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domenica 10 maggio 2015

Grande ricevimento a Damasco per celebrare il Giorno della Vittoria dell'URSS sul nazismo!!

Per il settantesimo anniversario della vittoriosa conclusione della Grande Guerra Patriottica che vide le forze di Stalin entrare trionfanti in una Berlino devastata le ambasciate russa, bielorussa e armena a Damasco hanno organizzato un grande ricevimento. Ad esso hanno presenziato il Presidente dell'Assemblea del Popolo Mohammed al-Laham e numerosi Ministri del Governo Assad che hanno recato il saluto e le felicitazioni del Presidente ai rappresentanti degli stati ex-sovietici.

Il Viceministro degli Esteri, Faysal Miqdad, ha espresso la convinzione che certi paesi della NATO che tra il 1941 e il 1945 si trovarono a essere alleati dell'URSS contro il regime hitleriano oggi ne hanno incredibilmente mutuato molti atteggiamenti e comportamenti, sostenendo tra le altre cose gruppi terroristici attivi sul suolo siriano che quanto a violenza, fanatismo, disprezzo per la vita umana e per la cultura e la civiltà non hanno veramente niente da invidiare alle SS del Terzo Reich.

venerdì 14 novembre 2014

L'Ayatollah irakeno Al-Najafi sbarca a Beirut per sottoporsi a cure mediche, accoglienza di Stato per lui!

Il venerabile leader religioso sciita irakeno, Ayatollah Bashir al-Najafi, é sbarcato nella capitale libanese Beirut, dove verrà sottoposto a test medici e, forse, a una piccola operazione chirurgica.

L'Ayatollah é stato ricevuto con la pompa ufficiale adeguata a una figura del suo calibro; a lato del red carpet srotolato per lui si trovavano il Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader della formazione sciita Amal), gli ambaciatori irakeno e iraniano Raad al-Alousi e Mohammed Fathali, ed esponenti del clero sciita libanese.

Najafi era già stato a Beirut la scorsa primavera, quando era stato ricoverato e sottoposto a una riuscita angioplastica per ridurre i danni di un attacco cardiaco.

giovedì 13 marzo 2014

Si intensifica la crisi tra gli Emiri sunniti; adesso Riyadh minaccia di isolare da terra il Qatar!!

A meno di una settimana dal ritiro degli ambasciatori di Arabia Saudita, UAE, Kuwait (e poco dopo anche di quello egiziano) dalle sedi diplomatiche a Doha, la Casa regnante di Riyadh alza la posta e per bocca del suo stesso Ministro degli Esteri, Principe Saudi al-Faisal, minaccia di chiudere il collegamento terrestre tra l'Arabia e l'Emirato del Golfo.

Con questa escalation di rappresaglie e minacce affonda del tutto il piano americano di "subappaltare" il sostegno a Israele e il "contenimento" dell'Asse della Resistenza a potenze conservatrici locali (nominalmente, Qatar e Arabia Saudita) che con Doha e Riyadh impelagate nella loro piccola "guerra fredda" sta generando riallineamenti prima impensabili.

Riyadh é sempre più in sintonia con Tel Aviv, e questo ormai é un dato di fatto, mentre, messo progressivamente con le spalle al muro, il piccolo emirato del Qatar si guarda intorno e non vede altri possibili modi di togliersi dall'angolo se non avvicinandosi a Teheran...mossa che sconvolgerebbe profondamente gli equilibri mediorientali.

Non precorriamo i tempi; nonostante analisti lungimiranti come Messyan ed Escobar abbbiano già preconizzato la rottura del "fronte del Golfo" con la creazione di una inedita partnership Doha-Teheran ancora nessuna mossa sembra essere stata fatta in tal senso, inoltre rimane l'incognita di come la Repubblica Islamica accoglierebbe aperture in tal senso fatte da Al-Thani Jr.

sabato 8 marzo 2014

Dopo gli Emirati del Golfo anche l'Egitto ritira il proprio ambasciatore dal Qatar!

Dopo Arabia Saudita, UAE e Kuwait anche l'Egitto ha ritirato a tempo indefinito il proprio rappresentante diplomatico dall'ambasciata di Doha, segnalando che la crisi scatenatasi qualche giorno fa non é più limitata agli emirati petroliferi di osservanza filosaudita ma riguarda tutto il Mondo Arabo e i tentativi (apparentemente non esauriti) della dinastia Al-Thani di destabilizzare certe aree a proprio favore per mezzo della Fratellanza Musulmana e di altri gruppi simili.

I media ufficiali del Cairo hanno dichiarato che Doha si trova di fronte a un bivio e può: "O correggere la rotta sui binari del mutuo rispetto e della solidarietà inter-araba oppure persistere nella sua condotta irresponsabile subendone appieno le conseguenze".

Il Governo egiziano si é premurato di far notare come i problemi tra Cairo e Doha non siano una semplice questione bilaterale ma si estendano al complesso delle relazioni diplomatiche nell'ambito della Lega Araba e dell'Organizzazione Islamica per la Cooperazione.

giovedì 6 marzo 2014

Crisi diplomatica tra gli emiri del petrolio: Riyadh, Dubai e Manama ritirano gli ambasciatori da Doha!!

Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno improvvisamente annunciato il ritiro dei loro ambasciatori dal Qatari "in segno concreto di protesta per l'interferenza di Doha nei nostri affari interni", come recitato nel corso di una conferenza stampa congiunta.
La decisione si é maturata martedì notte a lato di un incontro dei Ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo; chissà come mai, quando l'Arabia Saudita meditava di "annettere" de facto gli altri stati membri del Consiglio la cosa non venne considerata "interferenza".

Comunque la mossa dimostrerebbe che nonostante l'avvicendamento al trono tra due diverse generazioni della Famiglia Al-Thani il Qatar non avrebbe del tutto rinunciato ai suoi progetti egemonici sul Medio Oriente, tanto da mettere sul chi vive i Sauditi e i loro clienti.

Fonti ufficiali qatariote si sono dette "sorprese e dispiaciute" dall'annuncio ma hanno specificato che non ritireranno i loro ambasciatori dalle capitali degli altri emirati arabi.

venerdì 29 novembre 2013

L'ex-ambasciatore Botsali rientrato in Turchia dopo l'espulsione dall'Egitto! Sempre più fretti i rapporti Ankara-Cairo!

Huseyin Avni Botsali, ex-ambasciatore turco presso il Cairo, dichiarato 'persona non grata' ed espulso dal Governo del Generale Al-Sisi é atterrato a Istanbul lo scorso mercoledì notte; la sua espulsione ha seguito le virulente e scomposte dichiarazioni del Premier anatolico Erdogan a favore dell'Ex-presidente deposto Mohammed Mursi, attualmente in stato di arresto e sottoposto a processo per gli eccessi commessi durante la sua tenure come massima carica dello Stato.

Non era la prima volta che Ankara si schierava chiaramente a favore dell'Ikhwan, organizzazione politica musulmana a cui Erdogan ha sempre guardato come modo per aumentare il suo prestigio politico nel mondo islamico, ma questa volta le conseguenze sono state molto più serie del solito.

Tra il sostegno a Mursi e quello ai terroristi in Siria Erdogan si é messo politicamente all'angolo da solo, sperperando il patrimonio di prestigio internazionale che si era messo da parte negli anni degli "zero problemi" col vicinato e del sostegno alla Causa Palestinese.

domenica 24 novembre 2013

Gelo diplomatico tra Il Cairo e Istanbul: i due paesi si espellono vicendevolmente gli ambasciatori!

Ha "iniziato" Erdogan, ma la reazione del Generale Al-Sisi non si é fatta attendere: al momento Egitto e Turchia non hanno più un'ambasciata funzionante l'uno nel territorio dell'altra e hanno 'abbassato' i loro rapporti bilaterali "A livello di Incaricato d'Affari", il minimo prima della rottura completa delle relazioni diplomatiche.

Gli ambasciatori erano stati ambedue richiamati in patria ad agosto, dopo che il Governo egiziano aveva più volte accusato quello turco di stare sostenendo posizioni filo-ikhwan e di aiutare l'organizzazione di manifestazioni sovversive in Egitto. L'ambasciatore del Cairo, Abderrahman Salah el-Din, non è mai tornato in Turchia e ora, dopo aver convocato l'Incaricato d'affari egiziano, il Ministro degli Esteri Davutoglu lo ha informato, che El-Din é 'persona non grata' in Turchia.

Subito il Cairo ha effettuato la sua rappresaglia espellendo l'ambasciatore turco e "degradando" il livello dei suoi rapporti con il paese anatolico.