introdotte da Nasser 'delegavano' il compito di occuparsi degli indigenti e di fargli il lavaggio del cervello in senso islamista radicale (onde poterli poi inviare in Afghanistan a combattere per conto della CIA).

Con l'istruzione del processo all'Ex-presidente Mohammed Mursi e le continue retate contro quadri e dirigenti della Fratellanza sembra che le attuali autorità egiziane non abbiano alcun interesse a instaurare un dialogo con quel che resta dell'Ikhwan ma puntino direttamente alla sua cancellazione.

martedì 24 settembre 2013

Anche Salahddin Sultan, leader della Fratellanza Musulmana, sperimenta l'ospitalità delle prigioni egiziane!

Secondo quanto riportato dall'Agenzia Anadolu Salahddin Sultan, leader dell'Ikhwan latitante fin dalla deposizione dell'Ex-presidente Mohammed Mursi a inizio dello scorso mese di luglio é stato catturato dalle forze di sicurezza egiziane.

Anche Mohamed Ali Bishr, già Ministro dello Sviluppo Locale sotto la Presidenza di Mursi, sarebbe stato arrestato e imprigionato nello stesso giorno.

Come abbiamo già detto, la Corte Suprema del Cairo ha sciolto la Fratellanza Musulmana e ogni associazione a essa imparentata ordinando tra l'altro il sequestro di tutti i beni mobili e immobili a essa riconducibili.

Sono ormai oltre duemila i dirigenti di alto e medio livello dell'Ikhwan che sono stati finora arrestati e imprigionati: come conseguenza la capacità dell'organizzazione di suscitare movimenti e proteste di massa é stata quasi annientata e non si sono più ripetute le massicce manifestazioni che a luglio avevano causato anche centinaia di morti.

lunedì 23 settembre 2013

"GAME OVER per l'Ikhwan!" Le autorità egiziane mettono fuorilegge ogni incarnazione della Fratellanza Musulmana e confiscano tutti i suoi beni!!

Con una sentenza di esemplare durezza la Corte Suprema del Cairo ha letteralmente "annientato" la Fratellanza Musulmana, organizzazione politica che aveva sfruttato l'insurrezione popolare con cui nel 2011 é stato deposto Hosni Mubarak per cercare di accaparrarsi il potere in un'ottica divisiva e settaria coeva alla campagna terroristica takfira in corso in Siria e subserviente ai desideri del Qatar e della sua classe dirigente precedente alla salita al trono dell'Emiro Tamim (lo scorso giugno).

Le lancette in Egitto sono state riportate agli anni '50 quando, dopo un fallito tentativo dell'Ikhwan di assassinare (per conto della CIA americana) il Presidente Nasser l'organizzazione era stata annientata e costretta alla clandestinità. Ormai in Egitto é impossibile portare avanti iniziative pubbliche di ogni genere che si rifacciano alla Fratellanza Musulmana, al Partito di Libertà e Giustizia, al Regime del deposto Presidente Morsi.

Tutti i beni mobili e immobili riconducibili all'Ikhwan e ai suoi dirigenti, inoltre, sono stati confiscati dalle autorità.

venerdì 23 agosto 2013

Retata contro l'Ikhwan! I militari in Egitto arrestano Ahmed Aref e altri 75 esponenti della Fratellanza Musulmana!

Anche il portavoce dell'Ikhwan egiziana e i settantacinque altri dirigenti di medio e basso livello arrestati recentemente dalle autorità del Cairo vedranno il sole a scacchi per un bel po', non diversamente da Mohamed Badieh, Khairat al-Shater e agli altri cento dirigenti arrestati tra il 19 e il 20 agosto scorso.

Siti e bollettini-web vicini all'Ikhwan hanno in queste ore il loro bel daffare a smentire che le recenti retate abbiano fatto a pezzi la dirigenza della Fratellanza e messo in forse il proseguire delle proteste contro la deposizione di Mohamed Mursi, avvenuta ormai quasi due mesi fa, ma senza nessuno che dia ordini sembra che già le manifestazioni previste per oggi si siano svolte in un clima di incertezza e disagio.

Il Ministro degli Interni ad Interim, Mohamed Ibrahim, parlando alla stampa, ha dichiarato che oltre ad Ahmed Aref anche  il dirigente Abdel Moneim sarebbe caduto recentemente in mano alle autorità.

sabato 12 marzo 2011

Nablus: uccisi cinque coloni ebrei di un insediamento illegale in terra Cisgiordana, le truppe israeliane si scatenano


Raid, retate, arresti in massa effettuati sulla base di semplici sospetti, spesso solo sulla base del sospetto etnico-razzista, istituzione di posti di blocco, coprifuoco, questa la violenta e scomposta reazione delle forze di occupazione dello Stato ebraico a Nablus e Jenin, dopo che, nella notte tra ieri e oggi, una famiglia di fondamentalisti ebrei che vivevano nell'insediamento illegale di Itamar é stata sterminata da ignoti aggressori.

I media israeliani, naturalmente, battono subito sul tamburo del presunto "attacco terrorista" anche se nessuna organizzazione palestinese ha rivendicato l'attacco, le cui modalità differiscono molto dalle tecniche normalmente impiegate dalle fazioni della Resistenza.

Nel frattempo, "per non saper leggere né scrivere" le famigerate truppe dell'esercito più (im)morale del mondo sono scattate in azione con blindati, elicotteri, unità cinofile e tutto il parafernalia della segregazione e dell'Apartheid: posti di blocco mobili e fissi e altri accorgimenti per poter soffocare le circostanti comunità palestinesi e iniziare a far pagare loro il 'prezzo' dell'offesa recata alla 'razza padrona' secondo gli usuali schemi della punizione collettiva.
Dopo il passaggio delle truppe sioniste: famiglia palestinese riordina la propria casa devastata

Particolarmente colpito, finora, é stato il villaggio palestinese di Orta, in cui le truppe sioniste si sono lasciate andare a una vera e propria sarabanda da "Notte dei Cristalli", irrompendo in case e negozi, devastando e distruggendo mobili, suppellettili, merci e quant'altro poteva fungere da bersaglio alla loro rabbia impotente, trascinando via uomini e ragazzi malmenati e percossi, lasciandosi dietro donne e ragazze in lacrime.

Altri cinque villaggi nell'area circostante stanno subendo in queste stesse ore lo stesso fato.

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