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lunedì 2 settembre 2019

La Siria si rivolge all'Iran per sviluppare ulteriormente la cooperazione interbancaria e finanziare la ricostruzione!


Per la Repubblica Araba di Siria, ansiosa di riparare e cancellare danni e ferite dell'invasione takfira, nulla di più logico ed efficace che affidarsi alla Repubblica Islamica, alleato affidabile in guerra ma ancora più affidabile in pace: anche gli istituti bancari di Teheran, ormai potenza economica dal prosperoso sviluppo, avranno parte fondamentale negli investimenti per la ricostruzione.

Il Governatore della Banca centrale della Repubblica islamica dell'Iran (CBI) Abdolnaser Hemmati ha incontrato e tenuto colloqui con il suo omologo siriano Hazem Karfoul sullo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali.

Riferendosi all'importanza dello sviluppo e della facilitazione della cooperazione interbancaria tra Iran e Siria come infrastruttura per lo sviluppo della cooperazione commerciale, Hemmati ha sottolineato la partecipazione attiva del settore privato iraniano al processo di sviluppo, ricostruzione e attuazione di progetti civili in Siria.

mercoledì 31 ottobre 2018

Peskov conferma la visita a Mosca del cubano Diaz-Canel e la cooperazione tecnico-militare Mosca-L'Avana!


Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha detto ieri che questo venerdì Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri cubano Miguel Diaz-Canel Bermudez discuteranno della cooperazione in campo tecnico-militare durante i colloqui.
"La cooperazione tecnico-militare sarà all'ordine del giorno", ha detto Peskov.

domenica 28 ottobre 2018

Le forze armate di Cuba continuano la loro modernizzazione col fondamentale aiuto russo!


Il 29 e 30 ottobre Cuba e la Russia firmeranno a L'Avana 60 progetti di investimenti e cooperazione. Tra i vari accordi, uno prevede la fornitura di un credito di 50 milioni di dollari da parte del governo russo per l'acquisto di attrezzature militari moderne.

L'ultima volta che la Russia ha concesso un prestito a Cuba per l'acquisto di materiale difensivo è stato nel 2009, accordo che è stato rinnovato due volte: nel 2010 e nel 2011.

giovedì 25 ottobre 2018

La 'Davos nel Deserto' é un mezzo disastro, tra imbarazzo di chi vi partecipa e imbarazzanti "pick" del DeeJay!!

Circa un anno fa, quando Mohammed bin Salman scatenava i suoi sgherri a rapire rivali e concorrenti e li faceva internare al Ritz-Carlton per venire torturati dagli specialisti mercenari americani della "Academi" (ex-'Blackwater'), onde ricattarli per miliardi di dollari, avevo fatto un parallelismo tra quell' "Hotel dove fai il check-in ma non te ne puoi andare" e l' "Hotel California" dell'omonima canzone degli Eagles.

Ora, ci credereste che all'evento FII apertosi in Arabia Saudita (nonostante le dozzine e dozzine di defezioni da parte di grandi gruppi d'investimento internazionali) è stata mandata in onda come musica di sottofondo PROPRIO "Hotel California"?

Perché questo é quello che é successo.

lunedì 15 ottobre 2018

Le multinazionali a stelle e strisce si scoprono 'maoiste' e "Bastonano il Cane che Affoga!"


Doveva essere la "Davos nel Deserto", ma l' "Iniziativa Investimenti Futuri" voluta da Mohammed bin Salman per la fine di ottobre rischia di diventare la Waterloo di Casa Saoud.

L'amministratore delegato di JP Morgan Chase & Co Jamie Dimon e il presidente Ford Bill Ford sono le ultime società statunitensi che hanno cancellato i piani per partecipare a una conferenza degli investitori saudita a fine mese dopo la scomparsa di un giornalista dissidente al consolato saudita nella città turca di Istanbul.

venerdì 12 ottobre 2018

I miliardari cialtroni angloamericani si ritirano dalla fiera dell'investimento prevista a Riyadh! Casa Saoud é stata "castigata" per aver dato segnali di insofferenza a Washington e Tel Aviv!

Richard Branson (magnate/magnaccia dei media-spazzatura)

the New York Times Co (fake news e propaganda)

Financial Times (fake news e propaganda)

Uber Technologies (sfruttamento cibernetico e caporalato del Terzo Millennio)

Viacom (media-spazzatura)

Arianna Huffington (fake news)

Questa é una lista parziale degli invitati che erano attesi alla FII (Future Investments Initiative) che si dovrebbe tenere a Riyadh tra pochi giorni, ma che hanno annunciato che non si presenteranno.

Il "siluro" lanciato contro Casa Saoud ha colpito!
Chi lo ha lanciato? Ma gli STATI UNITI D'AMERICA (su ordine israeliano, of course).

giovedì 16 agosto 2018

L'Emiro del Qatar corre in aiuto di Erdogan con 15 miliardi di dollari di investimenti!

Erdogan è passato all’incasso.

Un rapporto privilegiato col Qatar che in anni passati (a sua infamia) si era spinto addirittura al sostegno e ai rapporti con l’ISIS (e più in generale con la politica egemonica del precedente Emiro qatariota, gran finanziatore delle Fratellanze Musulmane dallo Yemen all’Egitto alla Libia) e che é rimasto saldo anche dopo la “sterzata” impressa alla politica estera del petro-reame dal nuovo Emiro Tamim, che ha sostituito il padre ambizioso e avventato con un ‘golpe bianco’, ha dato frutti per 15 miliardi di dollari Usa con l’annuncio (fatto dall’Emiro in persona) di investimenti in Turchia per tale cifra, che hanno permesso alla lira turca di recuperare in breve il 6 per cento del suo valore sul mercato dei cambi.

Video della visita dell'Emiro Tamim durante la quale il colossale piano d'investimenti é stato annunciato.

domenica 10 giugno 2018

Il Ministro dell'Energia iraniano dichiara che la "fuga" delle compagnie occidentali non preoccupa affatto la Repubblica Islamica!

In seguito alla decisione di Donald Trump di uscire dall'Accordo Nucleare siglato nel 2015 con l'Iran, dozzine di compagnie occidentali che (molto timidamente) avevano mostrato interesse a una cooperazione economica con la Repubblica Islamica si sono affrettate a cancellare contatti e sondaggi, nel timore di incorrere in sanzioni da parte di Washington.

Parliamo di gruppi come Boeing, Total, General Electric, Shell, Maersk, Airbus, Groupe PSA e Renault.

sabato 9 giugno 2018

Mentre crollano in 'Arabia Esaurita' gli investimenti stranieri esplodono letteralmente verso l'Iran!

Lo stesso rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo che ha certificato ufficialmente il tracollo degli investimenti stranieri in Arabia Saudita (con un meno cinque miliardi e cento milioni di dollari Usa dal 2016 al 2017) ha invece rilevato che verso l'Iran gli investimenti stanno letteralmente 'volando'.

Nell'anno fiscale 2017 infatti essi hanno superato la soglia dei cinque miliardi di dollari Usa, mentre nel 2016 erano stati tre miliardi e 372 milioni.

venerdì 8 giugno 2018

ARABIA ESAURITA!! Sotto il regno di terrore del 'delfino pazzo' Mohammed bin Salman gl'investimenti stranieri sono crollati!

Sei miliardi e cento milioni di dollari di flessione, non male davvero come bilancio degli investimenti di capitale straniero in Arabia Saudita dal 2016 al 2017.

Sono questi i 'bei risultati' delle politiche schizofreniche, aggressive, bellicose del 'delfino pazzo' di Casa Saoud, Mohammed bin Salman, che ormai da tempo dirige lui gli affari di stato mentre il padre, senile e debole di mente fa meramente da figura rappresentativa.

giovedì 18 gennaio 2018

Rohani a latere della riunione dell'OIC incontra delegazione di investitori dell'Oman!

In un incontro tenuto a latere della conferenza dell'Unione Parlamentare dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) il Presidente iraniano Hassan Rohani ha incontrato una delegazione di uomini d'affari yemeniti interessati a investire nelle Zone Franche Economiche di Chabahar e Jask.

I rapporti tra Oman e Iran sono sempre stati cordiali e cooperativi, ma adesso stanno progredendo versio nuovi livelli di integrazione anche economica.

venerdì 9 dicembre 2016

L'Unione Europea pensa di poter comprare "pezzi di Siria" col denaro! Non conoscono il Presidente Assad...


Da ITV abbiamo appreso che l'UE, avendo fallito in tutti i suoi tentativi per iutare le bande jihadiste scatenate contro la Siria ora ha deciso che cercherà di prolungare la guerra con l'improbabile arma della corruzione.

Anche sul Times, del resto, si legge: "L'UE offrirà denaro ad Assad per un accordo di pace".

Assad per ricevere tale "limosina" europea, dovrebbe acconsentire, nientemeno, a 'svendere' intere province della propria patria, dove Sauditi e Qatar, continuando a eseguire le direttive di Washington e Tel Aviv, possano portare nuovi terroristi, lasciare che si addestrino sotto istruttori di Fort Bragg, della Blackwater, di Tsahal...e poi ripartire all'attacco tra qualche anno.

martedì 22 novembre 2016

Il Vicepremier Rogozin visita Assad portando con sé una delegazione economica russa interessata a investire in Siria!

La migliore garanzia per la Siria di ricostruire rapidamente tutto quanto é stato distrutto in questi ultimi cinque anni di indefessa lotta contro l'aggressione takfira é quella di avere solidi e validi amici ed alleati che, terminata la fase dei prestiti e degli aiuti militari, siano altrettanto disposti a fare forti investimenti nel paese.

Fortunatamente la Siria ha tali amici e una prova della loro ansia di lanciarsi nel mercato siriano é stata data oggi con l'arrivo a Damasco del vicepremier russo Dmitri Rogozin, che ha portato con sé nella Repubblica Araba una nutrita delegazione di rappresentanti di imprese russe statali e private interessate a futuri investimenti nel paese.

martedì 26 aprile 2016

La Russia renderà la Siria il suo 'hub' di proiezione economica nel Mediterraneo e nel Medio Oriente!

La Russia non sta aiutando la Siria solo a fini strategici; Mosca, infatti, ha intenzione di trasformare il paese arabo nel principale hub di promozione delle proprie esportazioni e dei propri investimenti nell’area mediorientale, non appena l’aggressione terroristica sarà domata e la situazione nel paese riportata alla normalità interrotta dall’attacco takfiro del 2011.

“Vogliamo che la Siria sia considerata non solamente nei suoi confini geografici o in quelli del suo per molti versi limitato mercato economico, ma come un vero e proprio trampolino di lancio, un centro di espansione e promozione per compagnie, prodotti, iniziative russe nell’intera area mediterranea e mediorientale”; queste parole sono state pronunciate dal Premier siriano Wael Halqi ai microfoni dell’agenzia stampa Sputnik.

domenica 8 marzo 2015

Compagnie iraniane del ramo idroelettrico progettano corposi investimenti in Irak, il Paese dei Due Fiumi!

Compagnie iraniane specializzate in progetti energetici e idraulici stanno pianificando un vasto ventaglio di strategie per cooperare a progetti di sviluppo in Irak. L'incontro per lo studio delle varie opzioni possibili si sta tenendo proprio in queste ore, alla presenza del Viceministro dell'Energia iraniano Sattar Mahmoudi.

domenica 1 febbraio 2015

Il traditore di Gaza e dei Palestinesi, Mohamed Dahlan, si é "comprato" la cittadinanza serba!!

L'ex-membro di Fatah Mohamed Dahlan, già 'Ras' di Gaza e "mister 40 per cento" (nel senso che i suoi sgherri facevano man bassa del 40 per cento di tutto quanto passava attraverso il varco di confine di Karni), espulso dal movimento di Abbas, complice degli assassini di Mahmoud Mabuh, accusato di malversazioni e omicidi, avrebbe ricevuto negli scorsi giorni la cittadinanza serba.

La cittadinanza di un altro paese gli sarà molto utile quando verrà raggiunto dalle conseguenze di qualche altro "pecadillo", come ad esempio l'avere infiltrato suoi seguaci a Gaza col compito di mettere in piedi organizzazioni 'integraliste', o magari altri, rivelati da suoi ex-collaboratori inseguiti da mandati di cattura.

giovedì 14 agosto 2014

Nuovo Canale di Suez e investimenti per miliardi; Putin e Al-Sisi escono dal vertice sempre più "Soci"!!!!


Per Abdel Fattah al-Sissi, questa è stata la prima visita in Russia in qualità di presidente egiziano. Al contrario dei suoi predecessori ha preferito effettuare la sua prima visita, dopo le elezioni in giugno, in Russia e non negli Stati Uniti.
L’incontro di Sochi era incentrato più sul commercio e l’economia, che sulle questioni internazionali. Cosa che non sorprende in questo contesto di « guerra di sanzioni », imposta a Mosca da Washington e Bruxelles.
Nel mese di agosto cade l’anniversario dell’apertura ufficiale delle relazioni fra i due paesi. E ora Mosca e Il Cairo si apprestano a riempire questo anno di contratti fruttuosi, congelatisi durante la primavera araba. Nel corso degli ultimi due anni, il commercio fra i due paesi è aumentato del 70%, arrivando a 3,5 miliardi di dollari nel 2012.
Le negoziazioni hanno portato a due sensazioni: l’Egitto e la Russia creeranno una zona di libero scambio; il Cairo ha invitato Mosca a partecipare ai lavori del nuovo canale di Suez, la cui costruzione deve cominciare l’anno prossimo. Il presidente Vladimir Putin ha affermato, durante la conferenza stampa, che l’Egitto e la Russia si sono accordati, per prima cosa, sulla creazione di una zona di libero scambio per aumentare il commercio sulle fonti energetiche, gas e petrolio compresi, e sull’ampliamento della cooperazione tecnico-militare:
«I nostri paesi stanno cooperando attivamente nel settore dell’agricoltura. L’Egitto è un grande consumatore di grano russo. I nostri partner si sono interessati alle opportunità di esportazione di questo anno. Per l’Egitto non sarà inferiore a 5-5,5 milioni di tonnellate. Forniamo circa il 40% dei cereali consumati in questo paese. I prodotti agricoli costituiscono il 90% delle nostre importazioni dall’Egitto, che ha già aumentato le sue forniture del 30% ed è disposto ad aumentarle ulteriormente in futuro di un altro 30%.»
Lo scambio di opinioni sulle questioni internazionali ha dimostrato non solo che le posizioni del Cairo e di Mosca in riferimento alla risoluzione dei problemi regionali e internazionali sono vicine, ma che coincidono, ha dichiarato il presidente dell’Egitto, aggiungendo che ormai la cooperazione economica e commerciale con la Russia si sviluppa con una particolare intensità:
«Le negoziazioni hanno aperto grandi prospettive nel commercio con l’Unione doganale e l’Unione Eurasiatica, così come nella creazione di una zona industriale russa in Egitto. Avevo già espresso le mie speranze verso una maggiore cooperazione che sarebbe andata ad aggiungersi al nuovo progetto del canale di Suez ».
L’addetto stampa del presidente russo Dmitri Peskov ha comunicato che Mosca è disposta a concedere all’Egitto importanti crediti finanziari. Il Cairo sta negoziando da più di un anno con il FMI un credito di 4,8 miliardi di dollari, ma il FMI trascina per le lunghe le trattative.
Le società russe sono interessate ad investire in Egitto nell’estrazione di petrolio e di gas, nello sfruttamento dei giacimenti di oro, nell’assemblaggio di vetture e materiale industriale. Così il volume di investimenti di Lukoil è stimato a 127 milioni di dollari. Un importante produttore di gas indipendente, Novatek, è pronto a sborsare 70 milioni e il costruttore di auto SMB Ingeneering, 30 milioni di dollari.
Il progetto del nuovo canale di Suez e dell’ammodernamento del vecchio canale è stato reso pubblico il 5 agosto. I lavori dureranno almeno 3 anni e costeranno circa 8 miliardi di dollari. Il progetto prevede la creazione di un canale parallelo lungo 72 km, l’allargamento del canale esistente e la costruzione di un sistema di gallerie stradali e ferroviarie. Tuttavia, il presidente al-Sissi ha proposto di accelerare questo « cantiere del secolo » e di terminarlo in un anno. 17 società civili lavoreranno su questo progetto. L’esercito si occuperò dei lavori di ingegneria civile.
Quest’anno il canale di Suez, lungo 160 km, ha celebrato il suo 145esimo anniversario. Il pedaggio per il suo attraversamento porta annualmente al tesoro egiziano circa 5 miliardi di dollari. Le autorità egiziane si sono poste l’obiettivo di aumentare i profitti del 260 %. Oltre alla creazione di un nuovo canale, l’Egitto costruirà intorno a questo vaste zone industriali, delle quali si occuperà la Russia. Verranno ospitati cantieri navali, fabbriche per la costruzione di container e per l’assemblaggio di vetture.
Secondo le previsioni, la costruzione di una nuova via d’acqua permetterà alle navi di ridurre il tempo di percorrenza da 11 a 3 ore. Il traffico sarà più o meno raddoppiato e si passerà da 49 a 97 navi al giorno.

domenica 16 febbraio 2014

Nouri al-Maliki visita Ramadi e annuncia massicci investimenti per la Provincia occidentale di Anbar!

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki a sorpresa ha visitato la Provincia di Anbar, in cui nelle ultime settimane si sono concentrati gli sforzi antiterrorismo della polizia, dell'Esercito e dei clan e delle tribù sunnite filogovernative che hanno deciso di rifiutare l'influenza perniciosa delle cellule qaediste dell'ISIL finanziato dall'Arabia Saudita.

"Sono venuto a confermare il sostegno al nostro popolo e alle tribù dell'Anbar", ha dichiarato il Primo Ministro da Ramadi, città ormai del tutto pacificata dopo gli scontri che seguirono alla rimozione del sedizioso 'sit in' guidato da certi politici sunniti cinici e senza scrupoli che serviva da 'base logistica' per i gruppi armati takfiri.

Maliki ha anche annunciato che ben 100 miliardi di dinari irakeni (oltre 80 milioni di $) verranno sbloccati per progetti di costruzione di infrastrutture civili e per l'addestramento dei miliziani tribali che condivideranno con le autorità il compito di pattugliare e presidiare il territorio.

sabato 3 agosto 2013

La Repubblica Islamica concede un credito oltre tre miliardi di dollari ad Assad in cambio di futuri investimenti!

Tre miliardi e seicento milioni di dollari, questa la cifra da capogiro che la Repubblica Islamica dell'Iran ha concesso in credito alla Repubblica Araba Siriana in un maggiore accordo economico che dimostra come Teheran non stia combattendo una 'battaglia di retroguardia' in Siria, ma sia in prima linea per ristabilire ovunque e completamente la regola della legge e l'autorità del Governo centrale che, dopo la pacificazione del paese aprirà le porte a imprese e business iraniani che investiranno pesantemente nella ricostruzione del paese, nella sostituzione, ammodernamento e miglioramento delle sue infrastrutture, rendendo ancora più saldi i rapporti tra Iran e Damasco.

Questa notizia fa STRAME delle speculazioni inani dei 'think tank' imperialisti che, dopo aver passato quasi due anni a preconizzare una "imminente" caduta di Assad (non capendo che l'insorgenza dei mercenari takfiri stranieri aveva poco o punto seguito nella popolazione civile siriana, persino in quella sunnita) adesso, di frotne alle continue vittorie delle forze regolari, hanno maldestramente fatto marcia indietro profetizzando che Assad sta cercando di mantenere un suo 'feudo' nelle zone a maggioranza Alawita e non sarà più capace di governare tutta la Siria.

A parte che se Assad avesse permanentemente perso il controllo di una considerevole porzione di territorio siriano la NATO non avrebbe esitato UN ISTANTE a dichiararla 'zona protetta' imponendo manu militari una No Fly Zone illegittima e schierando truppe sul terreno per difendere i suoi alleati terroristi wahabiti. Se non lo ha fatto é proprio perché i militanti non hanno MAI conquistato stabilmente un territorio abbastanza vasto, limitandosi a poter transitare per zone 'contestate' ma mai totalmente disertate dalle forze regolari.

Tre miliardi e seicentomila dollari non sono bruscolini, sono una testimonianza della certezza iraniana che Assad emergerà vittorioso dall'ordalia che il suo paese sta attraversando e che, una volta chiuso questo capitolo di storia siriana, l'economia iraniana staccherà la cedola dei benefici, trovandosi, senza concorrenza alcuna un intero paese in cui mettere alla prova la propria perizia nei settori dell'edilizia, dell'industria, delle infrastrutture e un mercato ansioso di beni di consumo dopo lunghi mesi di ristrettezze e penurie.