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sabato 12 maggio 2018

Una ferrovia tra Mongolia Interna e Iran permette risparmio di 20 giorni rispetto ai trasporti navali!

Venti giorni in meno rispetto a quanti ne impiegherebbe un bastimento con lo stesso carico partendo da Shanghai o da Canton e attraccando a Bandar Khomeini con un oltre mille tonnellate di semi di girasole.

Questo il risparmio di tempo realizzato grazie alla nuova ferrovia Bayannour-Teheran tra Mongolia Interna (provincia della Repubblica Popolare Cinese) e Repubblica Islamica dell'Iran, che é stata inaugurata ieri con la partenza proprio di un carico di 1150 tonnellate di semi di girasole, popolarissimi in Iran (così come in tutto il Medio Oriente e il Caucaso) come snack, specialmente durante le partite di calcio.

La ferrovia attraversa Turkmenistan e Kazakhstan, snodandosi per oltre 8000 Km.

E' la realizzazione pratica di una parte della Nuova Via della Seta, il corridoio commerciale inattaccabile dalle potenze imperialiste anglosassoni (potenze che si basano sulla capacità delle loro flotte di mettere in pericolo la sicurezza dei commerci navali) che Beijing ha elaborato come veicolo primario dello Spostamento a Est dell'asse del potere mondiale.

sabato 5 maggio 2018

Il toyboy Macron viene messo a posto dalla portavoce del Ministero degli Esteri cinese!

Emmanuel Macron (nella foto, insieme alla pederasta che poi lo ha 'sposato') si é reso responsabile di una nuova figuraccia che testimonia quanto in basso la Repubblica Francese sia caduta rispetto ai tempi di figure austere e dignitose come Francois Mitterand e Jacques Chirac.

Nel corso della sua visita australiana, lo scorso giovedì a Sydney si era messo a blaterare di 'Egemonia Cinese' che Francia, Australia e, incongruamente, India (?) avrebbero avuto il 'dovere di contrastare'.

Evidentemente il toyboy della carampana non é stato informato di quanto stretti e intensi siano diventati negli ultimi anni i rapporti tra Nuova Delhi e Beijing.

venerdì 5 maggio 2017

La Repubblica Popolare Cinese aumenta qualità e intensità dell'addestramento dei propri piloti militari!

Le forze militari della Repubblica Popolare Cinese hanno potenziato la propria componente aerea in maniera notevolissima, implementando passo dopo passo un programma onnicomprensivo per rafforzare le proprie capacità di reazione di fronte alle minacce e alle provocazioni degli Usa e dei loro lacché.

Secondo un rapporto pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano China Daily "I piloti e i comandanti della Forza Aerea dell'Armata di Liberazione Popolare hanno ricevuto l'ordine di esercitarsi su scenari di combattimento sempre più realistici e impegnativi, con numerosi incentivi per coloro che avessero trovato le maniere più efficaci, innovative per risultare vincitori delle battaglie e dei duelli simulati".

lunedì 14 novembre 2016

Accordo sino-iraniano di cooperazione militare firmato a Teheran dal Ministro cinese Chang Wanquan!

Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Arrivato ieri nella capitale iraniana per una visita di tre giorni, il Ministro della Difesa della Repubblica Popolare Cinese, Chang Wanquan, al termine di un lungo incontro col collega Hossein Dehqan, ha apposto la propria firma in calce a un importante accordo di cooperazione militare e difensiva tra il gigante asiatico e la Repubblica Islamica.

L'espansione della cooperazione, lo scambio di esperienze militari, l'addestramento incrociato in campi cruciali come la difesa cibernetica e le operazioni antiterrorismo e una serie di iniziative comuni contro il traffico di droga e altre minacce non-convenzionali, sono tutti punti menzionati nell'accordo.

lunedì 27 ottobre 2014

Il Ministro Chan Wanquan: "Vogliamo una più stretta cooperazione militare con l'Iran."

La Cina vuole sviluppare forti legami militari con l'Iran, ha detto il ministro della Difesa cinese Chang Vankuan durante una visita del comandante della Marina iraniana che conferma i buoni rapporti diplomatici tra Teheran e Beijing. Prova di questo è che i due paesi vogliono cooperare contro il predominio marittimo degli Stati Uniti nella regione Asia-Pacifico.

Il ministro della Difesa cinese Wanquan, ha detto il comandante dell'IRIN  Ammiraglio Sayyari:"[...] vuole sviluppare una cooperazione pragmatica e costante con lo sviluppo dei legami tra le due forze armate." E ha aggiunto: "[...] le nostre flotte negli ultimi anni hanno sviluppato una buona cooperazione con visite reciproche di personale tecnico, così come in altri campi ".

L'agenzia di stampa cinese Xinhua ha citato Wanquan che ha dichiarato:"Lo scambio tra le nostre due marine è stato fruttuoso, e le nostre navi da guerra hanno completato con successo visite reciproche."

A settembre per la prima volta nella storia, due navi da guerra cinesi hanno attraccato nel porto iraniano di Bandar Abbas a prendere parte a esercitazioni militari congiunte.

"L'Iran attribuisce grande importanza alle sue relazioni con la Cina ed è pronta a rafforzare la cooperazione militare bilaterale, in particolare nell'ambito navale", ha detto l'ammiraglio Sayyari.

Il rafforzamento della cooperazione militare tra l'Iran e la Cina, con l'obiettivo di rafforzare la capacità militare dell'Iran è, secondo gli analisti, il modo in cui la Cina vuole espandere la sua influenza al di là della sfera est asiatica.

"L'arrivo di navi da guerra iraniane nei porti della Repubblica Popolare riflette la concreta cooperazione militare sino-iraniana e la Repubblica Islamica é di gran lunga il soggetto che la Cina riconosce preferenzialmente come partner militare navale. La cooperazione tra i due paesi prima degli ultimi anni é stata abbastanza nascosta, ma ha origine fin dagli anni '80 quando la Cina venne incontro alle richieste iraniane di armi per combattere l'Irak di Saddam Hussein", ha detto Christian Le Mier, esperto dell'International Institute for Strategic Studies.

Il Quotidiano di Liberazione del Popolo cinese, indipendentemente dalla riunione, ha pubblicato un rapporto che descrive come l'Ammiraglio Sayyari avrebbe partecipato a una conferenza sulle capacità tecniche della Marina cinese e visitato diversi sottomarini e navi da guerra.

La Cina è uno dei più grandi acquirenti di petrolio iraniano nonostante le sanzioni imposte contro l'Iran dall'Occidente. La Cina acquista il 57,2% del greggio iraniano, mentre il gas iraniano costituisce il 10 per cento delle forniture totali di gas della Cina.

sabato 25 ottobre 2014

La Repubblica Popolare Cinese contraria a ogni genere di sanzione economica contro la Federazione Russa!

"Il Governo cinese non si unirà ad alcun genere di sanzione economica contro la Federazione Russa"; questa dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri di Beijing, Hua Chunying é stata ripresa (immaginiamo con immensa soddisfazione -NdR-) dall'agenzia di stampa russa Tass commentando una dichiarazione di P. Jones, funzionario Usa.

"Le sanzioni sono contro la nostra dottrina, perché precedenti esperienze dimostrano la loro inefficacia", ha dichiarato Hua, che ha raccomandato la via diplomatica e negoziale per la soluzione della questione ucraina.

"Le nazioni asiatiche e, tra esse, la Repubblica Popolare Cinese, hanno precise idee riguardo il probema ucraino, e tra queste, molto chiara, c'é quella della perfetta e completa inutilità di qualunque pressione economica di tipo sanzionatorio".

Cina e Russia sono sempre più spesso unite nelle posizioni di politica estera, ambedue convinte che sia necessario porre un freno e un limite alla smisurata arrogante 'hubrys' della Casa Bianca, che mal tollera l'idea di stare entrando in un mondo multipolare dove il bilanciamento del potere mondiale é sempre più spostato verso Est.

venerdì 24 ottobre 2014

Il Comandante della Marina Iraniana a Pechino incontra i vertici della Difesa cinese!!

Il Contrammiraglio Habibollah Sayyari, volato nella capitale cinese per una breve ma importantissima visita, ha incontrato il suo collega della Marina di Liberazione Popolare, Ammiraglio Wu Shengli e il Ministro della Difesa Chang Wanquan.

Sayyari parlando all'Ammiraglio Shengli ha chiesto un aumento delle operazioni cooperative tra IRIN e PLAN mirate al contrasto della pirateria e del terrorismo navale e alla promozione della libertà e sicurezza di navigazione, un argomento di certo popolare a Beijing, vista la necessità per il continuo sviluppo economico cinese di garantire l'afflusso di materie prime ed idrocarburi nei porti del Paese di Mezzo e altresì il continuo arrivo dei container di prodotti finiti alle banchine di tutto il mondo.

Anche il Ministro Wanquan ha caldamente espresso la prontezza della Repubblica Popolare a collaborare con la Repubblica Islamica in "Una franca e pragmatica atmosfera, non solamente nell'ambito navale, ma in tutti gli aspetti della sfera militare e della Difesa".

domenica 18 maggio 2014

Cento militari ucraini defezionano e si schierano con le milizie della Repubblica Popolare di Donetsk!

Sempre più evidente e profonda la crisi in cui si dibatte il regime banderista di Kyiv; poche ore dopo la scadenza dell'ultimatum proclamato la settimana scorsa dal Comandante delle milizie popolari della Repubblica di Donetsk Sergey Zdrilyuk circa cento militari ucraini hanno defezionato unendosi alle autorità separatiste locali.

Aleksandr Boroday, Premier a interim della neonata Repubblica Popolare, ha inoltre rimarcato che "nessun dialogo sarà possibile con Kyiv, fino a quando truppe che rispondono ai golpisti del Majdan rimarranno sul territorio di Donetsk".

Inoltre, diverse dozzine di agenti provocatori di Kyiv (fra di loro molti stranieri che si sospettano appartenere a servizi segreti o compagnie di mercenari occidentali) sono stati arrestati in questi giorni mentre cercavano di istigare scontri o appiccare incendi in varie zone di Donetsk.

mercoledì 7 maggio 2014

Il Ministro della Difesa iraniano in visita ufficiale in Cina per espandere ed approfondire la cooperazione tra Artesh e PLA!!

Il ministro iraniano della Difesa, Hossein Dehqan, si trova in Cina per colloqui in materia di cooperazione militare. A Pechino, il ministro e' stato ricevuto questa mattina dall'omologo Chang Wanquan, il quale, citato dall'agenzia Xinhua, ha poi parlato di una collaborazione bilaterale positiva e stategica, di frequenti colloqui di alto livello e di una crescente reciproca fiducia in campo politico.

Si tratta della prima visita di Dehqan in Cina da quando il suo governo si e' insediato lo scorso anno. Accompagnato da una nutrita delegazione militare, il ministro iraniano, che e' a Pechino da ieri e per altri tre giorni, ha auspicato che la cooperazione tra i due dicasteri si vada ampliando, eliminando "le reciproche preoccupazioni in materia di estremismo, terrorismo, traffici illeciti e pirateria". "Una Cina potente - ha detto Dehqan, citato dall'agenzia iraniana Mehr - garantice pace e sicurezza globali, cosi' come un Iran potente e' garanzia di pace, stabilita' e sicurezza sostenibile nel Golfo e in Medio Oriente". Cina e Iran hanno da tempo una forte cooperazione militare e molti media regionali sostengono che Pechino fornisca a Teheran, tra l'altro, materiali e tecnologia per la costruzione di missili e altri armamenti.
Il 7 maggio a Beijing, il vice presidente della Commissione militare del Comitato centrale del PCC, Fan Changlong, ha incontrato la delegazione guidata dal ministro della Difesa iraniano, Hossein Dehqan.

Fan Changlong ha espresso l'intenzione della Cina di lavorare insieme all'Iran per promuovere la fiducia politica reciproca e approfondire la cooperazione, così da portare le relazioni sino-iraniane ad un nuovo livello. La Cina considera molto importanti le relazioni con l'esercito iraniano e assume un atteggiamento costruttivo nello sviluppo dei rapporti tra le forze armate dei due paesi. Le relazioni amichevoli tra l'esercito cinese e quello iraniano corrispondono agli interessi fondamentali di popoli di Cina e Iran, e favorisce il completamento del processo di sviluppo delle relazioni tra i due paesi.

mercoledì 30 aprile 2014

Anche a Lugansk l'amministrazione locale viene occupata senza colpo ferire dagli autonomisti russofoni!!

Manifestanti contrari alla giunta golpista insediata Kyiv con il beneplacito NATO e americano hanno preso il controllo degli edifici dell'Amministrazione Locale di Lugansk, nell'Ucraina Orientale; anche questa occupazione come quelle già avvenute a Donetsk, Slavianska e Kostantinivka é avvenuta senza spargimento di sangue e con un minimo di confronto fisico.

"L'edificio é nostro, non vi é altro da dire" ha affermato ai microfoni dell'Agenzia Novosti il leader locale Oleg Dereko, "Un comitato di coordinamento popolare si trova ora all'interno e sta stilando le direttive per le prossime azioni volte a tutelare l'autonomia e l'autodeterminazione popolare dei residenti locali e del circondario".

Un piccolo numero di guardie sarebbero rimaste bloccate tra il cortile interno e un corridoio del piano terra; si sta cercando di convincerle ad abbandonare le armi in cambio di un salvacondotto fuori dall'edificio conquistato. Non vi sono stati feriti più gravi di alcuni contusi, gli occupanti non avevano armi eccetto per qualche scudo di lamiera.

L'occupazione dell'edificio é scattata dopo che le autorità locali avevano mancato di rispondere a un ultimatum degli indipendentisti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici, un referendum entro una data ragionevole e il ripristino del Russo come lingua ufficiale insieme all'Ucraino.

martedì 29 aprile 2014

Aggiornamenti dall'Ucraina: ormai persino il governo dei fascisti di Kiev considera perso il bacino del Don!!

Militanti delle forze di protezione popolare est-ucraine hanno preso il controllo della cittadina di Kostiantinivka, occupando il municipio e alzando la bandiera della Repubblica Popolare di Donetsk.

Kostiantinivka, con una popolazione di circa 80.000 abitanti, è una città situata tra le città di Slaviansk e di Donetsk, ambedue si trovano attualmente sotto il controllo degli attivisti pro russi. Domenica scorsa essi avevano preso a Donetsk il controllo della sede della TV locale senza alcun intervento della polizia che pure era presente sul posto.

I miliziani, una volta entrati nell’edificio, hanno costituito una guardia a presidio, portavano abiti civili e  una semplice fascia rossa al braccio con la scritta “Oplop” (muraglia). “I giornalisti di questa TV potranno continuare a lavorare ma c’è bisogno che dicano la verità”, ha spiegato Stanislav, uno degli attivisti, alla AFP. Lo stesso ha aggiunto che loro custodiranno l’edificio giorno e notte, “i canali televisivi russi dicono la verità, vogliamo che anche a Donetsk ci siano catene TV che facciano lo stesso”.

Almeno sei poliziotti ucraini, dei quali almeno 3 armati di Kalashnikov hanno osservato la scena dalla loro jeep senza intervenire. Dalla parte di Lugansk è stato trasmesso dai cittadini un ultimatum alle autorità di Kiev con il quale chiedono:
1) l’attuazione di un referendum con riconoscimento diello status di autonomia della regione,
2)una amnistia per tutti i detenuti politici,
3) l’annullamento degli ultimi aumenti dei prezzi e tariffe,
4) il ritorno del russo quale lingua ufficiale.

Queste sono esigenze chiare per qualsiasi paese civile, hanno detto. “Se entro il 29 di Aprile queste rivendicazioni, basate sugli accordi di Ginevra, non avranno attuazione”, hanno proclamato gli insorti, proclameremo tutti i rappresentanti di Kiev criminali e nemici del popolo e passeremo all’azione”. Questo è il proclama dei rivoltosi definitisi dell’esercito del Sud Est Ucraina.

I giornali di Kiev ormai chiedono che si riconosca la secessione dell’Est Ucraina Alcuni analisti a Kiev hanno commentato per la prima volta di considerare la perdita del sud est dell’Ucraina come inevitabile e che potrebbe anche andare a beneficio dell’Ucraina . “Non ci deve essere dialogo con alcuno, tutti ormai dicono Fuori !” Lo segnala il portale Jvilya. Il giornalista Serguei Visoski analizza che le regioni del Donetsk e di Lugansk sono regioni industriali e minerarie e qualsiasi riforma di tipo neoliberista, come quelle che Kiev vorrebbe introdurre, provocherebbe la chiusura di molte miniere e fabbriche con conseguenti proteste di massa ed una esplosione sociale della quali approfitterebbe Mosca.

Ha scritto Visoski. La zona impoverita di Donbass sarà una fonte di voti per i partiti populisti ed antieuropei, ha segnalato da parte sua il giornale Zerkalo Nedeli (Lo Specchio della settimana), “se cerchiamo di trattenere l’Est rischiamo di perdere l’Ovest. Meglio lasciare che Donbass si stacchi dal paese e ricostruire l’Ucraina in Europa”.

In realtà i circoli del nuovo potere a Kiev vedono nella rivolta dell’Est un ostacolo ai propri piani per implementare le politiche neoliberiste e pro UE, tenendo in conto che l’Ucraina non dispone delle risorse per finanziare una guerra o un lungo periodo di destabilizzazione del paese e sarebbero disposti a permettere che l’est si separi dall’Ucraina , come avvenuto per la Crimea, al fine di attuare i propri propositi.

Sembra inoltre che si siano verificati violenti scontri nel centro della città e nelle vicinanze dello stadio, tra gruppi di nazisti ucraini e forze di autodifesa della Repubblica Popolare di Donetsk. Viene riportato da varie fonti di un bilancio con molti feriti da entrambe le parti. Intanto nel posto di frontiera di Lugansk é stata alzata la bandiera russa. Di fatto in questo punto non esiste più una frontiera con la Russia.

Mosca continua a concentrare le proprie truppe a Slaviansk e si riserva il diritto di intervenire per proteggere la popolazione. Il Ministero della Difesa russo ha negato che ci siano state violazioni dello spazio aereo da parte di aerei russi ed ha bollato come manipolazione le notizie fornite in tal senso dalle autorità del governo di Kiev.