giovedì 24 marzo 2011

Esposizione di artigianato delle donne cisgiordane a Nablus


Il Centro di Sostegno al Lavoro femminile nella cittadina cisgiordana di Nablus ha aperto un'esposizione di artigianato delle donne palestinesi per celebrare il primo anno di attività.

L'expo ha incluso un vasto raggio di prodotti del lavoro artigianale delle donne di Palestina come ricami, tessitura, cucito, erboristeria, conserve alimentari ma anche prodotti meno tradizionalmente legati alle attività muliebri come per esempio lavori in legno.

Il Centro ha aperto la strada del lavoro a moltissime donne palestinesi, aiutandole a sostenere le loro famiglie quando i loro padri, mariti o fratelli sono stati uccisi o incarcerati dalle forze di occupazione israeliane o dalla loro 'gendarmeria indigena' della fazione Fatah.

L'expo ha avuto un ottimo successo di pubblico, con i visitatori che sono rimasti positivamente colpiti e impressionati dall'alta qualità dei beni disponibili e dai loro prezzi estremamenti contenuti, personalità del Consiglio legislativo palestinese e di gruppi e movimenti delle comunità locali hanno espresso il loro apprezzamento e sostegno per questa iniziativa e per sue future e rinnovate edizioni.


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Reportage dai funerali delle vittime dei raid di Gaza! Le foto che non troverete mai su 'La Repubblica' e 'La Stampa'!!

Si sa, nella narrativa divulgata dal "giornalistame" (giornalismo-letame) filosionista, che impera e imperversa nel panorama italico della cosiddetta "informazione", non vi é spazio per capire le ragioni, le motivazioni, le cause della Resistenza armata palestinese.

Fedeli ai diktat dei loro padri-padroni, testate come "Il Giornale", "Libero", "Il Messaggero", "La Stampa" e "La Repubblica" riempono la testa dei loro lettori di 'Hasbara' a ogni edizione, presentando i Palestinesi come una bizzarra e selvaggia 'specie animale', istigata, da chissà quali ferini impulsi, a scatenarsi 'con violenza' contro i poveri inermi israeliani, che sono capitati in Palestina per caso, forse fuggendo dall'Olocausto.

Sulle prime pagine della disinformazione filosionista non si vedono mai gli scempi, le lacrime, i volti contorti dalla rabbia per la perdita di figli, fratelli, genitori, amici delle vittime del 'democratico' Stato di Israele (latore della peculiare forma di 'democrazia' che prevede l'etnocentrismo e la segregazione razziale)

Tocca quindi a noi compensare tale squilibrio mostrando come, prima delle recenti risposte delle fazioni armate palestinesi, che hanno attaccato con razzi e mortai avamposti illegali di coloni armati, pedine dell'occupazione militare israeliana, cinque civili e quattro militanti della Resistenza siano stati uccisi da Israele in una serie di attacchi tra cui un bombardamento d'artiglieria 'alla cieca' che ha livellato una casa di Nazaz Street, a Gaza.

Sotto le macerie sono rimasti Mohammed Jihad al-Halw, di 11 anni, Yasser Ahmed al-Halw, di 16, Yasser Ahmed al-Halw di 50 e Mohammed Sabr Harara, di 20.

Le esequie congiunte di civili e militanti si sono svolte nella mattinata del giorno seguente, nella Moschea Al-Omari di Gaza dove si é radunata una folla imponente, per tributare l'ultimo saluto tanto ai combattenti quanto alle vittime indifese.

Il carattere corale, socializzato dei funerali palestinesi, permette alle famiglie di esprimere il loro dolore e il loro risentimento in maniera catartica, in una sorta di esorcismo collettivo del male di sopravvivere e della disperazione di fronte all'ingiustizia. La comunità, stringendosi attorno a defunti e ai loro parenti onora la memoria dei primi e giura ai secondi che il loro sacrificio non si rivelerà vano.

In un ultimo, supremo gesto di sfida e di orgoglio, giovani palestinesi si sono arrampicati sui minareti issandovi bandiere nazionali, facendole garrire verso il cielo nemico, da cui arrivano i proiettili e i missili 'made in Usa' con cui lo Stato ebraico fa vigliaccamente scempio delle proprie vittime.

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mercoledì 23 marzo 2011

La Freedom Flotilla 2 gioca d'anticipo contro le trame israeliane: "Siamo decisi a sbaragliare l'assedio sionista!"

Riprendiamo, sperando di darle ulteriore visibiltà, la dichiarazione della ECESG (European Campaign to end the siege on Gaza) sulle minacce di Israele

La European Campaign to end the siege on Gaza, con sede a Bruxelles, ha divulgato il presente comunicato con il quale intende contrastare la campagna diplomatica condotta da Israele, atta a demoralizzare organizzazione e partecipanti alla missione umanitaria verso la Striscia di Gaza assediata, la Freedom Flotilla 2: “Non rinunceremo al nostro intento, cioè quello di raggiungere Gaza, assediata per il quinto anno consecutivo, e siamo decisi a sbaragliare l’assedio voluto da Israele”.


Ramy ‘Abdu (foto a sinistra), membro della Campagna europea e della Coalizione internazionale Freedom Flotilla, ha affermato: “Divulgando informazioni e notizie ingannevoli, Israele sta cercando di influenzare i membri della missione internazionale, ma niente di tutto questo sarà funzionale a farci desistere dal compito della nostra missione. La Freedom Flotilla 2 partirà nella seconda metà di maggio 2011. Vogliamo qui ricordare natura e aggressività dell’attacco dei commando israeliani sulla prima missione, quando centinaia di persone furono arrestate, altre ferite e nove assassinate".

La Freedom Flotilla 2 è e sarà una missione di carattere umanitario, una realtà pacifista con un obiettivo preciso: rompere l’embargo su Gaza, che illegalmente strangola un milione e seicento mila palestinesi.
“Qualunque tentativo israeliano – sia militare, sia politico – di intercettare preventivamente il nostro arrivo a Gaza, costituirà una violazione alla legislazione internazionale e i governi del mondo dovranno esserne consapevoli".

“La propaganda israeliana è decisamente debole. Questa volta abbiamo ricevuto un numero di adesioni al di sopra di ogni aspettativa: la Freedom Flotilla 2 vedrà la partecipazione di oltre 12 Paesi da Europa, America Latina, Africa, Asia, Canada e Stati Uniti".

“Centinaia saranno gli attivisti accompagnati da una corposa presenza di parlamentari ed esperti dei diritti umani. Oltre 40 saranno i mezzi d’informazione a bordo".

“Abbiamo messo a punto i piani più disparati per far fronte alle diverse eventualità che incontreremo. Gli Stati del mondo sono sollecitati ad essere presenti, fornendo garanzie per la sicurezza e per l’incolumità dei rispettivi cittadini. Non si escludono maltrattamenti e aggressioni da parte delle forze d’occupazione di Israele. La Freedom Flotilla 1 ha insegnato a tutti qualcosa".

“Infine, si ricorda qui che la comunità internazionale e le Nazioni Unite considerano l’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza una violazione alla legislazione internazionale, qualunque sia la motivazione che abbia spinto Israele a decretarlo".

Tra le azioni concrete del governo israeliano per scoraggiare la missione internazionale, vi sono le richieste avanzate dal Ministro degli Esteri di Israele, Avigdor Lieberman, ai governi mondiali, soprattutto europei. ‘Fate desistere i vostri cittadini dal visitare la Striscia di Gaza, per terra e per mare’, ha affermato Lieberman, il cui consiglio è stato già seguito da Gran Bretagna e Irlanda.

“La Freedom Flotilla 2: 15 navi con centinaia di attivisti internazionali pacifisti a bordo, giornalisti, politici, operatori umanitari, artisti, esperti dei diritti umani e, soprattutto, merci destinate alla popolazione palestinese assediata nella Striscia di Gaza”.

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La Egypt Air cancella Israele dalla cartina!! Senza nemmeno la bomba atomica!!


Panico a 'Secondoprotocollo'! Terrore a 'Liberaliperisraele'! Raccapriccio a 'Informazionecorretta', in tutti i maleodoranti caseifici che inquinano e appestano l'italica infosfera con le loro "bufale" sioniste DOP ci si scambiano occhiate timorose, e le schiene sono scosse da gelidi brividi, pare infatti che l'Egitto sia riuscito a CANCELLARE ISRAELE DALLA CARTA GEOGRAFICA, e senza nemmeno una bomba atomica, o l'aiuto di Ahmadinejahd!!!
"In effetti sulla mappa non appare proprio, nemmeno col contorno!!"
Naturalmente, é una "cancellazione" sui generis ma, a chi osserva con interesse e attenzione la rapidissima evoluzione degli atteggiamenti egiziani nei confronti di Tel Aviv, non indegna di attenzione e, con ogni probabilità, foriera di sviluppi e conseguenze.

Infatti, in quello che potrebbe essere un passo fondamentale nella crescente campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro il regime dell'Apartheid israeliano la Egypt Air, la compagnia di bandiera del Cairo, ha cancellato tutte le tratte con destinazione nello Stato ebraico; da oggi in poi chi voglia raggiungere Tel Aviv o Gerusalemme partendo dal Cairo o da Alessandria dovrà preparare un piano di volo in due tratte, oppure scegliere mezzi di trasporto alternativi.

Secondo il tabloid Yedioth Ahronoth "I viaggiatori israeliani erano abituati a quattro collegamenti settimanali tra l'Aeroporto internazionale del Cairo e lo scalo Ben Gurion di Lod, ma adesso tutti e quattro sono scomparsi, mentre rimangono inalterati i collegamenti tra la capitale egiziana e Amman, Damasco e Beirut".
Dopo la cancellazione dei voli anche il blocco alla fornitura di metano diverrà permanente?
La Egypt Air aveva interrotto i collegamenti con Israele durante il periodo di manifestazioni e scontri che a inizio anno avevano causato il crollo del regime di Hosni Mubarak, ma nulla lasciava presagire che la sospensione dei voli si sarebbe trasformata in una cancellazione unilaterale dei collegamenti aerei, che causerà non pochi fastidi ai cittadini dello Stato sionista.
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Le Brigate al-Qassam e la Jihad Islamica preparano la risposta agli attacchi sionisti. Bomba esplode a Gerusalemme


Mentre Israele continua e intensifica la propria campagna di aggressione e terrore contro la popolazione del ghetto assediato di Gaza le Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare del Movimento di Resistenza Hamas, e le Brigate Al-Quds, parte armata del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, emettono i loro comunicati di condanna e annunciano una pronta e decisa ripresa delle operazioni di rappresaglia, per ricordare allo Stato ebraico che ogni supplemento di sofferenza inflitto al popolo di Palestina ha un prezzo preciso, che i combattenti della Resistenza hanno intenzione di riscuotere. nonostante droni, barriere, 'cupole di ferro' e altre vacue allucinazioni militaristico-tecnologiche.

Abu Obeida, portavoce militare di Hamas, ha letto ai media locali e regionali un messaggio in cui si evidenzia "l'impegno contratto e sentito da tutti i combattenti palestinesi di difendere Gaza e il suo popolo, senza tenere conto di precedenti accordi, violati e resi nulli dalla condotta criminale e aggressiva delle milizie sioniste", Obeida ha concluso dicendo che le Brigate Qassam non si lasceranno trascinare nella logica della deterrenza e dell'intimidazione, ma risponderanno colpo su colpo con operazioni ora di natura tattica, ora di respiro strategico.
(Sopra e sotto) Immagini dell'intensa e sentita partecipazione popolare ai funerali dei quattro martiri della Jihad Islamica trucidati ieri da Israele: Sa’di Hillis, Muhammad Harazin, Adham Harazin e Muhammad Abed.

 Eguale determinazione nei comunicati delle Brigate Al-Quds, milizia del Movimento per la Jihad islamica, che, dopo aver perso quattro combattenti uccisi ieri sera da un missile lanciato da un drone senza pilota hanno subito nelle ultime ore una nuova perdita, quando un loro militante ha subito l'amputazione di una gamba sotto il ginocchio e di una mano quando la sua macchina é stata colpita dall'alto in Al-Mansoura street, nel quartiere di Al-Shajaa'iyya, a Gaza. "La nostra risposta agli assassini e attentatori israeliani sarà commisurata alle loro azioni ed essi avranno tutto il tempo di sentirla e vederla arrivare prima di subirne le conseguenze".

In notizie correlate, due razzi modello 'Grad' sono stati lanciati verso gli insediamenti ebraici illegali di Neve Zipporah e Tseilem (vicini a Gan Yavne e Kiryat Malachi), mentre, nella parte occupata di Gerusalemme, un ordigno esplosivo é detonato tra una pensilina di mezzi pubblici e una cabina telefonica, causando la morte di una persona e il ferimento di altre 25, di cui 4, si riporta da fonti sioniste, in maniera 'particolarmente grave'. Nessuna organizzazione della Resistenza palestinese ha rivendicato la collocazione del dispositivo.

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F-15 down!! Prime perdite della Nato sulla Libia mentre mezzi "fantasma" appaiono nelle fila dei fedeli di Gheddafi!



Il mito dell'invincibile e irraggiungibile superiorità tecnologica 'occidentale' riceve un altro colpo non da poco (dopo tutti quelli che l'hanno appannato e intaccato dai 'giorni di gloria' del 1991 quando sembrava che le flotte aeree nato fossero in grado di demolire dall'alto qualunque avversario, come nei deliri dohuettiani), quando, meno di un giorno e mezzo della campagna "Odissey Dawn" un F-15E 'Eagle' dell'aeronautica USA è precipitato attorno a Bengasi; senza nemmeno che qualcuno si sia peritato di sparargli contro.

In realtà, a ben vedere, l'incidente, attribuito dal Pentagono a "cause meccaniche" é piuttosto l'ennesima testimonianza dell'incipiente obsolescenza della flotta di F-15 americani che, progettati a metà degli anni '60 ed entrati in servizio all'inizio della decade successiva ha nella versione 'E' l'apice della sua evoluzione e tuttavia, nonostante imponenti pacchetti di aggiornamento e routine di manutenzione, comincia ormai a mostrare tutti i suoi anni.

Il problema non é da poco per i gallonati pundit del Pentagono, perché l'F-35 Lighting II é ancora sette anni dal venire introdotto in linea di volo e, con l'F-22 "congelato" a difesa dello spazio aereo statunitense (alcuni dicono per l'esorbitante prezzo delle macchine, altri malignamente insinuano per prestazioni del tutto al di sotto delle attese, a loro tempo propagandate come 'fantascientifiche'), sembra proprio che i residuati della "teen series" (F-15, 16 e 18, dopo il ritiro dell'F-14 ormai diversi anni fa) dovranno adattarsi a girare il mondo "esportando democrazia" e "bombardando umanitariamente" ancora qualche annetto, anche se chi scrive spera che non ve ne sia alcun bisogno e che, qualora il caso si ripresentasse, più d'uno faccia 'obiezione di coscienza strutturale', crollando da sotto la sella degli spavaldi cowboy dell'Air Force.


Intanto vengono diffuse le prime immagini di mezzi filo-Gheddafi distrutte, riprese dal britannico Telegraph e da Gordon Duff (ex-marine dell'Era del Vietnam) sulla pagina web 'Veterans Today', sito alquanto 'progressista' nello spettro dei media rivolti alla comunità degli ex-servicemen americani. Notiamo innanzi tutto che vicino alle carcasse dei mezzi del Rais non mancano mai cadaveri di africani, segno che evidentemente la compagnia israeliana dell'ex Generale Ziv sta ancora rifornendo di Darfuriani e Sudanesi il dittatore di Tripoli.

Secondariamente attrae la nostra attenzione la carcassa di pezzo d'artiglieria cingolato che vediamo qui sopra: la silohuette, per quanto si vede, non corrisponde a nessuno degli esemplari di cannoni cingolati accreditati all'arsenale libico (122mm e 152mm 2S1 e 2S3 di fabbricazione sovietica), somiglia piuttosto al molto più recente 2S19 russo o al prototipo Bhim costruito per il mercato indiano dalla sudafricana Denel, particolarmente indicativa ci sembra la camera per lo sfiato dei gas lungo la canna, che manca in altri cannoni corazzati meno recenti.

Guarda caso, il 2S19 é presente nell'arsenale georgiano, il cui apparato militare é stato infiltrato fino ai più alti gradi politici e di comando da Israele e il Bhim é stato sviluppato da un'industria sudafricana che era una cosa sola con l'apparato militare del regime dell'Apartheid, ottimo e fedele alleato di Tel Aviv. E' paranoia pensare che nella comparsa di questi 'mezzi fantasma' nell'arsenale della Jamahiryia ci sia, come per i mercenari neri, la mano di Israele?

Meditate gente, meditate!

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Richard Falk lancia l'allarme: "Contro i Palestinesi é ormai in atto una vera pulizia etnica!"


Richard Falk, professore emerito di Diritto internazionale e Osservatore speciale per i Diritti Umani nei territori palestinesi occupati ha avvertito in un suo recente messaggio che ormai, per ampiezza, scopo e profondità le attività israeliane di sfratto ed espulsione dei Palestinesi dalle loro legittime residenze hanno assunto in toto i caratteri "della vera e propria pulizia etnica".

Falk ha lanciato il suo allarme durante un recente Consigio dell'ONU sulla materia, specificando che: "E' intenzione di Israele cambiare irrevocabilmente il 'volto' etnico di una terra che a fianco di una limitata presenza ebraica é sempre stata caratterizzata dalla profonda e definente componente araba della popolazione". L'espansione continua e insensata degli insediamenti illegali, in cui vengono 'pompati' elementi ebraici allogeni letteralmente 'raccattati' dai quattro angoli del pianeta va di pari passo con l'evizione, l'espulsione, lo sfratto di famiglie palestinesi dalle loro decennali o secolari residenze.

Ben 96 sono state le strutture (case, officine, negozi, opifici) palestinesi distrutti da Israele dall'inizio del 2011, un ritmo di oltre 30 al mese, e 175 persone, a causa di ciò, hanno perso la loro dimora o il loro stipendio, il che é come dire praticamente la stessa cosa. Persino rispetto al 2010, già funestamente segnato da tali attività, le operazioni israeliane sono entrate in una specie di "frenesia", forse approfittando del clamore suscitato dai recenti eventi nel Mondo Arabo, che distraggono l'attenzione dell'opinione pubblica e delle organizzazioni internazionali.

Insieme alle leggi che istutuzionalizzano e codificano la discriminazione anti-Palestinese e agli abusi e attacchi dei coloni ebrei fanatici, sfratti ed espulsioni costituiscono insieme il terzo lato del 'Triangolo dell'Apartheid', su cui Israele vuole istituire uno stato etnocratico e razzista.

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Non si arrestano gli attacchi israeliani contro Gaza! I morti sono decine!


Diversi palestinesi, inclusi un bambino e un uomo di mezza età sono stati uccisi, e altri undici gravemente feriti e mutilati quando le forze militari dello Stato ebraico hanno colpito con proiettili di artiglieria nella parte orientale di Gaza.

Le forze sioniste hanno diretto almeno cinque colpi di artiglieria di grosso calibro contro la casa di Fayek al-Hilu in Nazaz street, uccidendo quattro persone sul colpo: Mohammed Jihad al-Halw, di 11 anni, Yasser Ahmed al-Halw, di 16, Yasser Ahmed al-Halw di 50 e Mohammed Sabr Harara, di 20.

Ambulanze del Servizio di soccorso locale hanno prelevato oltre dieci feriti e mutilati, alcuni di loro in gravissime condizioni, affrettandosi a portarli nelle più vicine strutture sanitarie. Le operazioni sono state rese più penose e difficili dagli attacchi dei giorni precedenti, appositamente mirati dal comando israeliano contro le strutture ospedaliere di Gaza.

In un altro sanguinoso capitolo delle recenti aggressioni armate israeliane contro Gaza un velivolo pilotato a distanza ha lanciato un missile di fabbricazione Usa, fornito a Israele grazie agli intrighi della potente 'Lobby a Sei Punte' contro un gruppo di militanti della Jihad Islamica che si trovavano nei pressi della Moschea Rantisi.

Quattro di loro, Sa’di Hillis, Muhammad Harazin, Adham Harazin e Muhammad Abed, tutti del quartiere di Shejaeyyah, sono rimasti uccisi. Le Brigate Al-Quds, braccio armato dell'organizzazione di Resistenza, hanno già dichiarato che un'appropriata risposta all'aggressione sionista é già in via di preparazione.

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