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lunedì 4 maggio 2015

Le truppe di Assad conquistano Madaya, isolando completamente il Ghouta Est; terroristi in trappola lanciano appelli disperati!

Nel pomeriggio di ieri, in un momento della giornata in cui non ci era possibile provvedere ad aggiornamenti (stante la natura volontaria e part-time delle collaborazioni a questo blog) una importantissima e graditissima notizia si é diffusa dall'hinterland damasceno, segnalando una vittoria delle forze di Assad che si aspettava da lungo tempo: con il puntuale e intenso sostegno delle forze aeree siriane e lo sforzo e il sacrificio delle milizie popolari di Difesa Nazionale (NDF) le truppe della Centocinquesima Brigata della Guardia Repubblicana di Talal Makhlouf hanno assaltato Madaya, eliminando 52 terroristi e prendendo pieno controllo di quello che risultava essere l'ultimo canale di rifornimento e comunicazione tra il Ghouta Est e l'esterno, sigillando completamente quello che resta delle forze takfire in un assedio completo.

Tra i morti nell'assalto finale a Maydaa sono stati identificati: Ahmad Hussein Jandali, Ghassan Fouad Basheer, Abdel-Rahman Yousif al-Ghareeb, Daoud Mohammad al-Moqdad, Mahmoud Issa al-Shamsi e Mohammad Khaled Khaldoun

martedì 4 novembre 2014

Il Colonnello 'Tigre' Hassan e gli uomini del Secondo Corpo d'Armata Siriano cacciano l'ISIS dai Colli di Al-Shaheer!!

Dopo un'ulteriore 'vampata' di marmaglia terrorista gettata nel calderone di Al-Shaheer (a Est di Homs e a Ovest di Palmyra) e un ripiegamento tattico che aveva fatto gridare alla 'vittoria dell'ISIS' da parte dei soliti cialtroni ipocriti e/o ignoranti l'arrivo della colonna corazzata del Secondo Corpo d'Armata guidata dal Colonnello 'Tigre' Souhail Hassan ha determinato il collasso dell'intera operazione diversiva del Daash, che ha subito altre centinaia di perdite.
L'attacco dell'ISIS, improvvisato, male organizzato e peggio rifornito, non é riuscito nemmeno a lambire la Base Aerea T4, dalla quale per tutto il tempo della battaglia i MiG e i Sukhoi dell'aviazione hanno continuato ad alzarsi per colpire i terroristi; né tantomeno ha messo in pericolo le comunicazioni lungo l'arteria Homs-Palmyra.

Con la ripresa delle infrastrutture metanifere dei campi di Al-Shaar e di Hayyan i soldati siriani hanno avuto la soddisfazione di stracciare e calpestare i vessilli neri dell'ISIS e di issare al loro posto il tricolore nazionale con le stelle verdi.
Le perdite governative sono arrivate alla cifra di 27 militari regolari e 31 miliziani NDF, tra cui il comandante Fadi Ismaeel, di Jableh (vicino a Latakia), caduto mentre respingeva un'avanguardia terrorista che tentava di infiltrarsi verso la base aerea. I terroristi morti sono tra i 550 e i 600.

giovedì 30 ottobre 2014

Enorme battaglia "diversiva" tentata dall'ISIS sulle colline di Al-Shaaer a Est di Homs; 300 wahabiti morti!!

Sulle colline di Al-Shaeer a Oriente della città di Homs, poco meno di mezza giornata fa si é combattuta una vasta ed "estremamente intensa" battaglia che ha visto unità dell'Esercito Arabo Siriano, ma SOPRATTUTTO della Milizia Popolare NDF infliggere pesantissime perdite all'ISIS.

Con la posizione di Deir Ezzour in procinto di cadere, i militanti dello 'stato islamico', su consiglio dei loro burattinai di Ankara e della NATO hanno fatto affluire in fretta e furia una serie di unità eterogenee a Est di Homs nella speranza di sfondare verso la città e creare un'emergenza che interrompesse le spinte offensive sugli altri fronti, dando respiro così al califfato.

Ma la prontissima mobilitazione della Milizia Popolare, che ormai mostra sempre di più i tratti di un esercito semi-professionale (ricordiamo che era stata creata 'semplicemente' per pattugliare aree di Siria già liberate dall'Esercito, non proprio per affrontare direttamente i takfiri e comunque certamente non per farlo a lungo o autonomamente...) ha sventato questi piani, il rapido responso di artiglieria pesante e di aviazione hanno aiutato i miliziani NDF ad avere la meglio dopo ore di battaglia.

Circa 300 takfiri sono morti, specialmente nella zona intorno alla cima di Mazroor, dove un contingente composto principalmente di Turchi é stato circondato e distrutto; dalle comunicazioni radio e satellitari intercettate dall'intelligence siriana il centro di comando di questa 'brigata turca' si trovava a Gaziantep; fino alla fine i Turchi circondati hanno lanciato appelli disperati al loro quartier generale, che non hanno però sortito nessun effetto.

venerdì 25 luglio 2014

Scontri fino a notte fonda in Cisgiordania, due manifestanti uccisi dai militari sionazisti!!

Nella serata precedente all'ultimo venerdì di Ramadan la popolazione della West Bank occupata ha voluto dare un segnale chiaro di soiidarietà con la Striscia di Gaza che resiste disperatamente ed eroicamente alla barbara aggressione sionazista nonostante che il conto dei morti (quasi tutti civili) nel ghetto martoriato si avvicini ormai agli ottocento.

Migliaia e migliaia di Palestinesi cisgiordani hanno marciato da Ramallah a Gerusalemme nonostante che l'esercito del regime ebraico di occupazione avesse annunciato la chiusura della città; una volta arrivati nei dintorni della Città Santai i manifestanti si sono scontrati coi militari che hanno aperto il fuoco indiscriminatamente sulla folla.

Mohammed al-Araj e Muhammad Arar sono rimasti uccisi e moltissimi altri dimostranti sono rimasti feriti più o meno gravemente, nel corso di scontri che si sono protratti fino a notte. Negli ultimi giorni sia le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sia la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica Ali Khamenei avevano invitato i Cisgiordani a insorgere in solidarietà con la Striscia di Gaza.

domenica 15 giugno 2014

L'Esercito irakeno elimina trecento terroristi dell'ISIL tra cui il leader Abu Omar al-Esseily!!

Ormai l'iniziativa strategica in Irak é totalmente passata in mano alle forze governative che, contando su numeri superiori e una potenza di fuoco incommensurabile rispetto ai tagliagole dell'ISIL sono riusciti a eliminare centinaia di (alcune fonti dicono oltre trecento) mercenari stranieri due terzi dei quali sorpresi all'aperto con un bombardamento aereo.

Nei dintorni della città di Mosul, capoluogo della Provincia di Ninive, sarebba stato abbattuto anche Abu Omar al-Esseily, colpito mentre tentava di lasciare la città a bordo di un automezzo. Anche i dettagli di questa eliminazione confermano come ormai l'ISIL sia in completa rotta anche dalle località che, grazie alla sorpresa e al comportamento "sospetto" di alcuni ufficiali, aveva temporaneamente occupato qualche giorno fa.

Un grande aiuto alle truppe regolari é venuto dalle migliaia e migliaia di volontari presentatisi spontaneamente per combattere i wahabiti: grazie a loro le unità più addestrate e armate hanno potuto abbandonare i compiti difensivi e di presidio del territorio per dedicarsi 24 ore su 24 alla controffensiva.

sabato 14 giugno 2014

UN MILIONE E MEZZO di irakeni si offrono volontari per combattere i terroristi! L'ISIL ha le ore contate!!

1.500.000; un milione e mezzo di irakeni, di ogni etnia e confessione, questo é l'incredibile risultato dell'appello al reclutamento lanciato in questi giorni dal Governo centrale di Bagdad e prontamente echeggiato non solo dalla massima autorità religiosa sciita, l'Ayatollah Sistani, ma anche dai massimi esponenti sunniti che hanno definito i takfiri dell'ISIL "eretici" e "Nemici del Vero Islam", invitando i loro correligionari a unirsi alla lotta nazionale contro questi mercenari stranieri.

Del resto nelle Province del Nord clan e tribù sunnite si erano già unite alle truppe regolari contribuendo a cacciare i militanti wahabiti da Tikrit e Mosul, dimostrando nei fatti che queste organizzazioni di tagliagole prezzolati possono ottenere risultati solo colpendo  alle spalle e probabilmente con precedenti accordi e connivenze con ufficiali corrotti.


La lotta attualmente in atto é una lotta di tutta la società irakena che vuole disfarsi una volta per tutte del fardello dell'ingerenza straniera finanziata dall'Arabia Saudita, come conferma questo scatto, in cui vari soldati dell'Esercito di Bagdad reggono fogli che recitano: 'Io sono Curdo', 'io sono Sciita', 'io sono Cristiano', 'io sono Sunnita', per dimostrare l'unità degli intenti e degli sforzi che metteranno al servizio della Patria comune.

domenica 16 dicembre 2012

Le proiezioni sul referendum egiziano danno le opposizioni ancora sconfitte: i "sì" sarebbero al 56%!

Dai dati preliminari arrivati dai 6300 seggi in dieci governatorati in cui si sono tenute le operazioni di voto per l'approvazione della Carta Costituzionale elaborata in questi mesi dall'apposita commissione apparirebbe che la multicefala e variopinta congrega di 'oppositori' all'Ikhwan e al Presidente Mursi abbia rimediato una nuova sconfitta.
Divisa tra un iniziale appello alla diserzione delle urne e poi un tardivo 'dietro front' con la raccomandazione di votare "No" sembra che solo meno del 44 per cento dei votanti abbia seguito tale appello, lasciando la maggioranza assoluta ai sostenitori della nuova Carta.

Il resto dei seggi non coinvolti dalla tornata referendaria di ieri verrà chiamato al voto il prossimo sabato, 22 dicembre. Dopo il ritiro del Decreto che gli avrebbe garantito ampi poteri sembra finalmente che il Presidente Mursi sia riuscito a segnare un punto a suo favore.
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sabato 15 dicembre 2012

Dopo giornate di scontri, feriti e appelli incrociati dovrebbe iniziare oggi il Referendum sulla nuova Costituzione egiziana!

Mohammed Mursi ha rinunciato al Decreto che gli avrebbe attribuito poteri amplissimi, ma ha tenuto duro sul referendum costituzionale previsto per oggi, concedendo solo un supplemento di votazione (inizialmente non previsto) che prolungherà le operazioni anche al prossimo sabato.

Ma la situazione all'ombra delle Piramidi non é affatto tranquilla e, con l'opposizione (ricordiamo composta da frange mubarakiste, nasseriti, progressisti, laicisti e "liberali" vari) che con El Baradei e Amr Moussa chiede ai suoi (molti?) sostenitori di boicottare ogni operazione di voto e con le moschee che ieri si sono trasformate in centri di propaganda pro-Mursi e pro-Referendum, si sono registrati scontri anche violenti al Cairo e ad Alessandria per tutto il pomeriggio e la serata di ieri. Il tasso di affluenza segnerà la popolarità della linea presidenziale e, per estensione, dell'appeal dei partiti religiosi su un'opinione pubblica che é ormai profondamente diversa da quella che esisteva nel paese solo sei mesi fa.

Allora i sostenitori della Rivoluzione scelsero Mursi contro l'Ex-dignitario di Mubarak Ahmed Shafiq, ora invece un rift incolmabile sembra separi l'Ikhwan e il suo partito dai cosiddetti "moderati" che non hanno battuto ciglio all'accozzarsi coi sopravvissuti del regime.
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