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martedì 22 maggio 2018

Gli ingegneri russi stanno sviluppando un'armatura potenziata anti-esplosione per gli artificieri e gli sminatori!

Esoscheletro servoassistito, armatura potenziata, concetti familiari agli appassionati di fantascienza e supereroi, che spesso nelle loro opere di evasione preferite vedono agire personaggi in grado di compiere imprese fantastiche grazie a "suit" che si muovono di concerto col loro corpo, moltiplicandone la forza, migliorandone i sensi, proteggendoli da ambienti ostili o attacchi diretti.

Fantasie che dovrebbero avviarsi a diventare presto realtà, ascoltando quanto comunicato dal Tenente Generale Yurij Stavitskij, Comandante in Capo del Corpo del Genio dell'Armata Russa.

In una recente conferenza stampa, infatti, il Generale ha confermato che i laboratori militari di ricerca russi sono attualmente impegnati a sviluppare un esoscheletro protettivo meccanizzato, che consenta a genieri e artificieri di compiere operazioni di sminamento e disinnesco di ordigni con molte meno preoccupazioni rispetto al presente.

giovedì 16 marzo 2017

Centocinquanta artificieri russi con diciassette robot e droni inviati a Palmyra per lo sminamento!

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che centocinquanta genieri artificieri, equipaggiati con droni e robot comandati a distanza sono stati inviati in Provincia di Homs per aiutare i Siriani nelle operazioni di bonifica e sminamento di Palmyra e dintorni.

"Personale ed equipaggiamento specializzato del Centro Internazionale Antimina delle Forze Armate nazionali è stato rapidamente schierato per via aerea, con un apparecchio partito dalla base di Chkalovsky -dintorni di Mosca- e atterrato a Hymemim".

domenica 19 febbraio 2017

Aleppo festeggia gli eroi russi che hanno disattivato QUARANTAMILA MINE E BOMBE negli ultimi tre mesi!

Le feste d'addio sono sempre un'occasione agrodolce, da un lato permettono di dare una patina di gaiezza a quella che altrimenti sarebbe un'occasione unicamente triste, dall'altro non riescono mai a cancellare totalmente il languore che accompagna gli ultimi momenti prima di una separazione.

Siamo sicuri che sia stato così anche alla festa che gli abitanti di Aleppo hanno voluto offrire per salutare e ringraziare gli artificieri russi arrivati a inizio dicembre scorso per sminare e bonificare le aree riempite dai 'terroristi moderati' di trappole mortali.

giovedì 5 gennaio 2017

Eccezionali immagini degli sminatori russi al lavoro ad Aleppo con un drone terrestre "Uran 6"!

Li avevamo visti partire per Aleppo, con i loro cani anti-esplosivo e numerose enormi casse piene di "equipaggiamenti speciali"; adesso i duecento artificieri russi si trovano da diverse settimane sul campo, nella metropoli siriana del Nord, e sono pienamente impegnati nelle opere di bonifica delle aree fino a poco tempo fa occupate dai terroristi.
Quello che vedete ritratto in foto é l'operatore di un drone terrestre "Uran 6", praticamente un piccolo 'bulldozer' a controllo remoto che può 'sarchiare' vaste estensioni di terreno ed é blindato a sufficienza per resistere alla detonazione di mine e congegni esplosivi improvvisati.

mercoledì 7 dicembre 2016

Ad Hanano...cacciato il takfiro...torna il...verde urbano!

Sono passati appena nove giorni dalla completa liberazione del quartiere di Hanano dalla presenza dei barbari takfiri che l'avevano oppresso per quasi tre anni e mezzo, ma la voglia di ricostruzione, normalità e pace del popolo siriano è, letteralmente, inarrestabile.

Magari il verde urbano non é PROPRIO la primissima indispensabile necessità, ma sicuramente rivedere un'aiuola verdeggiante con piccole piante decorative piantate a intervalli regolari aiuta a recuperare pian piano quella quotidinità, quella serenità che le imposizioni degli eretici wahabiti e dei loro alleati avevano sconvolto.

sabato 3 dicembre 2016

Partono per Aleppo i duecento artificieri russi col loro equipaggiamento speciale!

Avevamo annunciato che lo sminamento di Aleppo avrebbe ricevuto il contributo di duecento artificieri russi dotati di quarantasette veicoli specializzati, team di cani fiuta-esplosivo e droni robotici a controllo remoto. Adesso siamo in grado di proporvi queste immagini che mostrano l'imbarco di una parte di questi specialisti su un colossale trasporto Antonov-224, in partenza alla volta della Siria.

Speriamo che le immagini diano ai nostri fedeli e affezionati lettori la misura di quanto intenso e dedicato sia lo sforzo di solidarietà russo nei confronti della Siria, che fino ad oggi si é articolato in una serie pressoché infinita di aiuti politici, economici, diplomatici, militari e umanitari.

giovedì 1 dicembre 2016

Duecento artificieri russi con 47 veicoli specializzati aiuteranno Aleppo a liberarsi dalle mine takfire!

Adesso che buona parte di Aleppo è stata ripulita dalla presenza di terroristi takfiri (e che non ci vorrà molto per completare definitivamente l'opera) è necessario quanto prima rimuovere in sicurezza tutte le trappole, le mine e le bombe nascoste lasciate da questi codardi professionisti della strage.

A questo fine gli artificieri siriani sono già alacremente al lavoro, ma tra poco potranno contare sull'aiuto di ben duecento colleghi russi accompagnati da quarantasette veicoli specializzati, team di cani addestrati a individuare gli esplosivi e anche una squadra di robot "Uran 6".

giovedì 13 ottobre 2016

ISIS e Al Nusra sotto attacco in diverse regioni della Provincia di Sweida! Decine di terroristi eliminati!

Pur non essendo altrettanto "calda" come la Provincia di Aleppo o i dintorni di Damasco, anche la Provincia di Sweida è teatro di costanti operazioni militari siriane che bersagliano di volta in volta gruppi takfiri riconducibili ad Al Nusra o cellule dell'ISIS presenti nell'Est del governatorato.
Nel Nord della provincia un gruppo di takfiri di Al Nusra che cercavano di spostarsi dalla zona di Al-Lejah verso il deserto di Badiyeh sono finiti in un campo minato preparato dai genieri siriani che ha ucciso almeno tre terroristi ferendone diversi altri.

venerdì 20 maggio 2016

La 'sacca' meridionale del Ghouta Est é ormai un ascesso svuotato!

Confrontare le mappe della situazione nella 'sotto-sacca' meridionale del Ghouta Est é oramai un'impresa quasi divertente; vedere come località che venivano ritenute "bastioni imprendibili" dei terroristi takfiri si siano squagliate sotto un modico di pressione delle truppe siriane é un esercizio confortante e rassicurante, specie qualora si consideri che quelle forze saranno ora pronte a intervenire su altri fronti del Rif Dimashq.

martedì 24 novembre 2015

Quattrocento blindati russi BMR-3M venduti all'Irak per disattivare le mine dell'ISIS!

Quello che vedete in foto é un esemplare del veicolo russo sminatore BMR-3M "Vepr", costruito dalla Uralvagonzavod di Nizhny Tagil, nella giornata di ieri il Premier irakeno Haider Abadi ha siglato il contratto per l'acquisto di 400 esemplari dello stesso per le forze armate di Bagdad, impegnate nella lotta contro i tagliagole del cosiddetto 'califfato'.

venerdì 8 maggio 2015

ECCEZIONALE VIDEO! Guardate 39 terroristi di Obama saltare per aria vicino ad As-Sweida!!

Siamo orgogliosi di presentare al nostro pubblico, che da molti commenti lasciati in calce alle notizie ammette di gradire questo genere di testimonianze, un video di una operazione dell'Esercito Siriano che é risultato nella distruzione di una colonna terrorista di 50 estremisti che stavano marciando nei dintorni di Sweida, nella Siria sudorientale.

Informati per tempo dai cittadini del circondario su quale sentiero i tagliagole takfiri avrebbero percorso i genieri demolitori dell'Esercito Arabo Siriano hanno collocato una catena di potentissime mine in un vero e proprio 'anello di fuoco' e l'hanno fatta brillare quando la teoria di terroristi si trovava giusto al centro di essa. Lasciamo che voi stessi vi rendiate conto della potenza dell'esplosione.

domenica 5 aprile 2015

Gli artificieri irakeni trovano e disinnescano le "mine chimiche" dell'ISIS nella città di Tikrit e nei suoi dintorni!

Mentre tanti lettori di PALAESTNA FELIX sicuramente si apprestano a trascorrere una lieta giornata con familiari, parenti ed amici nella ricorrenza cristiana della Pasqua di Resurrezione a Tikrit artificieri e specialisti dell'Esercito e della Sicurezza irakena continuano indefessamente il loro lavoro di disinnesco di mine, bombe e trappole esplosive lasciate dai tagliagole dell'ISIS che, pure a poche ore dalla loro sconfitta, non hanno smesso di collocare congegni mortali sperando di far vivere oltre il loro retaggio di terrore e morte.

martedì 31 marzo 2015

Il tricolore irakeno sventola sulla cupola della Grande Moschea di Tikrit!! Conquistati anche l'Ospedale Generale ed edifici pubblici!!

Le truppe dell'Esercito Irakeno operando di concerto in varie aree della città di Tikrit sono riuscite a scovare ed eliminare almeno quaranta franc-tireurs dell'ISIS e altri 'pavoliniani' del Califfato, che si sono lasciati uccidere come topi nei loro buchi piuttosto che cedere le armi e sperare nella clemenza dei vincitori.

Un importante numero di strutture sono tornate completamente sotto il controllo delle forze governative, che con orgoglio vi hanno issato il tricolore nazionale irakeno a significare anche simbolicamente la fine del regno di terrore takfiro. Fra tutte spiccano la Grande Moschea, l'Ospedale Generale, il Dipartimento di Medicina e altri edifici pubblici.

mercoledì 25 marzo 2015

Artificieri irakeni alle prese con seimila mine e bombe lasciate dai ratti dell'ISIS in tutta Tikrit!

Aiutate dai volontari sciiti e dai miliziani sunniti di clan e tribù locali le forze irakene hanno ripreso con calma metodica le operazioni di liberazione di Tikrit e dintorni; la città é praticamente svuotata dai  terroristi, di cui rimarranno sì e no poche dozzine di esemplari, ma purtroppo é ancora pesantemente infestata da mine, bombe e trappole esplosive che, in numero di circa seimila (sic) sono state sparse in ogni dove dai fanatici dell'ISIS.

lunedì 2 febbraio 2015

L'autostrada Samarra-Tharthar liberata dalla presenza dell'ISIS! Gli artificieri di Bagdad trovano e smantellano 30 mine!!

L'Esercito Irakeno, col sostegno delle milizie sciite che ormai sono una presenza fissa sui più duri e difficili campi di battaglia della Mesopotamia, é riuscito a riprendere il completo controllo della strategica arteria autostradale di Samarra-Tharthar, dopo aver distrutto ogni gruppo terrorista che la presidiava e aver ricacciato indietro i maldestri tentativi dell'ISIS di riprenderne il controllo.

martedì 2 dicembre 2014

Le forze irakene riconquistano quel che resta degli 'arsenali chimici' di Saddam: l'ISIS non ci si é nemmeno avvicinato!

L'Esercito Irakeno ha riconquistato il controllo della vecchia struttura usata nel regime di Saddam Hussein come arsenale chimico; la zona era stata investita dall'avanzata dell'ISIS ma, al momento in cui le forze regolari l'hanno ripresa é apparso evidente che gli sgozzatori del 'califfato' non erano nemmeno riusciti a entrarvi.

Questo perché i vari bunker e depositi erano circondati da campi minati e altri ostacoli passivi che erano stati sufficienti a tenere lontani i takfiri del Daesh. Secondo le rivelazioni del Viceministro degli Esteri Mohammad Jawad al-Doraky la zona non conteneva alcun genere di 'arma chimica' ma piuttosto residui contaminati che anche qualora fossero caduti in mano all'ISIS non avrebbero potuto in alcun modo venire usati per nuocere.

Nel cosiddetto 'bunker 13' erano presenti razzi da 122mm una volta caricati a Sarin, ma da lungo tempo deattivati nell'ambito della cooperazione del regime di Saddam con l'ONU (quella che non evitò la speciosa e illegale invasione angloamericana del 2003). Nel 'bunker 41' invece erano contenute 2000 granate da 155mm una volta caricate a fosgene (e ora vuote) e 605 bidoni vuoti una volta pieni di fosgene, più materiali da costruzione contaminati.

sabato 24 dicembre 2011

Vertice di Capi di Stato Maggiore a Yarze, tra libanesi, francesi e UNIFIL!


Il Capo di SM dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha discusso a lungo col collega francese Bertrand Ract-Madoux a proposito di possibilità e tecniche di rafforzamento della cooperazione militare, secondo quando riportato dall'agenzia stampa ufficiale NNA nella giornata di ieri. Il meeting si sarebbe svolto nell'ufficio di Qahwaji a Yarze e avrebbe visto la partecipazione del Brigadier Generale Olivier dela Maisonneuve, capo di SM dell'UNIFIL.

L'Esercito libanese si é impegnato a prevenire attacchi proditori come quello che recentemente ha colpito i militari francesi sotto egida ONU, per fortuna senza conseguenze luttuose, assicurando che i buoni rapporti con la popolazione locale e con le forze della Resistenza saranno fondamentali per venire a capo del caso ed evitare che attentati simili possano ripetersi in futuro.

Il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah, poco dopo l'attacco, aveva condannato aspramente i responsabili dichiarando il proprio pieno sostegno a qualunque inchiesta ufficiale mirata a portare alla giustizia i colpevoli. Più tardi é emersa con sempre più forza l'ipotesi che gli attentatori facciano parte di quei partiti di opposizione che vorrebbero riportare l'occupazione sionista nei territori meridionali della nazione.
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venerdì 16 dicembre 2011

Chi ha piazzato la bomba contro l'UNIFIL vuole farla ritirare permettendo a Israele di riprendere le aggressioni al Libano!


 Confermando i sospetti di quanti hanno visto nel più recente di diversi attentati esplosivi che negli ultimi mesi hanno preso di mira gli uomini dei contingenti internazionali componenti la forza di interposizione ONU (UNIFIL) schierata tra Libano e regime sionista (uno dei più vecchi "punti caldi" del pianeta, visto che UNIFIL ha iniziato la propria missione nel 1978) un tentativo di forze filosioniste di dar modo a Israele di riprendere le proprie aggressioni armate contro il Paese dei Cedri, inizia a ventilare su alcuni media libanesi la voce che un ritiro o quantomeno una riduzione delle aree di competenza dei "caschi blu" potrebbe essere quanto mai prossimo.

Se questo accadesse, Tel Aviv, che viene frenata dal riprendere i propri attacchi e i propri bombardamenti solo dalla presenza dei militari internazionali, potrebbe ricominciare a bombardare il Libano meridionale con artiglierie, aerei, droni ed elicotteri, senza dover più temere rimostranze da parte dei paesi occidentali compartecipi della missione ONU. Ricordiamo che nell'estate del 2006 il regime dell'Apartheid lanciò la sua ultima invasione in grande stile nonostante la presenza del contingente UNIFIL, che era però molto più piccolo e schierato su posizioni molto meno estese di ora; diversi caschi blu austriaci, canadesi, cinesi e finlandesi vennero anche uccisi durante l'aggressione militare sionista e numerosi altri ghanesi, indiani e di altre nazionalità, vennero feriti più o meno gravemente.

Dopo la conclusione della guerra dei 34 giorni, nell'agosto di 5 anni fa, l'UNIFIL venne rinforzata con oltre seimila militari (in massima parte francesi, italiani e qatariani), dotati anche di carri armati da battaglia, artiglierie cingolate e sistemi antiaerei moderni. La Risoluzione ONU 1701, emessa dal Consiglio di Sicurezza per stabilire modalità e norme del ritiro israeliano dal territorio invaso e clausole di armistizio, prevede la possibilità che, con il normalizzarsi della situazione, le truppe ONU lascino il controllo di certe zone all'Esercito libanese, ma le forze sioniste hanno sempre mostrato di non tenere in minima considerazione le truppe di Beirut, che non hanno esitato a colpire duramente anche durante le recenti ostilità. Se l'Armee Libanaise vuole essere pronta ad affrontare il ritorno di fiamma della minaccia sionista deve procurarsi quanto prima armi ed equipaggiamenti adeguati (che certo non potranno venire dalla Francia e dagli Usa, ma piuttosto dall'Iran, dall'Egitto, dalla Siria) e rafforzare e intensificare il livello di intesa e cooperazione con le forze della Resistenza nazionale, Hezbollah in primis.
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mercoledì 14 dicembre 2011

Hezbollah controbatte le assurde accuse del ministro francese Juppé riguardo l'attentato all'UNIFIL!


Hezbollah ha denunciato e stigmatizzato le dichiarazioni "leggere e irresponsabili" rilasciate dal Ministro degli Esteri di Sarkozy, Alain Juppé, il quale, nelle scorse ore, ha accusato il Movimento sciita di Resistenza nientemeno che di "essere dietro" all'esplosione che ha colpito alcuni membri del contingente francese dell'UNIFIL, ferendoli per fortuna in maniera non grave.

Le deplorevoli (e infondate) accuse di Juppé sono tanto più speciose quanto il loro stesso latore, all'atto di formularle, ha candidamente ammesso di non avere il benché minimo straccio di prova con cui sostenerle, cosa che però non gli ha impedito di aprire la bocca e ragliarle, come evidentemente ordinatogli dal suo presidente filosionista (é provato che la carriera di Sarkozy nel partito neogollista venne favorita e finanziata dal Mossad ansioso di creare una 'sponda' filoisraeliana in Francia, paese fino al allora noto per la sua vicinanza al mondo arabo e musulmano) o dalla 'lobby a sei punte' che lo sostiene e lo coccola.

I portavoce ufficiali di Hezbollah hanno replicato, coerentemente con la loro iniziale reazione: "Il nostro movimento é stato sorpreso da questo atto realmente deplorevole, indegno di un Ministro di Governo, specialmente quello di una nazione prestigiosa e potente come la Francia". Juppé aveva rilasciato le sue improvvide richiarazioni nel corso del week-end durante una intervista con la radio RFI, mescolando nel torrente delle sue illazioni Hezbollah e i 'servizi segreti siriani' (come se attualmente non avessero cose più importanti da fare, come proteggere la popolazione civile presa di mira dai terroristi e dai provocatori stranieri).
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venerdì 9 dicembre 2011

Bomba a Bour Shmali contro militari francesi UNIFIL, Hezbollah condanna l'attacco, promette aiuto per scovare i colpevoli!


Una mina controllata a distanza posta sul ciglio della strada é stata fatta detonare stamane al passaggio di una colonna di mezzi UNIFIL (La forza di interposizione ONU che sorveglia la situazione sul confine israelo-libanese) guidati da soldati francesi. L'esplosione ha investito i militari ferendo quattro di loro, più due civili per fortuna nessuno in maniera grave. L'emittente di Hezbollah, Al-Manar, ha confermato che l'attentato ha avuto luogo vicino al villaggio di Bourj Shmali, a poca distanza dalla città costiera di Tiro. La mina era collocata in una canaletta di scolo parallela alla strada.

L'Esercito libanese ha subito cordonato la zona, mentre il Presidente Michel Suleiman, da Erevan, Armenia, dove si trova in visita, ha esteso la propria solidarietà al comandante dell'UNIFIL e a tutti i militari internazionali, avvertendo chi ha collocato l'esplosivo che il suo intento di allontanare le forze di pace dal Libano per permettere a Israele di riprendere le sue aggressioni militari vedrà i propri piani finire nel nulla. Il Portavoce del Parlamento, Nabih Berri di Amal, ha dichiarato che l'attacco "é chiaramente mirato a favorire gli interessi sionisti", invitando l'Esercito nazionale e le forze di Resistenza a mettere a frutto tutta la loro perizia tecnica e investigativa cooperando per una rapida identificazione e un pronto arresto dei responsabili.


Analisti internazionali hanno anche avanzato l'ipotesi che attacchi e attentati nel Sud del paese possano essere parte di una strategia di 'distrazione' delle risorse militari e di intelligence libanesi, in modo che ne rimangano meno per sorvegliare e contrllare il Nord e facilitare così l'azione di quei gruppi e di quei partiti (come i falangisti e i sunniti di Hariri) attivamente impegnati nel sostegno alle gang terroristiche che tentano di destabilizzare la Siria.
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