domenica 9 ottobre 2016

Nel Nord-Ovest della Provincia di Sweida l'Esercito Siriano elimina una colonna di terroristi di Al-Nusra!

La provincia meridionale di Sweida, anche se non quanto quella di Aleppo o i dintorni di Damasco, é tuttavia teatro di operazioni militari delle forze siriane, che nelle ultime ore hanno colpito con una certa intensità i militanti del fronte wahabita Al Nusra.
Una colonna di terroristi di questa organizzazione aveva cercato di attaccare il villaggio di Waqam, a 37 Km a NordOvest dal capoluogo, ma é stata bloccata dalle forze armate siriane che hanno praticamente distrutto il distaccamento, lasciando sul terreno dozzine di terroristi morti o gravemente feriti.


Altre truppe siriane hanno ingaggiato ed eliminato terroristi di Al Nusra intorno al villaggio di Ariqa, nella zona di Al-Lajat, a 24 Km a NO da Sweida città, anche qui infliggendo gravi perdite al nemico takfiro.

Inoltre, un tentativo dei wahabiti di bombardare con mortai e razzi l'Aeroporto di Al-Thaala é stato bloccato dal fuoco di controbatteria siriano, che ha distrutto le loro postazioni di tiro.

6 commenti:

  1. è una buona domenica queela che inizia con una strage di subumani wahabiti, che sia di buon auspicio per una giornata ricca di altre notizie sulla riduzione demografica dei mercenari trogloditi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La sacra Nazione e l'eroico esercito siriano stanno vincendo quella che passerà alla storia come la guerra siriano-statunitense. Il finto "impero" anglo-americano (un impero di cartone) è solo un bluff di criminali (Giap docet).

      Elimina
    2. sacra Nazione ed esercito siriani

      Elimina
  2. Paoloribalko (ex-Paolo)9 ottobre 2016 10:06

    Drusi (Sweida) fedeli alla Grande Siria !

    RispondiElimina
  3. Già, drusi, cristiani, alauiti, sunniti, sciiti, curdi, armeni, assiri, tutti rientrano sotto la bandiera siriana guidata da Assad.
    Popoli, culture, religioni diverse che lottano per tornare a far risorgere la loro Patria libera e laica. Come lo era prima della aggressione imperialista.

    Federico

    RispondiElimina