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domenica 7 novembre 2021

SyriaTel ripara i guasti della guerra! Ripristinati in tutto il territorio nazionale MEZZO MILIONE di numeri telefonici!


Dall'inizio di quest'anno e fino alla fine dello scorso ottobre, la SyriaTel, società di telecomunicazioni statale siriana ha ripristinato 79 centrali telefoniche, 80 unità di accesso ottico e quasi mezzo milione di numeri telefonici interrotti nel periodo precedente .

Secondo un comunicato pubblicato dal Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia sulla sua pagina Facebook, i centri telefonici il cui servizio è stato ripristinato sono: 22 centri nella campagna di Damasco, 19 a Daraa, 9 a Deir Ezzor e Hasaka, 7 a Hama, 5 a Homs e Aleppo e un centro a Damasco, Raqqa e Quneitra.

mercoledì 11 marzo 2015

Nuove interessanti rivelazioni sui prossimi passi del programma spaziale iraniano!

Mohammad Hassan Entezari, Segretario del Supremo Consiglio Iraniano per il Cyberspazio, parlando a giornalisti a latere della Quattordicesima Conferenza delle Associazioni Spaziali tenutasi negli scorsi giorni a Teheran ha dichiarato che il satellite per telecomunicazioni 'Mesbah', di totale costruzione nazionale, é pronto a venire lanciato in orbita.

domenica 9 settembre 2012

Un altro carico di sistemi di comunicazione elettronica bloccato in Libano dalle autorità!

Continuano i successi delle autorità libanesi nello strozzare il contrabbando di armi ed equipaggiamenti che turchi, sauditi e qatarioti, con l'aiuto dei corrotti politici dell'Alleanza 14 Marzo tentano di inviare ai terroristi mercenari attivi in Siria contro il legittimo Governo del Presidente Assad. A pochi giorni dall'arresto del figlio di un generale in pensione e dal sequestro di un carico di impianti per comunicazioni satellitari altri trenta apparecchi elettronici per comunicazioni sono stati confiscati.

Gli apparati erano portati da un egiziano, un libanese e due donne di nazionalità incerta in possesso di falsi documenti siriani. Secondo quanto rivelato dalle autorità ai reporter della televisione Al-Manar le donne, sfruttando i loro falsi passaporti siriani, avrebbero dovuto portare gli apparati oltre confine fingendo che fossero apparecchiature mediche, fidando della falsa testimonianza del loro complice egiziano.
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lunedì 3 settembre 2012

Le autorità libanese spezzano una catena di contrabbando d'armi verso la Siria! Bloccati anche apparati elettronici e di comunicazione!

Riportiamo due notizie recentemente filtrate attraverso il canale televisivo Al-Manar, emittente del Partito Hezbollah, che dimostrano come, nonostante l'attenzione e la vigilanza delle forze dell'ordine e del Governo di Najib Mikati, sia tutt'altro che esaurita la spinta di certe forze settarie e dei servizi segreti di alcune nazioni occidenali o filo-imperialiste per cercare di trasformare il Paese dei Cedri nel 'corridioio' di rifornimento delle forze terroriste anti-Assad oltre il confine siriano.

Dalla baia cargo di un aeroplano qatariota comandato da un pilota freelance sono stati estratte dodici consolle computerizzate per telecomunicazioni satellitari. Le apparecchiature sono state sequestrate e il pilota é stato incriminato per contrabbando. Quasi contemporaneamente presso Majdal Anjar il Maggiore dell'Esercito Wissam Abdul Khaleq, figlio del Generale in panesione Hussein Abdul Khaleq é stato arrestato per contrabbando d'armi.

La famiglia Khaleq era già nota per le circostanze riguardanti il pensionamento del già Generale Hussein che si diceva fosse stato scoperto a intrattenere relazioni compromettenti con un'organizzazione straniera. Il fatto che ora il figlio sia stato scoperto mentre organizzava un traffico di armi verso i terroristi attivi in Siria sembra dare credito a quelle voci e fa individuare nei servizi segreti turchi o dei Paesi del Golfo i 'referenti' dei Khaleq.
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venerdì 3 agosto 2012

Le forze di Assad catturano in Siria terroristi legati ai partiti filo-americani e filo-sionisti libanesi!

Secondo quanto recentemente riportato dai servizi d'informazione ufficiali siriani ben sette cittadini libanesi sarebbero stati catturati nelle ultime ore nel corso degli scontri nell'hinterland di Aleppo tra truppe regolari e mercenari stranieri, nel corso della vasta operazione anti-terrorismo seguita alla fallita 'offensiva d'estate' degli agitatori wahabiti sostenuti da Turchia, Qatar e Arabia Saudita nel tentativo di destabilizzare il paese.

I sette, a primi accertamenti, sarebbero risultati collegati con il "Movimento Futuro" del politico filo-Usa e filo-israele Saad Hariri (a sua volta saudita di nascita e strettamente connesso coi movimenti estremisti sunniti in Libano) ma ancora più straordinaria sarebbe risultata la connessione tra altri membri del gruppo e la milizia falangista delle 'Forze Libanesi' comandata dall'assassino mafioso Samir Geagea (scarcerato dall'ergastolo a causa di una sentenza politicamente motivata al tempo della fasulla 'rivoluzione colorata' in Libano). Ciò che dimostra come non siano solo gli estremisti sunniti, ma tutti i politici filoisraeliani e filoimperialisti a essersi mobilitati a favore dei terroristi in Siria. Cosa logica del resto visto che l'insorgenza wahabita serve solo a portare avanti gli interessi sionisti nella regione.
Inoltre il quotidiano libanese Al-Manar avrebbe ricevuto conferma da fonti anonime qatariote che a Doha i servizi segreti dell'Emiro Al-Thani avrebbero perso i contatti con i sei agenti che controllavano la rete di comunicazione delle bande qaediste in Siria, elemento che confermerebbe l'asserzione fatta ieri dalle forze siriane di avere "smantellato" le comunicazioni dei gruppi terroristi. Il comunicato di ieri parlava di "apparecchiature turche" ma può benissimo darsi che l'hardware per le telecomunicazioni sia stato acquistato dal Qatar e poi veicolato ai mercenari tramite la Turchia o con l'aiuto e il sostegno di personale turco.

Intanto la CIA, l'MI6 e i servizi segreti francesi avrebbero lanciato un appello ai loro operativi in Siria di "abbandonare al più presto" le zone dei combattimenti per evitare di venire catturati dalle avanzanti e vittoriose forze governative.
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giovedì 2 agosto 2012

Le truppe siriane distruggono la rete di comunicazione dei terroristi wahabiti!

L'Esercito siriano impegnato nelle operazioni di bonifica dell'hinterland di Aleppo dopo avere liberato le periferie di Salahuddin e Sokari dalla presenza dei terroristi armati é riuscito a "spezzare completamente" le maglie della rete di telecomunicazioni fornita ai mercenari wahabiti dall'Esercito turco con il sostegno di Usa, Arabia Saudita e Qatar. Questo risultato si spera dia un contributo decisivo al disfacimento di quell'abbozzo di organizzazione che esisteva tra le varie bande armate qaediste, che aveva permesso in occasione del vigliacco attentato contro il Ministero della Sicurezza di Damasco di scatenare un attacco contemporaneo contro la capitale, Aleppo e le zone di frontiera del paese.

Nelle ultime ore il Ministero degli Esteri siriano ha inviato missive al Consiglio di Sicurezza ONU e al Segretario Generale Ban Ki-Moon, in esse indicando con ricchezza di riferimenti e prove la condotta inumana e criminale delle bande terroriste che ad Aleppo, tanto più venivano serrate da presso dalla controffensiva militare e tanto più incrudelivano contro la popolazione, legata al Presidente Assad e al suo legittimo Governo che garantisce stabilità, indipendenza del paese e tolleranza ed equanimità tra le varie etnie e confessioni della Siria.
Nella giornata di mercoledì 1 agosto in una intervista all'Agenzia stampa nazionale SANA Assad ha dichiarato che "Il popolo e la nazione siriana si trovano al centro di una battaglia eroica e cruciale che definirà il destino storico di questo paese. Il nemico si annida tra noi, usando agenti mercenari per spargere violenza e incertezza ma viene tenuto in scacco e duramente punito dalle Forze Armate che ancora una volta dimostrano di essere la spina dorsale della nazione".
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giovedì 12 gennaio 2012

Nuova sconfitta per il Mossad! Catturata in Libano la "spia veterana" Eliyas Youness


Eliyas Youness, il "decano degli agenti sionisti in Libano" é stato catturato negli scorsi giorni a Beirut; per oltre 30 anni (dal 1977 in avanti) aveva fornito al regime ebraico di occupazione dati e informazioni sensibili su diversissimi argomenti: dalle procedure di sicurezza marittima ai movimenti aeroportuali e navali, fino ai dettagli tecnici e amministrativi sulla rete di telecomunicazioni del paese, cui aveva libero accesso durante il periodo di lavoro per conto dell'Ogero e che, anche dopo il pensionamento non gli doveva essere certo difficile raccogliere tramite fonti e contatti coltivati per tutta la durata della sua carriera.

Youness é stato arrestato, dopo lunghe ed accurate indagini, da una unità speciale del controspionaggio militare di Beirut. La notizia, diffusa ieri da fonti ufficiali libanesi e subito ripresa da Al.Manar, canale televisivo del partito politico sciita Hezbollah. In questi ultimi mesi, anche grazie alla più stretta e intensa collaborazione tra la Forze Ar,mete e gli apparati della Resistenza, la rete di agenti israeliani in Libano (alcuni, come Youness, attivi ancora prima dell'invasione del 1982).

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giovedì 22 dicembre 2011

Libanese traditore condannato a sette anni di reclusione per spionaggio a favore di Tel Aviv!


Un impiegato delle telecomunicazioni, che lavorava presso la compagnia libanese "Alfa Network" é stato dichiarato colpevole con sentenza definitiva delle accuse mossegli riguardo il passaggio di 'informazioni sensibili' a emissari del servizio di spionaggio sionista e, conseguentemente, condannato a una pena di sette anni di reclusione, senza possibilità di sgravi o sconti di pena per buona condotta.

L'uomo, di nome Charbel Azzi, era passato a lavorare per la Alfa dopo aver servito alcuni anni come impiegato del Ministero delle Telecomunicazioni a Beirut, posto che abbandonò nel 1994 all'epoca delle grandi privatizzazioni dei servizi, decise pochi anni dopo il termine della guerra civile libanese.

Secondo quanto argomentato e provato dall'accusa, Azzi avrebbe passato a Israele 'dettagliati fasciscoli informativi sulle strutture e sulle attività della ditta per cui lavorava, ma anche sulla rete di telecomunicazione nazionale libanese, cui avrebbe avuto accesso tramite i suoi contatti al Ministero'.

L'arresto e la condanna di Azzi sono soltanto uno dei molteplici episodi di debacle che i servizi di spionaggio sionisti e imperialisti hanno recentemente subito in Libano, dove la vigilanza e la cooperazione tra enti e agenzie statali e le forze della Resistenza hanno spazzato via più di una rete di informatori del Mossad e della CIA.
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giovedì 11 agosto 2011

Israele danneggia le linee telefoniche di Gaza isolando la Striscia: in arrivo nuovi attacchi?


Nella notte i bulldozer israeliani, operando attorno alla zona di Nahal Oz hanno sradicato e divelto tutti i cavi telefonici che consentono le comunicazioni telefoniche, cellulari e internet con l'enclave costiera assediata. Da quanto riportato finora la maggior parte dei tentativi di mettersi in comunicazione coi residenti della zona si sono rivelati futili e infruttuosi.

I responsabili delle Telecomunicazioni di parte palestinese hanno accusato gli israeliani di avere volontariamente interrotto le comunicazioni con la Striscia, evidentemente in preparazione di clamorose azioni armate contro la popolazione civile, per le quali i generali israeliani non vogliono avere 'scomode' testimonianze e feed di alcun tipo.

PalTel, responsabile per la rete di comunicazioni palestinese, ha richiesto alle autorità sioniste di poter prontamente intervenire per riparare al danno ma, ad ora, non ha ricevuto alcuna risposta. Dopo l'assedio economico e umanitario siamo all'assedio dell'informazione? Cosa sta preparando Israele contro i residenti civili della Striscia? Perché questo blackout improvviso?
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mercoledì 25 maggio 2011

L'Iran trasmetterà e pubblicherà le confessioni delle spie della CIA catturate lo scorso week-end!


Il Ministro della Sicurezza iraniano Heydar Moslehi ha dichiarato che 'molto presto' le confessioni degli agenti americani arrestati nella recente retata del 21 maggio saranno pubblicate e diffuse; l'operazione di intelligence iraniana sembra avere distrutto completamente la rete di uomini della CIA in Iran, impedendo a Langley di fomentare nuove artificiose "proteste colorate" nella Repubblica Islamica, come quelle che vennero istigate dopo le elezioni presidenziali per tentare, inutilmente, di gettare ombre e discredito sulla grande riconferma di Mahmoud Ahmadinejahd.

Attualmente, però, l'interesse delle spie americane si era concentrato sui grandi progressi tecnici e scientifici di Teheran nei campi del nucleare, della missilistica, dell'industria aerospaziale, della difesa e delle biotecnologie. Ma anche operazioni di sabotaggio economico e industriale tenevano occupati gli uomini della CIA in Iran, visto il loro interesse nel raccogliere dati su oleodotti, gasdotti, nodi di telecomunicazione, linee elettriche, aeroporti e porti.

"Possiamo con certezza dire" ha articolato Moslehi "che questi agenti nemici sono stati neutralizzati giusto in tempo, visto che, dalle prime risultanze dei loro interrogatori e delle loro confessioni sembra che stessero preparando una serie di attentati terroristici contro infrastrutture e logistiche e di pubblica utilità". Oltre alle trenta persone arrestate in Iran circa 42 agenti e referenti della Cia negli Emirati Arabi, in Turchia, Indonesia e Malesia sarebbero stati "bruciati" infliggendo una cocente sconfitta al servizio segreto a stelle e strisce lungo tutto lo scacchiere asiatico.
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