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mercoledì 21 novembre 2018

La realtà dei fatti é troppo amara per i sionisti, che si rifugiano in comode narrative consolatorie!


"Hamas è riuscito a convincere la destra israeliana di avere vinto l'ultimo round di combattimenti a Gaza", afferma in un editoriale il sionista Ben-Dror Yemini.

In un editoriale pubblicato da Yenet intitolato "Israele (cioé il regime ebraico di occupazione della Palestina) ha bisogno di una chiara politica di sicurezza, non di uno scontro", Ben-Dror Yemini ha detto che l'entità sionista deve cambiare politica in merito.

Il sionista Yemini non ha l'intelligenza o l'onestà intellettuale necessaria per ammettere che Hamas HA EFFETTIVAMENTE VINTO, semplicemente perché la sequenza delle azioni non ha corrisposto agli obiettivi politici (la guerra é sempre politica, come insegna Clausewitz) di Tel Aviv mentre ha soddisfatto pienamente quelli di Gaza e di Hamas.

mercoledì 2 settembre 2015

Smentita la Panzana a Sei Punte di Yedioth Ahronot: "Nessun jet o militare russo é stato inviato in Siria!"


Nessun jet russo è stato dispiegato in Siria, al fine di lanciare attacchi contro ISIS o ribelli siriani. Lo ha riferito una fonte militare a Russia Today, smentendo così le notizie diffuse nella giornata di ieri dal sito web di Yedioth Ahronot. "Non c'è stata alcuna ridistribuzione di aerei da combattimento russo nella Repubblica araba siriana".

"L'aviazione russa è nelle sue basi permanenti e  lo svolgimento del normale addestramento delle truppe non é stato interrotto da alcuna particolare mobilitazione" Lunedi ', il sito di notizie israeliano citando non meglio precisati diplomatici occidentali affermava che "un corpo di spedizione" russo è arrivato in Siria e si è accampato in una base aerea del governo vicino a Damasco per condurre un'offensiva contro Isis e FSA.

La notizia era stata ripresa in Italiano dal famigerato "Uomo del Caspio", il bugiardo sionista di Urbania Franco Londei.

lunedì 31 agosto 2015

I media del regime ebraico, senza vergogna alcuna, dipingono il dodicenne col braccio ingessato come "una minaccia"!

La manifestazione nel villaggio palestinese di Nabi Salih venerdì scorso ha prodotto l'incidente riportato dal nostro articolo precedente in cui un soldato ebreo del regime invasore della Palestina ha cercato di arrestare Mohammad Tamimi di 12 anni, il cui braccio era stato rotto in scontri precedenti: come sapete sua sorella, Ahed, sua madre, Nariman, e un'altra donna palestinese alla fine hanno impedito l'arresto .

La sorellina e la madre, però, sono state talmente picchiate dai soldati da dover venire ricoverate in ospedale. La stampa sionista ha sostenuto la versione dei comandi militari che hanno affermato che i loro soldati non fossero consapevoli del fatto che Mohammad fosse minorenne.

Che questa sia una spudorata menzogna risulta evidentissimo dalle testimonianze fotografiche.

mercoledì 25 luglio 2012

Media filosionisti cercano di diffondere notizie false e tendenziose sulla Jihad Islamica palestinese ma sono seccamente smentiti!

 Negli ultimi giorni diversi media in lingua araba allineati con gli alleati locali del fronte sionista e imperialista hanno cercato di diffondere tra i loro lettori l'idea che il Movimento per la Jihad Islamica, storica organizzazione di lotta e resistenza del popolo palestinese oppresso dagli invasioni sionisti, sarebbe stato sul punto "di abbandonare il suo quartier generale di Damasco", e che i suoi dirigenti "si sarebbero trovati già in Iran".

Posto che tanto la Siria quanto l'Iran sono tra le poche nazioni che si sono sempre mostrate solidali e supportive della giusta lotta armata dei Palestinesi contro l'invasione e l'occupazione ebraica, e che un ufficio a Teheran non é meno rappresentativo o valido di uno a Damasco é chiaro l'intento dei diffusori di questo 'rumor' nel presentare l'idea di una Jihad Islamica 'in fuga' per suggerire precarietà della presa di Assad sulle redini del potere in Siria.

Pochi giorni dopo il londinese 'Asharq Al-Awsat' (quotidiano notoriamente finanziato dai corroti sceicchi petroliferi sauditi e qatarioti) é stato il turno del sito sionista 'Ynet' scendere in campo ripetendo addebiti simili, rendendo chiaro ed evidente a tutti quale 'centrale di disinformazione' avesse partorito la voce.
Parlando ai microfoni dell'Agenzia Ma'an però, é stato lo stesso Sceicco Nafith Azzam, leader di punta del movimento, a negare recisamente che qualcosa di anche lontanamente simile sia avvenuto o sia in procinto di avvenire. Azzam ha inoltre aggiunto che la Jihad Islamica palestinese continuerà a essere presente in Siria e a beneficiare del sostegno e della solidarietà del suo Governo e del suo popolo generoso.
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sabato 26 maggio 2012

Il Geotrupide Giulio Meotti, colpevole di plagio, perde tutte le collaborazioni con le testate sioniste che riforniva di articoli taroccati!

Provo molto piacere a scrivere queste righe perché l'oggetto dell'articolo, sul quale mi dilungherò tra poco, non fa che confermare una mia intima convinzione: quella cioé che non possano esistere persone malvage dotate di genio, questo perché la malvagità, di per sé sentimento 'basso' e 'meschino' non può ontologicamente accordarsi con il talento che per sua stessa natura (di ciò sono convinto) necessita della Virtù per potere fiorire e prosperare.
Di questo vediamo prova ulteriore nell'ultima (speriamo in senso cronologico e in senso assoluto) traversia di Giulio Meotti, il famigerato 'Geotrupide Stercorario' di cui ci siamo più volte (vedansi i collegamenti qui e poi anche qui) occupati. Orbene questo 'trombettiere dell'hasbara' é stato recentemente 'trombato', vedendosi rescindere seduta stante tutti gli accordi di collaborazione che aveva con diverse testate sioniste come Ynet, Commentary ed altre ancora, una volta che é stato riconosciuto colpevole di plagio ripetuto e conclamato.
Viene fuori che Meotti si faceva pagare denaro sonante per le sue sviolinate a favore del regime ebraico di occupazione della Palestina che erano, anziché frutto di un impegno personale, almeno a livello di rielaborazione, di un abborracciato lavoro di "copypasta" di brani rubati (perché il plagio é un furto di proprietà intellettuale) di articoli di altri propagandisti sionisti, coi quali il 'furbetto' Meotti ovviamente non condivideva i quattrini (o meglio, gli shekel) che la lobby a sei punte stupidamente gli sganciava per quei 'materiali riciclati'.
"Vittime" dei furti meottiani sono stati altri personaggi sicuramente meschini, ipocriti e falsi come lui a nome Isi Leibler, Geneive Abdo, James Kirchick, Bret Stephens e, in un caso, il nostro 'Ladro d'Arezzo' é andato persino a rubare in casa di Fiamma Nirenstein, la frankeinsteniana deputata filoisraele ma che non ha problemi a sedersi in Parlamento a fianco del fascista Ciarrapico! I plagi meottiani sono stati scoperti da Marc Tracy e da Max Blumenthal e segnalati con dovizia di link e particolari qui, poi qui e infine anche qui.
Immediatamente tutti gli outlet mediatici che pubblicavano le intemerate di Meotti hanno disdetto ogni forma di accordo con lui, lasciandolo, piccolo, patetico e solo, a ronzare la sua stizza impotente ripetendo che i suoi erano errori in buona fede e di essere vittima di attacchi mirati alla sua persona. No caro Geotrupide, l'unico che ti ha attaccato sei stato tu stesso, con la tua cialtronaggine, con la tua pigrizia, con la tua avidità e con la tua stupidità: ti ci sarebbero volute poche ore di lavoro per ri-frasare i concetti che avevi deciso di copiare dagli articoli dei colleghi e siccome sui concetti non vigono copyright o marchi di fabbrica, saresti riuscito a lucrare comunque i tuoi compensi (che immaginiamo lauti, conoscendo la ricchezza delle lobby ebraiche e vedendo quanto lindo e pinto ti presenti nelle foto che ti ritraggono) ma invece, da bravo furfantello italiota hai preferito "molto guadagnare con poco facere" e ora ne paghi le conseguenze!
Se fosse stato un po' più giornalista e un po' meno cialtrone non ti troveresti nella situazione attuale, ma se fossi stato anche solo in parte giornalista non ti saresti fatto trombettiere hasbarita perché uno dei cardini del giornalismo é l'amore per la Verità e come sappiamo benissimo entrambi (perché sotto sotto anche tu, frequentatore di cloache, lo sai) che tra sionisti e Palestinesi la Verità sta dalla parte di questi ultimi. Ti conviene tornare alla corte del laido trippone che ti paga lo stipendio in Italia e cominciare ad allenarti a "rappare" caro Meotti, visto che questo sembra il nuovo trend che il tuo direttore voglia seguire come prossima linea editoriale del "Foglio" (di carta da latrina).
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domenica 29 aprile 2012

Il regime ebraico di occupazione teme i droni (iraniani) di Hezbollah!

Secondo il tabloid sionista "Ynet" (che abbiamo recentemente citato per avere ospitato sulle sue pagine gli 'zampettamenti fecali' dello scarabeo stercorario Giulio Meotti) Hezbollah 'starebbe potenziando le sue unità dotate di droni iraniani per attaccare Israele'; Hezbollah in effetti dispone di velivoli senza pilota made in Teheran e li ha già utilizzati numerose volte negli ultimi anni, anche durante la guerra dei 33 giorni nell'estate 2006, per monitorare e osservare lo schieramento e i movimenti dell'Esercito sionazista ma secondo Ynet, adesso, si preparerebbe a farne un uso offensivo, in particolare, riporta sempre l'articolo, utilizzando il modello 'Ababil'.
A sostegno della sua tesi il quotidiano cita "Alti ufficiali militari israeliani" che si sarebbero detti preoccupati dalla possibilità che la Resistenza libanese possa impiegare squadriglie di droni oltre confine e lanciarle quindi contro obiettivi sensibili economico o militari. "Hezbollah sta facendo intensi sforzi per acquisire simili sistemi con cui rafforzare il proprio schieramento offensivo". Prima contraddizione: ma Hezbollah ha già questi droni o li sta acquisendo? Ynet dava la loro presenza come già assodata, ma la frase degli "Alti ufficiali militari" sembra supporre il contrario.
L'Ababil, comunque, come sa chiunque abbia una minima infarinatura su struttura ed equipaggiamenti delle forze armate della Repubblica Islamica é poco più di un semplice radioplano propulso da un motore a scoppio, come il Predator americano; l'industria aeronautica iraniana sta attualmente producendo modelli molto più avanzati, con motori a razzi e a turbina in grado di fornire prestazioni enormemente superiori. Quello che ci auguriamo é che la preoccupazione per i droni di Hezbollah, come quella per i razzi di Hamas e della Resistenza palestinese, costringa il regime ebraico a sprecare milioni e milioni di dollari in 'contromisure' elefantiache e inefficaci come i vari fallimenti 'Iron Dome' come il rinviato sistema 'Magic Wand' e 'Arrow' e sottragga così risorse all'acquisto e al perfezionamento di armi offensive.
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venerdì 27 aprile 2012

Nuova "impresa" di Giulio Meotti, il famigerato scarabeo stercorario del "Foglio"!


Giulio Meotti é il geotrupide stercorario della cui esistenza abbiamo già informato i lettori di Palaestina Felix lo scorso 27 ottobre 2011, imbrattatore di carte al "Foglio" di Giuliano Ferrara e propagandista islamofobo e filosionista, il collezionista di sterco e materia fecale in questione, forse a causa della diminuita importanza della testata di Ferrara a causa dell'invereconda caduta del 'Basso Impero' berlusconiano si é guardato intorno e, aprendo le elitre dai vivaci colori metallici, si é levato in volo in cerca di nuove fosse settiche in cui annidarsi e produrre i suoi rozzi e beceri peana a favore del regime dell'Apartheid ebraico.

I nostri infallibili segugi lo hanno localizzato (bé, insomma, bastava seguirne il lezzo) fino a ritrovarlo sulle colonne del tabloid sionista "Ynet", dove aveva appena firmato un "elzeviro" intitolato: "L'odio dell'Europa per Israele. Molti Europei pensano che Israele sia illegittimo e vada rimosso dal Medio Oriente!". "Accidenti signor geotrupide!", verrebbe da esclamare, secondo lei quali sentimenti bisognerebbe provare per l'unico Stato al mondo che pretende di qualificarsi secondo criteri etnici e religiosi escludendo dal godimento dei pieni diritti di cittadinanza gli altri suoi abitanti? Come bisognerebbe porsi di fronte all'unico Stato che dai tempi di Hitler abbia a più riprese attaccato paesi vicini e circonvicini senza previa dichiarazione di guerra? Cosa bisognerebbe augurarsi dello Stato che ancora cinque e tre anni fa attaccava popolazioni civili indifese con armi proibite come cluster bomb, napalm, fosforo bianco, uranio impoverito e altri agenti radioattivi?

Nell'articolo lo stercorario Meotti cita preoccupato il dato che "Tra il 70 e l'80 per cento dei Tedeschi si dice d'accordo col messaggio del poema in prosa di Guenter Grass", veramente l'unico dato 'preoccupante' al riguardo (se la statistica fosse corretta) sarebbe che esista un 20-30% di Tedeschi che NON SIA d'accordo con le posizioni di Grass perché é evidente che tra lo Stato Ebraico che possiede 200-300 bombe atomiche non dichiarate e la Repubblica Islamica che é firmataria del TNP e vuole dotarsi unicamente di nucleare civile é CHIARO E LAMPANTE che la minaccia stia a Tel Aviv e non a Teheran!

Per fortuna l'Europa sa dove inviare i Giulio Meotti di questo mondo: rimanga pure, il geotrupide Meotti, sulle colonne del tabloid sionazista, non ne sentiremo affatto la mancanza!

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venerdì 11 febbraio 2011

Oltre il muro della censura mediatica occidentalista: la verità sulla Fratellanza Musulmana!


Come si dice "Fortuna Audaces iuvat", soltanto ieri sera abbiamo pubblicato il nostro compendio su personalità e anime dell'immenso movimento di protesta egiziano che sta scuotendo fin dalle fondamenta il "sarcofago di Camp David", dove Stati Uniti e Israele pretendevano di mummificare per sempre le aspirazioni democratiche, sociali e nazionali del popolo egiziano, prospettando nuovi post in merito e, con tempismo veramente provvidenziale, troviamo stamane in rete due notizie pertinenti la Fratellanza Musulmana che faranno moltissimo per edurre e illuminare ulteriormente in merito quei lettori che sentano il bisogno di lacerare il "Velo di Maia" che la stampa nazionale, venduta agli interessi imperialisti, non ha il coraggio morale di pubblicare.

Il primo e decisamente più corposo 'item' si trova sul sito "Memo - Middle East Monitor" ed é costituito da un file .pdf di 18 cartelle in cui vengono esplicate ed analizzate le posizioni e le dichiarazioni della Fratellanza Musulmana riguardo la situazione egiziana, le prospettive immediate e gli obiettivi a lungo termine del seminale movimento di risveglio civile e religioso.

Ben lungi dai gli stucchevoli e semplicistici 'quadretti' che si possono vedere esposti su "La Repubblica", "La Stampa" e altre gazzette nazionali filosioniste e a distanza siderale dai crassi esercizi di propaganda razzista che imbrattano cenci da edicola come "Libero" e "Il Giornale" emerge dalle pagine del .pdf un'immagine della Fratellanza Musulmana che ha molto a che spartire con l'AKP attualmente al Governo in Turchia e poco o punto con i Talebani e la fantomatica Al-Qaeda, normali "pietre di paragone" invocate puntualmente quando si parla dell'organizzazione egiziana.

"La Fratellanza Musulmana conferma che non ha alcuna intenzione di 'prendere il potere', né alcun programma o piano per partecipare a elezioni presidenziali che potrebbero tenersi nel futuro più o meno immediato. La Fratellanza lotta e si impegna per ottenere Libertà e Giustizia per tutto il popolo egiziano, non solo per i seguaci dell'Islam, ed é pienamente preparata a sostenere lo sforzo nazionale per trarre la patria fuori dalle secche della crisi attuale. Questi punti, qui riaffermati, sono stati ripetutamente enunciati e confermati in passato, anche nella conferenza stampa ufficiale tenuta dal movimento il 9 febbraio scorso".

Riguardo al timore che da diverse parti é stato espresso nel mondo occidentale che la Fratellanza possa imporre all'Egitto una qualche tipo di "Stato islamico" il movimento é convinto che tale spauracchio venga usato da leader e media che, più o meno segretamente, sono collusi con lo Stato israeliano e vogliono conservarlo al riparo da ogni genere di critica e denuncia, prolungando per esso lo status di totale impunità e anzi di collaborazione e sottomissione da parte egiziana che era garantito dagli autocrati Sadat e Mubarak. La Fratellanza riconosce la natura multiconfessionale e multiculturale dell'Egitto e non ha la minima intenzione di imporre i precetti della fede musulmana a chiunque non sia interessato ad essi; la Fratellanza si auspica l'instaurazione di uno Stato libero e democratico dove i diritti della componente musulmana della società siano riconosciuti e protetti su un piano di parità con quelli di tutto il resto della popolazione.

Per quanto concerne i "timori" che una volta abbattuto il regime filoimperialista e filosionista che ha retto il paese per oltre un trentennio il trattato di Camp David firmato dall'autocrate Sadat si trovi in qualche modo "in pericolo" la Fratellanza Musulmana indica come, in presenza di uno Stato autorevole e rappresentativo, sarà facoltà della popolazione egiziana decidere se mantenere o rinegoziare tale accordo; coloro che gettano alte grida e lamentazioni riguardo il Trattato di Camp David molto raramente ne hanno lanciate in difesa dei Palestinesi della Cisgiordania e di Gaza, anche quando costoro sono vittima di persecuzioni, espropri, violenze, carcerazioni arbitrarie, torture e persino vere e proprie campagne di aggressione e sterminio militare.

A completare il quadro di queste posizioni perfettamente legittime, comprensibili, ispirate ai più elementari principi di democrazia, tolleranza e rispetto dei Diritti umani, arriva la rivelazione che in un recente meeting James Clapper (sopra), Direttore nazionale dell'Intelligence statunitense, ha comunicato ai suoi colleghi e sottoposti che, "stanti le fonti a disposizione e le ricerche e le indagini svolte recentemente" la Fratellanza musulmana in Egitto è un gruppo molto eterogeneo e diversificato, composto in grande maggioranza da rappresentanti laici inseriti nella società civile, che si astiene dalla violenza e rinnega e condanna qualunque vicinanza o affiliazione con gli esponenti del fondamentalismo islamico armato.

Capo dell'ufficio che coordina i colossali apparati di tutte e sedici le agenzie di spionaggio e intelligence a stelle e strisce, a Clapper non sono certo mancati gli elementi su cui fondare il suo equilibrato e positivo 'assessement', che ha completato facendo notare come, nello sfaldamento di ogni sistema di sicurezza e servizio sociale con l'adozione di misure liberistiche sempre più spinte e il trionfo della cleptocrazia legata al clan Mubarak e ai suoi sodali la Fratellanza Musulmana si é prodigata per fornire educazione, sanità, assistenza alle masse diseredate del popolo egiziano, senza per questo dotarsi di un apparato illegale o militare o dare alcun segno di essere interessata alla conquista del potere.