sabato 1 dicembre 2012

"Delusi" gli amici degli assassini 'a sei punte' per la cancellazione del concerto di Stevie Wonder al loro galà!

Con un comunicato ufficiale il capo della lobby sionista "Amici delle forze armate israeliane" ha stigmatizzato come 'spiacevole' la cancellazione del previsto concerto di Stevie Wonder (il famigerato musicista 'antirazzista' che negli anni '90 si faceva fotografare con Nelson Mandela), scoraggiato dall'andare a incassare gli shekel di Chaim Saban dal tornado di polemiche sollevatesi alla notizia della sua partecipazione.

Melenso menestrello "politicamente corretto" Wonder non ha visto (forse per la sua cecità?) alcuna contraddizione ad accettare inizialmente l'ingaggio dei sionisti a pochi giorni dai massacri compiuti contro il ghetto di Gaza da quelle truppe di epigoni delle SS di cui Saban e il resto del sinedrio filoisrahell non hanno schifo o vergogna a chiamarsi "amici". Poi gli insulti, le petizioni, le denunce lo hanno fatto desistere.

Ovviamente lasciamo che i nostri lettori possano trarre da soli le loro conclusioni sulla serietà e l'affidabilità di un personaggio che non capisce quanta contraddizione esista tra predicare l'antirazzismo e poi dichiararsi pronto a esibirsi per i nazisti a sei punte e i loro spalleggiatori e finanziatori in America.
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L'Esercito siriano abbatte una ventina di estremisti wahabiti che tentavano di infiltrarsi dal confine libanese!

Riprendiamo dal canale libanese Al-Manar e dall'Agenzia France Presse la notizia che una pattuglia di terroristi di numero variabile tra i 14 e i 20 individui che stavano cercando di infiltrarsi in territorio siriano attraverso il confine poroso e approssimativamente demarcato tra questo e il Libano nella zona di Talkalakh é caduto in una imboscata tesa dalle truppe del Presidente Assad venendo completamente sterminato.

Fra i morti numerosi estremisti wahabiti libanesi provenienti dalla poverissima metropoli di Tripoli Siriaca e precisamente dal quartiere di Bab al-Tabaneh, "slum" di disperazione e ignoranza dove il rozzo verbo dei predicatori salafiti sponsorizzati dai milioni degli emiri sunniti del petrolio ha facile presa sulle masse destituite e abbrutite.

La trappola letale per gli aspiranti 'jihadisti' sarebbe scattata tra l'una e le tre della notte tra venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre; grazie alla cooperazione tra le forze armate libanesi e siriane (visto che il transito dei terroristi é stato verosimilmente segnalato ai militari di Damasco dai colleghi del Paese dei Cedri) rende sempre più difficile rifornire di uomini e armi l'insorgenza qaedista nella Provincia di Homs.
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Le esportazioni di petrolio iraniano toccano livelli-record, ennesimo fallimento delle 'sanzioni' imperialiste!

Nell'ennesima dimostrazione di quanto remote dalla realtà siano le fantasie "postimperiali" di Barack Obanana e della Strega dell'Ovest Clinton la Repubblica Islamica Iraniana ha incrementato le proprie esportazioni di petrolio verso l'Asia da quando per ordine degli Usa i nani dell'UE hanno avuto la pessima idea di aderire alle 'sanzioni' contro Teheran (con conseguente sfacelo nel loro sistema di industria petrolchimica).

Cina, Giappone, Sudkorea, Singapore e altri buyer asiatici hanno bisogno del petrolio iraniano; in particolare Pechino, che dopo il periodo peggiore della crisi vede di nuovo il ritorno alla crescita delle esportazioni dopo un anno di stagnazione e segni stazionari ha iniziato ad aumentare gli acquisti per alimentare il prossimo mini-boom di sviluppo, in particolare, costruendo nuove raffinerie adatte a trattare proprio il tipo di greggio che viene da Teheran, dimostrando così di non avere ALCUNA INTENZIONE di aderire a embarghi a stelle e strisce. E se in Cina OGNI GIORNO arriva circa mezzo milione di barili di petrolio iraniano, in Sudkorea e Giappone i livelli non sono poi troppo distanti, con 187mila e 182mila barili quotidiani.

Ovviamente con la ripresa della 'locomotiva cinese' questi numeri sono fatalmente destinati a crescere, dimostrando che il calo delle esportazioni iraniane di petrolio, nel mondo multipolare che non va più a rimorchio dell'unilateralismo americano, é stato probabilmente causato più dalla crisi economica che da qualunque fanfalucato e velleitario 'embargo'.
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venerdì 30 novembre 2012

Delle buffonate in corso all'Onu e del perché sia inutile parlarne o accalorarcisi a presso...

Queste poche righe per rispondere a quei lettori che nelle ultime 24 ore ci hanno contattato domandando perché "Palaestina Felix" non stava dando risalto al can-can diplomatico del Palazzo di Vetro dove per 'magnanima concessione' alla piccola missione di manutengoli dell'Anp (a libro-paga Usa e UE) é stato "upgradato" il seggio da 'entità osservatrice' a 'Stato non-membro' o qualche altra fumosa formula burocratica.

Non ne stiamo parlando perché tale evento PER LA PALESTINA E I PALESTINESI NON SIGNIFICA NULLA. Il 'riconoscimento ONU' non scaccerà un solo giudeo fanatico dagli insediamenti, non restituirà ai pastori palestinesi una singola pecora avvelenata né agli agricoltori un singolo ulivo o mandorlo sradicato o incendiato. Non rallenterà e tantomento arresterà il furto di terra, acqua, risorse naturali in Cisgiordania che procede a mano salva grazie alla cooperazione di Abu Mazen/Abbas e di tutti gli altri cacicchi dell'Anp/Fatah.

Il 'riconoscimento' è uno squallido contentino peloso in tutta fretta concesso a Fatah per smorzare l'entusiasmo dei Palestinesi verso la Resistenza armata e il sentimento di gratitudine verso la Siria, Hezbollah, e la Repubblica Islamica Iraniana (Asse della Resistenza) che hanno equipaggiato le milizie di Gaza con le armi in grado di fare interrompere anzitempo l'ultimo 'pogrom' militare di Netanyahu, Lieberman e dell'ormai dimissionario Ehud Barak.
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Maxi-sequestro di armi in Giordania nega rifornimenti ai terroristi wahabiti in Siria mentre le truppe di Assad vincono un'altra battaglia all'aeroporto!

Il villaggio di Turra, al confine tra Repubblica Siriana e Regno Ascemita di Giordania é stato teatro di una vasta operazione di sicurezza che ha portato al sequestro di un "enorme" quantitativo di armi e munizioni che la rete di sostegno al terrorismo wahabita, foraggiata da Riyadh e Doha, voleva fare passare attraverso il confine in direzione di Daraa, per rifornire i miliziani qaedisti che spargono sangue e morte nel paese ormai da molti mesi.

Il reuccio ascemita Abdallah, nonostante le promesse di finanziamenti e regalie da parte degli emiri sunniti del petrolio ha deciso di bloccare ogni passaggio di armi, temendo che, se mai i salafiti takfiri vincessero in Siria il suo regno sarebbe il prossimo obiettivo di destabilizzazione e terrore.

Intanto dalla Siria arriva la buona notizia che un gruppo di miliziani wahabiti che aveva cercato di interrompere i collegamenti tra Damasco e l'aeroporto internazionale della capitale (distante svariate dozzine di chilometri) é stato accerchiato e distrutto. Dopo la sconfitta di Daraya sembra proprio che l'insorgenza wahabita non sia capace di reagire e continui a perdere terreno, aderenti e influenza anche nelle zone più provinciali del paese.
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giovedì 29 novembre 2012

Proteste, insulti e petizioni forse hanno fatto "vedere" a Stevie Wonder la verità? Fonte sionista afferma che il musicista non suonerà al galà pro-assasini!

Dal momento in cui, insieme a molti altri outlet di informazione, abbiamo denunciato la partecipazione del tastierista negro Stevie Wonder al "Galà degli Amici delle SS Sionaziste" (finanziato da ricchi lobbisti ebrei in quel di Los Angeles e previsto per il prossimo 6 dicembre), una vera e propria tempesta di denunce, petizioni, inviti al boicottaggio, ha colpito la persona e l'opera del musicista, celebre negli anni '80 per le sue sviolinate 'antirazziste'.

Passare dall'abbracciare Nelson Mandela a intascare gli shekel di Sion, insanguinati delle vittime civili (donne e bambini soprattutto) del recente "pogrom" armato contro la Striscia di Gaza non ha fatto 'bene' alle quotazioni mediatiche di Wonder che, apparentemente, avrebbe deciso di ritirarsi dall'apparire alla riunione sionazista. La notizia aspetta ancora conferma, anche se é stata ripresa anche dal quotidiano 'Haaretz'. Ovviamente per quanto ci riguarda il danno ormai é fatto e il tardivo ripensamento nulla fa per cancellare l'originale decisione del musicista.
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A Gaza cartelloni di gratitudine verso l'Iran per il decisivo sostegno tecnico e militare alle organizzazioni di Resistenza armata!

In tutta la Striscia di Gaza durante e subito dopo il recente confronto militare con il regime ebraico le attestazioni di riconoscenza e gratitudine verso la Siria, l'Iran e il Movimento Hezbollah (l'Asse della Resistenza) che ha messo in grado le milizie del ghetto palestinese di rispondere a tono al pogrom militare sionazista sono risuonati più volte ma fedeli al motto latino "Scripta Manent" gli abitanti della Striscia hanno eretto placard di ringraziamento all'indirizzo della Repubblica Islamica, ben visibili, le cui foto hanno già fatto il giro del mondo.
In una intervista al quotidiano libanese Al-Liwaa, l'ambasciatore di Teheran a Beirut, il famoso Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che "nonostante divergenze emerse recentemente nei confronti di alcuni leader del Movimento", l'Iran e Hamas, in particolare la sua ala militare, condividono ancora una visione comune sulla Lotta, la Resistenza e il Destino della Palestina e dei Diritti del suo popolo.
A tal proposito menzioniamo la voce giuntaci direttamente da Gaza negli scorsi giorni secondo cui il 'fantasma' Mohammed Daif in persona, influentissimo leader della milizia armata di Hamas, più volte scampato a tentativi di assassinio sionazisti, sarebbe contrarissimo a ogni distaccamento dalle posizioni della lotta armata e dall'alleanza con l'Iran; pronto, si dice, a sostenere Mahmoud Zahar in una linea di 'scontro' con quei dirigenti (come Mishaal e Marzouk) recentemente "tentati" da un accordo anti-iraniano con Emiri del petrolio sauditi e qatarioti.
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La sconfitta nella Guerra a Gaza fa cancellare prenotazioni per 500 milioni di $ all'industria 'turistica' sionazista!

Sono stimati finora in 518 milioni di dollari Usa i danni riportati dall'industria 'turistica' del regime ebraico che occupa la Palestina a causa di prenotazioni cancellate. L'incapacità sionazista di bloccare i razzi della Resistenza che da Gaza hanno imperversato in tutta la Palestina occupata, da Eilat fino a Tel Aviv ha causato una vera e propria corsa ai centralini delle agenzie di viaggio.

Che esistano individui stupidi, ipocriti e malvagi capaci di andare a "divertirsi" nel regime razzista sionista ci fa profondamente schifo: molti di loro sono sionisti americani, canadesi, australiani, inglesi o francesi. Auguriamo a loro di rompersi una gamba ovunque vadano a passare i loro Natali o i loro Hanukkah. Intanto godiamo già del fatto che abbiano perso le caparre versate.
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