Dieci mesi dopo avere adagiato in acqua il maestoso scafo da 250 metri di lunghezza e 44 di larghezza i cantieri navali iraniani di Bushehr hanno terminato i lavori di preparazione della prima delle quattro petroliere modello 'Aframax' (navi capaci ancora di valicare il Canale di Suez ma non quello di Panama) che stanno venendo costruite nella Repubblica Islamica per conto del Venezuela.
Ali Saeedlou, Vicepresidente iraniano per gli Affari Internazionali ha dichiarato che tempi e modalità di consegna del nuovo vascello ai committenti venezuelani verranno discussi ai margini della prossima conferenza del Forum dei Paesi Esportatori di Gas cui parteciperanno sia il Presidente iraniano sia quello venezuelano, Nicolas Maduro.
Questo brillante esempio di cooperazione economica tra Teheran e Caracas non fa che riaffermare la natura vincente della scelta di intensificare e approfondire sempre più i rapporti economici tra i due paesi, fortemente voluta da Mahmoud Ahmadinejad e da Hugo Chavez.
martedì 2 luglio 2013
Terminati a Bushehr i lavori sulla petroliera 'Aframax' "Sorocama", ormai pronta a unirsi alla flotta venezuelana!
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I Cristiani libanesi chiedono ad Hassan Nasrallah il permesso di potersi unire a Hezbollah per combattere in Siria!!
IL SEGUENTE MESSAGGIO E' STATO PUBBLICATO IERI SU UNA PAGINA FACEBOOK DEDICATA AI "POLITICI LIBANESI" E CI E' STATO SEGNALATO DA UNO DEI NOSTRI CONTATTI
"Dai vostri fratelli Cristiani che vogliono assistere e aiutare la Resistenza Libanese e l'Esercito Arabo Siriano che ogni giorno lottano e si sacrificano contro i takfiri stranieri"
Vostra Eminenza Sayyed Nasrallah, siamo un gruppo di giovani Cristiani che non resiste più nel vedere i nostri correligionari uccisi e torturati in Siria, i nostri Arcivescovi rapiti e offesi, la nostra Storia e la nostra Cultura messe in pericolo da questi estremisti che non rappresentano nulla se non la loro meschinità e crudeltà nascoste sotto una parodia dell'Islam; gli abusi e le enormità di costoro non causano reazioni da parte dell'Occidente "cristiano" o dalle gerarchie religiose delle nostre Chiese.
Per questo, Vostra Eminenza, vi chiediamo di permettere che le porte della sua organizzazione si aprano e ci venga permesso di unirci agli Eroi che difendendo la Siria, difendono anche i Siriani cristiani, vorremmo poter formare una nostra unità nelle vostre fila, una unità dedicata ai nomi di Issa e Mariam (Gesù e Maria) che unisca i propri sforzi a quelli dei vostri altri seguaci per conseguire prima la necessaria vittoria sui barbari takfiri. Sarebbe un onore per noi aggiungere i nostri martiri, martiri cristiani, a quelli che già si sono immolati per la libertà di Qusayr, dove erano presenti molti nostri fratelli.
"Dai vostri fratelli Cristiani che vogliono assistere e aiutare la Resistenza Libanese e l'Esercito Arabo Siriano che ogni giorno lottano e si sacrificano contro i takfiri stranieri"
Vostra Eminenza Sayyed Nasrallah, siamo un gruppo di giovani Cristiani che non resiste più nel vedere i nostri correligionari uccisi e torturati in Siria, i nostri Arcivescovi rapiti e offesi, la nostra Storia e la nostra Cultura messe in pericolo da questi estremisti che non rappresentano nulla se non la loro meschinità e crudeltà nascoste sotto una parodia dell'Islam; gli abusi e le enormità di costoro non causano reazioni da parte dell'Occidente "cristiano" o dalle gerarchie religiose delle nostre Chiese.
Per questo, Vostra Eminenza, vi chiediamo di permettere che le porte della sua organizzazione si aprano e ci venga permesso di unirci agli Eroi che difendendo la Siria, difendono anche i Siriani cristiani, vorremmo poter formare una nostra unità nelle vostre fila, una unità dedicata ai nomi di Issa e Mariam (Gesù e Maria) che unisca i propri sforzi a quelli dei vostri altri seguaci per conseguire prima la necessaria vittoria sui barbari takfiri. Sarebbe un onore per noi aggiungere i nostri martiri, martiri cristiani, a quelli che già si sono immolati per la libertà di Qusayr, dove erano presenti molti nostri fratelli.
L'Esercito siriano avanza nelle province di Aleppo, Homs e Latakia, i terroristi, divisi e isolati, non sanno come reagire!
Le truppe dell'Esercito siriano, dopo avere sottoposto a intensi bombardamenti le zone di Aazaz e Andan intorno alla città di Aleppo hanno fatto numerosi progressi nella loro avanzata in direzione di Al-Nobbol e Al-Zarhaa; tentativi disorganizzati di contrattacco da parte degli estremisti takfiri sono stati bloccati e respinti a Ming, Mayer, Grand Orme mentre nei quartieri di Saif al-Dawla e Abtin le forze regolari hanno scoperto arsenali e depositi di armi ed esplosivi abbandonati dai mercenari wahabiti in fuga.
Significativo il particolare come in queste ultime santebarbare il numero di ordigni esplosivi improvvisati e di bombe da mortaio "fatte in casa" sia molto più alto di quello mai riscontrato in passato (quando in mano ai terroristi si trovavano anche avanzate armi costruite in Israele, in Francia, negli Usa...) a dimostrazione di come i gruppi armati stranieri siano sempre più disperati per la mancanza di rifornimenti.
Ma intense operazioni si sono avute anche nella Provincia di Homs, dove, dopo avere messo in sicurezza tutta la zona tra Talkalakh e il corso del fiume che segna il confine con il Libano, l'Esercito siriano si é dedicato a ripulire la zona tra Talkalakh e Qaryaten, per impedire il movimento di gruppi armati e terroristi sopravvissuti verso Rastan.
Più a Nord, nella Provincia di Latakia, un'operazione qualitativa delle Forze Armate é risultata nell'uccisione del capo wahabita libico Abu Liyad, leader del movimento degli 'Immigrati di Dio', caduto con diversi suoi seguaci in un'imboscata che lo ha sorpreso vicino al villaggio di Doreen nella zona costiera settentrionale.
Significativo il particolare come in queste ultime santebarbare il numero di ordigni esplosivi improvvisati e di bombe da mortaio "fatte in casa" sia molto più alto di quello mai riscontrato in passato (quando in mano ai terroristi si trovavano anche avanzate armi costruite in Israele, in Francia, negli Usa...) a dimostrazione di come i gruppi armati stranieri siano sempre più disperati per la mancanza di rifornimenti.
Ma intense operazioni si sono avute anche nella Provincia di Homs, dove, dopo avere messo in sicurezza tutta la zona tra Talkalakh e il corso del fiume che segna il confine con il Libano, l'Esercito siriano si é dedicato a ripulire la zona tra Talkalakh e Qaryaten, per impedire il movimento di gruppi armati e terroristi sopravvissuti verso Rastan.
Più a Nord, nella Provincia di Latakia, un'operazione qualitativa delle Forze Armate é risultata nell'uccisione del capo wahabita libico Abu Liyad, leader del movimento degli 'Immigrati di Dio', caduto con diversi suoi seguaci in un'imboscata che lo ha sorpreso vicino al villaggio di Doreen nella zona costiera settentrionale.
lunedì 1 luglio 2013
Dopo 18 morti, 800 feriti e quattro ministri dimissionari, arriva per Morsi l'Ultimatum dell'Esercito: "Potere al popolo o interveniamo entro 48 ore!"
Aggiorniamo il computo delle vittime dei violentissimi scontri che per tutto il giorno hanno animato le manifestazioni di rabbia e protesta popolare in Egitto contro il Presidente Mohammed Mursi (di cui ricorre appena il primo anniversario dall'insediamento) e contro il Governo guidato dall'Ikhwan musulmana espresso dal primo Parlamento democraticamente e regolarmente eletto dal popolo in oltre settemila anni di Storia del paese.
Secondo le ultime cifre sarebbero cinque le persone perite al Cairo nel rogo della sede dell'Ikhwan, mentre la distruzione di un'altra sede della Fratellanza ad Al-Moqattam sarebbe costata altre cinque vittime, quattro i morti ad Assiut, uno ad Alessandria, uno ad Al-Gharbia uno a Fayoum e uno a Kafr al-Sheik. In totale quindi ci sarebbero stati diciotto morti e un totale variabile tra i 780 e gli 800 feriti.
Intanto quattro Ministri (del Turismo, delle Comunicazioni, degli Affari Legali e dell'Ambiente) hanno rimesso i loro mandati in mano al Premier Hisham Qandil, dimostrando come ormai la Fratellanza Musulmana, pur se rimane la più forte organizzazione politica del paese, si stia trovando via via sempre più isolata e in difficoltà di fronte a un movimento di protesta che forse supera come mobilitazione popolare persino quello scatenatosi a inizio 2011 contro Mubarak.
Intanto si riaffaccia sull'agone politico l'Esercito che, dopo l'uscita i scena degli alti ufficiali dello SCAF, che avevano accompagnato la transizione tra le dimissioni di Mubarak e l'avvento della Democrazia, avrebbe segnalato un proprio 'ultimatum' di 48 all'Ikhwan, intimandole di restituire la sovranità al popolo pena un proprio diretto intervento.
Secondo le ultime cifre sarebbero cinque le persone perite al Cairo nel rogo della sede dell'Ikhwan, mentre la distruzione di un'altra sede della Fratellanza ad Al-Moqattam sarebbe costata altre cinque vittime, quattro i morti ad Assiut, uno ad Alessandria, uno ad Al-Gharbia uno a Fayoum e uno a Kafr al-Sheik. In totale quindi ci sarebbero stati diciotto morti e un totale variabile tra i 780 e gli 800 feriti.
Intanto quattro Ministri (del Turismo, delle Comunicazioni, degli Affari Legali e dell'Ambiente) hanno rimesso i loro mandati in mano al Premier Hisham Qandil, dimostrando come ormai la Fratellanza Musulmana, pur se rimane la più forte organizzazione politica del paese, si stia trovando via via sempre più isolata e in difficoltà di fronte a un movimento di protesta che forse supera come mobilitazione popolare persino quello scatenatosi a inizio 2011 contro Mubarak.
Intanto si riaffaccia sull'agone politico l'Esercito che, dopo l'uscita i scena degli alti ufficiali dello SCAF, che avevano accompagnato la transizione tra le dimissioni di Mubarak e l'avvento della Democrazia, avrebbe segnalato un proprio 'ultimatum' di 48 all'Ikhwan, intimandole di restituire la sovranità al popolo pena un proprio diretto intervento.
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La testata 'Al-Anbaa' suggerisce che il leader dei 'barbouzes' di Sidone Ahmad Assir sarebbe morto negli scontri con l'Esercito!
Nell'aftermath della breve ma intensa 'Battaglia di Saida' che ha visto capitolare le milizie takfire del barbuto 'sceicco' Ahmad al-Assir, creatura qatariota incaricata di intorbidare la situazione libanese mano a mano che le forze siriane (anche con l'aiuto di Hezbollah) stanno mettendo con le spalle al muro l'insorgenza wahabita sul loro territorio, si era ritenuto che il predicatore settario si fosse rifugiato nell'ambasciata dei suoi finanziatori, attendendo di poterne uscire o di venirne fatto esfiltrare in qualche modo (visto che su di lui pende sempre il mandato d'arresto firmato dal Giudica Sakr Sakr).
Adesso però arriva un articolo del quotidiano del Kuwait "Al-Anbaa" che suggerisce che anche Assir possa aver trovato la morte nella tre giorni di scontri con l'Armee Libanaise, consigliata e guidata nella campagna di soppressione degli estremisti da personale scelto di Hezbollah. Secondo alcune testimonianze raccolte dai suoi reporter in Libano infatti il sedicente 'sceicco' sarebbe morto insieme al suo luogotenente Fadel Shaker e non identificato a causa della gravità delle ferite riportate e del principio di combustione cui la salma sarebbe poi stata esposta.
Questo spiegherebbe non solo la scomparsa ma anche la mancanza di ogni genere di messaggio che lo 'sceicco' pur sconfitto avrebbe potuto comunque lanciare ai restanti seguaci e ai simpatizzanti anche da un eventuale nascondiglio.
Adesso però arriva un articolo del quotidiano del Kuwait "Al-Anbaa" che suggerisce che anche Assir possa aver trovato la morte nella tre giorni di scontri con l'Armee Libanaise, consigliata e guidata nella campagna di soppressione degli estremisti da personale scelto di Hezbollah. Secondo alcune testimonianze raccolte dai suoi reporter in Libano infatti il sedicente 'sceicco' sarebbe morto insieme al suo luogotenente Fadel Shaker e non identificato a causa della gravità delle ferite riportate e del principio di combustione cui la salma sarebbe poi stata esposta.
Questo spiegherebbe non solo la scomparsa ma anche la mancanza di ogni genere di messaggio che lo 'sceicco' pur sconfitto avrebbe potuto comunque lanciare ai restanti seguaci e ai simpatizzanti anche da un eventuale nascondiglio.
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Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!
Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
Sette morti in Egitto durante una domenica di manifestazioni e scontri che hanno attraversato l'intero paese!
Qualora si consideri che, dopo appena un anno speso in carica dalla sua elezione, il Presidente egiziano Mohammed Mursi sia riuscito a suscitare contro di sé un movimento popolare di protesta apparentemente ancora più radicato e diffuso di quello che all'inizio del 2011 riuscì con alcuni giorni di agitazione massiccia a causare il collasso del regime dell'autocrate Mubarak (e tutto questo nonostante il fatto che Mursi sia sostenuto dall'Ikhwan musulmana, la più grande associazione politica del paese, due anni fa schierata con l'opposizione) poche parole vengono alla mente per definire la sua presidenza, tra esse, certamente vi é: "Fallimentare".
Nella giornata di ieri, caratterizzata dalla mobilitazione contemporanea di milioni di manifestanti attraverso centri piccoli e grandi del paese, si sono registrati almeno sette morti negli scontri violenti che hanno visto la polizia da un lato cercare di disperdere o quantomento contenere gli assembramenti: una vittima é stata registrata a Beni Souef, un'altra a Fayoum e tre ad Assiut, piccoli centri a Sud del Cairo, mentre due morti sono rimasti sul terreno davanti alla sede nazionale dell'Ikhwan, al Cairo, andata totalmente distrutta da un incendio appiccato dai manifestanti.
Secondo le note del Ministero della Salute i feriti, più o meno gravi, della giornata di ieri ammonterebbero circa a seicento persone. Il coordinamento del movimento di protesta avrebbe già rispedito al mittente con un secco diniego l'offerta di Mursi per una 'normalizzazione' della situazione interna.
Nella giornata di ieri, caratterizzata dalla mobilitazione contemporanea di milioni di manifestanti attraverso centri piccoli e grandi del paese, si sono registrati almeno sette morti negli scontri violenti che hanno visto la polizia da un lato cercare di disperdere o quantomento contenere gli assembramenti: una vittima é stata registrata a Beni Souef, un'altra a Fayoum e tre ad Assiut, piccoli centri a Sud del Cairo, mentre due morti sono rimasti sul terreno davanti alla sede nazionale dell'Ikhwan, al Cairo, andata totalmente distrutta da un incendio appiccato dai manifestanti.
Secondo le note del Ministero della Salute i feriti, più o meno gravi, della giornata di ieri ammonterebbero circa a seicento persone. Il coordinamento del movimento di protesta avrebbe già rispedito al mittente con un secco diniego l'offerta di Mursi per una 'normalizzazione' della situazione interna.
domenica 30 giugno 2013
Foto esclusive della visita della flotta iraniana ad Astrakhan mentre Teheran e Mosca progettano manovre congiunte sul Mar Caspio!
I pattugliatori leggeri 'Joshan' e 'Peykan' dell'IRIN hanno calato l'ancora ad Astrakhan, alla foce del grande fiume Volga, secondo quanto annunciato in passato da fonti russe e della Repubblica Islamica. Secondo quanto comunicato dal Colonnello Soleiman Adeli la visita iraniana é mirata a rafforzare lo spirito di fratellanza e collaborazione tra Iran e Russia ma anche tra tutte le cinque nazioni che si affacciano sul grande bacino interno del Caspio, una risorsa che deve essere difesa e preservata come importantissima parte del paesaggio naturale e del retaggio culturale della regione.
I due pattugliatori lanciamissili sono stati varati nel 2003 e nel 2006 e costituiscono i primi esempi del percorso intrapreso dalla Repubblica Islamica per raggiungere l'autonomia completa nell'industria della Difesa secondo i dettami della "Jihad per l'Autosufficienza Militare". Nelle foto é possibile vedere come i comandanti della flottiglia iraniana abbiano ricevuto insieme ai loro anfitrioni russi l'omaggio del picchetto d'onore del porto di Astrakhan e come in seguito agli ospiti una delegazione cittadina abbia offerto il pane e il sale, tradizionali tributi al visitatore che viene in pace.
Intanto il Vicecomandante della Flotta russa del Caspio, Nikolai Yakubovsky ha annunciato che entro pochi mesi IRIN e flotta Russa si impegneranno per la seconda volta in una manovra congiunta sulle acque del mare interno. La prima esercitazione in tandem tra le due forze navali si svolse nel 2009 e vide coinvolti circa trenta vascelli.
I due pattugliatori lanciamissili sono stati varati nel 2003 e nel 2006 e costituiscono i primi esempi del percorso intrapreso dalla Repubblica Islamica per raggiungere l'autonomia completa nell'industria della Difesa secondo i dettami della "Jihad per l'Autosufficienza Militare". Nelle foto é possibile vedere come i comandanti della flottiglia iraniana abbiano ricevuto insieme ai loro anfitrioni russi l'omaggio del picchetto d'onore del porto di Astrakhan e come in seguito agli ospiti una delegazione cittadina abbia offerto il pane e il sale, tradizionali tributi al visitatore che viene in pace.
Intanto il Vicecomandante della Flotta russa del Caspio, Nikolai Yakubovsky ha annunciato che entro pochi mesi IRIN e flotta Russa si impegneranno per la seconda volta in una manovra congiunta sulle acque del mare interno. La prima esercitazione in tandem tra le due forze navali si svolse nel 2009 e vide coinvolti circa trenta vascelli.
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