"Io me tuccu p'é veide se ghe sun".
Letteralmente: "Io mi tocco per verificare di esserci".
E' un'espressione genovese e ligure per esprimere il massimo grado di stupore e basimento, tale da far sorgere il dubbio nell'astante di stare dormendo o assistendo a un'allucinazione, da cui, appunto, la necessità di 'toccarsi per vedere di esserci'.
Ed é anche l'unico commento SENSATO con cui reagire a questo "cinguettamento" dell'Ex-ambasciatore in Siria dell'amministrazione Obama, Robert Ford, quello che attraversava il paese incitando la gente a ribellarsi contro Assad (senza successo, da qui poi la scelta di 'importare' i terroristi da fuori per attaccare la Repubblica Araba Siriana), nel quale egli accusa gli Irakeni di "finanziare il dispendioso programma degli F-16 mentre migliaia di cittadini dimostrano chiedendo elettricità, acqua corrente e meno corruzione".
Visualizzazione post con etichetta Accusa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Accusa. Mostra tutti i post
venerdì 24 agosto 2018
FORDISMO REALE! L'amico dei tagliagole Robert Ford (l'ambasciatore di Obanga in Siria) accusa l'Irak di "sprecare denaro"...NEGLI F-16 americani!!
Etichette:
Accusa,
Ambasciatore,
Aviazione Irakena,
F-16,
IrAF,
Irak,
Obama,
Robert Ford,
Siria,
Su-25,
Tweet,
Twitter
martedì 24 luglio 2018
Il Gran Mufti di Siria, massima autorità sunnita del paese dichiara che gli 'elmetti bianchi' vanno perseguiti e processati per le loro atrocità criminali!
"Russia e Siria devono unire gli sforzi e perseguire, accusare e processare per i loro crimini di guerra i membri dei cosiddetti 'elmetti bianchi'", così ha dichiarato il Gran Mufti di Siria, massima autorità per i musulmani sunniti del Paese Ahmad Badreddin Hassoun, nella giornata di ieri.
Il Gran Mufti, di cui più volte abbiamo elogiato gli sforzi per unire il popolo siriano nella lotta contro i terroristi mercenari, eretici e invasori, che hanno messo a ferro e fuoco il Paese in questi ultimi sette anni; il cui stesso figlio é caduto martire durante la guerra di liberazione, ha fatto queste osservazioni incontrando i congiunti di cinque militari russi caduti in Siria.
Il Gran Mufti, di cui più volte abbiamo elogiato gli sforzi per unire il popolo siriano nella lotta contro i terroristi mercenari, eretici e invasori, che hanno messo a ferro e fuoco il Paese in questi ultimi sette anni; il cui stesso figlio é caduto martire durante la guerra di liberazione, ha fatto queste osservazioni incontrando i congiunti di cinque militari russi caduti in Siria.
Etichette:
Accusa,
Ahmad Badreddin Hassoun,
Atrocità,
Crimini di Guerra,
Elemtti Bianchi,
Gran Mufti,
Martiri,
Processo,
Prosecuzione
mercoledì 16 maggio 2018
Lavrov definisce "blasfema" la pretesa sionista di chiamare 'terroristi' le vittime della mattanza di Gaza!
La diplomazia del Cremlino é sempre aperta, onesta e va dritta al punto.
Se lo ricordino i 'commissari da calciomercato' che si sono scatenati in un'orgia di CAZZATE dopo il 9 maggio perché "Budyn syonista dradydore ha inkontrato netagnahu!".
La Russia parla con tutti, l'ha sempre fatto e continuerà a farlo, ma non mancherà mai di PARLARE CHIARO.
Se lo ricordino i 'commissari da calciomercato' che si sono scatenati in un'orgia di CAZZATE dopo il 9 maggio perché "Budyn syonista dradydore ha inkontrato netagnahu!".
La Russia parla con tutti, l'ha sempre fatto e continuerà a farlo, ma non mancherà mai di PARLARE CHIARO.
Etichette:
Accusa,
Commento,
Condanna,
Diplomazia,
Federazione Russa,
Regime ebraico,
Sergei Lavrov,
Sionisti,
Strage
venerdì 15 dicembre 2017
"Siria Palestina": Millenovecentottantaquattro anni dopo!
Parte della indefessa campagna di Palaestina Felix per rimanere AI VERTICI delle listine di proscrizione compilate dai frequentatori di logge, sinedri e altre congreghe di sfigati gobbi, brutti e storti sia fisicamente che moralmente.
Ricordate, chi compila dette liste si metterebbe volentieri a fare IL VENTIQUATTRESIMO SGORBIO a scortare col suo bel fuciletto 'tavor' ben saldo in mano un ragazzino di sedici anni legato e bendato...é gente VERAMENTE SPREGEVOLE!
Ricordate, chi compila dette liste si metterebbe volentieri a fare IL VENTIQUATTRESIMO SGORBIO a scortare col suo bel fuciletto 'tavor' ben saldo in mano un ragazzino di sedici anni legato e bendato...é gente VERAMENTE SPREGEVOLE!
Etichette:
Accusa,
Al-Khalil,
Arresto,
Cisgiordania,
Corte,
Ecce Homo,
Fawzi al-Juneidi,
Foto,
Palestina,
West Bank
giovedì 14 dicembre 2017
Il ragazzo palestinese arrestato dai 23 "ubermensch" di tsahal verrà portato oggi davanti a un tribunale-canguro sionista!
La foto dell'adolescente Fawzi al-Juneidi catturato da un vero e proprio "campionario di tare fisiche e psichiche" del ridicolo esercito sionista ha fatto il giro del mondo.
Essa é stata utilissima per mostrare con evidenza al mondo la bassezza e la meschinità insite nel concetto stesso di 'sionismo'.
Essa é stata utilissima per mostrare con evidenza al mondo la bassezza e la meschinità insite nel concetto stesso di 'sionismo'.
Etichette:
Accusa,
Al-Khalil,
Arresto,
Cisgiordania,
Corte,
Fawzi al-Juneidi,
Foto,
Palestina,
West Bank
domenica 13 agosto 2017
Mohandes accusa: "Intelligenza e cooperazione tra gli Americani e l'ISIS! Abbiamo le prove!"
Il Vicecapo delle Forze di Mobilitazione Popolare irakene, Abu Mahdi al-Mohandes ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri che la sua organizzazione possiede "prove incriminanti" che testimoniano di intelligenza tra forze americane e unità del cosiddetto "califfato" noto come ISIS o Daash.
Nei filmati e nelle foto in questione si vedrebbero elicotteri americani atterrare in zone controllate dall'ISIS e consegnare carichi o prelevare individui da far fuggire, probabilmente leader dell'organizzazione messi in fuga dalle recenti vittorie irakene nella Provincia di Mosul.
Nei filmati e nelle foto in questione si vedrebbero elicotteri americani atterrare in zone controllate dall'ISIS e consegnare carichi o prelevare individui da far fuggire, probabilmente leader dell'organizzazione messi in fuga dalle recenti vittorie irakene nella Provincia di Mosul.
Etichette:
Abu Mahdi al-Mohandes,
Accusa,
Cooperazione,
Daash,
Denuncia,
Elicotteri,
Hashd al-Shaabi,
ISIS,
Mobilitazione Popolare
domenica 15 marzo 2015
Hamas accusa: "Attentati e violenze nella Striscia di Gaza sono opera dei servizi di Fatah, tornati per la 'riconciliazione'!"
Una presa di posizione ufficiale del Movimento di Resistenza Hamas, da parte del portavoce del Ministero degli Interni Iyad al-Bozum ha accusato formalmente uomini dei 'servizi' di Fatah, rientrati nella Striscia di Gaza dopo esserne stati cacciati ai tempi del fallito golpe del 2007, di essere dietro i misteriosi episodi di violenza (condotti principalmente con bombe piazzate su automobili) che nelle scorse settimane hanno aggiunto ulteriori preoccupazioni a quelle già grandi che accompagnano il quotidiano degli abitanti del ghetto costiero assediato dal regime ebraico.
Etichette:
Accusa,
Attentati,
Bombe,
Dichiarazione,
Fatah,
Hamas,
ISIS,
Iyad al-Buzum,
Ministero degli Interni,
Paura,
Riconciliazione,
Striscia di Gaza
sabato 21 febbraio 2015
Il regime saudita cerca di elevare ridicole accuse contro Hezbollah: la smentita é immediata e sprezzante!
Sul quotidiano saudita Al-Watan (asservito ai voleri del Re e della Corte, come tutti i media dell'ultima monarchia assoluta del pianeta) sono apparse assurde accuse riguardo un presunto 'complotto' di Hezbollah per assassinare l'Ex-Ministro Michel Samaha.
Etichette:
Accusa,
Al-Watan,
Assassinio,
Complotto,
Hezbollah,
Michel Samaha,
Prigione,
Riyadh,
Servizi Segreti,
Siria,
Smentita,
Terroristi,
Vendetta
martedì 6 gennaio 2015
Lo Sceicco Qassem implicitamente conferma la scoperta di un traditore venduto ai sionisti nelle fila di Hezbollah!
Il Vice di Hassan Nasrallah, lo Sceicco Naim Qassem, nel corso di una intervista col quotidiano "Daily Star" avrebbe implicitamente confermato la recente neutralizzazione dell'agente sionista Mohammed Shawraba, traditore infiltrato nei ranghi dell'Unità 910.
Etichette:
Accusa,
AFP,
Agence France Presse,
Arresto,
Controspionaggio,
Daily Star,
Hezbollah,
Intelligence,
Intervista,
Libano,
Mohammed Shawraba,
Mossad,
Naim Qassem,
Resistenza,
Tradimento
venerdì 26 dicembre 2014
Il controspionaggio di Hezbollah avrebbe scoperto un traditore di alto livello nella Resistenza sciita!
L'Agence France Presse é un outlet informativo imperialista e asservito, quindi é inutile e dannoso prestare fede al 100 per cento alle notizie che esso propaga, nella migliore delle ipotesi esse sono pesantemente parziali e tendenziose, quando non direttamente e completamente false.
Tuttavia esistono casi in cui, pur con tutti i 'caveat' del caso, sarebbe sciocco ignorare certi 'lanci' o reportage, sapendo benissimo che si sta correndo un rischio pur di non 'bucare' quella che potrebbe comunque essere una notizia interessante.
L'AFP ha riportato nella giornata di ieri che un ufficiale di Hezbollah di nome Mohammed Shawraba sarebbe stato arrestato dalla sicurezza interna del movimento sciita e condotto immediatamente di fronte a una corte straordinaria per rispondere dell'accusa di intelligenza col nemico sionista.
A quanto sostengono i reporter francesi Shawraba, membro dell'Unità 910, che si occupa delle operazioni 'esterne' sarebbe stato reclutato dal Mossad e avrebbe svelato dettagli utili a intralciare missioni segrete della Resistenza sciita.
Speriamo che la verità emerga quanto prima, nel caso saremo i primi a congratularci con Hezbollah per il prezioso successo di contro-intelligence.
Tuttavia esistono casi in cui, pur con tutti i 'caveat' del caso, sarebbe sciocco ignorare certi 'lanci' o reportage, sapendo benissimo che si sta correndo un rischio pur di non 'bucare' quella che potrebbe comunque essere una notizia interessante.
L'AFP ha riportato nella giornata di ieri che un ufficiale di Hezbollah di nome Mohammed Shawraba sarebbe stato arrestato dalla sicurezza interna del movimento sciita e condotto immediatamente di fronte a una corte straordinaria per rispondere dell'accusa di intelligenza col nemico sionista.
A quanto sostengono i reporter francesi Shawraba, membro dell'Unità 910, che si occupa delle operazioni 'esterne' sarebbe stato reclutato dal Mossad e avrebbe svelato dettagli utili a intralciare missioni segrete della Resistenza sciita.
Speriamo che la verità emerga quanto prima, nel caso saremo i primi a congratularci con Hezbollah per il prezioso successo di contro-intelligence.
Etichette:
Accusa,
AFP,
Agence France Presse,
Arresto,
Controspionaggio,
Hezbollah,
Intelligence,
Libano,
Mohammed Shawraba,
Mossad,
Resistenza,
Tradimento
giovedì 4 luglio 2013
Sotto accusa per stupro il capo dello staffi di Benji Netanyahu costretto a imbarazzanti dimissioni!
La natura profondamente corrotta e criminale del regime ebraico di Tel Aviv si nota nella scarsa qualità degli uomini che esso riesce a mettere in posizioni di potere: uno sguardo all'annuario dei politici e dei generali sionisti é una specie di 'viaggio allucinante' in un carosello lombrosiano di 'freak' notevoli per la frequenza e il calibro delle loro mancanze morali degne del casellario giudiziario: appropriazione indebita, ricatto, corruzione, malversazione di fondi e risorse pubbliche, lenocinio, abusi e miscondotta sessuale, sembra non esserci fine alla capacità criminogena del politico sionista, degno rappresentante di un sistema basato sul razzismo, l'aggressione, la rapina e l'omicidio.
Ulteriore materiale per tale 'galleria degli orrori' viene fornito in questi giorni da Gil Scheffer, capo dello staff del Premier sionista Benji Netanyahi, nominato in fretta e furia a marzo per sostituire Nathan Eschel, sotto processo per molestie sessuali sul posto di lavoro e costretto adesso alle dimissioni per la ben più grave accusa di stupro.
Il crimine si sarebbe consumato ai tempi in cui Scheffer era Vice-capufficio in una branca del Ministero della 'Giustizia' (ah! l'ironia del Fato!!); attraverso minacce e ricatti al reo sarebbe stato possibile finora ritardare l'emersione della verità che tuttavia ha solo potuto rallentare e non evitare del tutto, tanto che essa é tornata a colpirlo come la Nemesi greca proprio nel 'punto culminante' della sua carriera di leccapiedi.
Ulteriore materiale per tale 'galleria degli orrori' viene fornito in questi giorni da Gil Scheffer, capo dello staff del Premier sionista Benji Netanyahi, nominato in fretta e furia a marzo per sostituire Nathan Eschel, sotto processo per molestie sessuali sul posto di lavoro e costretto adesso alle dimissioni per la ben più grave accusa di stupro.
Il crimine si sarebbe consumato ai tempi in cui Scheffer era Vice-capufficio in una branca del Ministero della 'Giustizia' (ah! l'ironia del Fato!!); attraverso minacce e ricatti al reo sarebbe stato possibile finora ritardare l'emersione della verità che tuttavia ha solo potuto rallentare e non evitare del tutto, tanto che essa é tornata a colpirlo come la Nemesi greca proprio nel 'punto culminante' della sua carriera di leccapiedi.
Etichette:
Accusa,
Benji Netanyahu,
Carriera,
Denuncia,
Dimissioni,
Gil Scheffer,
Indagine,
Ministero,
Nathan Eschel,
Staff,
Stupro
lunedì 27 febbraio 2012
Aggiornato ad aprile il processo ai provocatori stranieri che cercavano di istigare la violenza in Egitto!
Non rimarranno in cella dal 27 febbraio al 26 aprile, data in cui il Giudice Mahmoud Shoukry ha deciso di spostare la prima udienza del processo alle "ONG occidentali" che, tramite fondi di incerta provenienza, che l'accusa ritiene correlabili ad agenzie di Intelligence e servizi segreti militari, cercavano di influenzare gli eventi politici egiziani in senso favorevole a Israele e Usa, ma saranno in un certo senso "prigionieri", visto che verrà loro impedito di lasciare con qualsiasi mezzo il paese.
Sono 43 gli imputati, tra cui la pattuglia più numerosa é quella degli statunitensi, che nel loro numero contano persino il figlio del Ministro dei Trasporti; Hilary Clinton, titolare del Dipartimento di Stato (Il Ministero degli Esteri americano) ha incontrato il suo collega egiziano Mohamed Qamil Amir due volte negli ultimi tre giorni; trattenendosi "svariate ore" a parlare con lui.
Gli Usa, arrogantemente, hanno minacciato di tagliare 'gli aiuti' all'Egitto (circa un miliardo di dollari che venivano girati a Mubarak e alla sua cricca per comprare armi e prodotti americani, "gonfiando" così surrettiziamente le esportazioni della moribonda economia Usa, un 'aiuto di stato' mascherato visto che la Casa Bianca avrebbe potuto direttamente dare i soldi alle aziende interessate) ma la società civile e politica egiziana é insorta chiedendo che sia l'Egitto, per sempre, a rinunciare a ogni emolumento straniero con un programma di sottoscrizione popolare e razionalizzazione delle spese.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
martedì 21 febbraio 2012
A cinque giorni dal processo viene fuori che anche il figlio di un Ministro Usa andrà alla sbarra in Egitto!
Continuano ad aumentare ed approfondirsi le tensioni e le fratture tra Usa ed Egitto alla vigilia del procedimento giudiziario che domenica 26 vedrá imputati numerosi cittadini Usa al servizio di ambigue ONG legate alla Cia e al Pentagono, tra cui anche il figlio dell'attuale Ministro dei Trasporti Usa Sam LaHood, evidentemente già bene introdotto da "paparino" nell'ambiente delle 'operazioni coperte' e della sovversione internazionale.
Le rozze minacce Usa di tagliare gli 'aiuti' al Cairo (da sempre usati da Sadat e Mubarak per beneficiare i sostenitori e foraggiare l'apparato repressivo e poliziesco) ha spinto il partito musulmano ortodosso 'Al-Nour' a lanciare una sottoscrizione popolare che uguagli e superi l'ammontare degli emolumenti Usa in maniera da permettere al paese di farne a meno di sua spontanea volontà.
L'iniziativa ha riscosso il plauso di tutti gli strati della società civile e di tutti gli esponenti politici del paese, che vedono l'indipendenza da ogni forma di condizionamento straniero come un obiettivo fondamentale per l'Egitto post-Mubarak e anche post-SCAF. Oltre alla sottoscrizione popolare anche altre iniziative mirano a escludere finanziamenti esteri dalle prospettive future dell'Egitto, come quella lanciata dall'Università islamica di Al-Azhar per studiare tagli, risparmi e razionalizzazioni della spesa per l'esplicito scopo di dire "No, thanks" al denaro Usa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
domenica 19 febbraio 2012
Escalation continua tra Egitto e Usa per l' "affaire" delle ONG 'sospette': udienze per gli accusati fissate al 26 febbraio!
In una mossa che prosegue la continua 'escalation' di misure ostili tra il Cairo e Washington l'Egitto ha annunciato ieri che il processo agli 'attivisti stranieri' sospettati di usare fondi esteri per incitare disordine e violenza nel paese e condurre la situazione politica a sbocchi vantaggiori per gli Usa e Israele avrà inizio a fine mese.
Il 26 febbraio, infatti, dovrebbero avere inizio le udienze per 43 sospettati, tra cui 19 Americani ma anche Serbi, Norvegesi, Tedeschi, Giordani e alcuni cittadini Egiziani, i cui nomi sono risultati evidenti in documenti compromettenti sequestrati dalle autorità nel corso di retate contro le ONG 'sospette'. COntro gli accusati é elevato l'addebito di avere "Stabilito filiali ed estensioni illegali di organizzazioni internazionali che, con fondi stranieri non regolamentati sono state finanziate in maniera contraria alle leggi egiziane e alle norme sulla sovranità nazionale del paese".
Il Dipartimento di Stato Usa ha minacciato che, se cittadini americani verranno sottoposti a procedimenti legali, il programma di 'aiuti' verso l'Egitto potrebbe venire bloccato. La minaccia arrogante ha scatentato tanto la minaccia di cancellare unilateralmente il cosiddetto 'Trattato di Camp David', quanto un movimento d'opinione centrato attorno all'Ateneo Islamico di Al-Azhar che si propone di rendere quanto prima indipendente il paese da qualunque genere di emolumento straniero, in modo da renderlo meglio capace di affermare i propri sovrani diritti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
venerdì 17 febbraio 2012
L'Università islamica di Al-Azhar si mobilita: "L'Egitto non deve più ricevere nemmeno un centesimo degli ambigui 'aiuti americani', vincolo e retaggio neocolonialista!"
Lo studioso islamico egiziano Sceicco Muhammad Hassan, dell'Università di Al-Azhar ha lanciato un appello a tutti gli accademici del paese, affinché sostengano un'iniziativa per lo studio e la valutazione di un piano di disingaggio del sistema economico egiziano dai cosiddetti 'aiuti' americani, emolumenti con cui la macchina dell'imperialismo Usa cerca di tenere in posizione soggetta subserviente un paese che ancora pochi decenni fa era leader sia del Mondo Arabo che del Movimento dei Non-Allineati, che anziché subire imposizoni e direttive forniva esempi e ispirazione a quanti sognavano un mondo regolato dal rispetto tra eguali e non avvilito da rapporti di vassallaggio e servitù.
L'iniziativa dello Sceicco Hassan ha preso il via dopo lo scoppio del "caso" dei provocatori e sobillatori americani rinviati a giudizio dai tribunali egiziani, a seguito del quale, col classico piglio arrogante degli 'yankee' colonizzatori i rappresentanti del Dipartimento di Stato hanno minacciato di cancellare i fondi 'Usaid' destinati all'Egitto se i cittadini Usa verranno effettivamente portati davanti alla Corte. L'iniziativa per liberare l'Egitto dalle pastioie degli 'aiuti' Usa avrà la benedizione di tutti gli Sceicchi dell'Ateneo Islamico di Al-Azhar, del Muftì d'Egitto e della Guida Generale dell'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana.
"La prima cosa da fare sarà creare un Corpo Supremo che supervisioni l'intera iniziativa e che dovrà comprendere il Grande Sceicco di Al-Azhar, il Muftì d'Egitto, Il Ministero degli Affari Sociali, il Dr. Mohamed Badee dell'Ikwhan, Mr. Ahmed Alzanad, il Dr. Ahmed Zewail, Farouk el-Baz, il Dr. Mohamed Mohktar Mahdi, Preisdente dell'Accademia di Ricerca Islamica e dell'Associazione per la Shariah, lo Sceicco Abdullah Shaker, Capo del Gruppo Al-Sunna e rappresentanti anche della Chiesa Copta Egiziana", ha dichiarato lo Sceicco Hassan, dimostrando come le idee per portare tale mobilitazione alla fase operativa siano tutt'altro che vaghe o confuse.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Accusa,
Cairo,
Egitto,
Paesi Non-Allineati,
Provocatori,
Ricatto,
Università,
Università Al-Azhar,
USaid
venerdì 11 marzo 2011
Parlamentare del Balad mette in crisi il Ministro sionista della 'Sicurezza' con un'interrogazione sul bambino rapito a Nabi Saleh
Il membro del Parlamento israeliano Jamal Zahalka, Palestinese del partito Balad, ha sottoposto un'urgente interrogazione contro il Ministro della Sicurezza Ytzhak Aharonovic, chiedendo delucidazioni e ragguagli sull'uso di "forza eccessiva" da parte dei responsabili dell'ingiustificato squestro del bambino undicenne arrestato a Nabi Saleh.
L'interrogazione del deputato palestinese segue lo scandalo suscitato in tutto il mondo dalle immagini del vero e proprio sequestro toccato a un ragazzo arabo inseguito e afferrato da poliziotti sionisti con la falsa accusa di 'aver tirato un sasso' contro il loro veicolo. L'accusa era totalmente smentita dalle immagini, dove si vede il furgoncino della polizia passare accanto al bambino, 'individuarlo' e frenare, mentre lui, senza aver tirato alcunché, capisce la mala parata e cerca di darsi alla fuga.
| Anche l'UNICEF ha denunciato gli abusi israeliani contro bambini e ragazzi palestinesi |
Aharonovic ha cercato debolmente e senza successo di mantenere che la polizia non avesse usato forza eccessiva e che l'arresto (o meglio, il rapimento) del ragazzino sarebbe stato 'giustificato' dall'impossibilità dei militi di 'accertarne l'età', ben al di sotto del limite di perseguibilità penale; tuttavia, per fortuna, questa volta la vittima é stata rilasciata dopo poche ore e poca tortura, data l'esistenza di una prova video che distruggeva letteralmente il castello accusatorio israeliano.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Accusa,
Balad,
Jamal Zahalka Yitzhak Aharonovich,
Nabi Saleh,
Polizia,
Rapimento,
Smentita,
Video
venerdì 4 marzo 2011
Liberato lo Sceicco Salah! Non regge alla prima udienza la pretestuosa accusa israeliana!
Come preconizzato dal suo team di avvocati difensori le autorità giudiziarie sioniste, alla prima udienza, non hanno trovato motivi per prolungare la carcerazione dello Sceicco Raed Salah, noto esponente della Fratellanza musulmana in Israele, che era stato sequestrato mentre tornava da Gerusalemme Est verso casa sua dopo aver partecipato a una pacifica manifestazione contro i progetti di giudeizzazione forzata della città araba a Silwan. Dopo il rapimento, molti giorni dopo, era stato rivelato il capo d'imputazione elevatogli contro: un ridicolo addebito per "incendio di cespugli" durante una sua visita al villaggio beduino di Araqib nel Negev, demolito dai bulldozer sionisti venti volte finora.
Il sequestro dello Sceicco, evidentemente nato dall'occasione che si é presentata invitante davanti agli uomini della polizia segreta sionista che stavano seguendo e pedinando le mosse di Salah, ha avuto termine a causa dell'impossibilità di essere 'giustificato' da un pretesto più convincente, tanto che persino la corte israeliana, notoriamente parziale e sfavorevole quando si debbano giudicare cittadini arabi (come dimostra il caso di Ameer Makhoul), ha dovuto rimettere in libertà il religioso.
Lo Sceicco Salah é stato già in carcere in passato ed é reduce dal massacro della Mavi Marmara, quando la nave di aiuto umanitario sulla quale si trovava venne illegalmente abbordata ed assaltata in acque internazionali da commando della Marina israeliana, che freddarono più di dieci attivisti sparando loro nella nuca e nella schiena mentre si trovavano inermi sdraiati sulla tolda.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Accusa,
Al-Araqib,
Manifestazione,
Negev,
Raed Salah,
Rapimento,
Silwan,
Tribunale
lunedì 28 febbraio 2011
Ladri di bambini! Ecco come gli sbirri sionisti "adocchiano" e inseguono le loro vittime, per poi accusarle con addebiti infondati!!
Con questa eccezionale testimonianza video possiamo mostrare a tutti i nostri lettori come gli aguzzini della polizia israeliana 'prendano di mira' le loro giovani vittime, fermando improvvisamente il loro mezzo lungo la strada di un villaggio palestinese in Cisgiordania e iniziando a inseguire un ragazzino di appena 11 anni, Karim Salih Ayyub, senza alcun motivo.
Strappato alla madre che stava intervenendo in suo favore, Karim é stato portato a un commissariato di polizia israeliano e accusato di "aver tirato una pietra" al mezzo su cui viaggiavano i suoi rapitori, nonostante sia assolutamente evidente dalla registrazione come nessuno abbia tirato nulla verso il furgoncino.
Il piccolo Karim ha due fratelli maggiori imprigionati dagli israeliani, uno di loro Islam Salih Ayyub, pur essendo stato prosciolto dall'accusa che gravava su di lui é ancora detenuto; in mano dei carcerieri sionisti nemmeno l'innocenza é garanzia di libertà!
Forse perché esisteva una registrazione video del suo rapimento mascherato da arresto, comunque, il piccolo Karim é stato rilasciato dopo alcune ore; se non avesse avuto la fortuna di venire ripreso, con ogni probabilità, sarebbe ancora detenuto, sottoposto ad abusi e sevizie, come centinaia e centinaia di suoi coetanei.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Accusa,
Carcere,
Islam Salih Ayyub,
Karim Salih Ayyub,
Molestie sessuali,
Ragazzino,
Rapimento,
Torture,
Video
lunedì 6 dicembre 2010
Ameer Makhoul scrive dal carcere: "Lo Stato sionista non ammette l'innocenza di un Palestinese"
| LIBERATE AMEER MAKHOUL |
'Lanterna', 'Faro' in arabo si dice "Al-Fanar"; questa parola e l'idea che sta dietro di essa, sono per me diventate una sorta di ispirazione durante questo periodo di detenzione; mi sono costruito un mio faro. E' costruito nella mia mente, ovviamente, perché chi mi incarcera può togliermi lo spazio fisico, limitarmelo, ma non ha alcun potere sul mio cervello, che rimane totalmente mia proprietà. Il mio Al-Fanar é divenuto parte del mio sogno, della mia aspirazione a una libertà e a una dignità che raggiunga tutti gli uomini, senza distinzione. Esso si trova al di fuori della prigione in cui mi trovo ed é edificato su uno zoccolo, un basamento sicuro e solido. Anche di quello ho bisogno: del Faro per rischiarare il mio orizzonte e farmi intravedere cosa mi aspetta al di là delle tenebre in cui sono ora e il basamento per rimanere in contatto col presente, col 'qui e ora'. Ho bisogno di essere assennato e realistico per agire sensatamente in una realtà che é totalmente priva di senso. Ho bisogno di sfidare il presente per cambiarlo e di cambiare io stesso. Il basamento mi serve per iniziare ad agire, il Faro per indicarmi come, dove e per quale motivo io lo stia facendo.
Non é facile fare coesistere questi elementi, tenersi in contatto con entrambe, e ciò é vero non solo per me ma anche per altri miei compagni di prigionia, soprattutto per i "nuovi". A volte mi sorprendo a pensare ad alcuni dei miei compagni come a dei "nuovi"...io forse non lo sono? Sono stato incarcerato sei mesi, ma alcuni dei miei compagni hanno passato in questa condizione venti, ventitré, addirittura ventotto anni...rispetto a loro sarò sempre un "nuovo", ma per me ogni giorno é lunghissimo e porta con sé molta noia, molta sofferenza, ma anche molte occasioni di riflettere sulla realtà di essere un Palestinese in Palestina.
In questo Stato, il Potere giudiziario non contempla la possibilità che i Palestinesi siano innocenti. Su migliaia e migliaia di casi che riguardano sia Palestinesi dello Stato sionista che dei Territori occupati la percentuale delle assoluzioni con formula piena é zero, il numero degli assolti con formula piena é zero...perché per i sionisti il fatto stesso di essere Palestinesi é un crimine, non ci sono alternative. Lo Shin Bet, lo spionaggio interno sionista, ha monitorato e registrato trentamila mie telefonate...trentamila! Inoltre ha intercettato le mie email, le mie conversazioni fatte con Skype, le mie sessioni di navigazione internet, eppure in aula non hanno potuto portare nemmeno una prova materiale che sostenesse le accuse di spionaggio elevate a mio carico.
Eppure sono qui.
Sono Palestinese.
Ergo colpevole.
Basandomi sulle mie esperienze personali ma anche sui casi di altri settemila prigionieri palestinesi nelle galere sioniste, il fatto che lo Shin Bet non abbia potuto produrre prove contro di me non ha significato un alleggerimento della mia posizione, o la concessione di arresti domiciliari o libertà vigilata, tutt'altro! Lo Shin Bet ha un asso nella manica che si chiama "prova segreta"...una 'prova' che viene mostrata al giudice, ma non a me o al mio collegio difensivo; vi sembra una procedura legale, sensata, accettabile?
Le statistiche e l'esperienza, dimostrano che senza un qualche genere di accordo con l'avvocatura dello Stato, senza una qualche ammissione di 'qualcosa' (qualunque cosa!) la sentenza che mi verrà inflitta sarebbe estremamente più pesante. Lo Stato sionista, che non ammette per principio la mia innocenza, si vendicherebbe su di me...e potrebbe decidere di farlo anche sui miei cari, sui miei amici, sui miei colleghi e compagni di lotta...potrebbe decidere che alcuni (o tutti!) siano potenziali "agenti nemici" a loro volta. Non ho illusioni, ma ho molta voglia, energia e determinazione per lottare per la libertà e la dignità, anche da qui, anche in queste condizioni.
Etichette:
Accusa,
Ameer Makhoul,
Balad,
Carcere,
Hadash,
Ittijah,
Omar Sayid,
Shin Bet,
Spionaggio
Iscriviti a:
Post (Atom)
















