martedì 5 giugno 2012

I fratelli Gamal e Alaa Mubarak 'rimbalzano' da un processo all'altro, accuse di Insider Trading e Riciclaggio per loro!


Non si é ancora spenta l'eco della loro assoluzione al processo che ha visto invece il loro genitore condannato all'ergastolo che subito nuovi sviluppi giudiziari coinvolgono la ex-coppia di "rampolli dorati"di quella che fino a un anno e mezzo fa era la famiglia più ricca, potente, invidiata e temuta d'Egitto che, come precedentemente annunciato su queste pagine, sono rimasti in custodia anche dopo l'assoluzione, essendo nel frattempo stati raggiunti da altre accuse, nella fattispecie riguardanti i reati di 'Insider Trading' e di riciclaggio di denaro. Solo per il primo capo di imputazione gli si chiede conto di circa trecento milioni di Euro (oltre due miliardi di lire egiziane) che i due avrebbero guadagnato manipolando con informazioni riservate le quotazioni borsistiche di alcuni titoli.

 Gli avvocati che assistono il "Clan Mubarak" hanno già annunciato che i due fratelli rimarranno in carcerazione preventiva in attesa che venga istruito il nuovo processo, ostentando però sicurezza riguardo alla loro assoluzione anche da questi addebiti. Intanto nella capitale e nelle più importanti città d'Egitto continuano a sussesguirsi le manifestazioni di malcontento riguardo l'assoluzione degli alti ufficiali di polizia che erano accusati insieme ai Mubarak e ad El-Adly. E' evidente la volontà della giunta militare di transizione (SCAF) di non condurre una vera inchiesta sui processi decisionali che portarono alla morte di oltre novecento persone durante la fase più cruenta delle proteste, ma di avere invece cercato di placare il popolo con alcune condanne simboliche, lasciando al sicuro gli anelli medi e medio-bassi della catena decisionale della repressione.
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Lo Sceicco Salah a Istanbul dichiara. "La fine dell'occupazione sionista in Palestina é ormai questione di tempo!"


Il capo della Fratellanza Musulmana in Israele, Sceicco Raed Salah, ha affermato che la fine dell'occupazione ebraica dei territori invasi nel 1948 é ormai imminente e che il declino del sostegno internazionale per il regime espansionista e guerrafondaio israeliano é ormai una realtà ovvia, che non tarderà a far sentire le proprie conseguenze in ogni campo.
 Lo Sceicco Salah ha sottolineato durante un'esclusiva intervista con l'Agenzia "Palestine Information Center" tenutasi a Istanbul che la nazione araba e islamica resisterà a confronterà ogni tentativo sionista di espropriare, danneggiare o demolire il Nobile Santuario di Al-Aqsa e le sue pertinenze. Lo Sceicco ha anche apprezzato il sostegno turco alla Causa palestinese, evidenziando come vi siano positive speranze per il ruolo di collaborazione e cooperazione della Turchia con il mondo arabo e musulmano.

La dichiarazione di Salah é stata rilasciata durante la sua partecipazione a un evento organizzazto dalla "Our Heritage Endowement Assembly", che lavora per proteggere le testimonianze archeologiche e artistiche di origine ottomana nella Gerusalemme Occupata dai sionisti e sottoposta al loro strisciante e malizioso processo di "giudaizzazione forzata".
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lunedì 4 giugno 2012

Qasemi: "Positivi e soddisfacenti i risultati della mia recente visita in Irak!"

Il Ministro del Petrolio della Repubblica Islamica iraniana ha espresso "viva soddisfazione" per i risultati della sua recente visita ufficiale di tre giorni in Irak e per le intese e i documenti stretti con i colleghi mesopotamici, nel campo della condivisione di know-how e della cooperazione petrolifera ed energetica. Riflettendo sul suo tour irakeno una volta sbarcato a Teheran nel pomeriggio di ieri il Ministro Rostam Qasemi ha descritto i suoi colloqui con il Premier Maliki, con il Ministro sadrista del Petrolio Abduk Karim Luaybi e col Vicepresidente Hossain al-Shahrestani (succeduto al contumace Tarik Hashemi, indagato per omicidi e terrorismo) come "positivi e soddisfacenti".
 In particolare il Ministro iraniano ha detto che il capo del Governo di Bagdad Nouri al-Maliki si é detto 'ansioso' di meglio strutturare l'esportazione in Irak di prodotti petroliferi raffinati iraniani, di fornire aggiornamento e formazione ai tecnici irakeni da parte di colleghi iraniani e di espandere i legami economici bilaterali a partire dalla sfera dell'Energia. Qasemi ha anche aggiunto che Al-Maliki si é detto 'pronto ad assumere una posizione concertata con quella iraniana' riguardo la questione delle quote produttive OPEC alla prossima conferenza dell'Organizzazione petrolifera che si terrà prossimamente a Vienna a metà giugno.
Nella riunione viennese i paesi petroliferi eleggeranno anche il nuovo Segretario dell'Organizzazione; é probabile che Iran e Irak, sempre più allineati una volta avvenuto il ritiro delle truppe americane nello scorso dicembre, abbiano convenuto di sostenere un candidato che garantisca gli interessi di entrambe i paesi e che contrasti il blocco delle retrive monarchie petrolifere conservatrici del Golfo Persico, egemonizzate da Arabia Saudita e Qatar.
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Mohammed Mursi incoraggia gli Egiziani a tenersi pronti a scendere nuovamente nelle strade!

 Il candidato presidenziale della Fratellanza Musulmana Mohammed Mursi ha lanciato un appello agli Egiziani affinché non si scoraggino e continuino il cammino della Rivoluzione senza scoraggiarsi, promettendo che, quando sarà Presidente dell'Egitto, promuoverà inchieste severe e determinate per scoprire i responsabili delle uccisioni di manifestanti avvenute dall'anno scorso in avanti e non solo durante gli ultimi giorni del regime di Mubarak ma anche quei casi avvenuti durante il predominio dello SCAF del Maresciallo Tantawi.
La popolazione egiziana é rimasta molto delusa dal fatto che, mentre Mubarak é stato trovato colpevole e condannato all'ergastolo, nel corso dello stesso procedimento giudiziario sei alti ufficiali di polizia siano stati assolti; l'unico altro condannato, a sua volta al carcere a vita, é stato Habib el-Adly, Ex-ministro degli Interni. Migliaia di cittadini nel corso del week end si sono riversati in piazza per dare voce al loro malcontento per il verdetto che sembra voler scaricare sul solo Mubarak e sull'Ex-ministro responsabilità che certo si sono invece ramificate molto più a fondo.
 Mursi ha dichiarato: "Tutti noi, miei fratelli, dobbiamo renderci conto che in questo periodo la prosecuzione della Rivoluzione é l'unica via per raggiungere i nostri obiettivi e a tal fine é necessario che fino a quel momento tutti coloro che hanno preso parte alle grandi manifestazioni di questi ultimi mesi restino pronti a scendere nelle strade e nelle piazze ancora e ancora!".
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Viceministro iraniano avverte politici libanesi di ogni schieramento: "Attenti a chi vuol trasformare il vostro paese in campo di battaglia!"


Il Viceministro iraniano degli Esteri, con delega agli Affari Arabi e Africani, Hossein Amirabdullahian ha dichiarato che il regime ebraico di occupazione e gli altri nemici dei popoli arabi e mediorientali stanno trescando e complottando per colpire il Libano con il caos e la violenza, onde approfittarne per portare avanti i loro interessi in Siria, contro la Resistenza, la libertà e l'autonomia delle genti della regione.
"Se il Libano diventasse instabile allora i nostri nemici, specialmente i sionisti, ne beneficerebbero immensamente: coloro che hanno sostenuto con armi e con denaro le attività terroriste in Siria sono gli stessi responsabili delle violenze a Tripoli". Il Viceministro ha fatto riferimento al sostegno iraniano alla Siria e al Libano e alle loro posizioni e iniziative di sostegno alla Resistenza antisionista e ai movimenti palestinesi, alcuni dei quali sono ora oggetto di tentativi di deviazione e di corruzione da parte delle potenze del Golfo, alleate di Usa e Israele.
 
I combattimenti a Tripoli si sono sussesguiti da febbraio allo scorso weekend secondo un pattern irregolare quanto a tempo ma sempre contraddistinto dai tentativi di attacco degli abitanti sunniti di bab al-tabaneh contro gli alawiti di Jabal Mohsen e contro la locale sede del Partito Socialista della Nazione Siriana, strenuo sostenitore della riunificazione del Libano con la Siria. Tuttavia ogni volta gli alawiti e i membri dell'SSNP si sono fatti trovare pronti, respingendo gli assalitori e infliggendogli molte perdite.
 
Amirabdullahian ha concluso facendo notare come sia comune interesse dei patrioti libanesi di ogni schieramento politico evitare che il loro Paese venga trasformato in una retrovia di un complotto terroristico internazionale.
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domenica 3 giugno 2012

Si rafforza l'Asse della Resistenza: Ahmadinejad ringrazia Bagdad per il suo ruolo nei negoziati nucleari!

Il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha espresso la sua 'profonda gratitudine' al Governo irakeno per avere ospitato a Bagdad l'ultima tornata di trattative tra Teheran e gli stati del cosiddetto '5+1', alcuni dei quali, istigati dalla propaganda americana e sionista, vorrebbero negare all'Iran, firmatario del Trattato di Nonproliferazione Nucleare, il suo diritto di sviluppare un programma nucleare civile, mentre lasciano in mano al Governo-canaglia di Israele le sue oltre duecento testate atomiche illegali.
Con missive indirizzate al Presidente Jalal Talabani e al Primo Ministro, lo sciita Nouri al-Maliki il Presidente Ahmadinejad ha espresso gratitudine per l'ospitalità ricevuta e dicendosi certo che, con una leadership legittimata democraticamente, l'Irak non tarderà ad assicurarsi una posizione di preminenza tra gli Stati della regione. Gli incontri a Bagdad tra l'Iran e i rappresentanti del 5+1 si sono chiusi il 24 maggio dopo due giorni di vertice.
Il prossimo incontro tra le due parti si terrà a Mosca nella seconda decade di giugno, tra circa due settimane. Precedenti vertici si erano tenuti a dicembre 2010 a Ginevra e due a Istanbul a gennaio 2011 e aprile 2012. Istanbul doveva essere la sede anche del quarto 'round' negoziale, ma l'Iran ha preferito spostare la sede a Bagdad per l'atteggiamento ambiguo tenuto dalla Turchia su diverse questioni regionali: dalla sua partecipazione allo 'scudo missilistico' Usa (anti-russo, ma anche anti-iraniano) al suo coinvolgimento nel complotto anti-Assad contro la Siria.
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L'ONU riconosce ufficialmente il ruolo di bande armate terroriste in Siria, affonda la linea americana!

Si sgretola e affonda il tentativo americano di usare l'orribile strage di civili avvenuta lo scorso venerdì nei dintorni di Houla, dove membri di commando terroristi al soldo di Arabia Saudita, Turchia e Qatar hanno ucciso cento persone, per accusare il Governo di Bashir Assad e convincere l'ONU a sostenere un intervento armato simile a quello avvenuto in Libia l'anno scorso. Infatti persino Mark Lyall Grant, ambasciatore britannico al Palazzo di Vetro, normalmente alleato di ferro della Casa Bianca, di fronte alle prove portate nella recente seduta del Consiglio di Sicurezza ha dovuto ammettere in conferenza stampa che "Vi sono chiaramente elementi terroristici al lavoro in Siria", anche se, ipocritamente, ha cercato di negare che questo fosse il caso nei mesi scorsi.

A smentire quest'ultima affermazione di Grant ci ha pensato Vitaly Churkin, rappresentante russo all'ONU, il quale ha spiegato che le bande armate finanziate dai paesi del Golfo e dalla Turchia hanno cercato di creare caos in Siria fin dal marzo 2011, silurando totalmente l'assunto di Grant.

Infine, l'ambasciatore siriano Jafaari ha illustrato come, colpendo comunità di siriani di differenti sette che vivevano molto vicine le une alle altre (sciiti, sunniti, alawiti) i responsabili del massacro di Houla speravano di innescare un confronto e una lotta settaria che distruggesse la tradizione di tolleranza e convivenza civile tipica della società siriana.
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Altri scontri e morti a Tripoli siriaca, dove imperversano le bande armate wahabite!

Ci sarebbero stati undici morti e circa ventun feriti nell'ultima serie di scontri armati nella città di Tripoli siriaca dove i residenti del poverissimo quartiere sunnita di Bab al-Tabaneh avrebbero di nuovo cercato di muovere all'assalto del vicino rione alawita di Jabal Mohsen, venendone però respinti con perdite, sembra, anche piuttosto gravi.
Gli scontri, secondo un ufficiale della sicurezza libanese che ha preferito rimanere anonimo, sarebbero durati per tutta la giornata di sabato, andando a spegnersi solo con la discesa dell'oscurità. Gli scontri seguono precedenti che si sono ripetuti tanto il 12 e il 21 maggio scorsi ma anche in precedenza nel mese di febbraio e che segnalano come la frattura tra la comunità sunnita sempre più succube di richiami alla violenza e all'instabilità lanciati da personaggi legati all'estremismo wahabita e all'attività terroristica in Siria finanziata da Arabia Saudita, Qatar, Turchia e sostenuta dall'imperialismo occidentale e il resto della società libanese sia sempre più netta e ampia.
Vedendo l'impossibilità di causare gravi disordini e rivolte in Siria gli agitatori dell'attività terroristica wahabita e qaedista stanno cercando di trascinare il Libano (o quantomeno la sua fascia settentrionale) nel caos per poterlo usare come 'base' per le operazioni oltreconfine contro il Governo di Damasco.
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