giovedì 29 marzo 2012

Le forze armate di Khartoum finalmente reagiscono alle provocazioni codarde di Salva Kiir, pupazzo di Obama e Netanyahu!


Quando é troppo é troppo e nemmeno la pazienza, lo spirito conciliatorio e l'amore per la pace del Presidente del Sudan Omar Bashir e del suo Governo di unità nazionale hanno potuto impedire un'azione dimostrativa oltreconfine volta a dimostrare al 'cowboy di Juba' che ulteriori provocazioni armate, come attacchi proditori e sostegno ai movimenti e alle attività di gruppi terroristici armati anti-sudanesi (già in passato coinvolti con il Governo dello stato fallito creato artatamente dal complotto americano e sionista per dividere e impoverire il grande paese africano e musulmano) non avrebbero fatto altro che provocare risposte sempre più determinate e più pesanti da parte dell'Esercito di Khartoum.


Una serie di azioni armate oltre il confine tra il Sudan e la provincia di Unity sarebbero state portati a termine nelle ultime ore, insieme ad alcuni raid aerei contro i campi petroliferi della zona (campi assegnati arbitrariamente alla cricca di Salva Kiir, perché il complotto americano e israeliano verteva proprio attorno all'obiettivo di impoverire la parte musulmana del paese delle sue risorse idriche e di idrocarburi), perlomeno questo é quanto sostiene Atim Garang, ma, essendo questi un terrorista dell'SPLM alleato con Salva Kiir e il Sud-Sudan, le sue parole vanno prese con beneficio d'inventario.

Ben più credibili invece le affermazioni del portavoce dell'Esercito sudanese, Colonnello Al-Sawarmy Khalid Saad, che ha dichiarato come, in risposta agli attacchi con mortai e artiglierie arrivati da Sud le truppe di Khartoum abbiano risposto con un preciso tiro di controbatteria: "Alcuni colpi potrebbero essere caduti in campi petroliferi, probabilmente perché dall'interno di essi gli aggressori avevano collocato i loro pezzi". Al-Sawarmy tuttavia ha negato recisamente che l'area di Heglig sia stata in qualsiasi momento violata da militari o miliziani di Salva Kiir.


 Il Segretario della Commissione dell'Unione Africana, Jean Ping, ha dichiarato che tensioni e incomprensioni tra Juba e Khartoum possono essere risolte solo attraverso il dialogo. Troppo poco e troppo tardi, Monsieur Ping, diciamo noi, il Presidente Bashir é stato al tavolo del dialogo fino a sfinirsi ma é chiaro che un brigante come Kiir, fino a che si sentirà spalleggiato da Usa e Israele non potrà mai essere ridotto alla ragione. Allora, meglio che parlino le armi.
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mercoledì 28 marzo 2012

Hana'a Shalabi, martire moderna, si sta dando la morte per digiuno, ma non demorde!


Una giovane di ventinove anni avrebbe il diritto di vivere una vita ricca di amore, una vita consacrata alla famiglia, all'affetto materno e filiale.

Invece, a causa della disumanità e della crudeltà del regime ebraico di occupazione della Palestina, Hana'a Shalabi sta giacendo in un letto dove per la maggior parte del tempo non riesce nemmeno a dormire per gli atroci crampi indotti dall'atrofia muscolare, le carni, il grembo, il seno scavati e rinsecchiti dal digiuno usato come arma per protestare contro la negazione dei diritti suoi e degli altri prigionieri politici palestinesi che hanno subito arresti, percosse, torture e nuova prigionia dopo che, mendacemente, Israele aveva promesso che non li avrebbe perseguitati dopo il rilascio, questo autunno, in cambio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.

 Recentemente visitata da un gruppo di ispezione della Società per i Diritti dei Prigionieri Palestinesi accompagnato da uno dei suoi rappresentanti legali, l'avvocato Jawad Boulos, la Shalabi ha espresso risentimento e rabbia per il trattamento cui é stata sottoposta finora e che ha incluso vere e proprie angherie proseguite anche con il peggiorare delle sue condizioni di salute, attualmente la giovane é talmente indebolita da avere sviluppato piaghe su tutta la superficie interna della bocca e da soffrire costanti emorragie dal naso, che contribuiscono a prostrarla.

L'equipe di Clinici per i Diritti Umani l'ha implorata di aggiungere vitamine solubili all'acqua che ingerisce, ma la Shalabi non si é ancora risolta a farlo giacché teme che un simile gesto possa essere interpretato come un 'allentamento' della sua lotta e una diminuzione nella sua determinazione a protestare mettendo in pericolo la sua stessa vita.
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L'Esercito libanese cattura dieci terroristi in fuga dalla Siria su furgoni carichi di armi ed esplosivi!

 Con una brillate operazione condotta in cooperazione con l'Esercito di Damasco le forze dell'Armee Libanaise hanno bloccato nel Nord del distretto di Al-Kaa dieci individui di nazionalità libanese e siriana che avevano appena attraversato il confine a bordo di veicoli fuoristrada che sono risultati carichi di una vera e propria santabarbara di armi leggere e pesanti, munizioni e dozzine di chili di esplosivi.

Il comunicato, tra l'altro, smentisce che contingenti di forze siriane abbiano attraversato il confine internazionale per dare la caccia a elementi dispersi delle forze terroriste che hanno infestato i distretti di Homs e Baba Amr fino a poche settimane orsono; anzi, i comandanti siriani si sarebbero limitati a comunicare ai loro colleghi libanesi numero ed entità dei gruppi fuggiaschi oltreconfine, lasciando loro l'incombenza di occuparsene, esattamente come in questo caso.

I dieci arrestati si trovavano a bordo di un pick-up Hyundai e di un furgoncino  Toyota, equipaggiati per potere attraversare terreni non asfaltati e, oltre alle armi e agli esplosivi erano in possesso di uniformi paramilitari e notevoli quantità di denaro contante.
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Sempre più isolato politicamente ed economicamente, il regime ebraico dell'Apartheid si avvia al suo "momento sudafricano"


La recente approvazione di una Risoluzione del Consiglio Onu per i Diritti Umani che chiede l'istituzione di una missione internazionale per la verifica delle violazioni dei Diritti degli abitanti della West Bank occupata da parte dei fanatici coloni ebrei armati che vivono nelle colonie illegali ha causato reazioni inconsulte e scomposte da parte sionista, culminate con la rottura di tutti i rapporti tra Tel Aviv e l'organo delle Nazioni Unite, ulteriore passo verso il sempre più completo ostracismo internazionale dell'entità di occupazione della Palestina.

La Risoluzione ONU, approvata alla schiacciante maggioranza di 36 voti contro 1, laddove l'uno era ovviamente quello degli Usa ormai totalmente succubi della lobby a sei punte, ha causato un'esplosione di isterismo da parte sionista...un isterismo del tutto fuori luogo laddove si consideri che, quando vengono fatti oggetto di critiche dallo stesso organismo Stati come la Siria, la Repubblica Islamica e altri fanno del loro meglio per aprirsi al dialogo e al confronto, fare riconsiderare posizioni che possono essere inficiate da stereotipi, pregiudizi o informazioni parziali e inesatte. Invece Israele ha preferito 'sbattere la porta' e isolarsi, piuttosto che accettare con spirito costruttivo l'invito dell'assise internazionale.

Il Presidente del Consiglio ONU per i Diritti, Laura D. Lasserre ha dichiarato che la condotta israeliana é stata "infantile e censurabile" e si inserisce in un crescendo di ostilità da parte di Tel Aviv verso qualunque iniziativa della Comunità Internazionale volta ad alleggerire il carico di sofferenze che quotidianamente vengono inflitte ai Palestinesi da parte dell'occupazione sionista; lo scorso autunno sono state interrotte le relazioni con l'UNESCO per via dell'ammissione della Palestina come Stato membro.

Souheil el-Natour, portavoce del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato che la decisione del Consiglio ONU si inserisce nel progressivo isolamento del regime ebraico che presto, come prvede Omar Barghouti della campagna internazionale di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele, dovrà presto affrontare il suo 'momento sudafricano', esattamente come il regime razzista di Pretoria, suo ottimo alleato, a inizio anni '90.
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Delegazione del Parlamento egiziano parte per Gaza per osservare i devastanti effetti dell'emergenza umanitaria!


Una delegazione del Parlamento del Cairo, eletto alcuni mesi fa nelle prime consultazioni democratiche dalle dimissioni dell'ex-autocrate Mubarak é giunta oggi nella Striscia di Gaza per incontrare le autorità locali e constatare direttamente la disperata situazione umanitaria, portata al collasso dall'illegale e disumano strangolamento economico portato avanti dalle autorità sioniste contro il ghetto palestinese assediato.

Mohamed Adris, Capo del Comitato Parlamentare per gli Affari Arabi, capo della missione egiziana, ha dichiarato all'agenzia stampa Palestine Information Center che la visita ha lo scopo di "infrangere una volta per tutte" l'assedio israeliano contro la Striscia costiera e di porre rimedio alle sofferenze dei suoi cittadini, durate ormai cinque anni e particolarmente esacerbate dalla crisi del combustibile.

Adris ha detto che i suoi colleghi deputati incontreranno esponenti del Governo Haniyeh e capi delle fazioni della Resistenza, per discutere con loro i punti più critici dell'emergenza e come l'Egitto possa intervenire a favore degli abitanti e venire incontro ai loro bisogni. La delegazione non lascerà Gaza prima della prossima settimana.

Recentemente il Parlamento egiziano ha votato una mozione per chiedere l'espulsione immediata dell'ambasciatore sionista e la rottura a tempo indefinito di tutti i contatti bilaterali con il regime ebraico dell'Apartheid.
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Il Presidente Assad visita Homs libera dai terroristi al servizio di Usa e Israele!

Dimostrando nei fatti la solidità della vittoria riportata nelle scorse settimane contro i terroristi tagliagole infiltrati nel paese da Usa, Israele, Francia e Arabia Saudita il Presidente siriano Bashir Assad si é recato in visita alla città di Homs, liberata dal regno di terrore dei takfiri wahabiti grazie agli sforzi e ai sacrifici delle Forze Armate e dei servizi di sicurezza.

"La normalità tornerà presto a regnare tanto a Homs quanto a Baba Amr; grandi sofferenze sono state inflitte al nostro popolo dagli agenti del complotto contro la Siria e contro la Resistenza, ma la sua tenacia e la sua lealtà sono state ricompensate!" ha dichiarato il Presidente incontrando gruppi di cittadini e soldati reduci dalle operazioni di combattimento e di bonifica del territorio. 

Assad ha rivelato che l'opzione militare é stata scelta a malincuore e soltanto dopo che tutti i tentativi di trovare interlocutori ragionevoli nelle file dell'insorgenza sono miseramente falliti. Ma era inevitabile che ciò accadesse visto che, nonostante i proclami riferiti da canali mendaci come Al-Jazeera e Al-Arabiya il movimento armato non era espressione di nessuna insofferenza da parte della popolazione, ma semplicemente una falange armata al servizio dell'imperialismo e del sionismo.
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La Park Slope Food Coop di New York elimina tutti i prodotti sionisti dai suoi scaffali!


In un nuovo importante successo della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni contro il regime ebraico dell'Apartheid la 'Park Slope Food Coop' di Brooklyn, New York, ha approvato, dopo un voto a larghissima maggioranza, l'eliminazione di ogni genere di prodotto israeliano dal proprio assortimento, come misura di solidarietà nei confronti dei Palestinesi oppressi dall'occupazione sionista.

Nella serata di marted' 27 marzo migliaia di membri della cooperativa di Park Slope si sono riuniti nell'aula magna della High School tecnica di Brooklyn per discutere della proposta di boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani e, dopo attenta e accurata discussione, hanno deciso di allargare la proposta a ogni genere di prodotto proveniente dall'entità di occupazione, approvandola quindi a schiacciante maggioranza.

"Sosteniamo il boicottaggio a causa delle politiche sioniste di discriminazione che vanno avanti da decenni contro i Palestinesi del 1948 e del 1967; la politica della colonizzazione e del sostegno ai fanatici armati deve ricevere adeguata risposta con il boicottaggio e il disinvestimento a tutti i livelli" ha dichiarato Carol Wald, membro della Coop di Park Slope, durante la riunione.

Recentemente il continuo sostegno israeliano alle comunità di violenti fanatici armati che vivono nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania aveva causato la condnanna ufficiale di Tel Aviv anche da parte del Consiglio ONU per i Diritti Umani.
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L'ONU condanna Israele per le leggi razziste che permettono l'Apartheid verso cittadini Palestinesi e non-ebrei!


Il Comitato ONU per l'Eliminazione della Discriminazione Etnica e Razziale ha richiesto ufficialmente al Governo di Tel Aviv di interrompere le proprie politiche discriminatorie contro i Palestinesi e di abolire ogni legge passata dalla Knesset negli ultimi sessant'anni che permetta la segregazione e l'Apartheid nei confronti loro e verso altri cittadini del regime di etnia non-ebrea.

Il Comitato ha chiesto che vengano rimosse tutte le forme di discriminazione tra Ebrei e non-ebrei, con speciale riguardo a quelle introdotte nel corso del 2011 che permettono, tra le altre cose, alle autorità locali ebraiche di impedire ai non-ebrei di trasferirsi nelle loro comunità.

In omaggio ai valori di uguaglianza di fronte alla legge, Israele deve assicurare che le minoranze non-ebree possano godere di uguali capacità di accesso all'istruzione, ai servizi sociali, al lavoro, alla attività politica.

Pesante censura e stigma é poi stato espresso verso violazioni dei Diritti Umani come la legge contro il ricongiungimento delle famiglie palestinesi, le pratiche di demolizione delle case, la persecuzione delle comunità beduine, l'ineguale distribuzione delle risorse idriche e le altre, numerosissime violazioni dei diritti dei Palestinesi e degli altri non-ebrei residenti nel regime ebraico di occupazione.
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